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lunedì 3 gennaio 2011

Piccole lezioni per il prossimo anno


Non aver paura di salire sempre più in alto



La fortuna aiuta, basta lanciare i dadi con criterio



e non smettere mai di guardare alle cose con gli occhi dei bambini



E qualsiasi cosa, anche la più piccola, in compagnia ce la si gode meglio.

Io per quest'anno ho deciso di uscire dal mio buco. Chissà dove mi porterà, ma lo vedremo.


L'importante è farlo in due con il maschio alfa che ci siamo scelte.

Grazie a Marta per averci offerto un capodanno bellissimo noi otto e tutto l'affetto e l'amicizia e la confidenza che sono cresciuti fra noi e i nostri bambini. A me serviva la scusa per tirar fuori qualche foto delle feste.

mercoledì 8 dicembre 2010

Inizio d'inverno, sapori e colori


Se io di volta in volta mi ricordassi della sindrome premestruale prima che l'evidenza mi costringa, mi salverei da un sacco di patemi. Perché invece l'inverno me lo potrei pure godere se le paturnie di famiglia e le condizioni oggettive non interferissero.

In questo periodo vorrei godermi un po' di sana casalinghite con i bambini ma non si può: le prove del coro ci assediano, il lavoro e gli impegni pure e le vacanze le passeranno dai nonni.


Però ci proviamo: con Orso abbiamo passato un pomeriggio a dipingere piccoli oggetti, in bianco opaco e rame. Cose che uno direbbe: tanto poi devi levarli di torno, si, ma ci abbiamo provato e oggi attacchiamo con un minimo di decorazioni natalizie, il minimo sindacale.

E con Silviotta rientrata dall'Australia abbiamo passato una serata a confessarci e a mangiare i faciolini piatti, le taccole, affettate con il fantastico aggeggino che vedete tutto sopra, e che Francesca ha trovato a un mercatino e mi ha spedito. che anche veder arrivare un pacchetto per posta fa tanto Natale.


Inutile, per me l'inverno è chiudersi in casa a cucinare, mangiare, chiacchierare e leggere con le persone a cui vuoi bene. Abbiamo persino iniziato a comprare le noci da sgusciare, cosa che ha riempito Orso di entusiasmo, mentre Ennio ha aiutato con il tagliafagiolini, che poi scottati e ripassati in padella ci siamo goduti insieme.

Per cui persino la nevicatona di sabato mattina che mi ha costretta ad arrivare a piedi alla stazione, con armi e bagagli, e tutta bianca come un pupazzo di neve, mi ha resa felice perché nulla come una prima neve per fare inverno.

Che a me l'inverno piacerebbe ancora di più se potessi andare in letargo, invece mi appioppo da sola ogni sorta di impicci, come il mercatino di Natale di sabato, dalle 11 alle 16, in sint Jansstraat 37, insieme a Marina e ai suoi sacchetti. E a quel paio di panettoni e cotechini che potrebbero togliermi dagli impicci alla cena della Vigilia con gli amici, il nostro tradizionale appuntamento per prender fiato prima dei natali con i suoceri.

Se ci volete raggiungere, porto due noci anche per voi.

martedì 23 novembre 2010

Sinterklaas sta per strada (e io in mezzo a una strada)

Stasera per grazia ricevuta i bambini possono mettere la scarpa per Sinterklaas sperando in un regalino. Quest'anno ci siamo imposti che ciò avvenga un numero limitato di volte, come deve essere.

Perché la prima volta Ennio era talmente in fibrillazione da non riuscire a dormire e l'ha fatto tardissimo, poi ci sono state liti, tensioni stanchezze, urla. Per due volte Sinterklaas ha lasciato una caramellina piccolissima e una lettera di reclamo e istruzioni per migliorarsi, cosa inusuale, ma quanno ce vò ce vò.

E poi i paletti:
"Stasera no perché sono in Overijssel e domani in Limburgo".

Poi diciamocelo, le volte che Sinterklaas potrebbe arrivare chi ha tempo di fare un regalo meditato? La prima volta me la sono cavata con due trottoline in legno colorato che avevo comprato perché non si sa mai e un regalino imrpovviso, magari a un bimbo piccolo in visita, torna sempre utile.

Sabato sera non sapevo più cosa fare, ho trovato nella scatola degli imballaggi e regalini (mettere a posto crea scatole, ma è utile) due bustine di carta rossa colorata a motivi natalizi. Dalla ciotola dei dolci di san Martino abbandonata in vetrina ho riesumato tre confettini aranione per Ennio e tre verdi per Orso. E poi, che non si può fare così?

Mi è caduto l'occhio sul barattolo del mai da pop corn. Ho fatto due pacchettini di mais molto carini, chiusi con lo scotch. Un successo. La mattina dopo ho tirato fuori la macchina da pop-corn. A parte un paio di liti per decidere se il pop-corn lo si faceva dolce o salato (Orso come me è per il salato, Ennio ci ha versato il fondo del barattolo di zucchero che mi stavo tenendo tanto da conto per la colazione di domenica, io il caffé senza zucchero e latte non ce la faccio. L'ho ripescato col cucchiaio.

"Mammmaaaa, ci sono anche tre confettini colorati" urla Orso tirandoli fuori. "Papà, guarda, oh che gioia".

Prego notare che quei confettini lì stanno in vetrina da San Martino perché nessuno li ha reputati degni di attenzioni, ma vuoi mettere la confezione quanto fa?

E poi diciamocelo, Orso avrà le sue paturnie, romperà pure le scatole in modo insopportabile quando incoccia, tocca vestirlo dormiente al mattino perché nulla, lui la mezz'ora di coma dopo la sveglia proprio ce l'ha fissa e bisogna litigarci perché si degni di comunicare cosa vuole nel panino per scuola.

Ma sentirlo urlare Oh che gioia, ripaga di tutto.

Se adesso riuscissi a fargli mollare il computer per rimettere la scarpa e nn abbiamo neanche una mela per il cavallo di Sinterklaas, tocca proporre un mandarino,

Secondo me stasera arriva qualcosa. Una bella fascia da avambraccio catarifrangente con due led intermittenti per segnalare la presenza dei ciclisti di notte, per esempio. Così all'occorrenza il cavallo di Sinterklaas non me li mette sotto quando rientriamo al buio in bici.

domenica 15 novembre 2009

Ri-arriva Sinterklaas

Una non fa a tempo a riprendersi dall'infreddatura che ci si becca andando in giro per san Martino, che arriva Sinterklaas e tocca ricominciare daccapo.

Arriva oggi, in vapore, che mi devono spiegare come e dove visto che il museo della navigazione, suo punto di attracco e partenza per il corteo, sta transennato per lavori.

I miei ancora non esprimono dubbi sull'esistenza del buon uomo, ma pare che Luigino si, che ormai è grande. Però anche così chiedeva ansiosamente alla madre se fin da sabato, giorno dell'arrivo in Olanda, e precisamente a Schagen, ci si potevano aspettare dei regalini.

"Eh, mamma, eh? Allora da domani potrebbe portarci già dei regali" che il fatto di scoprire il meccanismo ti dà potere decisionale su questo. Cioè, ora che sai chi ti porta veramente i regali, lo chiedi direttamente alla fonte.

"Non lo so, amore, dipende da quanto sia riuscita ad organizzarsi una madre".

Comunque vi terremo aggiornati sullo sviluppo.