Come tutti, ho un gruppo di amici con cui vediamo gente, facciamo cose, ci amiamo in genere e quando non ci vediamo di persona per far cose, ci mandiamo tante mail. Nei periodi in cui organizziamo qualcosa, svariate decine al giorno, perché le situazioni sono fluide, in movimento, ogni momento ci sono evoluzioni di cui tener conto ecc. ed essendo multitanking, meglio fare per e-mail che troppe riunioni non si possono fare.
Come forse tutti sappiamo, le mail si dividono in due tipi: quelle efficienti, dove bisogna dirsi delle cose al volo, che la situazione è fluida e in continuo sviluppo eccetera, e quelle affettive. In cui ci si coccola, ci si sfoga, ci si bacia, abbraccia e spalpazza virtualmente, che fa bene all'anima quasi come una spalpazzata reale.
Per dire, non demonizziamo lo strumento, come i detrattori di facebook, che in molto casi ha una sua santa utilità. Però a scrivere ci vuol del tempo, specie per sviscerare e sfilettare cose complesse, ognuno dice la sua, non tutti leggono fino in fondo, che ve lo dico a dì: quando l'affettivo e l'efficiente-lavorativo si intrecciano non se ne viene più fuori, con aumento esponenziale di mail, specie appunto nella tragica modalità, di cui scrissi a suo tempo, replay-all.
Per dire che tra l'altro ieri e ieri, ne abbiamo avuto un altro, di semi-scazzo collettivo, che una scrive una cosa che ferisce, quasi nessuno ci fa caso, ma poi quello che si sente ferito si sfoga con me che la mail incriminata manco ce l'avevo, però poi l'ho vista in un reply-all e allora ho risposto, che secondo me si dicevano cose poco ponderate e per semplificare l'ho mandata solo ai quattro gatti direttamente coinvolti o feriti, a come un hansaplast contro la bua.
Poi ti rispondono, poi tu rispondi, poi la vita va avanti che uno, con la miglior volontà del mondo, poi ti incontri per altri motivi con l'interessato numero 1:
"L'hai vista l'ultima mail che ho spedito? Hai visto se ha risposto?"
"Ho visto ed ho goduto. È da ieri mattina che godo ogni volta che leggo una tua mail. E quella cretina ha risposto, che proprio non ci ha capito niente".
"E vabbé, a volte la sopravalutiamo la gente. Ma magari era in buona fede".
Però a sentirmi fonte di godimento sessuale dell'amico mio fraterno, che dire, anche se per e-mail, è tutta un'altra vita. Glielo faccio notare.
"La cosa incredibile è che tu ultimamente rispondi ad hoc alle mail. Non dici una parola di troppo, ma vanno tutte al punto. Guarda, giuro, da quando si è fatta la cosa del'Abruzzo, tu sei diventata efficientissima, rispondi ad hoc alle mail, dimostri persino di saper finire le cose che cominci. Cazzo, cominci persino a seguire dei percorsi logici".
Se fossi sicura che al 100% che è un complimento, lo sposerei quest'uomo. Ma nel dubbio, e ricordandomi di essere già sposata con un'altro che a volte mi fa anche lui complimenbti del genere, mi sa che mi faccio i fatti miei.
Per dire, non azzardatevi mai più a dirmi che le e-mail non sono una cosa sexy. Chi lo dice, non si è mai fatto un bello scazzo collettivo per e-mail come i nostri. di quelli epocali. Ce poi si chiudno per forza d'inerzia e perché anche nel frattempo ci siamo mandati 3000 altre mail su altre questioni urgenti che con quella dello scazzo non avevano niente a che fare.
La mail come fonte di orgasmi multipli, questa ancora mi mancava.
venerdì 8 maggio 2009
giovedì 7 maggio 2009
Festa sabato
Questo sabato, il capo non lo sa che lui sa solo le cose che mi ricordo di mettere su Outlook (e girargli), e le cose grosse io me le ricordo da me senza Outlook, c'è la festa dei corsi alla scuola d'Italia.
Da anni le feste dei corsi sono il mio hobby preferito, ne ho fatte tante con Madrelingua. Solo che adesso non organizzando più in proprio corsi per privati, mi limito a partecipare a quelle della Fondazione.
In questo caso è il momento di interregno tra la fine dei corsi lunghi e l'inizio dei corsi pre-estivi brevi di italiano e olandese.
Comunque si comincia alle 13 con le canzoni di Sebastiano, che poi deve andare al lavoro. E si continua fino alle 18. In Sint Jansstraat 37, dietro il Dam, di fianco a sinistra dell'Hotel Kransapolski.
Dopo di ché ci siamo detti una cosa: noi sono anni che questi nostri corsisti affezionati, che delle volte gli dici: ma cosa stai a iscriverti di nuovo, che sei bravo, ma niente, loro vogliono un altro corso, letteratura, geografia, film, senso delle humour in chiave interculturale (l'anno scorso si scambiavano i link su youtube, storica l'Annunciaziò annunciaziò di Troisi contro il Sinterklaas degli Ijskefet), dicevo sono anni che gli insegniamo, li correggiamo, li interroghiamo sul loro italiano.
Stavolta lo fanno loro con il nostro olandese. Ci faremo quindi interrogare sulla perfetta pronuncia e comprensione dei testi (assurdi a volte) di alcune note filastrocche e canzoncine per bambini.
Poi dimostrazione eno-gastronomica con me per l'eno e Marina per il gastronomica.
Il capo, invece, farà la dichiarazione mensile dell'IVA. Che per venire incontro alla crisi l'ufficio imposte ha appena dichiarato che ai piccoli imprenditori la fanno fare trimestrale di serie, una scocciatura in meno. Che una volta per un ritardo ci hanno retrocesso a quella mensile e sono un paio d'anni che ci chiedevamo come tornare a quella trimestrle o annuale. Ecco, ci hanno pensato da soli.
Forse dovrei pensare a uno sketch comparativo sui sistemi fiscali italiano e olandese. O magari proporlo come tema monografico che gli studenti avanzati del prossimo anno. Che conoscendoli, capace che gli piaccia.
Da anni le feste dei corsi sono il mio hobby preferito, ne ho fatte tante con Madrelingua. Solo che adesso non organizzando più in proprio corsi per privati, mi limito a partecipare a quelle della Fondazione.
In questo caso è il momento di interregno tra la fine dei corsi lunghi e l'inizio dei corsi pre-estivi brevi di italiano e olandese.
Comunque si comincia alle 13 con le canzoni di Sebastiano, che poi deve andare al lavoro. E si continua fino alle 18. In Sint Jansstraat 37, dietro il Dam, di fianco a sinistra dell'Hotel Kransapolski.
Dopo di ché ci siamo detti una cosa: noi sono anni che questi nostri corsisti affezionati, che delle volte gli dici: ma cosa stai a iscriverti di nuovo, che sei bravo, ma niente, loro vogliono un altro corso, letteratura, geografia, film, senso delle humour in chiave interculturale (l'anno scorso si scambiavano i link su youtube, storica l'Annunciaziò annunciaziò di Troisi contro il Sinterklaas degli Ijskefet), dicevo sono anni che gli insegniamo, li correggiamo, li interroghiamo sul loro italiano.
Stavolta lo fanno loro con il nostro olandese. Ci faremo quindi interrogare sulla perfetta pronuncia e comprensione dei testi (assurdi a volte) di alcune note filastrocche e canzoncine per bambini.
Poi dimostrazione eno-gastronomica con me per l'eno e Marina per il gastronomica.
Il capo, invece, farà la dichiarazione mensile dell'IVA. Che per venire incontro alla crisi l'ufficio imposte ha appena dichiarato che ai piccoli imprenditori la fanno fare trimestrale di serie, una scocciatura in meno. Che una volta per un ritardo ci hanno retrocesso a quella mensile e sono un paio d'anni che ci chiedevamo come tornare a quella trimestrle o annuale. Ecco, ci hanno pensato da soli.
Forse dovrei pensare a uno sketch comparativo sui sistemi fiscali italiano e olandese. O magari proporlo come tema monografico che gli studenti avanzati del prossimo anno. Che conoscendoli, capace che gli piaccia.
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mercoledì 6 maggio 2009
Il mondo è grigio il mondo è bluuuuuuu
Questo anticipo di primavera sballata (che poi è sempre il solito) non so a voi, ma a me sta scombinando il bioritmo. Ieri ero di nuovo in pieno winterblues, cerchio alla testa, voglia di dormire.
Voglio dire, abbiamo avuto quel po' di giornatine di sole, che anche se era fresco noi femmine ci mettevamo al volo le minigonne, che poi speri sempre di rifare il pieno di vitamina D e toglierti il bagliore bianco verme fosforescente dalle gambe, per arrivare a non dico una parvenza di abbronzatura, però, appnto, una cosa meno da fantasma.
Quelle giornatine che a seconda delle sfumature gli olandesi chiamano Blousjesdag, ovvero la giornata delle camicette, in cui le femmine in pausa pranzo o giro di commissioni si prendono un caffé su una terrazza esposta al sole e tirano fuori le braccia e una botta di decolleté.
Che poi è seguita invece dal Rokjesdag , ovvero la giornata delle gonnelle, in cui improvvisamente le calze spariscono, gli orli si accorciano e se non si accorciano, allora si tirano semplicemente sopra le ginocchia, sempre sulle solite terrazze al sole dei caffé.
E i maschi etero, che ad Amsterdam ci sono anche quelli, si rifanno gli occhi. Discretamente, che il bello dei maschi olandesi è che io per anni ho creduto che non guardassero le femmine, che non è politically correct, invece si, guardano eccome, ma non te lo fanno pesare.
Insomma, da qualche giorno mi sto rimettendo pantaloni e calzette, e anche così i pantaloni di cotone a volte sono troppo leggeri, ho il golfino di lana fisso addosso e il giubbotto di pelle. E comunque patisco il freddo e mi bagno sotto gli scrosci.
Basta, voglio una botta di sole. Per oggi mi accontento di andare a conoscere un piccolo raggio di sole di poco più di un mese: Antonia.
Voglio dire, abbiamo avuto quel po' di giornatine di sole, che anche se era fresco noi femmine ci mettevamo al volo le minigonne, che poi speri sempre di rifare il pieno di vitamina D e toglierti il bagliore bianco verme fosforescente dalle gambe, per arrivare a non dico una parvenza di abbronzatura, però, appnto, una cosa meno da fantasma.
Quelle giornatine che a seconda delle sfumature gli olandesi chiamano Blousjesdag, ovvero la giornata delle camicette, in cui le femmine in pausa pranzo o giro di commissioni si prendono un caffé su una terrazza esposta al sole e tirano fuori le braccia e una botta di decolleté.
Che poi è seguita invece dal Rokjesdag , ovvero la giornata delle gonnelle, in cui improvvisamente le calze spariscono, gli orli si accorciano e se non si accorciano, allora si tirano semplicemente sopra le ginocchia, sempre sulle solite terrazze al sole dei caffé.
E i maschi etero, che ad Amsterdam ci sono anche quelli, si rifanno gli occhi. Discretamente, che il bello dei maschi olandesi è che io per anni ho creduto che non guardassero le femmine, che non è politically correct, invece si, guardano eccome, ma non te lo fanno pesare.
Insomma, da qualche giorno mi sto rimettendo pantaloni e calzette, e anche così i pantaloni di cotone a volte sono troppo leggeri, ho il golfino di lana fisso addosso e il giubbotto di pelle. E comunque patisco il freddo e mi bagno sotto gli scrosci.
Basta, voglio una botta di sole. Per oggi mi accontento di andare a conoscere un piccolo raggio di sole di poco più di un mese: Antonia.
martedì 5 maggio 2009
Lezioni di faentino
A frequentare quelli della Bassa, si imparano tante cose. Tipo:
l'è na ciustecch'= è una schifezza. Come in: aggiungere il pangrattato all'impasto dei passatelli l'è na ciustecch'
n't ol grantorch = contriti e in punizione. Come quando ti mettono in ginocchio sul granturco, appunto, a scontare quello che hai da scontare.
A la faza ed quei chi’s vo mel = alla faccia di chi ci vuol male.
Incazzosi, quelli della Bassa. Sarà colpa delle zanzare.
l'è na ciustecch'= è una schifezza. Come in: aggiungere il pangrattato all'impasto dei passatelli l'è na ciustecch'
n't ol grantorch = contriti e in punizione. Come quando ti mettono in ginocchio sul granturco, appunto, a scontare quello che hai da scontare.
A la faza ed quei chi’s vo mel = alla faccia di chi ci vuol male.
Incazzosi, quelli della Bassa. Sarà colpa delle zanzare.
domenica 3 maggio 2009
Ricette: festina in giardino
Riassunto: sono da mesi senza cucina e provvista solo di una piastra elettrica, qui a tratti spunta il sole, i figli sono via, voglia di primavera, basta, faccio una festa in giardino.
Serviti:
hummous, zucchine stufate alla mentuccia, peperoni gialli in salsa alle acciughe, bocconcini di pesce fritto in pastella pesi alle 17 alla bancarella davanti casa prima che chiudesse e servita con salsa al coriandolo. Più il pane più buono di Amsterdam, un pezzo di pecorino molisano stagionato e un altro paio di formaggetti e salamelle. Per dessert: una ciotola di fragole con il picciolo, una ciotola di lamponi e una di panna montata, servita con il cointreau a lato, ma tanto non lo ha voluto nessuno.
Hummous:
un barattolo di ceci sciacquati e scolati, 3 spicchi d'aglio, sale a piacere, olio di oliva buono (5 cucchiai), alcune foglioline di coriandolo. Mettere nella ciotola in cui servirlo e giro di minipimer.
Zucchine stufate:
in una padella profonda soffriggere mezza cipolla tritata fine, aggiungerci 3 zucchine bianche a pezzetti, un dado da brodo che avevo finito il sale ma poi il capo è andato a comprarlo. stufare, scolare l'eventuale acqua di cottura che tornerà utile per una salsa, minestrina o altro, mettere in una ciotola ed aggiungerci 5 foglie di menta a striscioline fini.
Peperoni in salsa d'acciughe:
sulla padella delle zucchine ho posato il vassoio della vaporiera, ci ho messo sopra 4 peperoni gialli affettati in quarti, ho coperto con il coperchio della vaporiera e messo a fuoco bnasso, girando una volta le zucchine (attenti a proteggervi le mani sollevando il vassoio, il vapore scotta). Nel frattempo aggiornare il blog, cercare su internet una ricetta convincente della salsa al coriandolo, mandare il capo a ritirare il pesce fritto già pagato al mattino.
A quel punto mettere in barattolo con apertura adeguata, ciotolina o bicchiere del minipimer filetti di acciughe sott'olio scolate, aglio e olio di oliva a piacere e frullare.
Spellare i peperoni, scolarli dall'eventuale condensa di vapore, mettere su un piatto e condire con un filo di salsa. Il resto ve la mangerete la mattina dopo a colazione inzuppandoci il pane avanzato.
Bocconcini di pesce con salsa al coriandolo:
chi non ha il pesciarolo davanti casa, o magari è fornito di quel paio di fuochi in più in cucina, prenda del pesce a carne bianca tipo merluzzo, blocchetti dal freezer del supermercato o quello che trova di comodo, io direi persino del baccalà dissalato e pronto all'uso, se ne avessi.
Tagliarli a blocchetti e immergerli in una pastella di farina e vino bianco. Friggerli in un tegamino di acciaio riempito per 3/4 di olio di semi da frittura (in alternativa la padella in ferro riservata esclusivamente al pesce del suocero di Marina, che viene alla fine ripulita passandoci sopra il giornale, senza acqua che si arrugginisce). Non lasciare mai l'olio da solo senza qualcosa dentro a friggere, e alla fine buttarci una scorza di pane per non farlo annerire mentre si raffredda. (filtrare, conservare in barattolo ben chiuso e vai alla prossima frittura di pesce).
Per la salsa: lavare un mazzettino di coriandolo da cui, se necessario, eliminare la parte grossa degli steli, metterlo nella ciotola del minipimer insieme al succo di un lime spremuto, uno spicchio d'aglio, sale e due o tre cucchiai di olio di oliva, passare, assaggiare, eventualmente aggiustare di sale e servire in una ciotloa a parte con il pesce. Qui ti ci danno di serie anche la salsa cocktail, ma il coriandolo pulisce la patina di frittura del pesce, vuoi mettere?
Con gli avanzi di salsa di coriandolo, dopo aver finito i resti di salsa alle acciughe ed essere diventata insensibile al saporino delicato dell'hummous, condire l'hummous rimasto e finirlo a cucchiaiate la mattina dopo a colazione.
Poi uno si chiede perché è diventata una pigra domenica passata in casa, con solo verso le 16:30 una passeggiatina in bicicletta al vento per rinfrescare. Il capo è da mezzogiorno che giura che non si sente niente, ma lo dice perché mi ama. O perché l'ha mangiato anche lui.
D'altronde, come dice sempre mia madre, se mi vengono quste voglie pazze (giuro, sono stata sveglia un paio d'ore a leggere stanotte e mi sono dovuta far forza per non andarci allora a pucciare nella salsa di acciughe) evidentemente il mio organismo aveva bisogno di aglio, acciughe e coriandolo, e chi sono io per contrastare la natura?
Serviti:
hummous, zucchine stufate alla mentuccia, peperoni gialli in salsa alle acciughe, bocconcini di pesce fritto in pastella pesi alle 17 alla bancarella davanti casa prima che chiudesse e servita con salsa al coriandolo. Più il pane più buono di Amsterdam, un pezzo di pecorino molisano stagionato e un altro paio di formaggetti e salamelle. Per dessert: una ciotola di fragole con il picciolo, una ciotola di lamponi e una di panna montata, servita con il cointreau a lato, ma tanto non lo ha voluto nessuno.
Hummous:
un barattolo di ceci sciacquati e scolati, 3 spicchi d'aglio, sale a piacere, olio di oliva buono (5 cucchiai), alcune foglioline di coriandolo. Mettere nella ciotola in cui servirlo e giro di minipimer.
Zucchine stufate:
in una padella profonda soffriggere mezza cipolla tritata fine, aggiungerci 3 zucchine bianche a pezzetti, un dado da brodo che avevo finito il sale ma poi il capo è andato a comprarlo. stufare, scolare l'eventuale acqua di cottura che tornerà utile per una salsa, minestrina o altro, mettere in una ciotola ed aggiungerci 5 foglie di menta a striscioline fini.
Peperoni in salsa d'acciughe:
sulla padella delle zucchine ho posato il vassoio della vaporiera, ci ho messo sopra 4 peperoni gialli affettati in quarti, ho coperto con il coperchio della vaporiera e messo a fuoco bnasso, girando una volta le zucchine (attenti a proteggervi le mani sollevando il vassoio, il vapore scotta). Nel frattempo aggiornare il blog, cercare su internet una ricetta convincente della salsa al coriandolo, mandare il capo a ritirare il pesce fritto già pagato al mattino.
A quel punto mettere in barattolo con apertura adeguata, ciotolina o bicchiere del minipimer filetti di acciughe sott'olio scolate, aglio e olio di oliva a piacere e frullare.
Spellare i peperoni, scolarli dall'eventuale condensa di vapore, mettere su un piatto e condire con un filo di salsa. Il resto ve la mangerete la mattina dopo a colazione inzuppandoci il pane avanzato.
Bocconcini di pesce con salsa al coriandolo:
chi non ha il pesciarolo davanti casa, o magari è fornito di quel paio di fuochi in più in cucina, prenda del pesce a carne bianca tipo merluzzo, blocchetti dal freezer del supermercato o quello che trova di comodo, io direi persino del baccalà dissalato e pronto all'uso, se ne avessi.
Tagliarli a blocchetti e immergerli in una pastella di farina e vino bianco. Friggerli in un tegamino di acciaio riempito per 3/4 di olio di semi da frittura (in alternativa la padella in ferro riservata esclusivamente al pesce del suocero di Marina, che viene alla fine ripulita passandoci sopra il giornale, senza acqua che si arrugginisce). Non lasciare mai l'olio da solo senza qualcosa dentro a friggere, e alla fine buttarci una scorza di pane per non farlo annerire mentre si raffredda. (filtrare, conservare in barattolo ben chiuso e vai alla prossima frittura di pesce).
Per la salsa: lavare un mazzettino di coriandolo da cui, se necessario, eliminare la parte grossa degli steli, metterlo nella ciotola del minipimer insieme al succo di un lime spremuto, uno spicchio d'aglio, sale e due o tre cucchiai di olio di oliva, passare, assaggiare, eventualmente aggiustare di sale e servire in una ciotloa a parte con il pesce. Qui ti ci danno di serie anche la salsa cocktail, ma il coriandolo pulisce la patina di frittura del pesce, vuoi mettere?
Con gli avanzi di salsa di coriandolo, dopo aver finito i resti di salsa alle acciughe ed essere diventata insensibile al saporino delicato dell'hummous, condire l'hummous rimasto e finirlo a cucchiaiate la mattina dopo a colazione.
Poi uno si chiede perché è diventata una pigra domenica passata in casa, con solo verso le 16:30 una passeggiatina in bicicletta al vento per rinfrescare. Il capo è da mezzogiorno che giura che non si sente niente, ma lo dice perché mi ama. O perché l'ha mangiato anche lui.
D'altronde, come dice sempre mia madre, se mi vengono quste voglie pazze (giuro, sono stata sveglia un paio d'ore a leggere stanotte e mi sono dovuta far forza per non andarci allora a pucciare nella salsa di acciughe) evidentemente il mio organismo aveva bisogno di aglio, acciughe e coriandolo, e chi sono io per contrastare la natura?
La legge salica e l'Olanda
Quando la regina Beatrice abdicherà avremo finalmente un re, dopo tutta una serie di regine o reggenti. La serie è cominciata con la regina Emma che era in realtà la consorte di re Willem III e che ha fatto da reggente fino alla maggiore età della figlia Wilhelmina.
Dopo Wilhelmina è salita sul trono Juliana, che a sua volta ha abdicato a favore di Beatrix, l'attuale regina.
Si prevede imminente il passaggio di consegne al principe ereditario Wilhelm Alexander. La novità è che a quel punto, anche sua moglie, l'argentina Maxima Zorreguieta, riceverà il titolo di regina.
Questa è una novità, in quanto finora tutti i principi consorti erano e restavano principi. Ad eccezione di Pieter van Vollenhoven, marito della principessa Margriet, una delle sorele della regina, che è stato il primo non nobile a sposarsi nella famiglia reale. si decise di non dargli nessun titolo, a differenza dei successivi consorti borghesi della famiglia, una cosa che mi è sempre sembrata una grande ingiustizia.
La cosa buffa quindi è che per ragioni che a me nella mia ignoranza sfuggono, i loro figli hanno cognomi diversi tra loro: il maggiore, Maurits, e i suoi figli, fanno di cognome Van Lippe-Biesterfeld van Vollenhoven. Maurits ha un titolo non ereditario di principe, i figli no. I fratelli di Maurits invece si chiamano semplicemente come papà loro van Vollenhoven. Strane cose le faccende dinastiche.
Insomma, per dire che con tutte queste regine di seguito è ovvio che in Olanda della legge salica se ne fanno un baffo.
L'altra cosa buffa invece è che la legge salica, che esclude dalla successione alle terre dei franchi salii le donne (che potevano comunque ereditare beni e titoli su altre terre) si chiama così dalla traduzione latina del fiume Sala. Che in Olanda si chiama tanto più semplicemente Ijssel.
Insomma, gira e rigira, sempre sull'Olanda vado a sbattere. Sarà il mio karma.
Dopo Wilhelmina è salita sul trono Juliana, che a sua volta ha abdicato a favore di Beatrix, l'attuale regina.
Si prevede imminente il passaggio di consegne al principe ereditario Wilhelm Alexander. La novità è che a quel punto, anche sua moglie, l'argentina Maxima Zorreguieta, riceverà il titolo di regina.
Questa è una novità, in quanto finora tutti i principi consorti erano e restavano principi. Ad eccezione di Pieter van Vollenhoven, marito della principessa Margriet, una delle sorele della regina, che è stato il primo non nobile a sposarsi nella famiglia reale. si decise di non dargli nessun titolo, a differenza dei successivi consorti borghesi della famiglia, una cosa che mi è sempre sembrata una grande ingiustizia.
La cosa buffa quindi è che per ragioni che a me nella mia ignoranza sfuggono, i loro figli hanno cognomi diversi tra loro: il maggiore, Maurits, e i suoi figli, fanno di cognome Van Lippe-Biesterfeld van Vollenhoven. Maurits ha un titolo non ereditario di principe, i figli no. I fratelli di Maurits invece si chiamano semplicemente come papà loro van Vollenhoven. Strane cose le faccende dinastiche.
Insomma, per dire che con tutte queste regine di seguito è ovvio che in Olanda della legge salica se ne fanno un baffo.
L'altra cosa buffa invece è che la legge salica, che esclude dalla successione alle terre dei franchi salii le donne (che potevano comunque ereditare beni e titoli su altre terre) si chiama così dalla traduzione latina del fiume Sala. Che in Olanda si chiama tanto più semplicemente Ijssel.
Insomma, gira e rigira, sempre sull'Olanda vado a sbattere. Sarà il mio karma.
sabato 2 maggio 2009
Qualcuno ha consigli? Li dia
L'anonima che mi ha lasciato questo cri-de-coeur, la tengo appunto nel cuore da quando mi ha scritto, solo erano i giorni tra Pasqua, terremoto, evento di beneficenza e sapevo di non esserci con la testa per darle un qualsiasi tipo di conforto morale, anche se la sua lettera mi ha fatto tanto riflettere.
Tuttora ancora non so bene cosa dirle (cioè, me ne verrebbero tante da dire, ma mi vorrei limitare ai commenti costruttivi): vi va di darle una mano?
Questo è il suo racconto: una situazione tanto, ma tanto riconoscibile, e secondo me di quele che a guardarle con gli occhi freschi di chi non è coinvolto, forse trovi degli appigli utilizzabili. Pr dire, nel mio momento di crisi delle volte bastava la mia coach mi dicesse: ma a lui questo lo hai mai detto? e io mi fermavo interdetta, in effetti no, non glielo avevo mai detto, però mi incazzavo per il fatto che non lo capisse telepaticamente.
Ecco, a volta una domanda o un commento ingenui, spalancano portoni interpretativi. O basta anche un piccolo pat pat sulle spalle.
cara mammamsterdam, scusa se non commento il tuo post,ma non so in che altro modo contattarti...essendo io una negata di internet! già altre volte mi hai dato saggi consigli direttamente o solo leggendo i tuoi personali commenti sulla tua vita quotidiana, mi sono rinfrancata. Scusa quindi sin d'ora se ti scambio un momento per la rubrica del cuore!ur
Sto in un mare di guai con mio marito...ahi ahi ahi. Mi sento stanca e stufa di essere il perno della vita della mia famiglia, mio marito infatti non lavora da quasi due anni e, più volte sollecitato, risponde che lui sa solo fare quello che faceva (scrivere) e che quindi non riesce ad immaginare nessun altro lavoro per lui. Nel frattempo smanetta su internet, e ogni tanto produce qualche scritto (non remunerato e raramente completo quindi invendibile), ma con molta moltissima fatica.
Direi che la sua atavica pigrizia contribuisce a soffocare quegli slanci produttivi che a volte lo animano. Insomma evidentemente per lui non è un problema NON lavorare, anche se è paralizzato dalla paura di non lavorare mai più. In pratica non fa nulla per procacciarsi il lavoro, ma sta lì ad aspettare che qlcn si ricordi di lui e lo chiami per affidargliene uno! Lui dice che chiedere lo metterebbe nella posizione dello sfigato e che in quel modo non riuscirebbe più a risalire la china e sarebbe marcato a vita...e su questo posso anche essere d'accordo, ma personalmente credo che ci sia modo e maniera di chiedere senza dover necessariamente apparire sfigato!
Vabbè che poi di fatto se non lavori da 2 anni forse sarebbe costruttivo accettare che sei uno sfigato e cercare di capire perchè sei finito in quel girone. Resta però un incrollabile dato e cioè che lui è davvero molto bravo, solo che a questo mondo, come sappiamo, la bravura conta abbastanza poco. Metà della nostre professioni è costruita su tutt'altro: carattere, fortuna, raccomandazioni (si pure quelle) e poi forse capacità. Lui c'ha solo l'ultima e quanto a carattere è negato.
Nel frattempo io lavoro, e sono precaria (da anni mi rinnovano un contratto ma potrebbero pure smettere un giorno) mi ingegno per trovare un piano B che ci salvi in caso di licenziamento, organizzo la casa (quindi spesa, cibo, tata, figlia e quant'altro conoscerai benissimo)e, per ottenere un momento di pace e farmi i fattacci miei, devo andare in ufficio all'alba o non dormire la notte.
Basta.
Siccome che questa situazione in cui io lo cazzio e lui che si difende si protrae appunto da tempo e che il nostro matrimonio per mia stanchezza sta per andare all'aria, io, dico io, ho deciso di tornare in analisi per capire se potevo fare qlcs per arrestare l'inesorabile allontanamento. Poi ho duramente, con ferite e sangue, convinto lui a provare l'analisi (siamo 2 sedute e già apprezza dopo aver remato contro per anni e anni!?!).
Ora qlcn gli ha elemosinato un lavoro, ma io ,non so perchè sono irascibile più di prima...proprio ora che lui sembra aver fatto un passo avanti (sull'analisi, non sul lavoro visto che non ha fatto NULLA per procacciarselo!). Litighiamo come due che non si sono MAI CAPITI. Io mi sento sola a tirare la carretta da tempo e ora più che mai.
Sento che lui non capisce nemmeno quello che io intendo per condivisione delle responsabilità della famiglia. Infatti quando chiedo che accadrebbe se io non ci fossi più, come farebbe a campare con nostra figlia a carico, lui dice che non lo sa e che io sono una terrorista. Vero, verissimo, ma lo divento perchè cerco sempre nuovi elementi che finalmente gli aprano gli occhi
Il mio obbiettivo non è un guadagno extra, grazie a Dio il mio guadagno è sufficiente, ma non voglio questo ruolo, mi sento sua madre, che lo controlla, che ha paura che lui non ce la faccia quando gli arriva un lavoretto, che gli chiedo se per favore mi lascia qlc ora libera dalla bimba perchè devo finire di fare una cosa di lavoro, ecc.
Lasciamo perdere il capitolo sesso che dopo la nascita è argomento quadi chiuso. E ci manca, ce lo diciamo ma non riusciamo a venirne fuori.
Il senso di tutto questo è che ho la sensazione che sarà difficle uscirne senza una separazione, cosa che io non voglio. E non chiedermi ti prego se lo amo, perchè è tale il rancore che in questo momento direi una cazzata.
Che per caso ce l'hai un consiglio da darmi?
mmmciù
Tuttora ancora non so bene cosa dirle (cioè, me ne verrebbero tante da dire, ma mi vorrei limitare ai commenti costruttivi): vi va di darle una mano?
Questo è il suo racconto: una situazione tanto, ma tanto riconoscibile, e secondo me di quele che a guardarle con gli occhi freschi di chi non è coinvolto, forse trovi degli appigli utilizzabili. Pr dire, nel mio momento di crisi delle volte bastava la mia coach mi dicesse: ma a lui questo lo hai mai detto? e io mi fermavo interdetta, in effetti no, non glielo avevo mai detto, però mi incazzavo per il fatto che non lo capisse telepaticamente.
Ecco, a volta una domanda o un commento ingenui, spalancano portoni interpretativi. O basta anche un piccolo pat pat sulle spalle.
cara mammamsterdam, scusa se non commento il tuo post,ma non so in che altro modo contattarti...essendo io una negata di internet! già altre volte mi hai dato saggi consigli direttamente o solo leggendo i tuoi personali commenti sulla tua vita quotidiana, mi sono rinfrancata. Scusa quindi sin d'ora se ti scambio un momento per la rubrica del cuore!ur
Sto in un mare di guai con mio marito...ahi ahi ahi. Mi sento stanca e stufa di essere il perno della vita della mia famiglia, mio marito infatti non lavora da quasi due anni e, più volte sollecitato, risponde che lui sa solo fare quello che faceva (scrivere) e che quindi non riesce ad immaginare nessun altro lavoro per lui. Nel frattempo smanetta su internet, e ogni tanto produce qualche scritto (non remunerato e raramente completo quindi invendibile), ma con molta moltissima fatica.
Direi che la sua atavica pigrizia contribuisce a soffocare quegli slanci produttivi che a volte lo animano. Insomma evidentemente per lui non è un problema NON lavorare, anche se è paralizzato dalla paura di non lavorare mai più. In pratica non fa nulla per procacciarsi il lavoro, ma sta lì ad aspettare che qlcn si ricordi di lui e lo chiami per affidargliene uno! Lui dice che chiedere lo metterebbe nella posizione dello sfigato e che in quel modo non riuscirebbe più a risalire la china e sarebbe marcato a vita...e su questo posso anche essere d'accordo, ma personalmente credo che ci sia modo e maniera di chiedere senza dover necessariamente apparire sfigato!
Vabbè che poi di fatto se non lavori da 2 anni forse sarebbe costruttivo accettare che sei uno sfigato e cercare di capire perchè sei finito in quel girone. Resta però un incrollabile dato e cioè che lui è davvero molto bravo, solo che a questo mondo, come sappiamo, la bravura conta abbastanza poco. Metà della nostre professioni è costruita su tutt'altro: carattere, fortuna, raccomandazioni (si pure quelle) e poi forse capacità. Lui c'ha solo l'ultima e quanto a carattere è negato.
Nel frattempo io lavoro, e sono precaria (da anni mi rinnovano un contratto ma potrebbero pure smettere un giorno) mi ingegno per trovare un piano B che ci salvi in caso di licenziamento, organizzo la casa (quindi spesa, cibo, tata, figlia e quant'altro conoscerai benissimo)e, per ottenere un momento di pace e farmi i fattacci miei, devo andare in ufficio all'alba o non dormire la notte.
Basta.
Siccome che questa situazione in cui io lo cazzio e lui che si difende si protrae appunto da tempo e che il nostro matrimonio per mia stanchezza sta per andare all'aria, io, dico io, ho deciso di tornare in analisi per capire se potevo fare qlcs per arrestare l'inesorabile allontanamento. Poi ho duramente, con ferite e sangue, convinto lui a provare l'analisi (siamo 2 sedute e già apprezza dopo aver remato contro per anni e anni!?!).
Ora qlcn gli ha elemosinato un lavoro, ma io ,non so perchè sono irascibile più di prima...proprio ora che lui sembra aver fatto un passo avanti (sull'analisi, non sul lavoro visto che non ha fatto NULLA per procacciarselo!). Litighiamo come due che non si sono MAI CAPITI. Io mi sento sola a tirare la carretta da tempo e ora più che mai.
Sento che lui non capisce nemmeno quello che io intendo per condivisione delle responsabilità della famiglia. Infatti quando chiedo che accadrebbe se io non ci fossi più, come farebbe a campare con nostra figlia a carico, lui dice che non lo sa e che io sono una terrorista. Vero, verissimo, ma lo divento perchè cerco sempre nuovi elementi che finalmente gli aprano gli occhi
Il mio obbiettivo non è un guadagno extra, grazie a Dio il mio guadagno è sufficiente, ma non voglio questo ruolo, mi sento sua madre, che lo controlla, che ha paura che lui non ce la faccia quando gli arriva un lavoretto, che gli chiedo se per favore mi lascia qlc ora libera dalla bimba perchè devo finire di fare una cosa di lavoro, ecc.
Lasciamo perdere il capitolo sesso che dopo la nascita è argomento quadi chiuso. E ci manca, ce lo diciamo ma non riusciamo a venirne fuori.
Il senso di tutto questo è che ho la sensazione che sarà difficle uscirne senza una separazione, cosa che io non voglio. E non chiedermi ti prego se lo amo, perchè è tale il rancore che in questo momento direi una cazzata.
Che per caso ce l'hai un consiglio da darmi?
mmmciù
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