giovedì 31 luglio 2008

Se cerchi lavoro in Olanda (link annuncio in calce)

... come sempre dico che non sono un'agenzia di collocamento, non ho l'ambizione di organizzare la vita degli altri e anche volendo, non ho tempo. Però arriva l'estate, la gente vuole cambiar vita (anch'io!) e mi arrivano un sacco di mail di persone che chiedono informazioni per venire a vivere in Olanda. Mi lavo subito le mani dicendo che forse non riuscirò a rispondere a tutti, e non è per stronzaggine, ma che continuerò ad aggiornare tutti al meglio possibile da questo blog. Prima o poi farò dei post ad hoc tentando di aggiornarli, ma non ci dimentichiamo per favore che questo blog è il mio giocattolo. Fatemici divertire pliiiis.

Ricordo che esistono un consolato, l'ICE (isttuto per il commercio estero), un istituto italiano di cultura, una camera di commercio italiana per l'Olanda, un'agenzia di collocamento specializzata in personale che non parla olandese (The Undutchables), un'agenzia di servizi italo-olandese che fa anche ricerca di personale (Poliedro), ci sono tante multinazionali che hanno in Olanda il loro ufficio EMEA (Europe, Africa, Middle East) e che necessitano di personale che parli anche l'italiano. Se avete trovato me su Internet, fate un piccolo sforzo e cercatevi anche loro, che lo fanno per lavoro.

Adesso la notizia utile e concreta, da cui mi lavo le mani preventivamente: non li conosco, non mi conoscono, so che cercano personale tecnico che parli italiano e per il resto arrangiatevi e non venitemi a chiedere chiarimenti, non ne ho. (Se poi qualcuno però viee assunto ed e felice, ce lo faccia sapere che fa sempre piacere rallegrarsi con gli altri).

http://www.colormatrix.com/us/europe-mild-east-and-africa/technical-service-engineer-southern-europe.html

Quello che posso e faccio per lavoro sono traduzioni giurate e interpretariato: ma per quello non ho bisogno di farmi pubblicità sul blog, chi mi cerca mi ha sempre trovata.

Insomma, ho come la sensazione che mettendo questa cosa mi sto ficcando in un ginepraio, per favore, vita, smentiscimi.

mercoledì 30 luglio 2008

Grande concorso "Fenomenologia da spiaggia": i balli di gruppo


Allora, questa è l'idea: mi mandate entro il 16 agosto le vostre descrizioni di fenomeni da spiaggia? Non votate questa qui, che vale solo da peresempio scritto veloce, e sono sicura che se vi ci mettete manderete cose bellissime. Non negateci le vostre profonde osservazioni sui fenomeni da spiaggia di cui avete esperienza, metteteci pure una foto, purché non diffamatoria di altri - meglio i primi piani - e partecipate al grande concorso estivo di Mammamsterdam. Pensate agli stroopwafels buonissimi che potreste vincere.

spedite tutto a:

orsovolante@gmail.com


Io sono cresciuta al mare e nei miei anni formativi ho lavorato 16 ore al giorno in un albergo per famiglie e gruppi. Penso così di avere un'ottima esperienza di prima mano di certe dinamiche vacanziere, ma la mia esperienza resta naturalmente limitata all'hic et nunc di questo periodo. Perché durante le MIE vacanze, mi sono naturalmente sempre guardata dal frequentare da turista amene località balneari. Me ne sono andata in Grecia per monumenti e cara grazia se ci scappava un bagnetto sugli scogli. Me ne sono andata in Australia per ostelli con il capo e ho goduto enormemente delle spiaggie lì, ma naturalmente è una situazione e un'utenza tanto, ma tanto diversa.

Da quando ho figli, però, sono stata costretta a tornare alle origini (con gran piacere mio e del capo, devo dire) ed ho così scoperto un fenomeno che mi mancava: l'animazione.

Da tre anni vado in vacanza a Roseto degli Abruzzi, esclusivamente perché un'amica di famiglia ha lì un albergo. E in più c'è l'animazione. Diretta da un pazzo furioso e grande professionista, ovvero Riccardo, in arte zio Ricky. Finalmente ho visto le cose dall'altro lato della barricata, e giuro, la differenza è incommensurabile.

Il quale Riccardo ogni anno tira su un gruppo di giovani virgulti nella sottile arte di intrattenere il pubblico più eterogeneo, dalle famiglie con bambini ai gruppi organizzati dai servizi sociali che portano al mare gli anziani, alle colonie giornaliere delle scolaresche dell'entroterra teramano che gli scuolabus consegnano alle 9 di mattina e si riportano via verso le 16.

I giovani virgulti animatori vengono da due anni sfruttati dalla sottoscritta come baby-sitter per una rara serata in concerto, o mattinata di commissioni, o come scusa per far dormire le belve di pomeriggio, premio: le attività in piscina con gli animatori. Quest'anno ha aiutato anche un grande amore, ricambiato, di Orso per Chiara, la responsabile del mini-club.

Clou della mattinata in spiaggia sono i balli di gruppo, che poi si ripetono in forma di baby-dance per i bambini alle 21:30, dopo cena.

E qui devo dire di aver imparato molto sulla natura umana. Perché qualcuno mi deve ancora spiegare per quale meccanismo, proprio gli italiani, in particolare le italiane di paese sopra i 60 anni, che sono tanto formalisti, noiosi, convenzionali e bacchettoni, perdano ogni freno inibitorio nel momento in cui la megacassa sistemata sul carrettino da pescatore comincia con il suo "tun-tun-tun-tun".

Sto parlando di gente che non balla di suo. Che se la sera ci esce una seratina danzante, una mazurca di periferia o simili, restano inchiodati alla sedia a guardare i rari ballerini, o vanno a fare una passeggiata.

Ma dagli il ballo di gruppo, ed è tutta un'altra musica. Si mettono in fila nell'acqua bassa, di fronte agli animatori di turno che fanno le mosse e vai con gli ancheggi. Come un sol uomo. Passo a destra, giravolta, lancia le braccia in alto e mettile sui fianchi. Non ne sgarrano una.

"Ascella, ascella, mi lavo l'ascella, mi faccio la doccia e mi levo la jella"
è il grande favorito a cui non riesco a resistere. Metto giù qualsiasi cosa stia facendo e mi unisco al branco oscillante, io, proprio io che ho fatto dell'individualismo ad oltranza (fino al masochismo, devo dire) la mia bandiera. Eeh, ma che farci, l'ascella tira.

Il bello del repertorio è che è molto demenziale, che l'intento ironico mi rende un pelo sopportabile la cosa. O sono le parodie in pseudospagnolo dei balli cubani, o le canzoni di topo Gigio, quest'anno hanno persino riesumato il gioca jouer della mia infanzia.

"I como que le gusta a las mujeres?"
"Asì, asì" sculettano le settantenni campagnole in pieno delirio vacanziero. Seguite a ruota dalle 30/40enni i cui figli stanno costruendo castelli, o i cui accompagnatori non ballano. Che secondo me questa è la grande forza del ballo di gruppo: non dipendi da un partner che guida, ma hai comunque qualcuno che ti fa vedere cosa fare. Deleghi la responsabilità del tuo saper o non saper ballare.

Io e il capo, devo dirlo, all'inizio eravamo molto perplessi. Già siamo due che scelgono i ristoranti senza televisore acceso e senza musica. Sarà per questo che mangiamo poco fuori. Poi a me fa molta antipatia l'inquinamento acustico, specie in spiaggia. Cara grazia che non mi trovo in uno stabilimento dove alle 11, regolarmente, tutti gli adolescenti si piazzano intorno al juke-box e mi costringono ad imparare tutti i tormentoni dell'estate. Gli anni passati in cucina o in reception, tutto sommato, avevano questo di buono. Che non sentivo troppa musica cretina.

Ma l'essere umano è sensibile ai lavaggi del cervello, e cambia in modi inimmaginabili. Sarà il clima di rilassamento generale della vacanza che rende ricettivi, sarà che in fondo la natura della bestia è proprio quella, non si scappa, siamo quello che siamo, io spero solo che a nessun dittatore venga in mente di addormentare il popolo bue con canzonette e ancheggiamenti. Che ciò avrebbe effetti deleteri per la democrazia, temo.

Perché lo scorso anno, il capo mi ha sopresa con effetti speciali: alzo lo sguardo da un giornale, e lo vedo con un sorriso da orecchio a orecchio e la faccia rilassata che manco tre sedute di reiki, con il fianco sinistro sparato in fuori e le braccia buttate a destra, sculetta furiosamente che temo quasi una lussazione dell'anca. Era l'ultimo giorno di vacanza. Mariano Orgoglio Padano mi viene incontro agitando la macchinetta fotografica:
"Quanto me la paghi la foto di tuo marito che balla?"

Mariano, te lo comunico ora: io quella foto la sto ancora aspettando, e se me la mandi la metto qui sopra.

Credits foto: Roberta filava

Grande concorso estivo: fenomenologia da spiaggia

Alors, alors, visto che sono rientrata e ho una connessione veloce, mentre ho idea che l'Italia balneare stia per scatenarsi solo ora, indìco questo grandissimo concorso estivo: mandatemi entro il 16 agosto le vostre osservazioni ragionate di vita balneare, dopo questa data le pubblicherò (foto ammesse) e infine tutti potranno votare la migliore.

Il vincitore (che magari privatamente può mandarmi anche un indirizzo postale a scelta) riceverà una confezione originale di stroopwafels, biscotti olandesi con ripieno filante mou che per motivi a me ignoti suscitano grandi fenomeni di dipendenza in tutti gli italiani che li assaggiano. (Non contengono stupefacenti, a quanto ne so, ma uno di questi giorni vi pubblico la lista degli ingredienti, va).

Mandate tutto a:

orsovolante@gmail.com

e spargete la voce. Per correttezza vi dico subito che eliminerò tutti i contributi che possano essere giudicati offensivi, di contenuti razzisti, che incitino alla violenza o che a mio avviso non sono adatti alle intenzioni con cui scrivo questo blog (dicesi dispotismo illuminato), o che rischino di famelo chiudere. Insomma, le solite cose che ve le elenco a fare? E poi devo dire che non ho mai ricevuto mezzo commento offensivo da quando sto qui, quindi si tratta di un avviso pro-forma, ma appunto, diciamolo.

Tratterò tutti i contributi con la massima discrezione e una volta dichiarato il vincitore lo contatterò pirsunalmente di pirsona per chiedergli se mi manda l'indirizzo pr gli stroopwafels.

Siamo d'accordo? Allora nel prossimo post attacco con la mia storia.

Considerazioni scatologiche sul rientro a casa

Lo faccio? Si, dai, che rientro ancora per un pelo nella categoria di madri con figli piccoli che ancora possono parlare con entusiasmo di cacchine. Fra un paio di giorni, per sopraggiunti limiti di età dei cuccioli, non posso più.

Perché, quello che volevo dire con tutto il giro excusatio non petita, è che come stimola il bagno di casa tua, appena rientri, nessun altro posto al mondo. Neanche la pipì sotto gli ulivi di qualche giorno fa.

Insomma, siamo rientrati ad Amsterdam e ho appena depositato i cuccioli al doposcuola, che nel programma dovrebbero fare oggi figurine di pasta di sale, domani dipingere e dopodomani guardare un film. Tutte le attività tipo piscina, zoo, escursioni varie, l'hanno già fatte in nostra assenza.

E domenica opa se li porta al nord per le ultime lezioni di nuoto, prima del diploma A di Ennio. Che dovrà tuffarsi di testa vestito e calzato (non si fida e dà grandi spanciate) passare attraverso un anello sul fondo della piscine e riemergere (spero).

Ma se Orso ci mette un po' di buona volont1à, magari il corso di nuoto lo fa anche lui dai nonni.

E mia madre (mia madre!) ha dichiarato di volerne uno l'anno per un paio di settimane da solo (due ancora non si fida, e fa bene). A domanda:

"Ma ti è piaciuto stare da solo con Babcia in Italia?"
"Si, moltissimo" ha risposto.

Esperimento riuscito. Da oggi si ricomincia con l'ordinaria amministrazione.

domenica 27 luglio 2008

La dura vita delle madri al mare

Uno pensa: beate le madri di bambini piccoli che vanno al mare mentre il padre lavora duramente per raggiungerli solo quando ha le ferie. E non si rende conto che andare al mare da sole con i bambini è come stare in miniera. E poi non hai le tue cose, le comodità, la lavatrice, a volte neanche l'auto, i bambini si straniscono, non mangiano, non dormono, rompono ecc.

Però si divertono tanto, ad intrattenerli come si deve. e il mare gli fa tanto bene. A volte una fa l'errore di portarsi la madre, pensando di avere un aiuto, o almeno qualcuno che ti dia un cambio per fare, che ne so, una spesa con calma al supermercato, vedersi con un'amica, un pisolo in santa pace. Macché.

Poi il caldo rimbecillisce e i neuroni materni funzionano a mezza velocità. E le tentazioni sono tante e bisogna arginare tutte le erbavoglio dei figli, che costa tanta fatica.

E il peggio cominicia quando cerchi di organizare qualcosa di carino per i figli. Tipo andare al circo.

Allora, l'altra sera ho avuto l'idea di portarli al circo insieme all'amichetto Leo, che è un bimbo, per ia fortuna, dolce e tranquillo. Prima, recuperarli per vari punti dell'albergo (Leo stava seduto nella hall in paziente attesa, dio lo benedica).

Trascinarli al parcheggio ("Mamma, ho paura, qui è buio, c'è il mostro"), caricarli in macchina. Colta da pensiero improvviso.
"Bambini scendete, andiamo prima a fare tutti la pipì" e meno male che me ne sono ricordata adesso.

Risalirli in macchina dopo la pipì. Partire, cercando di non ammazzare i gitanti sul lungomare. Arrivati al circo, presa visione della coda kilometrica alle casse, cercare un parcheggio. Trovatolo, lontano, si cammina verso le casse. Si parcheggiano i figli nell'angolo a fianco delle casse, tenendoli d'occhio a distanza mentre si intrattengono per conto loro. Nessuno scappa, per fortuna.

La coda si muove, la palma sta di mezzo, inciampo in una signora per cercare di vedere oltre la palma come va, mi scuso e mi raddrizzo, attraversiamo un buo tra palma e pitosforo e inciampo di nuovo, sbregandomi contro gli spuntoni della palma, mi scuso.

Perdo di vista Leo.
"Signora, mi tiene il posto per favore, non vedo giusto quello che non è mio?"

Mi avvicino, Leo rientra nel campo visivo (era coperto da qualcuno). Mi rimetto in fila, reinciampando nella radice di pitosforo.

"Vuoi che ti prenda io i biglietti, così li guardi con calma?" offre la vicina pietosa.

Il complesso di Superwondermamma che si annida in me vorrebbe ringraziare dicendo che me la cavo da sola. Ma le vacanze servono anche a rinsavire. Ci penso, sarei per un si, ma devo giustificarmi mentalmente.
"Ma si, grazie, che stasera mia mare è uscita con le sorelle e quindi sono da sola".

Le reazioni che una frase innocente può scatenare nei soggetti predisposti!

Si volta di colpo un'altra signora davanti a me:
"Hai perfettamente ragione, anch'io ho portato mia madre con l'idea che mi potesse aiutare, ma ha 70 anni, non se la sente, e così devo fare tutto da sola e in più occuparmi di lei".

Come la capisco.
L'altra vicina accompagnata si rallegra che almeno lei ha qualcuno che le controlla i figli durante la coda. Io decido di accettare l'aiuto, apro il portafoglio, e scopro di non avere soldi. Porc. Li ho nei pantaloni. Che sono in albergo. tutta copa del fatto che in estate preferisco non portar borse ovunque e avere le mani libere. Ben mi sta.

Esco dalla fila, recupero i bambini, ricamminiamo verso il parcheggio e per fortuna ho l'ispirazione di proporre una gara e tutti corrono alla macchina invece di trascinarsi. Poi Orso piange perché è arrivato ultimo, Ennio perché si è fatto male e ha dovuto interrompere. Dichiaro tutti vincitori a pari merito: Leo per meriti sportivi, Ennio per infortunio, e Orso per carità cristiana.

Partiamo, abbandoniamo il lungomare, trovo subito un bancomat, faccio rifornimento, torniamo di gran carriera al circo sperando di ritrovare il nostro parcheggio. Invece no, meglio, ne troviamo uno liberatosi di fronte alle casse. Le casse sono vuote. Corriamo a far biglietti, paghiamo la metà di quello che pensavo, entriamo che il corpo di ballo sta facendo il balletto di benvenuto, troviamo persino, in un angolo estremo, 4 sedie tutte accanto e per quasi due ore ci divertiamo da matti.

E memori delle istruzioni ricevute, i bambini non mi chiedono niente. Né le lucine, né i regali, un tentativo di zucchero filato viene stroncato ricordandogli che se si comportano bene gli si compra il gelato buonissimo alla fine. Beviamo acqua, rientriamo stanchi ma felici, e anche questa serata è andata. Domani sveglia alle 6:45.

Aggiornamenti spiaggeschi

Uno vede che non aggiorno, sa che sono a Roseto e pensa erroneamente che sia il dolce far niente che mi impedisce di scrivere. Invece no, ci mancherebbe. È che ho un sacco da fare, e inoltre la connessione telefonica a manovella non aiuta.

Nell'ordine ho:
- visitato e saccheggiato lo spaccio aziendale della Bassetti/Zucchi (come tutti gli anni, peraltro) che si trova a Piane di Notaresco, lungo il Vomano
- scoperto un negozio di piastrelle e sanitari favoloso che ha confermato che avevo ragione io, a dire ad aprile, che bisognva fare un sopralluogo in Italia. Il negozio in questione ha anche già fatto consegne ad oriundi nostalgici in Svizzera e Germania e così ho convinto il capo a rimandare di una settimana l'inizio dei lavori, venir giù (prima io riporto i figli su, uno spreco inutile a mio avviso, che potrebbero farsi ancora un po' di mare, ma vabbé, capisco che senza di loro ci possiamo muovere meglio)
- portato i bambini al circo Lidia Togni. Prima una gran fatica per recuperarli insieme all'amichetto Leo, che era appena iniziato il Gioca jouer, il mito della mia infanzia di Claudio Cecchetto, a riprova che nulla cambia e che oltre ai puffi e altro ai miei figli gli tocca divertirsi con le stesse cose che piacevano a me
- sabato mattina sono venute a trovarci Roberta e Sveva, ci siamo divertiti in spiaggia, con Roberta metteremo su un doppio post sulla fenomenologia della vita da spiaggia (fra qualche giorno aggiornamenti, sto pensando a un concorso). Poi nel tentativo di far addormentare le belve (Orso come al solito dalle zie, Ennio con me, Sveva nel passeggino in piscina) mi sono abbioccata, svegliata di soprassalto dopo le 16, scusatami con le ospiti abbandonate e riportatele ala stazione
- pomeriggio shopping e amiche del cuore (con gelato da Marechiaro) a Giulianova, insomma, loro compravano e io no, cos'è sta cosa, che riparto martedi. Orso ha comunque tre paia di scarpe nuove, già è qualcosa
- cena celebrativa matrimonio di Vanny e Rizziero (o, che volete, si chiamano veramente così, dio li fa e poi li accoppia) avvenuto in mia assenza un paio di settimane fa. Ho chiesto prove, non me le hanno portate, ma c'erano anche Laura e Giuliano, che da testimoni oculari hanno confermato l'avvenuto misfatto. Stiamo parlando di due persone allergiche per principio al matrimonio, che dopo 14 anni hanno ceduto al diritto societario (stanno aprendo un'attività insieme).
Come dice Vanny: "a me quello che dà fastidio è che prima eravamo noi due, adesso siamo noi due e la legge, nel nostro rapporto. E non mi piace". Dàlle torto, non l'ho mai vista così, ma in effetti...

La cena era a Corropoli, al Cinquecento, locanda medievaleggiante, con un bel locale e persino uno spazio fuori, ma io andrei sotto che si sta meglio. Si mangia splendidamente, cose tipiche, compresa una mnestra di farricello medievale che raccomando. Ma a me ha rapita il prosciutto che fanno loro. Aiuto!!!! In paese stavano facendo le prove per il Palio delle botti che ci sarà domani. e domani ci sarano rane nel menu, per fortune non ci sarò, che io per le cose che si possono mangiare o no, sono molto biblica.

Io domani, cioè oggi in realtà pensavo di andare a Castelbasso, dove suoneranno i Baustelle, che ci tenevo, anche per farmi un giro a Castelbasso. È un borghetto da niente con un festival culturale interessantissimo e ottimamente curato di sei settimane tutte le estati. Cercatevelo e guardate il programma, che se siete in zona merita. Anche solo una passeggiata nel borgo a guardare le installazioni o la mostra dedicata a Schifano (per tacere degli stand enogastronomici in collaborazione con l'Enoteca d'Abruzzo). Magari se torno riesco pure ad andare da Andrea De Carlo, in programma ad agosto.

In realtà stasera c'è anche Eugenio Bennato aggratis a Tortoreto, mio borgo formativo, quindi penso che andrò lì.

Per ora vi lascio, forse mi risico una mattinata di mare prima del pranzone celebrativo con la famiglia del frater. Che mi sento un po' una sorella degenere: da quando sto qui non avevo neanche chiamato mio fratello (ma neanche lui, che sollievo), ma oggi assolviamo il nostro rito estivo di famiglia: pranzo di pesce al Garden a Tortoreto, dove i bambini giocheranno in spiaggia e noi forse riusciremo ad aggiornarci con calma. Oa litigare ferocemente, altro rito di passaggio ogni volta che ci vediamo.Prima una litigata feroce per schiarire l'aria, poi ci vogliamo bene come sempre se non di più.

mercoledì 23 luglio 2008

Presentazioni, mazurche e cha-cha-cha



Foto: i balli di gruppo ce li fanno fare anche al mattino in spiaggia, questi stacanovisti. Ma gli animatori, dormono in estate?

Oggi, dopo due ore di diligenza autobus arrancante sulla Tiburtina arriviamo a Pescara con Gnorpo One per conoscere Roberta e Sveva. Roberta (http://robertafilavafilava.blogspot.com) è esattamente come immaginavo (e si veste come me, porcapaletta) e Sveva, che comunque me la immaginavo poco e solo per via delle scarpine (http://creakit.blogspot.com/), era una cucciola stanca e intimidita tutta in rosa.

Efficienza da blogghiste: in un'ora ci siamo aggiornate su tante cose, tanto i fatti nostri reciproci ce li leggiamo già quotidianamente e li giriamo ai nostri amici (ehi, amica di Roberta che mi leggi ma non commenti, ciao, adesso che so della tua esistenza non credere di sfuggirmi, e lasciami un salutino, dai).

Le ho dato al volo il feedback sulle scarpine in Olanda, lei mi ha detto che le vende già alla mia spacciatrice di design preferita, Katia di Archimedia a Giulianova, che solo per un negozio con un nome così si possono far follie (e io infatti dal liceo mi vado a vedere le sue vetrine tutte le volte che posso).

Poi i figli cotti, l'autobus in ritardo e ci siamo lasciate sperando di andare in spiaggia insieme sabato. È la prima volta che conosco faccia a faccia un contatto da blog e guai se fosse l'ultima.

Poi siamo riusciti ad arrivare arrancando a Roseto, al nostro hotel preferito, il Mion G da dove ormai andiamo da 3 anni. Vittorio, lo chef, e il maitre ci aspettavano al varco con la cena, anche se era tardissimo e il ristorante era stato già riordinato. Ennio cantava in cinese con grandi acuti seguendo la musica che arrivava da sotto, anche per questo ho tagliato corto con la cena, tanto mangiava solo pane e si è persino portato tre fette in camera. Orso, qui da ieri e già acclimatato, saltava in mutande sul lettone e non aveva la minima aria di voler andare a letto.

Allora, prese le consegne dalla nonna stanca, abbiamo rivestito Orso dopo avergli mostrato i bellissimi regali fatti da Roberta: la sua marionetta verde a rana in oanno lenci, la giraffa marrone di Ennio e la mia borsetta reversibile di lino, splendida che la mia mi sega le spalle. E i bellissimi orsi della confezione, che so già cosa farne a casa nuova.

Siamo scesi dopo aver rivestito Orso, per una ballatina. senza dirlo lla nonna, of course.
"Guarda mamma, Orso è vestito tutto di verde e io tutto di bianco. Lui è una rana, io un pupazzo di neve".

Solo che essendo presto per la stagione, i bambini scarseggiavano e la terza età abbondava. Niente baby-disco, ma mazurche. Orso si è precipitato correndo e ballando nella sala, tentando di trascinarsi il fratello, che dopo un po' di ritrosia si è messo a ballare con lui.

Li ho sorpresi a imitare il cha-cha-cha della coppia accanto, comprese le giravolte. Però.

E poi Ennio, che dalle prime sagre a cui lo potavo in estate ha sempre manifestato una dubbia propensione allo stile musicale Casadei di Romagna, ondeggiava sulle mazurche, mentre Orso, che evidentemente ha gusti più raffinati, scappava via tenendosi le orecchie.

Adesso l'Hotel Mion G ha due nuove attrazioni per la stagione: il re della mazurca e i boys del cha-cha-cha. Ho dovuto trascinarli via e calmarli a botte di spazzolini da denti e racconti di storia patria (le oche del campidoglio, Romolo e Remo, cose del genere).

Mi sa che il fatto che quest'anno stiamo poco sia un caso lampante di blessing in disguise. Che l'abbiamo visto tutti come va a finire: uno cominica a cantare sulle navi da crociera, e poi....