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venerdì 3 febbraio 2012
Amsterdammerung: canta, lotta, prega, ridi, lavora e ammira
Oggi una full immersion di Amsterdammitudine che levati: prima sono andata a farmi i capelli da Mario e il venerdì mattina è pieno di donnette che si rifanno la permanente o il colore. E chiacchierano. Mi sono scialata perché un po' perché le sciure dal parrucchiere, tutto il mondo è paese, un po' perchè lo humour sarcastico degli Amsterdammer doc delle volte mi ricorda certe battute che fanno a Roma (aritutto il mondo è paese), un po' perché una discussione tra marito e moglie ultrasettantenni, lei fresca di capello che comincia a dire che deve prendersi anche lui un appuntamento, lui che protesta che i capelli se li fa una volta all' anno, mentre manco alza gli occhi dal giornale (e oggettivamente essendo moderatamente calvo con una chierica dietro alle orecchie e sulla nuca, manco ha torto), lei che insiste che è tutto spelacchiato, lui che sostiene che è inverno e la peluria sparsa gli fa caldo, Mario che fa: avrei un buco alle quattro, lei:
"Allora segnati Luuk alle quattro", lui sempre imperturbabile alza gli occhi dal giornale e specifica:
" È Lucas, non Luuk",
"Oh, ma che rompiscatole che sei" (lei).
"Non ho mai visto un bel matrimonio come il vostro" (Mario).
Quella che rideva sotto i baffi mentre continuava lo scialle iniziato la settimana scorsa al Social Crochet ero io invece.
Che poi tutte le sciure a farmi i complimenti, che non si vede più nessuno lavorare la maglia e io a dire che ho imparato con un filmino su youtube, perché spiegare il Social Crochet che è una roba inventata da Roberta Castiglione su facebook, che ci si mette un dato giorno e ora, in genere la sera alle 21.30, con alcune foto che spiegano il lavoro (la lista dell' occorrente viene postata prima) e tutte a smanettare e commentare, poi chi finisce posta anche le foto del suo capolavoro e si chiacchiera e si cazzeggia, ecco, mi sembrava un po' troppo da spiegare.
Mario che mi fa un caschetto cortissimo e tutto sfilato dietro, visto che ho la testa piatta e lo scalato semilungo mi si appende e non è un bel vedere, e quando osservo che il maschio alfa non è molto felice quando mi rivede con i capelli troppo corti, mi suggerisce di mandarlo a parlare con lui. Che il maschio alfa lo scorso sabato mi si è fregato l' appuntamento e ci è andato con Ennio, che non se li vuole tagliare i capelli, ed è tornato sostanzialmente con quello che aveva prima e il padre era perplesso e un po' pentito di non essere intervenuto e aver detto di togliere qualcosa in più.
Che Mario i suoi clienti li protegge dai familiari invadenti e se il capo sta da lui io non sono autorizzata a entrare in negozio perché un uomo ha diritto a quell'oretta di pace senza la moglie fra i piedi, e un bambino ha diritto al taglio che vuole senza che i genitori si intromettano.
Poi sono scappata alla prova del coro, perché è partito un progetto nel mio quartiere che si chiama la Via della Musica e oltre a mandare Orso alla band di bambini il mercoledì ci sono un coro del martedì sera strapieno e quello del venerdi mattina che ci ho messo dei mesi ad aspettare che ci fossero abbastanza iscritti e sissignore, mi sono di nuovo ritrovata con un branco di sciure che più Amsterdammer non si può. che quando sono arrivata stavamo cantando i Beatles e va bene. E poi hanno attaccato con Ramses Shaffy.
"Tanto la canzone la conoscete tutti, no?"
"Ehm, io veramente no".
"Massì, fa la cicciona più anziana di tutte, tanto quando la senti la riconosci".
No, non l' ho riconosciuta. Ma ho capito leggendo la prima strofa che era una di quelle canzoni che per motivi misteriosi mi fanno piangere come un vitello.
E comunque il ritornello:
canta, lotta, prega, ridi, lavora e ammira,
ma non senza di noi
è la classica mazzata alla nuca che non vi voglio togliere.
"Vero che la conoscevi?"
"No, ma sai, noi stranieri, però mi ha commossa".
"Eh, Ramses l' ha pure cantata con Liesbeth List".
"Ah, allora va bene, Liesbeth List mi fa piangere sempre".
"Allora ci vediamo venerdì prossimo".
Quando sono uscita aveva iniziato a nevicare di brutto.
"Ma dove devi arrivare? Stai attenta con la bici, eh?" mi fanno le due sciure Indisch, quelle di origine indonesiana.
"Si, tanto guardate, e inchiodo, fa ancora attrito".
Poi mentre freno davanti casa mi supera un' altra sciura in bici, sconosciuta, che mi fa:"ma che bella giacca".
Guardo in mezzo alla neve ma è già lontana, però mi sa che ha la stessa che ho io.
Perché il discorso giacca calda, ma antivento, elegante, ma pratica,, taglia 50, ma femminile e che ci si possa andare in bici, la mia mamma ha tagliato la testa al toro e me ne ha presa una di Marina Rinaldi in saldo, taglia conformata 25. Di un colore bordeaux con riflessi aranciati, che quella nera di Claudia Strater, sempre in saldo, costava la metà, era lunga il doppio e aveva il cappuccio ma era nera, di una stoffina triste e con il pelo finto di gatto morto attorno al cappuccio, anche se mi slanciava di più. Ma siamo pur orgogliose del nostro 25 conformato.
Che io solo perché ero partita con il discorso voglio una giacca definitivamente buona, ma la voglio in saldo e guai se costa troppo, manco l' avevo guardata. Che, dice mamma, poi vai tre volte al ristorante e spendi gli stessi soldi, almeno per i prossimi 5 anni hai una giacca invernale.
"È bellissima, mamma, luccica", fa Orso, il mio fashion advisor.
Sono sull' ottima strada per diventare una sciura con tutti i crismi tutti pure io. Sarà l' ormone imoazzito pure stavolta.
(Orso però sono andata a prenderlo in macchina sotto la bufera di neve, e al ritorno abbiamo preso una spalaneve e il sale per il vialetto. Appena smette di nevicare spalo e salo).
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venerdì 14 ottobre 2011
Giorni di sole e rituali notturni

Non voglio confondervi le idee, sono in Abruzzo, oggi era grigio e pioveva a Pescara e mi sono fatta un pomeriggio di abbiocco mentre adesso mi aspetta il basco che mi sto facendo con le Lane d' Abruzzo finalmente prelevate oggi da Roberta e aggomitoloata con l' aiuto di Lucrezia.
Ma la tastiera non collabora, le foto non riesvo a downloadarle e avevo in bozza questo post da giorni con le foto di casa e dei pargoli che mi mancano, quindi eccovele o non avra mai piu senso postarle. Mentre i miei Gnirpoli inv ersione lupi di mare mi piacciono tanto.

Grazie, Singore dei Canali per averci fatto fare il famoso giro e per essere cosi bravo a intrattenere i bambini in genere. Grazie non moglie del Singore dei Canali per avergli regalato la barca.



Recuperare un amico dalle parti della stazione.
Pero adesso torno a sferruzzare il bsco che sospetto mi servira tutto sabato.
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giovedì 11 agosto 2011
Blueberry fields forever
Sarò breve, con Antonella e i nostri tre figli siamo andati ad Ermelo a raccogliere mirtilli in una fattoria apposita. La giornata si annunciava piovosa, i figli si annunciavano noiosi, al campo estivo ce li ho mandati a calci ieri che dovevo prepararmi la lezione dei vini promettendogli che non ci sarebbero andati oggi se non volevano. E non vollero.
In macchina Antonella che conosce i suoi polli ha chiesto che non urlassero, sennò la distraevano dalla guida, di fare i bravi che poi i più buoni al ritorno avrebbero avuto una sorpresa. Bene, con Ennio non funziona. Ha passato la mattina a stressarsi e stressarci per sapere se andava bene così, se era al primo posto, o forse al secondo, e cos' era la sorpresa. Va bene che era stanco, va bene che si era svegliato inumanamente presto (nel senso che mi ha impedito di riappisolarmi nel momento in cui io, che mi ero svegliata ancora più disumanamente presto, avevo raggiunto il limite umano e divino delle mie capacità e volevo solo riabbioccarmi finoi almeno alle 7.30. No, quindi). Però che stress. E si lagnava, e piagnucolava, e piangeva che gli altri due urlavano e gli davano fastidio, e non era vero, non urlavano.
Ci siamo scambiati di posto e lui davanti con Antonella, rompeva sempre un pochino, ma aveva smesso di parlare e si esprimeva a gesti e si divertiva a fare enormi conversazioni, stancando me.
Entrati nelle strade di campagna annunciate dal navigatore all' inizio, abbiamo iniziato a fare soste a tutti i banchetti davanti alle case che vendevano frutta e verdura. Prima il rabarbaro.
Poi le rape rosse.
Poi siamo arrivati ai campi, e ci hanno assegnato dei secchielli e i due campi in cui potevamo cogliere.
Orso si è messo il secchio in assetto da battaglia ("sono un soldato con l' elmo"). I bambini si sono stufati subito, io e Antonella invece imperterrite e indefesse. Anche perchè i mirtilli più grandi stavano sotto, non si potevano mangiare e bisognava cogliere solo queli blu. All' inizio li coglieno uno a uno, poi ho cominicato a brucare con le dita, in fondo raccolgo o no le olive da quando ho l' età di arrampicarmi? E allora, basta farci la mano che la tecnica è quella.
Intorno a noi vecchietti attrezzatissimi con seggiolini e mgasecchi, un paio usavano come ausilio alla raccolta anche il deambulatore, ed erano attrezzatissimi con gli ombrelli. che la terza età si deve pure tenere in movimento e fanno benissimo.
Noi no, per la pioggia non eravamo nè predisposti nè attrezzati, e quando si è messo a piovere il secchio era pieno, abbiamo pesato, pagato, presi anche 4 barattoli di marmellata già pronta a 5 euro, e abbiamo proseguito.
Proprio di fronte alla stazione di Putten abbiamo pranzato in uno snackbar abbastanza terrificante, che aveva come unico punto positivo la cotolettona impanata fresca fresca che mi sono mangiata io. Ogni volta che vado a uno snackbar e so che tutto è congelato di fabbrica, mi scordo sempre che gli hamurger, che nel mio immaginario sono carne macinata alla piastra, anche qui invece sono artificiali con farina e altre robe nell' impasto, che poi viene fritto in friggitrice pure lui. Bleah, ma i bambini con quelli e le patatine erano felici. Abbiamo guardato i treni che passavano, che con i bambini è rilassante pure quello.
Poi siamo andati a visitare lì dietro la cantina di Piet Dooijewaard, un amico e collega sommelier che ieri è venuto alla mia lezione portando delle bollicine molto buone, e io ne ho approfittato per ricomprarmi il suo Nepente di Oliena buonissimo, un passito anche sardo che serve a riconciliarmi col mondo e un Fresia. I bambini invece si sono fatti dei giretti con il montapersone, che Piet usa per scendere i cartoni di vino. L' ho trovata una soluzione geniale, perchè montare uno di quelli sulla scala ripidissima sicuramente costa meno e ci vogliono meno lavori che a montare un montacarichi vero.
Siamo ripartite dopo aver lottato per rinfilare i miei figli sovreccitati in macchina. L' unica cosa che ci rodeva è che non avevamo comprato le uova e un po' più di verdura ci sarebbe pure piaciuta. Allora abbiamo fatto piccole deviazioni intorno all' ingresso dell' autostrada e da una casa abbiamo visto uscire una signora con un vassoio di uova e un pollo e siamo andati a bussare anche noi mentre i bambini fraternizzavano con i cani.
Rimango sempre colpita dalla delicatezza di Orso nel fraternizzare con gli animali, Ennio è più irruente e non so mai se li spaventa, Orso invece ci si mette buono buono e zitto zitto fino a che non gli si avvicinano e si fanno accarezzare. Noi non abbiamo bestie in casa e anche se io sono canara, ma mi rendo conto che finchè non rallento ritmi non potremo mai permettercene uno, povera bestia, e il capo è gattaro, ma è diventato allergico e sospetto lo sia pure Ennio, quindi il gatto, che piacerebbe a tutti noi e con il giardino sarebbe anche facile da tenere, proprio non possiamo. E Orso comunque sa trattare gli animali, avrà imparato dai cani dei nonni.
Alla fine il ritorno è stato un dramma di bambini ipereccitati che litigavano e si picchiavano e urlavano tutto il temo, persino pupetto angelico ogni due per tre mi afferrava Orso alla gola e lo strangolava. Abbiamo minacciato la qualunque, che li avremmo fatti scendere e abbiamo deciso di farlo all' inizio dello stradone di casa mia per rimanere credibili. apriti cielo, Ennio è diventato isterico, era tutto rosso e cercava di strangolarsi, una cosa stranissima. È vero che già in macchina ci era rimasto troppo male per l' annunciata punizione, loro tirano sempre la corda e poi si pentono, ma una scena così non l' abbiamo mai vista.
Siamo arrivati a casa, io esausta, figlio angelico di Antonella che alle 17 è schiantato sul divano e si è addormentato, i miei che si sono litigati il numero di Topolino nuovo che avevamo trovato tra la posta (mannaggia) e poi li ho abbandonati e mi sono addormentata, svegliata però a tratti da annunci di Orso che si sarebbe fatto un uovo, rumori strani che dopo si sono rivelati l' aspirapolverino a mano, e quando è arrivato il capo io stavo tutta intontita a controllare il pollo nel forno.
Cenato a base di pollo e cuoricini di polenta al tartufo gratinata al Taleggio avanzati dalla lezione di ieri, e poi gelato fiordilatte con marmellata e mirtilli freschi. Fatica per metterli a letto e farli dormire e domani non si discute, fuori dai piedi e al campo scuola che la settimana prossima Orso sta con me tutto il giorno (e un figlio alla volta è godibilissimo) e Ennio alle prove e amici e conoscenti di blog che arrivano da ogni dove per sentire Ennio cantare domenica 19 al concerto dei canali.
Però l' ultimo bacio che gli ho dato da addormentati dopo che sono stata a pattugliare seduta in corridoio che si decidessero a dormire, e mi sono di nuovo commossa. Come sono teneri quando dormono. Le mie pulci dolci.
lunedì 8 agosto 2011
Mulini a vento

Ogni tanto, o perchè siamo nei paraggi, o perchè ci viene a trovare qualcuno, passo dal mio mulino preferito. Si trova a Schemerhorn, in Middenbeemster, proprio in mezzo alla penisola a nord di Amsterdam, una zona hce in passato era ricca di laghi che alla fine sono stati bonificati. Artefice di questi grossi progetti di bonifica è stato Jan Adriaanszoon nato nel 1575, all' epoca in cui gli olandesi non avevano un cognome ma si indentificavano con il patronimico. Successivamente prese il soprannome di Leegwater, ovvera "acqua bassa" perchè grazie alle sue opere di ingegneria idraulica permise di evitare l' acqua alta in tante zone dell' Olanda del nord.
Ogni mulino poteva sollevare acqua per un metro, quindi siccome questa zona sta a meno quatrtro metri, in genere si trovavano 4 mulini allineati. Qui ne sono rimasti tre, salvati cocciutamente dall' incuria e dagli incendi che hanno distrutto tutti gli altri.

A parte la cucina arredata con questo manichino un po' impressionante, ci sono anche le cosiddette bedstee, ovvero i letti imboscati in armadi che di giorno venivano chiusi e che di notte erano più facili da scaldare. Gli adulti dormivano seduti appoggiati ai cuscinoni, i neotati appesi all' amaca sopra il letto dei genitori e gli altri bambini imboscati in loculi vari.

"Mamma, nell' altra stanza c' è un signore vero" grida il treenne entusiasta da tutte le cose che ci sono da vedere. Infatti nel tavolinetto c' era questo addetto del museo ale prese con carte e tabulati.
il mugnaio che ho conosciuto io tanti anni fa adesso è in pensione, l' ultima volta avevo sentito che aveva un cancro ai polmoni, ma la signora alla cassa mi ha rassicurata che adesso sta molto meglio.

Orsetto si è divertito da matti con tutti gli oggetti che si potevano vedere e toccare.

visita simbolica alla toilette e tentativo di portare i secchi, vuoti.


Qui un modello della struttura del mulino.
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domenica 31 luglio 2011
Design
Venerdì dopo la piscina ho deciso di farmi un giro di piastrellari per prendere decisioni definitive sulla toilette a piano terra che prima o poi va completata e in particolare andare all' Outlet dove una volta ho visto una scorta di mosaici Bisazza scontatissimi. E approfittarne per andare in uno dei miei negozi di mobili rpeferiti, il Maupertuus a Groningen, messo su dal designer Vos. Non solo ci sono tantissimi classici del design, ma a me piace tantissimo proprio l' edificio, e ho deciso di portarmi Orso.
La decisione è stata azzeccata perchè mi ha seguita entusiasta all' idea che le piastrelle avrebbe potuto sceglierle lui. E l' edificio gli è piaciuto moltissimo, esattamente come prevedevo. Abbiamo anche scoperto una stanza per i bambini stupenda con bagnetto etno-mini, ma la scalinata, le balconate e la statua rotante sul tetto che ha un proseguimento dentro l' edificio, si tratta di due sagome di un uomo che girano spinte dal vento sono state un gran successo.
Abbiamo iniziato al caffè, e lì per la prima volta Orso non ha saputo scegliere. Gli ho preso un brownie con salsa di vaniglia fredda che gli è piaciuto e che mi ha permesso di prendermi una bisque de crevette a me, di cui si è mangiato il panino bianco con burro che la accompagnava. Poi è andato in bagno:
"Mamma, tra il bagno dei maschi e il bagno delle femmine c' è un buco".
"Lo so, e ti ci puoi pure lavare le mani, vero? Così ti vedi le mani ma non la faccia con chi sta dall' altro lato".
"E tu come lo sai?"
"Ci sono venuta una volta con papà"
senza aggiungere che quella volta il maschio, entrato in bagno, aveva osservato il lavandino dicendosi: ma guarda un po', pure l' urinale strano che hanno qui deve essere di design, e poi ci siamo fatti un sacco di risate all' idea dell' equivoco, perchè con il bagno opposto vuoto non è impensabile fare un uso improprio del lavamani prima di accorgerti che dall' altro lato ci sono delle signore. Ma a Orso non gliel' ho potuto dire.
,
Di novità ci è piaciuto moltissimo il tavolo meccano, che uno può svitarsi per allungarlo o accorciarlo, o farci qualcos' altro. Si tratta di un progetto di Melle Koot e altre foto le trovate qui.

e il divano portalibri perchè potremmo e vorremmo rifarcelo noi nel bovindo.
Insieme alla poltrona pendant, con la ruota da carriola davanti per spostarla facilmente..
E Orso si è innamorato dei lingotti del ristorante e ha voluto fotografarli, mentre a me piacevano le lampade formate da tante bottigliette di campari che stavano sopra ai tavoli.
Ma la cosa fenomenale di tutto il negozio resta l' edificio e chiederò delle foto perchè mi sembra proprio bellissimo. e se capitate a Groningen non ve lo dovete perdere, in fondo è facilissimo, sta proprio dove finisce l' autostrada prima di entrare in città. E il palazzone di fronte è l' edificio della GasUnie, altro bel progetto locale (del Groningermuseum di Mendini, finanziato dalla stessa GasUnie e tanto criticato all' inizio, mentre ora è la maggiore attrazione locale, ve ne ho già accennato altrove e ve ne parler`ø meglio al prossimo giro),
Comunque se dovete riarredare casa, farvi fare un progetto esterni o interni su misura, o semplicemente affittare un locale lavoro-riunioni a groningen (si, ci si può fare anche questo, infatti a un certo momento siamo finiti sopra a tutto, in questa zona -acquario con dentro gente che lavorava), cercate qui: http://www.vosinterieur.nl/default.aspx
La decisione è stata azzeccata perchè mi ha seguita entusiasta all' idea che le piastrelle avrebbe potuto sceglierle lui. E l' edificio gli è piaciuto moltissimo, esattamente come prevedevo. Abbiamo anche scoperto una stanza per i bambini stupenda con bagnetto etno-mini, ma la scalinata, le balconate e la statua rotante sul tetto che ha un proseguimento dentro l' edificio, si tratta di due sagome di un uomo che girano spinte dal vento sono state un gran successo.Abbiamo iniziato al caffè, e lì per la prima volta Orso non ha saputo scegliere. Gli ho preso un brownie con salsa di vaniglia fredda che gli è piaciuto e che mi ha permesso di prendermi una bisque de crevette a me, di cui si è mangiato il panino bianco con burro che la accompagnava. Poi è andato in bagno:
"Mamma, tra il bagno dei maschi e il bagno delle femmine c' è un buco"."Lo so, e ti ci puoi pure lavare le mani, vero? Così ti vedi le mani ma non la faccia con chi sta dall' altro lato".
"E tu come lo sai?"
"Ci sono venuta una volta con papà"
senza aggiungere che quella volta il maschio, entrato in bagno, aveva osservato il lavandino dicendosi: ma guarda un po', pure l' urinale strano che hanno qui deve essere di design, e poi ci siamo fatti un sacco di risate all' idea dell' equivoco, perchè con il bagno opposto vuoto non è impensabile fare un uso improprio del lavamani prima di accorgerti che dall' altro lato ci sono delle signore. Ma a Orso non gliel' ho potuto dire.
, Di novità ci è piaciuto moltissimo il tavolo meccano, che uno può svitarsi per allungarlo o accorciarlo, o farci qualcos' altro. Si tratta di un progetto di Melle Koot e altre foto le trovate qui.
e il divano portalibri perchè potremmo e vorremmo rifarcelo noi nel bovindo.

Insieme alla poltrona pendant, con la ruota da carriola davanti per spostarla facilmente..
E Orso si è innamorato dei lingotti del ristorante e ha voluto fotografarli, mentre a me piacevano le lampade formate da tante bottigliette di campari che stavano sopra ai tavoli.Ma la cosa fenomenale di tutto il negozio resta l' edificio e chiederò delle foto perchè mi sembra proprio bellissimo. e se capitate a Groningen non ve lo dovete perdere, in fondo è facilissimo, sta proprio dove finisce l' autostrada prima di entrare in città. E il palazzone di fronte è l' edificio della GasUnie, altro bel progetto locale (del Groningermuseum di Mendini, finanziato dalla stessa GasUnie e tanto criticato all' inizio, mentre ora è la maggiore attrazione locale, ve ne ho già accennato altrove e ve ne parler`ø meglio al prossimo giro),
Comunque se dovete riarredare casa, farvi fare un progetto esterni o interni su misura, o semplicemente affittare un locale lavoro-riunioni a groningen (si, ci si può fare anche questo, infatti a un certo momento siamo finiti sopra a tutto, in questa zona -acquario con dentro gente che lavorava), cercate qui: http://www.vosinterieur.nl/default.aspx
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lunedì 25 luglio 2011
Prima gita delle vacanze: al porto
Con l' amica Marta che vedo troppo poco da quando non abitiamo più vicine abbiamo deciso sabato che saremmo andate con i bambini al mercato del pesce, così che i padri avrebbero potuto restare a casa a lavorare. all' ultimo momento Ennio si è rifiutato, ha detto che si sarebbe rimesso a letto e noialtri 5 siamo partiti per Wieringer, dove da pasqua a ottobre il sabato si tiene il mercato del pesce fresco.
Sono 80 km. all' andata e 80 al ritorno e Orso che è partito con un giornalino si è addormentato e ha detto che sarebbe rimasto a dormire in macchina mentre noi andavamo, io con il patema che alle 12 chiude ed erano già le 11.30 e magari il pesce era finito tutto. Invece no, ce n' era un sacco perchè da quando si è sparsa la voce questo mercato sta crescendo e anche loro comprano più pesce per soddisfare tutti.
"Che dici, poi andiamo in spiaggia, magari porto degli asciugamani' faceva Marta al telefono."Prendi direttamente i K-Way che ci sarà un mucchio di vento" come infatti fu. Meno male che il mercato si tiene nel capannone dell' asta ittica, dove tutto il pesce va direttamente a Parigi nei ristoranti e in Olanda manco mette piede a terra, se il pesce avesse i piedi.
E a Orso la pennica deve aver fatto bene (il primo giorno di vacanza, venerdì, il cielo come in foto, lo hanno passato a leggere sul divano e dietro pressanti richieste a spennellare di olio la nostra nuova panchina, fatta con un pallet, travi usate del balcone che è stato sotituito e alcune tavole del pavimento avanzate. Il che vuol dire che erano usausti dalla scuola, come tutti gli amici preferiti a cui la madre ha proposto: andiamo a trovare Ennio e Orso e invece di urlare e precipitarsi alle scarpe, hanno risposto: no, siamo stanchi).
Il pesce lo abbiamo trovato, con un euro in più al chilo ce lo siamo fatti pulire splendidamente, i calamari dal signore in foto, i pesci patti sogliolosi da una signora che osservavo con attenzione mentre con un unico gesto trasformava un fianco in filetto.
" Si, ma non stia adesso a guardare me che l' ho fatto di mestiere per 15 anni", mi fa per non scoraggiarmi.
Poi fuori un mercato che lo scorso anno non c' era, con le bancarelle dove affumicavano le anguille, il coro dei capitani che stava mettendo su le casse
"Ma chi è il capitano?"
"Lo siamo tutti o lo siamo stati" rispondeva un vecchietto in uniforme che sembrava il cugino basso di Capitan Findus.
E poi insomma le travi, le reti, le bitte, le navi. Vento becco e freddo cane.E al ritorno siamo andati per mulini, ma ve lo racconto domani.
mercoledì 8 giugno 2011
44 in fila per 6 col resto di 2
Ieri per il mio compleanno abbiamo deciso di andare in un parco a tema, il Walibi-flevo. Ennio c' era già stato con la scuola e io e il capo erano anni che non andavamo sulle montagne russe. Orso ci ha provato a dire che secondo lui non c' erano tante cose per lui, e anche se era verissimo non gli abbiamo dato retta.
Di giochi per lui ce n' erano a sufficienza e che lui si sia rifiutato di provarne la maggior parte fino alle 14 ha solo a che fare col fatto che è un testone, perchè due giorni prima queste robe qui sopra le faceva eccome. Ma lo so che Orso è un diesel, ha il riscaldamento lento, per cui all' inizio ci siamo divisi col capo, comunicando per telefono.Poi ci siamo scatenati:
"Dove siete?"
"Al Robin Hood a fare la fila".

Siamo andati a fare la fila anche noi a questa megamontagna russa di legno che, ha poi confessato il capo. era quella che gli faceva più paura, metti che il legno non regge? Che salta un palo?
"Ma vaaa, che come costruzione ha tanti di quei pali che è solidissima".
Mezz' ora di fila, poi il capo e Ennio hanno fatto il giro prima e quando sono scesi Orso si è rifatto la fila a ritroso e li ha raggiunti mentre io aspettavo il mio turno. La prima discesa, prima prima e quasi a stomaco vuoto, lo dico subito, l' ho fatta ad occhi chiusi. Poi li ho aperti e mi sono pentita. Poi guardavo quelli davanti a me che la facevano a braccia alzate e mi sono detta: sticazzi. Poi tanto era l' ultima e mi sono detta, massì, che sarà mai, ho alzato le braccia e flash, la foto e per una volta non sono venuta su una foto delle montagne russe come la partoriente che sta a spingere, come mi è capitato in passato a Canada Wonderland.
Poi siamo andati a mangiare schifezze, che avevamo fame. Vi dico subito che la cosa più commestibile di questo posto è il gelato Ben& Jerry's e magari il banchino della frutta e shakes all' inizio.
Poi siamo passati alle cose serie, ovvero al Goliath, un nome un programma, a turno con Ennio perchè la fila era molto più breve. Io mi ero appena fatta fuori, per disperazione, un panino ai gamberetti e maionese, visto che dell' happy meal che volevo il capo mi ha preso solo i nuggets, Orso me li ha mangiati e i bastardi hanno ordinato cola light che a me il light fa schifo. Toccava consolarsi con taaaaanta maionese.
"Sei sicura che non butti fuori i gamberetti?"
Li ho tenuti, ma la nausea l' avevo tutta, ma cosa vuoi che sia un po' di nausea dopo aver fatto due figli. (Decisamente, non so perchè, le montagne russe fanno tanta gravidanza/parto).
Il capo l' ho visto scendere un po' pallido dal Goliath. Poi io sola con Ennio siamo andati a quel tipo di montagna russe dove stai appeso ai seggiolini. Il capo ha passato perchè era l' unica attrazione con indicazione massima di altezza a 2 mt e lui è 1,98 e non ha voluto scoprire quanto fosse il margine.
Ancora meno fila, qualcosa vorrà dire. Infatti alla terza curva mi è tornato su di corsa il nugget di pollo, uno dei due che Orso mi ha concesso. Ci siamo fatti tre giri io e Ennio, mentre il capo portava Orso allo Splash, che aspettavamo che aprisse dalla mattina. Devo dire che c' è una svolta specifica dove regolarmente, a tutti i giri, cominciava a colarmi il naso. Sarà il liquido cerebrale che fuoriesce, mi consolavo io.
Poi siamo andati ai sombreri ruotanti e quelli mi hanno stroncata definitivamente. Per le cose che girano, mi dispiace doverlo ammettere, non ho più lo stomaco. Sarà per questo che le incazzature mi fanno più effetto adesso che da giovane.
"Ennio sto malissimo, fammi riprendere e soprattutto STAI ZITTO". Fatica sprecata, quello parla a macchinetta peggio di me. Telefono.
"Capo, non ce la farò mai a venire allo Splash, ma raggiungeteci al Rio Grande."
Il Rio Grande era un' imitazione di whitewater rafting ci si bagna un pochino, ma molto meno che allo Splash, ma a Orso è piaciuto da matti e mi ha fatto rifare un altro paio di giri con lui mentre il capo ed Ennio andavano a The Speed of Sound.
"Scusi, come si arriva a, come si chiama, the Wall of Sound? Abbia pazienza, so che non è quello il nome ma l' unica cosa che mi viene in mente è The sound of Music".
" Non si preoccupi, lo chiamano tutti così, di là".
Era il primissimo posto dove siamo arrivati al mattino, quando era ancora chiuso. Quello vicino a tutti i giochini per i piccoli.
"Orso, questo posto lo conosci, vai da solo allo Splash mentre io mi faccio un giretto qui e poi cerchiamo papà e Ennio.
Il Sound od Music era il migliore e mentre scendevo ho beccato il capo in fila che mi ha fatto cenno di raggiungerlo che mi aspettava. Solo che all' ingresso ho beccato Orso in lacrime disperate:
"Lo Spash è già chiusooooooooo".
Da vera madre degenere l' ho consolato, coccolato, promessogli un gelato enorme se solo mi faceva fare un giro col padre, gli ho messo in mano la borsa che comunque non mi potevo portare su e ho avuto l' idea geniale di incaricarlo di farci un filmino. Eccolo, ma non si carica.
Finalmente il capo e io ci siamo fatti un po' di montagne russe, a quell' ora praticamente senza fila, tenendoci romanticamente per mano. La parte peggiore era quando ci rifacevamo il tutto all' indietro. la nausea ormai era a manetta. Orso lo abbiamo parcheggiato davanti alla fontana parlante, mentre andavamo via la stava picchiando frustandola con la felpa, mentre stavamo facendo la fila la fontana si vendicava mandandogli dei mega spruzzi, a cui lui prudentemente si era tirato indietro.
"Delle due una, o ci si diverte come un pazzo, o si offende".
Poi di nuovo separati, capo e Ennio al Crazy River e io e Orso all' ultimissimo giro con la ruota panoramica, solo noi due. Poi megagelato che mi ha risistemato lo stomaco al volo e a casa. Distrutti, ma chissà perchè più noi adulti che i mostri, che ci hanno provato a fare casino fino a che no li ho messi a dormire in camere separate. Ennio è schiantato per primo.
E non appena Orso si decide a farsi piacere le montagne russe, non solo ci torniamo ma facciamo l' abbonamento famiglia per tutta la stagione che costa qualcosa in più del doppio di un ingresso. A 3/4 d' ora in macchina da casa si puo pure fare fra un paio d' anni. Se il rincoglionimento senile non mi stronca nel frattempo.
Un po' di nausea, cose volete che sia. Lo dicevo pure quando ero incinta.
INFORMAZIONI SU WALIBI FLEVO
Il parco si chiama Walibi Flevo, il navigatore dovete programmarvelo su Biddinghuizen e nei paraggi ci sta anche il Dolphinarium di Harderwijk a cui andremo al prossimo giro. L' ingresso costa € 30,50 per gli adulti, € 28 tra i 6 e gli 11 anni e sopra i 55 e per i portatori di handicap, il parcheggio € 7,50. La stagione chiude il 30 ottobre 2011. Con i trasporti pubblici si può andare in treno fino alla stazione di Harderwijk e poi comprare un biglietto per il Walibi Express. Attenzione, acquistando dall' autista del bus un biglietto bus+ingresso si paga lo stesso prezzo scontato del solo biglietto online, ovvero un euro in meno di quanto detto qui sopra.
martedì 31 maggio 2011
Florealità

Allora, è vero, da un po' di anni le femmine frivole si fanno delle grandi courbeille di fiori finti sul manubrio della bici, secondo me ha cominciato qualcuno che è rientrato sbronzo dopo l' ennesima festa hawaiana, ha parcheggiato la bici e già che si stava intortando con ghirlande, chiavi e lucchetti ha poggiato la ghirlanda sul manubrio, e poi ce l' ha lasciata.
Il giorno dopo non l' ha tolta perchè ancora in preda ai postumi della sbronza. Poi qualcuno gli avrà detto, ma che idea carina e ha deciso di lasciarcela, anche perchè le puttanate che ti metti sulla bici fai prima a lasciarcele che a toglierle, chissà come mai. Poi la sua vicina l' ha vista e le è piaciuta la cosa. Insomma, se vi dico che i magazzini HEMA che sanno sempre tutto quello che piace al pubblico nel settore accessori per bici tra una borsa, un sellino, un set per riparare i buchi e una pompa di hanno messo delle decorazioni floreali da manubrio, ci siamo capiti, no, le dimensioni che ha assunto il fenomeno.
Però questo signore distinto con delle scarpe bellissime che mi sono ritrovata davanti di prima mattina sulla ciclabile verso il traghetto, secondo me le supera tutte. Ma si è fatto prestare la bici dalla moglie o cosa?
PS: mi sa che sto invecchiando, comincia a pesarmi fare 1000mila cose nel più breve tempo possibile, che poi insisto pure per farle tutte e no mi faccio mancare niente, ma cominica a venirmi il fiatone. Meno male che giovedì arriviamo tutti e 4 in Abruzzo.
domenica 21 novembre 2010
Cerchi casa ad Amsterdam dal 1 dicembre?
La mia amica Silvia offre una stanza in villetta a schiera a Diemen condivisa con altre due persone. La casa si trova a 15 minuti dal centro in metro/treno e a 30 minuti dal centro in bici, la stazione è a due passi.
La casa è nuova, completamente ammobiliata, dispone di internet wireless compreso nel prezzo, ha un giardino, un bel soggiorno e parcheggio libero proprio davanti alla porta.
Si cerca un coinquilino/a non fumatore e responsabile. Il prezzo è di € 570 al mese, con una mensilità di deposito.
Scrivete direttmente a Silvia all'indirizzo walkabout_00147(chiocciola)yahoo.it
La casa è nuova, completamente ammobiliata, dispone di internet wireless compreso nel prezzo, ha un giardino, un bel soggiorno e parcheggio libero proprio davanti alla porta.
Si cerca un coinquilino/a non fumatore e responsabile. Il prezzo è di € 570 al mese, con una mensilità di deposito.
Scrivete direttmente a Silvia all'indirizzo walkabout_00147(chiocciola)yahoo.it
giovedì 19 agosto 2010
Darsena, porto, nave, SAIL

Oggi cominica SAIL e io da stamattina vado in giro a fare foto. Il corteo di velieri è salpato stamattina da Ijmuiden, all'imbocco del mare del Nord, e arriverà in giornata/primo pomeriggio ad Amsterdam.
Le strade intorno casa mia sono bloccate da stamattina dagli ometti fischiettomuniti che hanno isolato le parti più vicino agli sbarchi dei traghetti, e portare i bambini`a sport è stata un'impresa (ma perché la mia bici ha dato forfait proprio in questi giorni?
Qui intanto un assaggio dalla zona della darsena NDSM.


mercoledì 7 luglio 2010
Luoghi cari
Mi sono cari,
i posti dove tira il vento,
quando ci svolti l'angolo
Datemi pure il retro
delle case e le zone
dove ogni filo verde
spunta da terra secca,
avvolto da pietre storte.
Le zone fatte involontariamente.
Questa la trovate all'angolo di Czaar Peterstraat, vicino al mulino, ci si arriva con il tram 10.
lunedì 5 luglio 2010
In bici per la campagna a Noord
Questi ultimi due weekend con i bambini siamo sempre stati fuori e siamo riusciti a darci un principio di abbronzatura. Il capo, povero deve chiudere tutti i lavori sospesi prima delle vacanze e non gli pare vero che ci togliamo di torno. Tanto io mi sacrifico volentieri, anche se quando torno sono assolutamente morta.
La settimana scorsa siamo andati in bici alla nostra fattoria preferita, non tanto per prendere il latte (che pure ho preso in grandi quantitativi per i miei tentativi - riusciti, di feta fatta in casa), ma soprattutto perché hanno aperto il giardinetto con la gelateria.
Io ci devo credere del tutto che facciano il gelato con il loro latte biologico, propendo più per un sacchetto di preparato sciolto nel latte e ficcato in gelatiera, ma vuoi mettere l'ambiente e l'atmosfera?
E poi per tutti i gitanti in bici che passano da quelle parti è un gran bel posto dove sostare, dissetarsi con il latte freddissimo del distributore, o farsi un caffé con torta di mele (anche questa, si vende surgelata ed è l'ubiquitous torta di mele di tutti i caffé olandesi). E fare pipì, che anche i gitanti hanno vie urinarie funzionanti.
Anche se Ennio si è lamentato tutto il tempo che lui voleva andare a casa e non a esplorare e a nulla sono servite le mie rassicurazioni che quella era un scorciatoia.
Domenica scorsa poi nel pomeriggio più caldo dell'anno siamo andati alla festa di Bettina, una di quelle belle feste di latinoamericani che ti baciano di default e parlano spagnolo tutto il tempo.
Il bello è che queste ultimi due weekend di feste e barbecue ci siamo rivisti e riaggiornati con tutti gli amici del vecchio quartiere ormai dispersi per tutta la città, ed è bello rifare le misure ai bambini che sono cresciuti, confidarsi, sfogarsi e passarsi divani e vestiti usati.
Poi manco a farlo apposta giovedì è passata a trovarmi Supermambanana di passaggio congressuale ad Amsterdam e siamo scappate, approfittando delle sere lunghe, a Monnickendam per farle fare in macchina un giro bucolico e andare a mangiare al nostro thai preferito a Monnickendam.
"Ma questi sono gli stessi che suonavano ieri sera allo Spui", fa lei mentre cercavamo di decidere del menu e li sentivamo aprire con Thriller.
Al dessert, quando hanno attaccato Rosamunda ne abbiamo avuto la certezza definitiva. Che le bande estive in luogo di mare hanno repertori paragonabili a tutte le latitudini.
Noi invece siamo risalite sulla diga, siamo andate a Marken e ci siamo aggirate tra le case su palafitte silenziose, esplorando i vicoletti, passeggiando sulla diga circondata da canneti e versi di papere e rane e parlando di polticia.
Perché chi l'ha detto che le mamme blogger parlino solo dei figli?
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