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domenica 11 aprile 2010

Katyn, i polacchi e l'Europa

Katyn è stata una delle pagine recentemente scoperte della storia polacca. Cioè, in Polonia si è sempre saputo e sussurrato, perché non fai sparire lo stato maggiore dell'esercito di un paese in guerra senza che nessuno noti la differenza, ma non si poteva dire.

Non si poteva dire perché la nostra grande nazione sorella negava in tutti i toni. Ed essendo la cosa successa sul loro territorio, non è che uno poteva andar lì e mettersi a scavare, metterli di fronte all'evidenza e fargli: no, scusate, vi siete sbagliati, ce li avete proprio fatti fuori voi, ammettetelo e chiudiamo il discorso. Eh, no, non si poteva.

Poi il nuovo corso e la perestroika e impariamo dai nostri errori e insomma si, si ammise, si scavò, si onorarono i morti. E tanto per imparare dai nostri errori in Polonia si è passato da un integralismo all'altro, da Radio Mosca a Radio Maria, tanto entrambe ce l'hanno con gli ebrei, con i gay e con tutti quelli che rivendicano il diritto a decidere da soli come vivere e cosa pensare, invece di avere chi glielo suggerisce.

No, decisamente, a me il rifiorito integralismo cattolico della Polonia, iniziato sicuramente con l'elezione a papa di Woityla non mi ha mai convinto. Ma è con i gemelli Kaczynski che mi si sono confuse definitivamente le idee. Tutte le storie su un premier omofobo che vive con mammà che gli amministra lo stipendio e gli passa la paghetta per le piccole spese, e che passa più tempo a genuflettersi che a governare, sono anni che le conosco.

Poi ieri mi manda un sms l'amica Mishka, tutta sconvolta. Siamo senza governo.

Dico la verità, a me è quasi sembrato un thriller di quelli di fantapolitica. Il gemello malvagio, la commemorazione di Katyn finita in tragedia, le ricerche affidate a Putin, la scatola nera che in primo luogo si ritrova quella sui movimenti e non quella con le registrazioni vocali (che si saranno detti: presidente, è impossibile atterrare, tocca deviare su Minsk, e lui no, no, no, dobbiamo atterrare a tutti i costi, dio è con noi, ipotizzo ovviamente perché nei thriller si ipotizza e basta).

Lessi una volta di Czeslaw Milosz che uno dei grossi problemi dei polacchi nella storia non è stata la mancanza di coraggio, ma questa incrollabile certezza che in qualunque impresa eroica si gettassero, anche la più disastrosa, loro lo facevano con la serena certezza di essere nel giusto e che dio li guardava e che quindi doveva andar bene per forza. Poi finivano in un disastro dopo l'altro.

Perché eroici lo sono sempre stati: quando i turchi arrivarono sotto Vienna furono respinti alla fine dalle truppe polacche soprattutto, comandate dal re Jan Sobieski durante la battaglia di Vienna. Il tutto l'11 e 12 settembre 1683. Sennò a quest'ora il problema se i minareti facciano o meno parte del paesaggio europeo manco si poneva.

E nel 1944, la spallata decisiva dell'assedio di Montecassino la diedero sempre i polacchi, per scacciare i tedeschi. Scelti apposta perché estremamente motivati contro quel loro nemico storico. Il cimitero di guerra polacco a Montecassino (e anche quello di Loreto) hanno tutte queste date sulle lapidi: tutti ragazzi di 18 e 19 anni, non di più.

Insomma, noi come Europa abbiamo salvato il culo almeno un paio di volte grazie ai polacchi, e loro stessi, anche durante il socialismo, non hanno mai smesso di sentirsi parte integrante dell'Europa Occidentale. Nell'interbello Varsavia veniva paragonata a Parigi (uno può dire che lo fanno peraltro anche i baresi, ma sorvoliamo che mi rovina il discorso).

E quindi ritrovarsi al governo per parecchio tempo due antieuropeisti convinti proprio adesso che la Polonia sta in Europa, cosa che vedono come il proprio destino storico che si compie, non lo so, a me qualche dubbio lo farebbe venire. Infatti la prima domanda che mi sono posta è stata: ma è stato terrorismo?

Per il resto, è un vero peccato che io non abbia la benché minima vocazione come autore di thriller.

venerdì 14 agosto 2009

Volaaareee....

Mi dite sempre che siete contenti delle mie notizie di prima mano sul terremoto in Abruzzo e tutto quello che i media italiani non vi diranno mai?

Bene, per la gioia dei die-hards linko questo post di Katinka.

Che a me già sta in culo (si, si chiama turpiloquio) tutta la manfrina di mantenere l'Alitalia da decenni con le nostre tasse, un'azienda inefficiente, client-friendly quanto un calcio nei coglioni e inutile come poche altre mai, ma in Italia e presso l'enac al peggio non c'è mai fine.

No, così, giusto in caso aveste prenotato qualche volo vacanziero con Volare a suo tempo e MyAir di recente.