giovedì 13 maggio 2010

Onna


Sta qui

La foto qui sopra non c' entra, ma è la via Celestino V adesso, dov' era la mia prima casa di studentessa all' Aquila.

Di incanti e disincanti

E va bene, meglio togliersi le illusioni dalla testa una volta per tutte. Gente più in gamba di noi ci riesce subito, io e mia madre ci abbiamo messo un anno. A casa a Ofena NON ci possiamo più rientrare, punto e basta. E sicuramente non dormirci, neanche di passaggio come consolazione, neanche in quel paio di stanze che sembrano intatte. Che magari poi lo sono, ma sono circondate da altre stanze le cui lesioni si allargano e buonanotte al secchio.

Ho fatto a tempo a cucinarci, a dormirci e a fare le bottiglie di sciroppo di sambuco, che a me con l' età viene la sindrome della madre chioccia. Ma erano troppo belli i sambuchi fioriti per tutta la Valle Peligna e a Ofena non si vedevano, ma ricordavo quelli sotto al cimitero, li ho trovati, spelati dai fiori, messi questi a macerare tre giorni in un pentolone d' acqua coperto. Dopo tre giorni passati con un panno, aggiuntoci uno sciroppo di zucchero (una busta di fiori, 2 kg. di zucchero) e ho imbottigliato.

Poi siamo arrivati a Roseto. Ho portato i bambini al mare. La spiaggia tutta vuota e per noi. Ci siamo scottati in una mattina. Ho chiamato l' amante virtuale in Veneto:
- Sto al mare da stamattina.
- E vaffanculo, che io e l' amante virtuale ci trattiamo così perchè ci vogliamo bene.

La scuola all' ultimo momento non li vuole. van ennio. (commento estemporaneo di mio figlio che mi ha sorpresa alla tastiera).

E stanotte, alle 2 mi sono svegliata perché dovevo assolutamente finire questo libro di David Grossman che ho iniziato ieri, sui bambini a zig zag.

E l' ho letto fino alla fine, piangendo dove diventava troppo bello per non piangere, guardando e ricoprendo gli gnorpoli che si dividevano un lettone, nudi e crudi e spalmati le scottature sotto le coperte.

E interrompendomi per spegnere la luce e guardare fuori, il mio Adriatico fuori dalla finestra, quando ho sentito rumor di motori ed erano 41 pescherecci con le luci bianche e verdi che mi sfilavano di fronte. E una volta che ho chiuso il libro e ho spento definitivamente la luce il mare aveva quel colore bianco luminoso che ha prima dell' aurora, alle prime luci della mattina incombente e poi mi sono addormentata e mi ha svegliata questo sole rosso arancio appena sopra l' acqua e mi sono riaddormentata pensando all' enorme privilegio di rivedere questa luce e queste mattine della mia infanzia, e questa spiaggia bianca e vuota tutta mia.

E stamattina è nuvolo e freddo e vaffanculo pure al tempo. Gli gnorpoli si sono goduti la spiaggia anche così mentre io dalla hall sto finalmente al computer e mi basta alzare gli occhi per vederli costruire la torre eiffel sulla sabbia.

E adesso chiudo perché Ennio reclama i suoi giochini online.

Grazie Anna e Maria Laura che mi ospitate sempre in questo bellissimo albergo sulla spiaggia, che per me è un ritorno all' infanzia e cos' altro ci resta se non gli amici, i ricordi e i libri?

domenica 9 maggio 2010

Tappa all' Aquila

Ne parlo di là (adesso dovrebbe funzionare)

sabato 8 maggio 2010

Prime tappe

L' altroieri siamo andati a Roma per irprenderci la nonna a Ciampino e l' Artista Borderline ci ha portati a vedere Circo Massimo, Foro e Colosseo. da fuori, ma le belve hanno cammionato zitti e mosca.

Ieri siamo stati a Sulmona alla presentazione del libro a Palazzo Sardi. C' erano tutti i miei parenti della zona, compreso zio Piero che soffre di orsite e non esce mai da Pratola, dice sua moglie. Mi sono fatta un bel pianto e così ho capito cosa è meglio non leggere in pubblico. Ma tanto eravamo in famiglia.

Ennio ha scoperto tre cuginetti (di terzo grado, se esiste una cosa del genere) se ne è andato con loro, ha scoperto la Wii ed è toccato andare due volte e prenderlo, non voleva tornare.

Io ho rivisto con enorme piacere la moglie e il figlio grande di Francesco, un pischellone dolce a cui piace scrivere e che mi vede come u mito (oddio che responsabilità). Gli ho parlato di tecnica e se davvero si farà il corso di scrittura meditativa a San Demetrio me lo trascino.

adesso andiamo all' Aquila e domani a Faenza. Seguono aggiornamenti.

mercoledì 5 maggio 2010

Qui ed ora

Che poi tra mille corse e cose utili ed inutili c' è stato questo momento, oggi pomeriggio, dopo il la discesa a piedi,e il treno e il meccanico e gli auguri le paste di Mauro e la spesa di Italo per il bar che i miei figli hanno reclamato a gran voce il mare, per poi arenarsi su un gonfiabile mentre io spiegavo a mio fratello come e qualmente e perchè non ritengo che Bertolaso si meriti la cittadinanza onoraria dell' Aquila (ma è un mio parere, eh, e chi sono io) ed è bello parlre di politica con mio fratello perché non litighiamo e il capo ha telefonato perché gli manchiamo e perché si è ammalato ma domani torna al lavoro e comunque in quel momento riattaccava ed andava a dormire e Ennio doveva fare pipì e a me vie viene sempre una reazione di panico quando siamo in giro e me lo dice perchè non so mai dove fargliela fare, ma l' ho sollevato al di là della rete dal lato della spiaggia e gli ho detto di andare a farla in mare ed è tornato con i piedi e l' orlo dei calzoni umidi e insabbiati e ci sarei voluta andare io ma non me la sentivo ed è stato qui ed ora.

Che guardavo i cavalloni del mare e a ogni respiro mi restava una patina salata sul palato.

Ecco.

martedì 4 maggio 2010

Partenza

OK, sto partendo con i bambini in autobus, treno, aereo e ancora un paio di autobus. Stasera dormiamo a Pescara da Vic. Domani ci sarebbe la proiezione di Draquila della Guzzanti a Piazza Duomo ma mi sa che non ce la farò a vederla (per quanto, mai dire mai).

Nei prossimi giorni mi sentirete meno spesso, solo quano trovo una connessione. E magari mi troverete più spesso di là.

sabato 1 maggio 2010

Del giorno della regina in campagna

il giorno della regina è una di quelle cose che in Olanda bisogna crederci. Io ieri ho scoperto di crederci poco. Ad Amstrerdam non so come sia andata, so solo che i servizi di pulizia stanno scioperando e tanto per capirci si sono dati un po'di tregua intorno alla festa.

Ecco, altro che controllori di volo a Ferragosto, qui lo stesso effetto lo si ottiene se la NU si toglie di torno. Perché la primissima cosa che ricordo del mio primissimo giorno della regina al mondo fu lo shock nel vedere come la gente perda il controllo da queste parti, basta avere una scusa per far festa e lasciarsi andare e tanta birra in circolazione.

Alle 13, nel centro di Amsterdam, cammini letteralmente su 20 cm. di pattume, perché tutti i bicchieri di carta-plastica-materiale inquinante vario sta lì, sotto di te. I bidoni straripano, la gente piscia con l'uccelllo al vento nel canale nel quale passano barche carica di gente alticcia.

Poi alle 17 chiude tutto, la gente si incammina verso la stazione per sdraiarsi sui binari e sconvolgere tutto il traffico ferroviario. e in quel momento squadre di pulistrade cominciano a spazzare, aspirare, caricare e il giorno dopo sembra quasi che non sia successo niente, a parte qualche vetrina o cabina telefonica scassata.

Tutta la gente tutta che conosco ma in particolare la Sturni va poi in giro tutto l'anno con twin set e scarpe chicchissime comprate per un euro per strada.

Ecco. Noi no.

Quest'anno siamo stati in campagna dai nonni dove si comprano bene le biciclette per i bambini, ma eravamo forniti. Scarpe da calcio. Varie ed eventuali. Il tutto con calma, senza troppi ubriachi in strada che vanno nel caffé, senza pattume per terra, una bell'atmosfera tranquilla di festa in paese, la scuola di danza che faceva balli di gruppo, una coppia di tangheri che impegnava un incrocio tra gli applausi delle vecchiette.

Noi con due scatole di robe che i bambini volevano vendere ma ci siamo svegliati tardi e abbiamo lasciato perdere. Ho promesso che il prossimo anno vado io alle 5 a occupare un posto strategico e metter su la bottega purché dalle 9 in poi qualcuno mi dia il cambio e mi faccia tornare a dormire.

Perché questo ci viene bene a noi in campagna dai nonni, giorno della regina o meno: dormire, giocare con i cani, comprarci scarpe e pantaloni il capo (l'unico grande affare: i sandali Naturino per Orso a 10 euro, il resto a prezzo pieno, ma le scarpe carine e comode che trovo io da Molenkamp in campagna, da nessuna altra parte.)

E adesso si va in piscina per le tre lezioni di nuoto di Orso prima di venire in Italia.