mercoledì 8 aprile 2009

Chi bada alle badanti?

Dopo la normale angoscia per la famiglia, quella sotto le macerie e quella sopra che guarda le macerie sapendo chi e cosa c'è sotto, mia madre si è chiesta cosa fosse stato della signora che aiutava mia zia, una ragazza ucraina che lei aveva conosciuto.

Ce l'ha fatta. Dormiva a un piano più bassa ed è fuggita. Senza contare che era nella parte di casa che è rimasta in piedi, il che suppongo aiuti. Anche i vicini a destra, ho saputo via via che se la sono cavata: nuora e bambini a Perugia, figlio sul posto ad aiutare e loro sulla costa da qualche parte.

Zia invece l'hanno poi tirata fuori. Non sappiamo quando ci sarà il funerale, ancora è molto difficile telefonare. Una morte, scusatemi il termine, proprio stupida per una persona della sua età e così malandata. Ma tant'è.

Con lei scompare l'ultima matriarca Silvestrone ancora in vita e oggi telefono a quel paio di editori olandesi che conosco con la proposta del mio libro su quella parte di Abruzzo, storia della mia famiglia in foto, ricette e racconti. Due anni fa con Antonio di Maggio eravamo stati a fare foto. Se ricordo bene, ce ne sono moltissime di posti che ho visto semicrollati in TV. E allora ricordiamoceli com'erano.

Rimane il dubbio di mia madre: ma le badanti? Quelli sono paesi con tante persone anziane la cui famiglia è emigrata altrove. Quanti di questi anziani venivano assistiti da persone dedite (sissignori, io ce li ho avuti gli anziani in casa e so io quanti altri mestieri disponibili avrei preferito fare)? Persone che magari non stanno in nessuna lista? Con un visto turistico scaduto? di cui nessuno conosce nome, indirizzo in patria?

Quante altre famiglie estere in questo momento guardano in TV quelle immagini di macerie e si chiedono con angoscia se e dove e perché non telefona?

Io so solo che ieri, quando mia madre ha chiamato per dire che zia era stata trovata, sono crollata, mi sono messa a dormire per 20 minuti e mi è pure passato per un attimo il cerchio alla testa che mi fa compagnia in questi giorni. Una certezza brutta è tanto meglio di qualsiasi incertezza.

Quante persone in questo momento hanno lo stesso cerchio alla testa? E chi bada alle badanti? (e, mi chiedo, la protezione civile e la croce rossa avranno anche loro l'obbligo di chiedere documenti a chi ha bisogno di essere curato)?

Tante domande, un solo cerchio alla testa. Meno male che non sono Cerbero.

7 commenti:

Cuoche dell'altro mondo ha detto...

Mi si stringe il cuore.
Un abbraccio
Alex

thecatisonthetable ha detto...

Un abbraccio senza parole.

Perchè ogni parole è banale e superflua davanti ad eventi del genere.

lerinni ha detto...

ti abbraccio...
ho degli amici, a l'aquila. due di loro han perso tutto. all'altra è andata meglio... un abbraccio forte forte...

valverde ha detto...

cara ...non ho parole... un grande abbraccio val

serialmama ha detto...

non avevo pensato a te perchè ti sapevo ad amsterdam.
mi dispiace.

LGO ha detto...

Le persone che conosco io sono vive, un po' sparse lungo la costa...Ma ho sentito che, per esempio a Onna, ci sono alcune persone da identificare. Badanti, lavoratori senza permesso? Un dramma nel dramma...

simo ha detto...

Mi dispiace moltissimo. È terribile.
Simona da Aachen