Da quando abbiamo traslocato, nonostante i lavori mai finiti, il casino sempre in corso, le scatole da aprire e sistemare, le cose da buttare che magari mi ci vorranno altri 10 anni di analisi prima di riuscirci, i figli sconfortati, il capo sfiduciato e io col winterblues che sta finendo perchè oggi c' è il sole, com' è, come non è, mi è spuntata la sindrome della chioccia.
Cioè, io starei a fare marmellate, biscotti e centrini tutto il giorno (prima o poi vi faccio la sfilata dei miei berretti all' uncinetto, utlima mania compulsivo-creativa appresa da un filmino su youtube, e mia madre che ancora si ammazza dalle risate, ma io intanto rientrando dalla Polonia in macchina ho fatto un berretto da puffo (o rasta, dicono altre fonti) in mohair grigio a Orso e un set berretto/sciarpa traforata per me. In 1200 km. si può fare).
Non so se è un' avvisaglia di menopausa, ma anche l' aver meno lavoro mi scoccia poco, anche se a volte mi preoccupo per i soldi, perchè così ho più tempo per l' uncinetto. Secondi me però è tutta colpa del blog di Soulemama.
Ora, ci riflettevo a proposito di Soulemama e la sua scelta di vita idilliaca (pure il quinto figlio sta facendo, fa home schooling a tutti e quattro gli altri, ha l' orto, sferruzza, cuce e scrive libri quando non fa foto e vivono immersi nella natura, anche se ancora non capisco che lavoro faccia il marito, mo pure la fattoria si sono comprati e stanno ordinando pulcini e altri volatili). A me mi rilassa assai leggerla e mi ispiro pure.
E ieri leggevo da ZiaCris un elenco di cose belle che facevano da piccoli quelli della mia generazione che ai nostri figli non ci fidiamo più di fargli fare, e da un lato è un bel testo che lavora tutto sulla nostalgia e la poesia della calma e le piccole cose e le gioie semplici, dall' altro mi sembra un po' insultante nei confronti delle nuove generazioni che no, non vanno a scuola a piedi sotto il sole splendente (perchè sono 5 km. + un traghetto sotto la pioggia battente e il vento contro) ma fanno un mucchio di cose che averle io, all' epoca.
E mi rendo conto che la nostalgia per la vita semplice, le marmellate, e quanto stavamo bene prima signoramia non serve, perchè è vero, come si diceva recentemente su Genitori nella Rete tramite Facebook, che le nostre scelte impongono scelte di vita per i figli, ma, spero nel mio caso, queste scelte sono ragionatissime.
Io ho scelto di non far crescere i miei figli in un paesello dove si conoscono (e ti controllano e ti giudicano) tutti, ma in una città stimolante, dove succede sempre qualcosa e che ha moltissimo da offrire ai bambini (e a me). lo so da me che è stancante tutta questa vita da città.
Io ho scelto di portarli in giro questi miei figli, fargli vedere il mondo, conoscere un mucchio di gente, fargli imparare le lingue, insegnargli il coraggio e il piacere della differenza, anche se poi mi tocca farmi supportare dalla terapeuta che gli insegna a gestirsele le proprie differenze senza soffrirne troppo.
Io ho scelto di sgobbare come libera professionista per il piacere di portarli il giovedì pomeriggio al coro (costosissimo, con il solo stipendio del capo col cavolo che potrei fargli fare tutte le cose che fanno), un pomeriggio perso al lavoro, forse, ma che mi permette di dedicarmi a loro dandogli il senso di esserci anche di persona, a volte.
Io ho scelto di non avere sabati nè domeniche perchè tutti i giorni ti offrono qualcosa di buono e l' importante è imparare ad apprezzarlo. Se la domenica ti annoi e tutti i tuoi amici hanno impegni programmati in anticipo, che dirti, mi dispiace per i tuoi amici e i loro genitori, ma non per te che la noia è un diritto fondamentale del bambino e dell' adulto.
Io non sono tanto in grado, ma ho anche scelto che al diavolo tutti i discorsi sul grosso bisogno di struttura e regolarità di cui ha bisogno Ennio: riconosco questo bisogno e cerco nei miei limiti di non strutturatezza di dargli orari fissi per le funzioni fisiologiche e le attività, tanto c' è già pure la scuola che è strutturante per definizione e necessità di sopravvivenza. Ma riconosco e soddisfo anche la sua enorme curiosità, il bisogno di stimoli intellettuali, di sorprese, di indipendenza, di movimento. A costo di stranirlo un po' certe volte, ma almeno si diverte. A costo di non nascondergli le mie debolezze e i miei momenti no, ma la maschera della vita felice e perfetta non è un trucco in cui i tuoi figli cascano e allora tanto vale dirgli che è un momento, che passerà e che averli accanto mi rende felice a prescindere.
E al diavolo anche la disciplina ferrea che servirebbe con Orso, certo che non mi faccio prendere per il naso dalle sue furbizie di bambino dalla forte autonomia, ma gli regalo spazio, fantasia e un muro di sostegno contro le sue rabbie e le sue irragionevolezze che per il carattere felice e bellissimo che ha sono come delle nuvolette passeggere in un giorno di sole e io sono il vento che lo aiuta a spazzarle via più in fretta. E se proprio deve piovere, fa parte del ciclo naturale pure quello.
E il capo, anche lui che ha bisogno di ordine e tranquillità, ma che vita noiosa che rischierebbe di fare senza lo stress che gli procuro io, che lo stress produce endorfine, e adesso che l' ho un po' interiorizzato questo suo bisogno a me estraneo cerco di assecondarlo, perchè ho bisogno di lui come dell' aria, perchè io lo faccio volare in alto nei miei momenti buoni, ma ho bisogno che mi tiri fuori dalle fosse del winterblues quando ci casco dentro e solo lui sa come ritirarmi su.
Non ho avuto modelli per tutto questo perchè ci lasciamo vivere come possiamo, al meglio delle circostanze e delle nostre inclinazioni, ma apprezzo l' aiuto e i buoni consigli di chi conosce trucchi diversi dai miei. Soprattutto di chi mi ha insegnato che è inutile avere i sensi di colpa o farseli inculcare da chi ha fatto altre scelte.
Qui sotto il testo che va in giro, ora secondo voi abbiamo distrutto la vita ai nostri figli perchè li prendiamo sul serio, ci ragioniamo, non li picchiamo noi per primi e la maestra a scuola e poi anche il bullo della classe così figo? Perchè il futuro non glielo facciamo vedere al cinema ma glielo facciamo vivere? Perchè se ci fanno una domanda di cui non sappiamo risposta gliela cerchiamo insieme su google? Perchè non gli do' un bulletto ignorante, asociale ed emarginato perchè povero migrante italiano come Fonzie per modello? ehiiii.
Più lo leggo più mi deprimo se penso che infanzia sfigata ho avuto rispetto ai miei figli. Però nonostante questo, non penso di esser venuta su così male, poi mi stanno spuntando tutti i bulbi in giardino e anche se fa ancora freddo almeno fino a novembre il winterblues non ce l' ho più, per cui vi lascio schizzando energia da tutti i pori, fino al prossimo post in cui mi lamenterò.
*****Eccolo qui*** non mandatelo in giro per piacere o rischiamo che qualcuno se lo prenda a modello educativo per i figli****
- Noi, che le nostre mamme mica ci hanno visti con l'ecografia.
- Noi, che a scuola ci andavamo da soli e da soli tornavamo
- Noi, che la scuola durava fino alla mezza e poi andavamo a casa per il pranzo con tutta la famiglia (si, anche con papà).
- Noi, che eravamo tutti buoni compagni di classe, ma se c'era qualche bullo, ci pensava il maestro a sistemarlo sul serio
- Noi, che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, mamma a casa te ne dava 2
- Noi, che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa erano guai.
- Noi, che quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta, tutti felici.
- Noi, che la gita annuale era un evento speciale e nelle foto eravamo sempre sorridenti.
- Noi, che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su internet.
- Noi, che la vita di quartiere era piacevole e serena.
- Noi, che andare al mare nei sedili posteriori della 850 di papà o nella 1100 di nonno era una passeggiata speciale e serbiamo ancora il ricordo di un bagno "pulito" a Rimini o a Fregene.
- Noi, che alla Domenica andavamo sempre al ristorante, perché ogni papà poteva permetterselo.
- Noi che alla Domenica c’erano sempre le paste.
- Noi, che facevamo 4 mesi di vacanza al mare, da Giugno a Settembre.
- Noi, che non avevamo videogiochi, né registratori, né computer. Ma avevamo tanti amici .
- Noi, che per cambiare canale alla TV dovevamo alzarci e i canali erano solo 2.
- Noi, che andavamo a letto dopo Carosello.
- Noi, che sapevamo che era pronta la cena perché c'era Happy Days con Fonzie.
- Noi, che guardavamo allucinati il futuro con "Spazio 1999" .
- Noi, che se la notte ti svegliavi e accendevi la TV vedevi solo il monoscopio Rai con le nuvole o le pecorelle di interruzione delle trasmissioni.
- Noi, che ci sentivamo ricchi se avevamo 'Parco Della Vittoria e Viale Dei Giardini'.
- Noi, che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.
- Noi, che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più fico e che se anche andavi in strada non era così pericoloso.
- Noi, che dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella.
- Noi, che avevamo il 'nascondiglio segreto' con il 'passaggio segreto'.
- Noi, che giocavamo a nomi-cose-animali-città.
- Noi, che ci divertivamo anche facendo Strega-comanda-colori.
- Noi, che ci mancavano sempre 4 figurine per finire l'album Panini (celò, celò, celò, celò, celò, celò, mi manca!).
- Noi, che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa, ma che a quelli degli altri suonavamo e poi scappavamo.
- Noi, che compravamo dal fornaio pizza bianca e mortadella per 100 lire (= • 0,050!) e non andavamo dal dietologo per problemi di sovrappeso, perché stavamo sempre in giro a giocare.
- Noi, che bevevamo acqua dal tubo del giardino, non da una bottiglia in PET
- Noi, che un gelato costava 50 lire (= • 0,025!).
- Noi, che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la Bic.
- Noi, che sentivamo la musica nei mangiadischi sui 45 giri vinile (non nell'Ipod) e adesso se ne vedi uno in un negozio di modernariato tuo figlio ti chiede cos'è.
- Noi, che al cinema usciva un cartone animato ogni 10 anni e vedevi sempre gli stessi tre o quattro e solo di Disney.
- Noi, che non avevamo cellulari (c'erano le cabine SIP per telefonare) e nessuno poteva rintracciarci, ma tanto eravamo sicuri anche ai giardinetti.
- Noi, che giocavamo a pallone in mezzo alla strada con l'unico obbligo di rientrare prima del tramonto.
- Noi, che trascorrevamo ore a costruirci carretti per lanciarci poi senza freni, finendo inevitabilmente in fossi e cespugli.
- Noi, che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il mercuro cromo, e più era rosso più eri fico.
- Noi, che giocavamo con sassi e legni, palline e carte.
- Noi, che le barzellette erano Pierino, il fantasma formaggino o c'è un francese-un tedesco-un italiano.
- Noi, che c'era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.
- Noi, che la Barbie aveva le gambe rigide.
- Noi, che il 1° Novembre era 'Ognissanti', mica Halloween.
- Noi, che l'unica merendina era il Buondì Motta con i chicchi di zucchero sopra la glassa.
- Noi, che il Raider faceva concorrenza al Mars.
- Noi, che a scuola le caramelle costavano 5 lire.
- Noi, che si suonava la pianola Bontempi.
- Noi, che la Ferrari era Lauda e Alboreto, la McLaren Prost , la Williams Mansell , la Lotus Senna e Piquet e la Benetton Nannini e la Tyrrel a 6 ruote!
- Noi, che la penitenza era 'dire-fare-baciare-lettera-testamento'.
- Noi, che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.
- Noi, che il Ciao e il Boxer si accendevano pedalando.
- Noi, che nei mercatini dell'antiquariato troviamo i giocattoli di quando eravamo piccoli e diciamo "guarda! te lo ricordi?" e poi sentiamo un nodo in gola.
- Noi, che siamo ancora qui e certe cose le abbiamo dimenticate e sorridiamo quando ce le ricordiamo.
- Noi, che vivevamo negli anni di piombo, ed abbiamo visto le lotte sociali e di classe.
- Noi, che votavamo per i partiti della 1° Repubblica: MSI, DC, PRI, PLI, PSI, PCI, e non per 70 diversi gruppi dai nomi fantasiosi.
- Noi, che abbiamo trovato lavoro tutti e subito.
Noi, che siamo stati tutte queste cose e tanto altro ancora.
Questa è la nostra storia.
Se appartieni a questa generazione, invia questo messaggio ai tuoi amici e conoscenti della tua stessa generazione .
Ma anche a gente più giovane perché sappia com'era bella la nostra vita ... anche se si chiederà come abbiamo potuto distruggere fino a questo punto la sua ...