domenica 6 dicembre 2009

E pure per quest'anno e andata

Abbiamo trascorso Sinterklaas con i parenti a casa del cuginetto Bruno. Bruno che ha quasi un anno e mezzo, dice alcune parole, cammina, fa danno e soprattutto gioca con Orso. Perché Orso ha immediatamente cominciato a trattarlo da pari a pari.

"Bruno vieni a costruire una torre".
E hanno costruito un sacco di cose.

La nonna si lamentava che non riesce a trovare un libro con parole semplici, perché tutti i libri illustrati che ha visto hanno di quelle parole inutili.

"Ma una cosa con su: mela, pera, proprio non si trova".

Sinterklaas l'ha accontentata. Un bel librone tutto per lei con n on solo le illustrazioni delle parole semplici, ma anche in alune pagine doppiate, in modo che si possa staccare la figura illustrata e poi rimetterla, emntre stampata sul libro, sotto la sagoma ritagliata, resta l'immagine.

Al capo sinterklaas ha regalato il resoconto annuale del suo fumetto preferito, che da quando non abbiamo più l'abbonamento al quotidiano che lo pubblica, tocca comprarsi gli almanacchi: Fokke en Sukke, il papero e il canarino con i piselli al vento.


Fokke e Sukke sono la giuria di The next Oprah:
"Benone, ma potresti anche perdere 20 chili l'anno?"
"E poi ogni volta riprenderteli?"


A me Sint ha regalato 3 barattoli da cucina rossi dell'Hema che avevo chiesto, e poi visto che mia cognata aveva la tovaglia a poi rossi che fa pendant con il servizio che mi hanno regalato gli amici per la casa nuova, ma che per lei è troppo chiassosa, mi ha regalato anche quella. Che a me invece i colori chiassosi servono tutti per superare l'inverno buio del nord. E poi una crema per i piedi con annessi calzini idratanti da tenere tutta la notte, che a mio avviso è la cosa visivamente meno sexi del mondo (e pensare che a casa Sint mi ha portato una serie di mutande reggicalze con le ruches e i volant che H&M aveva in svendita e volevo provarle). che però se hai un uomo che te la massaggia sui piedi provocandoti una serie di gridolini orgasmici, forse un suo perché ce l'ha. sinterklaas ha seriamente raccomandat al capo di metterci un po'di buona volontà.

Gli Gnorpoli hanno avuto un numero esagerato di album Disney che tempo fa il capo aveva trovato in offerta ("Ancora un Donald duck?") chiedeva Ennio che faceva il distributore di regali, li prendeva dal sacco, leggeva il nome e consegnava. E un treno lego, che come tutti i regali importanti è per tutti e due a patto che sappiano giocarci insieme sena litigare. Cosa che in questo momento sta avvenendo di sopra.

A tutti una porzione del mio stracchino allo yogurth fatto in casa, stavolta in versione sperimentale con i semi di sesamo neri che i pois fanno tanta allegria, e un filo di pepe nero.

E poi ci siamo strafocati di pizza, dolcetti vari, cioccolatini e siamo andati a casa di Oma-Ma che a genaio va svuotata e riconsegnata, abbiamo detto cosa potremmo volere se nessuna delle figlie se ne fa niente e io mi sono impuntata sull'armadio che nessuno vuole ma a cui io DEVO trovare un posto in casa nostra, anche se sarà difficile, ma lo preferico a tutta l'ikea che ho in questo momento.

E ci siamo riportati una serie di tegamini e pentolini che mi servono, ho solo tegamoni grandi. E Orso in ascensore diceva:
"Andiamo a rubare i pentolini da Oma-Ma", ripreso dal fratello e il capo che si stressava, che dioneliberi lo sente uno degli anziani che ci abitano, capisce male e si fa venire il patema dei ladri nel palazzo, che ci vuole poco.

E così abbiamo rivisto casa di Oma-Ma con ancora tutti i ninnoli a posto, ancora per poco perché alla prossima si comincerà a portar via roba e poi andrò ad aiutare a togliere e buttar via la moquette, bellissima color panna e come nuova, ma va tolta per il prossimo abitante e io sto cercando di peensare chi dei miei vari conoscenti potrebbe volerla per una casa o un pavimento temporaneo, che quando una le cerca queste cose non le trova mai.

Comunque anche per quest'anno Sinterklaas è andato. e sulla strada del ritorno mi sono ricordata fuori tempo massimo cosa avrei voluto e non mi veniva proprio in mente quando ho dovuto fare la lista dei desideri: un termometro da cucina. Per fortuna ci sono ancora Natale e la Befana.

giovedì 3 dicembre 2009

La mia mamma e Internet

Mia mamma è giovane, ma negli anni in cui i miei bambini erano piccoli e lei era appena andata in pensione, tutte le volte che veniva da me, riuscivamo a stroncarla.

Un po' stavo pazza e stanca io, un po' lei, per quanto le facesse piacere stare da noi ed iutarmi (perché veniva sempre in quei periodi da impazzimento) era sempre un po' accampata senza un buco suo, e dopo un paio di mesi la cosa si faceva dura. Un po' il tempo infame olandese me la stroncava alla seconda uscita e mi si ammalava, o le scale le facevano fuori le ginocchia, o gli Gnorpoli in braccio, magari sulle scale, le facevano fuori la schiena.

Diventare madre sicuramente mi ha permesso di dare una nuova dimensione al nostro rapporto, permettendomi anche di tirare fuori cose seppellite per cui io a torto magari le ho portato rancore, e chiarirmele. A me, prima che a lei.

Insomma, io sono una di quelle donne fortunate che dall'adolescenza in poi ha sempre avuto un rapporto bellissimo con sua madre per quanto riguarda il discorso da donna a donna. Forse anche il fatto di lavorare insieme ha aiutato. Forse, si rammaricava lei, il fatto di non aver mai avuto una vera amica del cuore in quei suoi 40 e più anni di Italia l'ha portata, sbagliando, a dirmi troppe cose quando ero adolescente, che magari mi hanno dato una certa visione del mondo sui rapporti uomo donna.

Che si sa, con le amiche si fa prima a lamentarsi dei mariti, che ad esaltarli.

Insomma, il vizio di darmi la colpa di tutto sui figli, sappiamo adesso da chi l'ho preso.

Mi considero fortunata anche per potermi permettere di tirar fuori il peggio di me con mia madre. Quando avevo i rancori irrisolti, quante volte, secondo il nostro collaudato schema familiare (collaudato da mio padre che l'ha passato a me e mio fratello) le urlavo contro. Una cosa che mia suocera, che con sua figlia ha anche un bel rapporto, ma diverso, trovava sinceramente orripilante.

L'unico cruccio di questa frequentazione di aiuto con i bambini era che non riuscivamo mai a farci due chiacchiere profonde insieme, sempre comunicazioni di servizio. I momenti belli e tutti nostri erano sempre un po' risicati.

Per questo invece sono contenta che stia per arrivare per le feste, perché nel frattempo qualcosa è cambiato. Mia mamma ha scoperto Internet.

Io ci avevo provato tante volte e lei lo aveva detto tante volte di voler imparare, ma non ci stavamo con la testa nessuna delle due. Troppo lavoro, troppe cose da fare, troppa stanchezza, troppo gli Gnorpoli che ci risucchiavano.

Poi l'anno scorso è andata a lezione e quest'anno si è fatta installare una connessione. Che dire, quasi non ci telefoniamo più. Mi manda delle mail. Se ci chiamiamo mi fa: non stare lì a dirmelo due volte, poi tanto lo leggo nel blog. Si sta leggendo tutti gli arretrati e si diverte, dice.

Mia madre è la mia fan numero 1: mi scrive per farmi i complimenti quando scrivo qualcosa che le piace. Mi dice che è orgogliosa di me. Mi ha fatto gli auguri di santa Barbara per e-mail, perché sa che io al telefono ho sempre fretta, mentre le mail me le leggo nei momenti di calma. E anche perché lo ha letto sul blog.

Il bello è che io nn mi sento per niente inibita da questo, quando scrivo qualcosa di generico neanche ci penso che anche mia madre lo legge e si regola di conseguenza. E per e-mail mi dice tante cose belle.

Poi la gente che non sa quello che dice, sostiene che Internet è un mezzo per chi non sa avere veri contatti umani. Ma de che?

Internet fa lo stesso effetto sciogli inibizioni di un bicchiere di vino: ti si scioglie la lingua, prendi coraggio, hai modo di pensar bene a dire cose che dal vivo magari uno fa fatica, si impaccia. Butti fuori tutto, nel bene e nel male, perché l'interlocutore è in differita.

Cavolo, ne parliamo tanto, ma mi sa che la vera mamma 2.0 ce l'ho io.

Come sta Nikolaj

Ho appena ricevuto un aggiornamento su Nikolaj, il bambino ucraino di cui lo scorso anno, in questi giorni, abbiamo parlato.

Ricorderete che Nikolaj, nato con una grave malformazione urologica, era stato abbandonato in ospedale ed aveva vissuto tutta la sua breve vita lì. scoperto per caso da Beppe, un italiano che vive in Ukraina, e che aveva smosso cielo e terra per farlo operare in Italia, si era scoperto che nessuno ne aveva mai registrato l'esistenza. Di fatto, quel bambino non esisteva e per questo motivo era estremamente difficile prima di tutto approfittare dell'offerta di farlo operare a Ratisbona, e poi soprattutto farlo espatriare, in quanto orfano e senza tutore.

Alla fine è andato tutto bene, Nikolaj è stato operato in Germania e in estate la dottoressa che lo ha seguito è riuscita ad adottarlo insieme al marito, urologo anche lui.

Nikolaj è cresciuto di 5 kg., è un bambino felice, va pazzo per il fratellone più grande e piano piano sta imparando le regole di convivenza in una famiglia vera, ben diverse da quelle dell'ospedale.

Non vi posto la foto come non l'ho fatto lo scorso anno per questioni di privacy, ma si vede che sta bene ed è felice, mentre tiene per mano il fratello.

Insomma, volevamo il racconto positivo di Natale per tirarci su? Eccolo e non smetto di dire che è anche grazie a tutta la solidarietà tra blogger che la sua storia si è venuta a sapere.

Se questa notorietà gli sia stata utile a suo tempo per mettere un po' di pressione alle procedure burocratiche che lo scorso anno rischiavano di farlo rimanere in ospedale, non lo so né mi illudo sia così. A noi magari sembra di star qui e poter cambiare il mondo, ma è il resto del mondo non blogger che se ne deve accorgere, e non ci scordiamo che tutti gli smanettamenti che facciamo qui sopra muovono giri di affari enormi e per quanto riguarda la privacy, altro che pubblicare o meno la foto di un bambino non tuo.

Però Nikolaj sta bene e questa è la cosa che conta. A parte che i suoi genitori sono da ammirare. Io con il cuore in mano e tutte le mie pippe materne, non so se me la sentirei di adottare un bambino messo così. Delle volte penso che più in là, se ci siamo dati una calmata e un'assestata tutti quanti non mi dispiacerebbe fare da famiglia temporanea a bambini in difficoltà.

La mia amica Silvia ha una storia del genere ed è tuttora grata ai genitori in affido per averle trasmesso l'amore per l'Italia e averle consentito di imparare l'italiano in tutte le vacanze che andavano a fare al lago di Garda. Il che appunto mi incoraggia sul grande valore di questo. Ma è su tutto l'indotto intorno alle adozioni internazionali che ho dei dubbi.

mercoledì 2 dicembre 2009

L'oggetto transizionale

Approfitto del candy di Wonder:



perché un oggetto transizionale mi pare a volte ci vorrebbe da noi. I miei figli non l'hanno mai davvero avuto il giocattolo o peluche preferito. ci sono stati un paio di bestie (non posso chiamarli peluche, perché erano di altri materiali), ma andavano, venivano, si dimenticavano per lunghissimi periodi.

Orso in effetti da quando dorme da solo (e subito si è preso il lettino di sopra) dorme con un giocattolo, o due, o tre, ma sono sempre diversi. Mi si svgliava al mattino con una benna, o profili di copertoni o pois da Duplo stampati in faccia, perché i giocattoli da abbracciarsi mentr edormiva erano tutti scelti regolarmente tra i più duri e plasticosi della collezione.

Manco il ciuccio hanno mai gradito, tranne che Ennio a 3 anni si è messo un pollice in bocca e non lo ha cacciato più e Orso molto ogni tanto i prova, ma senza convinzione.

Forse i nostri veri oggetti transizionali reciproci siamo proprio noi quattro, che ci piace assai abbracciarci e coccolarci e pure dormire insieme. Davvero, il mio miglior peluche sono proprio i maschi, Ennio a volte è quello più scomodo perché si rigira di continuo nel sonno, ma è tanto dolce e tenero pure lui.

Ecco, Wonder, l'hai capito perché ce n'è un gran bisogno in questa casa di uno di quei tuoi cosini bellissimi? Così ci rimettiamo nella media nazionale.

La visagista di Sinterklaas


È un mese almeno che non andiamo a calcio, che piove sempre e io ho figli italiani, non ce lo scordiamo. ma oggi non si scappava, io avevo il turno al baretto e inoltre sarebbe arrivato Sinterklaas.

Che se non lo avete capito, qui Sinterklaas gira in tutte le salse: sabato scorso dal capo, oggi a calcio, venerdì che viene a scuola e poi i regali li apriremo in famiglia dal cuginetto il 5 dicembre (e come al solito nel bailamme solo mia madre e mia zia se lo ricorderanno che il 4 è il mio onomastico e mi chiameranno per farmi gli auguri in momenti in cui sono stranitissima e neanche so cosa voglio dalla vita e mi chiedo perché mi stiano chiamando).

Però oggi, causa assenza ingiustificata di qualcun altro, ho potuto dare una mano e sono finita a truccare Sinterklaas himself. Eccovi quindi in esclusiva uno sguardo da dietro gli schermi.

Intanto che i bambini giocavano, con le maglie strizzate sopra i giubbotti, noi abbiamo trovato ospitalità nell'ufficetto del campo di atletica a fianco (che mi devono poi spiegare cosa ci fa il divano, no, non sono io che penso male).


Qui Sinterklaas con la tonaca e mezza faccia maquillata.


Per truccare Zwarte Piet la cosa è più complessa, ma a meno che uno non ci abbia già di suo la carnagione adatta, la differenza è enorme, la gente proprio non riesce a riconoscersi.


Però Sinterklaas compensa in complessità con la parrucca e la barba/baffi, che ce ne vuole di colla per farla star su.


Alla fine Sint li ha raggiunti sul campo, sono saliti tutti al baretto, i bambini hanno cantato (e non sono riuscita a filmarlo perché ho sbagliato tasto).


Nei ritagli di tempo avevamo anche preparato le sorprese per i mostri, un chocomel con lecca-lecca a tema Sinterklaas e Piet, mentre tutti i volontari, allenatori ecc. hanno ricevuto un altro premio (gli allenatori una lavagnetta bianca per segnarsi le cose importanti durante le partite).

Ma che tté fa' na poora mamme. La mano di dio c'è voluta per trascinarli fuori prima che ci portssero via la macchina dal parcheggio e di arrivare in ritardo a riconsegnarla. E poi ovviamente a un certo punto Ennio doveva far pipì e meno male che eravamo davanti all'ufficio dell'atletica con l'addetto che stava per chiudere tutto, ma ci ha fatto usare il bagno. che ormai ho imparato pure questo bagno qui.

martedì 1 dicembre 2009

La mamma più buona del mondo

In macchina con Orso, l'amichetto e la sua mamma. Noi madri che tentiamo di fare conversazione nonostante il casino dietro.

"La mia mamma è buona" fa Orso non ricordo più a che proposito.
"La mia mamma è la più buona del mondo" fa l'amichetto.

La madre mi guarda un po' stranita.
"È la prima volta che me lo dice", fa sottovoce.

Questa mamma la conosco da pochissimo ma a pelle mi fa una gran simpatia. Ha gli occhi di chi ha sofferto, e i brani di storia che mi ha raccontato dopo, a pezzi e bocconi, a volte piccole frasi messe lì, me lo confermano tutto.

A settembre è tornata ad Amsterdam con il bambino, anche lei ha passato delle settimane a dipingersi un appartamentino carinissimo. L'ultimo anno si era trasferita nella casetta in giardino di quella che dato il nome paese e la megavolvo del papà di cui ci parla l'anima innocente, posso solo immaginare come una delle tante villone dei cagoni batavi.

"La prima volta che sono andata a fare la spesa, con il mercato e tutti i negozietti etnici, ecco la prima volta dopo tanti anni che potevo fare la spesa da sola e decidere io cosa comprare", mi fa una volta che parlavamo di quanto mi piace la sua zona per il mercato che ha e tutti i negozi. Aveva già accennato che trasferendosi da Amsterdam nel paesone di ricconi era stata isolata da tutte le sue amicizie, ma poteva essere una frase generica.

Mi ha scritto che nonostante ami il suo bambino con tutta sé stessa, negli ultimi anni era più orientata a sopravvivere. Che ci ha messo una vita a dire a sua madre come stavano davvero le cose e che questo le ha avvicinate, e che poi alcuni mesi sono stati da lei, all'estero, fino a che non ha trovato casa. Che nell'ultimo anno di matrimonio aveva sempre paura e per questo si era trasferita in giardino.

Che adesso il bambino delle volte è difficile, pretende un'attenzione totale anche in modo negativo, la picchia, la insulta con quelle parole terribili da bambino tipo puzzona, e che lei ci patisce, ma ha deciso di applicare il sistema degli adesivi e del premietto finale e che sta funzionando benissimo. Funziona spesso, con i bambini che ti stanno chiedendo di dargli dei limiti e lei non abdica a questa richiesta tacita.

Che finalmente se lo può godere davvero questo suo bambino e cominicare a reagire anche a lui, a non farsi passare tutto sopra, a spiegargli cosa è giusto e cosa no.

Il papà, quello ancora dice delle cose giudicando alla cavolo, tipo discriminando l'amichetto di colore perché non è un bravo bambino e non mi sembra la compagnia adatta a mio figlio, "ma non può fare diversamente, proprio non se ne rende conto".

Ma il bambino no, adesso lei ci sta attenta.

Un po' alla volta, mezze frasi generiche quando parliamo e altre un pochino più chiare quando mi scrive ("per favore, mantieni il mio indirizzo e-mail confidenziale, non voglio che il mio ex lo venga a conoscere") mi rendo conto di una cosa.

Che è davvero la mamma più buona del mondo. Io non lo so se senza il suo bambino ce l'avrebbe fatta ad andarsene. E ammiro il suo modo di non giudicare, piuttosto di compatire.

Comunque una gran cara ragazza coraggiosa. Le devo suggerire di farsi un blog, anonimo.

Sinterklaas @ Daidalos


Per la seconda volta la ditta del capo ha organizzato una festa di Sinterklaas in ufficio. Quest'anno è stato Hans, uno dei due direttori e inoltre quello che ha figli grandi, a travestirsi per fare il Sint, mentre i due Zwarte Piet, gli schiavetti neri, quelli proprio non so chi fossero.

All'ingresso ci ha accolti Suzanne con una spilla con il nome, un libro da colorare e un cilindretto di matite, e i bambini che volevano potevano andare in sala riunioni a disegnare.



All'ingresso in un angolo c'era una piscinetta gonfiabile piena di palline e i miei mostri ci hanno prima fatto un sacco di tuffi con rincorsa dentro, fino a che non sono arrivati bambini più piccoli.

Poi Ennio ha perso la sua badge lì dentro e si preoccupava che la spilla potesse bucare la piscina, ma alla fine qualcuno gliel'ha ritrovata.

In cucina avevano tolto il tavolo e il bigliardino (la cosa più fenomenale agli occhi dei bambini è che al lavoro hanno un bigliardino in cucina, per scuotere un po' le spalle evidentemente e costa meno del fisioterapista, ma ne ho visti in diversi uffici) per collocare una sedia da ufficio ricostruita come trono in cartone. Pare che ci abbiano lavorato in diverse persone, che questi olandesi ormai tutti i preprativi per Sinterklaas li fanno ad occhi chiusi (a me, per esempio, mica sarebbe venuto in mente il trono).

Quando è entrato Sinterklaas tutti i bambini se la facevano un po' sotto. Queste espressioni tra aspettativa e timore erano bellissime. Orso ha ammesso di aver avuto timore ad avvicinarsi, ma che quando deve andare da qualcuno ha sempre un po' timore e con il capo abbiamo voluto approfondire la cosa. Che Orso sembra una roccia menefreghista ma è in realtà un bambino dolce e timido.


Poi ognuno ha avuto i regali che avevamo segnalato su un modulo mesi fa, per i nostri un lego che hanno voluto subito montarsi sul posto. Sint aveva nel suo libro dei dettagli su ogni bambino e ha chiesto a Orso se era vero che facevano balletto e calcio e a Ennio se dopo il diploma B di nuoto gli interessava per caso anche il C.

Non ci siamo rimpinzati di dolci, cioè i bambini si e hanno anche ricevuto un sacco di juta con la lettera di cioccolata e caramle da riportarsi a casa e si sono ingozzati di bibite, ma a me, buona notizia, proprio non ha fatto sangue nulla e mi sono così tenute (perché non c'erano cioccolato e marzapane, ecco perché).

Le foto le ho prese dal telefonino, ma non mi sembrano male.