Polly Op 't Pisello lavora da casa, indossa preferibilmente vestitini, beve caffè MagikaMokka, ha una ricchissima vita sociale su Facebook, Twitter, Google+, Hyves, Speeddate.com e fa tutto il suo shopping online, così non perde tempo a stare in bici, trascinarsi borse e buste sui mezzi o incastrarsi nel traffico.
Polly Op 't Pisello è il mio personaggio, scritto recitato suonato e cantato da moi myself in Wikilove, il nostro spettacolo in olandese e inglese con sui stasera inauguriamo la stagione teatrale dell' Astarotheatro.
Le fanno compagnia Giuliano Assangio, tycoon del net che dopo un passato di attivismo ha fondato e si è arricchito con Speeddate.com, il social media per chi cerca amore, romanticismo, sesso e dintorni online, e da Francaccia con il suo marito ideale. Il tutto musicalmente accompagnato dal nostro ineffabile Maestro Bocconi e presentato da Madame Marina, che è appunto la presentatrice.
Vino e focaccia per chi regge fino alla fine. La focaccia l' ho messa a lievitare ieri e adesso vado a controllarla.
Perchè quando si è autogestiti lo si è anche nelle focacce, non solo nel teatro.
Wikilove,
ore 20.30
Sint Janstraat 37, Amsterdam.
Si replica il 29 ottobre, same place, same time.
venerdì 30 settembre 2011
giovedì 29 settembre 2011
Salutino al volo
Ci sono, ci sono, ma è un autunno così bello, sto ingranando con tutti i vari orari pomeridiani che quest' anno sono particolarmente incasinati, ho persino ripreso ad andare in palestra, ieri a teatro al try-out bellissimo del mio amico Alexander Broussard, che il 29 ottobre sarà pure ad Amsterdam e vi avverto per tempo, oggi la generale di Wikilove, domani sera lo spettacolo, lvoretti qua e la e il mal di testa quando mi scordo di bere il caffè ala mattina, insomma, portate pazienza, mi estrinseco su Facebook e i blog altrui. Vi lascio con alcune fotine recenti su quelo che succede in questa casa.

Figlio 2 viene motivato a comportarsi bene al coro che seguirà fra 5 minuti. Giochi e tortina del fornaio francese sono due delle armi improprie adoperate allo scopo.

La sottoscritta riflette profondamente su come ricominicare i corsi di vini, ne ha una gran voglia, è l' organizzazione pre- e post- che la stronca.

La regina degli arrosticini approfitta delle ultie serate d' autunno.

Figlio 1 allo zoo si immedesima nel macaco.

L' amica efficiente ha attaccato questi stickers sul mobiletto in cucina per ricordare ai figli quando gli tocca apparecchiare, sparecchiare e fare servizietti. Giuro che appena ho tre secondi lo copio

Figlio 2 viene motivato a comportarsi bene al coro che seguirà fra 5 minuti. Giochi e tortina del fornaio francese sono due delle armi improprie adoperate allo scopo.

La sottoscritta riflette profondamente su come ricominicare i corsi di vini, ne ha una gran voglia, è l' organizzazione pre- e post- che la stronca.

La regina degli arrosticini approfitta delle ultie serate d' autunno.

Figlio 1 allo zoo si immedesima nel macaco.

L' amica efficiente ha attaccato questi stickers sul mobiletto in cucina per ricordare ai figli quando gli tocca apparecchiare, sparecchiare e fare servizietti. Giuro che appena ho tre secondi lo copio
domenica 25 settembre 2011
A mollo nel Wad

Ieri ho scoperto il trucco di Gesù che camminava sulle, acque, lo deve aver fatto nel Wad. Il wad è il tratto di mare tra la terraferma a nord dei Paesi Bassi e le isole frisoni. È una zona soggetta alle maree, dove nel corso dei secoli, costruendo prima delle dighe di pali e fascine, che si riempivano del limo trascinato dalle maree, che si innalzava e ci cominicavano a crescere alghe ed erbe acquatiche e lo strato si faceva sempre più alto ecc, pezzo pezzo hanno bonificato interi pascoli. Il tutto dopo la diga alta di protezione definitiva, una diga su cui adesso pascolano le pecore.

Se non vi distraete con il sorriso del maschio, lo vedete tutto sullo sfondo, il paesaggio in questione.
Chi è del Nord o ha studiato a Groningen una passeggiata durante la bassa marea per camminare con una guida dalla terraferma all' isola l' ha sicuramente fatta. Io no, e sapevo solo che bisogna prenotare per tempo, che si marcia nel fango e che l' acqua potrebbe pure arrivarti alle ascelle e che con la mia fortuna mi sarei ritrovata ad avere le megamestruazioni giusto quel giorno lì.Quindi quando a febbraio è arrivato l' invito a partecipare alla riunione dei 15 anni del primissimo lavoro serio del capo, quello per cui siamo ritornati a Groningen per un annetto (prima che lui lavorasse 80 ore alla settimana e io non trovassi ulla e andassi in depressione dormendo 18 ore al giorno per cui a un certo punto gli ho detto: bimbo, comincia a cercarti un lavoro ad Amsterdam che si torna lì e il resto è storia, ma se avessi trovato un cencio di lavoro qualsiasi, persino la commessa supplente nel negozio di taglie forti non ho potuto fare perchè volevano la disponibilità totale tutta la settimana per lavorare 8 ore e a quella sinceramente ho detto di no, mica posso passare le giornate a casa in attesa che si ammali una collega. Ed è un peccato, perchè se avessi rimediato la qualsiasi io a Groningen ci stavo bene, avevamo una casettina adorabile in Oosterpoort e quasi tutti i colleghi del maschio all' epoca erano ex-colleghi della facoltà di lettere e mi piacevano loro, e le loro mogli e fidanzate, era come un prolungamento di vita studentesca) ecco, quando l' ho sentita ho detto: si di corsa.
Quando ho sentito che come attività si poteva scegliere tra la passeggiata sul Wad e un corso di cucina, ho scelto il corso di cucina per i motivi sopraesposti, era febbraio, faceva un freddo cane, non potevo assolutamente immaginarmi con l' acqua fino alle ascelle a camminare per 12 km. E tutta la pioggia e il freddissimo di quest' estate non mi ha incoraggiata a cambiare idea.
Però arrivati lì e riviste un mucchio di persone che conoscevo e strafocandoci di cappuccini in questo giardino bellissimo, e al sole, e faceva caldo, e l' ex capo del maschio che non è cambiato un grammo in questi 15 nni, sempre caruccio, simpatico ed entusiasta che mi fa: ma perchè non vieni anche tu che mancano due persone e io mi sono detta: se non lo faccio ora, non lo faccio mai più. E in macchina, premonizione, mi ero lasciata un paio di scarpe alla caviglia allacciate che tra le mie infinite scsrpe sono ;le uniche che avrei scelto per andare a fare una cosa del genere, e il capo del capo ha detto che in barca aveva un mucchio di vestiti asciutti di scorta, perchè al ritorno in barca si che fa freddo, e il capo con quel caldo ha deciso che mi poteva cedere un suo strato di pantaloni lunghi, maglietta e giacca antispifferi e io nel negozietto della magione ho comprato due pere e una mela e un sacchetto di semi, che una bottiglia d' acqua in più e una banana le avevamo in macchina, e senza zaino e così alla bruttocane sono partita.
Sono partita male perchè i primi due kilometri sono i più duri, si cammina nel fango e si affonda e a ogni passo portare su il piede senza perdere l' equilibrio e affondare l' altro sono una pratica che mi riusciva solo china in avanti, così che entro il primo minuto avevo un mal di schiena spaventoso all' altezza dei reni (c' è da aggiungere che proprio due giorni prima avevo iniziato in palestra il corso di Swiss Ball che è una cosa meravigliosa, ma la mia schiena e caviglie erano già provate dallo sforzo di abituarsi a lavorare in equilibrio su un piede solo?)Ero l' ultima, la guida a un certo punto mi ha preso sottobraccio per aiutarmi e mi ha ceduto il bastone per tenermi meglio in equilibrio. Dopo la prima sota come da consiglio sono partita per prima così non mi scoraggiavo dallo stare per ultima e farmi fretta e sono finita penultima accanto a un collega del capo che mi ha raccontato tutto del suo divorzio, per fortuna nelf rattempo ha una morosa ucraina e sta studiando russo e giovedì scorso ha finito con i processi del divorzio e affido figli.
Presa dalle disgrazie di costui ho dovuto aspettare che me lo dicesse lui che il capo dietro di noi si era infortunato, perchè a quel punto l' acqua era salita e sopra al fango c' era della sabbia più solida e si camminava molto, ma molto meglio, non mi chinavo più in avanti e la mia schiena era rinata. A quel punto il poveretto si scassa il ginocchio e parlando di articolazioni m,i sono resa conto che le mie caviglie avevano smesso di storcersi nel fango al momento giusto.
"Lo vogliamo bendare" faccio io disposta a sacrificare la mia sciarpa bellissima per la giornatina di shopping in città che mi ero portata, una robina in seta doppiata velluto, ma per l' amore della mia vita ero pronta ad affondarla nel fango.
Ma la guida decide che non si fida, perchè è vero che la parte difficile è finita, ma non sai mai cosa trovi dopo e abbiamo una finestra di tre ore prima che la marea si alzi e seppellisca i banchi di sabbia su cui camminiamo e su cui in lontananza le foche stanno sdraiate al sole. Le ho viste solo a distanza le foche, ma le ho viste. Niente, il capo deve tornare indietro adesso che siamo ancora vicini alla terraferma.
La mia prima dichiarazione piena di amore è che va bene, io continuo. Poi ci ripenso, è da irresponsabile mandarlo via così da solo, e con la morte non cuore, non tanto per le foche e la parte bella della camminata, che si concluderà con un bagno vestiti per toglierci di dosso sudore e fango e mal di schiena, ma perchè per rientrare ci tocca rifare del tutto la prima parte di percorso, quella più dura, quella che ho bestemmiato il mal di schiena tutto il tempo e che sta lì, con le nostre impronte ancora visibili ma già piene da un sottile strato d' acqua perchè la marea appunto non sta lì ad aspettare a noi.
Io mi carico lo zaino con i vestiti del capo e l' acqua, per alleggerire lui, ma anche la mia schiena.
Ci abbiamo messo il doppio del tempo per rientrare, toglierci i vestiti più infangati per rispetto al tassista che ci veniva a riprendere. E intanto abbiamo scoperto che anche la guida, che fa tutt' altro mestiere ma che come un sacco di gente che abita in zona come hobby va quelle 5-6 volte a stagione a guidare i gruppi, ha studiato storia nella stessa facoltà di lettere negli anni del capo.E poi visto che siamo rientrati prima, abbiamo pranzato al sole e poi siamo andati a trovare un suo amico d' infanzia che abita in zona, e ci hanno raccontato che anche il maestro del figlio a scuola fa la guida per il Wad e in quinta si porta tutti i bambini in gita, per un tratto fangoso molto più breve e con rientro a piedi e non in barca, ma sufficiente per la parte finale migliore della gita: la rincorsa con scivolata di pancia sul fango prima di rientrare. Che è una cosa che me la avrebbero dovuta dire la mattina e l' avrei fatta pure io.
A cena abbiamo aspettato quasi due ore in più perchè la barca ha dovuto aspettare la marea per aggirare un banco di sabbia.
Sono felice di averlo fatto e che mi è andata bene con il tempo, sono ancora più felice per un pomeriggio a sorpresa sola soletta con il capo che ci siamo detti tante cose importanti, sulle scelte, e la vita ("In fondo siamo restati in Olanda per me e siamo andati a vivere ad Amsterdam per te") e lo stress della grande città in confronto alla vita bucolica nel paesino sulla diga degli amici, ma lo stress del lavoro che a nord non c' è e della casa piccolissima perchè con uno stipendio solo quello è e noi i libri non avremmo mai potuto metterli in quella casa e ci saremmo tirati scemi a inciamparci addosso tutto il tempo.
In fondo abbiamo fatto la parte più dura di tutti, ma abbiamo saltato quella più bella. Però adesso ho scoperto il percorso del maestro fatto apposta per i bambini e ci torniamo con i nostri al prossimo giro.
mercoledì 21 settembre 2011
Orso e le ragazze
Oggi tornavamo dal coro e abbiamo attraversato l' Amstel.
'Mamma, guarda, ci sono le canoe".
"Non sono le canoe, è il circolo canottieri cjhe si sta allenando, anzi, se ti piace quando sei grande puoi venire qui da solo e allenarti anche tu".
"Ma perchè lo fanno?"
"Per fare sport, perchè è divertente stare insieme, perchè gli piace remare, vedi il mondo dall' acqua, ti fai i muscoli e alle ragazze piacciono i muscoli".
"Alle ragazze piacciono i muscoli? Mhhmm".
"Come mai ti interessa questa cosa delle ragazze a cui piacciono i muscoli?"
Silenzio.
Intanto superiamo la stazione Amstel e al semaforo giro a destra.
"Ti ricordi quella cosa che ho detto l' anno scorso a te e a papà delle ragazze della mia classe?"
Mi sa che la so, ma cerco di capire se è come penso.
"Quale dici di preciso?"
"Ti dico l' iniziale, cominica per zeta".
"Cioè che sei sempre innamorato di Z?"
"Siamo amici, lei non è pi¨`innamorata di me, ma è mia amica".
"Orso, come mai e a te dispiace?"
Il discorso si perde.
No, cioè, veramente, questo bambino è anni luce troppo più avanti di noi. E manco posso dire anvedi la stronza, perchè oggettivamente a me Z. piace un sacco. E poi lo so che lei non ha mai smesso di essere innamorata di Ennio, ma era troppo amica di Orso e non voleva dispiacergli e ci ha provato ad innamorarsi anche di lui.
No, veramente questa bambina è ancora più avanti.
poi io che mi chiedo perchè nessuno mi chiede di scrivere le sceneggiature per le telenovele.
'Mamma, guarda, ci sono le canoe".
"Non sono le canoe, è il circolo canottieri cjhe si sta allenando, anzi, se ti piace quando sei grande puoi venire qui da solo e allenarti anche tu".
"Ma perchè lo fanno?"
"Per fare sport, perchè è divertente stare insieme, perchè gli piace remare, vedi il mondo dall' acqua, ti fai i muscoli e alle ragazze piacciono i muscoli".
"Alle ragazze piacciono i muscoli? Mhhmm".
"Come mai ti interessa questa cosa delle ragazze a cui piacciono i muscoli?"
Silenzio.
Intanto superiamo la stazione Amstel e al semaforo giro a destra.
"Ti ricordi quella cosa che ho detto l' anno scorso a te e a papà delle ragazze della mia classe?"
Mi sa che la so, ma cerco di capire se è come penso.
"Quale dici di preciso?"
"Ti dico l' iniziale, cominica per zeta".
"Cioè che sei sempre innamorato di Z?"
"Siamo amici, lei non è pi¨`innamorata di me, ma è mia amica".
"Orso, come mai e a te dispiace?"
Il discorso si perde.
No, cioè, veramente, questo bambino è anni luce troppo più avanti di noi. E manco posso dire anvedi la stronza, perchè oggettivamente a me Z. piace un sacco. E poi lo so che lei non ha mai smesso di essere innamorata di Ennio, ma era troppo amica di Orso e non voleva dispiacergli e ci ha provato ad innamorarsi anche di lui.
No, veramente questa bambina è ancora più avanti.
poi io che mi chiedo perchè nessuno mi chiede di scrivere le sceneggiature per le telenovele.
Analyse this e il concetto di racchia e non-racchia
Avvertenza: questo è un altro post compulsivo di Mammamsterdam di cui forse si poteva fare a meno
Alle citazioni citabili di cui nessuno di noi può fare a meno nella vita se ne è aggiunta una di cui proprio sentivamo la mancanza: le racchie devono stare a casa, di cui aggiungo una pratica traduzione dialettale: s' ì brutte statte a la case.
Ci stavo pensando bene: ma come la definiamo una racchia? Secondo me anche qui vale: Racchiness is in the eye of the beholder.
O meglio, visto che proprio stamattina si disquisiva delle coppie di opposti, ma una non racchia, cosa fa per non esserlo (non racchia, intendo).
Sembra facile, ma provateci voi. Per facilitare l' impresa ho predisposto una piccola check list di me medesima, voi se volete rifarla ci metterete le vostre risposte. Mi limito ai punti salienti, o facciamo notte, le chiamrò le UMT, unità minime di trasformazione. Per bonus tempo intendo il tempo che si risparmia non facendo una cosa inutile, tempo che si può usare benissimo per cazzeggiare su Facebook, per esempio o stare per blog.
Guardatevi allo specchio e ditevi: sono racchia? No, ma lo sono stata perchè ho incontrato i beholder sbagliati.
Sono bella? Si.
Ho i capelli appena lavati? No (bonus tempo: 10 minuti)
Ho i capelli asciugati col phon? No (bonus tempo, 15 minuti)
Ho i capelli stirati e modellati? No (bonus tempo 30 minuti)
Ho i capelli acconciati? Mai, solo ai matrimoni e quando sono troppo sporchi, non ho tempo di lavarmeli e incombe un evento social-mondano (bonus: non pervenuto).
Cara grazia se mi lavo regolarmente e giusto perchè a fare l' interprete in cabina si respirano per otto ore di seguito i soliti due metriquadri di aria condivisa con la collega. Insomma, per dovere d' ufficio meglio non puzzare.
E siamo ancora ai capelli e all' igiene. Rimango per contiguità in tema di bulbi piliferi:
Quanto spesso ti depili e come: ceretta 1-2 volte l' anno, Silkepil in versione strappo quando ho due minuti, versione rasoio quando non li ho o mi sento meno masochista del solito (solo in caso di necessità). E se vi scegliete come noi per le vacanze spiagge solitarie e poco tempo, si salta pure la ceretta e si guadagna mezzo pomeriggio in più di spiaggia, che con le carenze di vitamina D che mi procura il vivere a nord, buttatela via, la vitamina D.
Sono truccata? No, ma lo farò a breve, prima di uscire.
Qual è l' unità minima di trucco che usi per produrre l' effetto curato nel tuo aspetto?
Ecco, per me è il rossetto rosso rosso mat consigliato lo scorso anno dalla Spora, l' ho trovato, ci ho speso € 30 ma ancora lo uso e l' effetto è talmente eclatante che faccio a meno di qualsiasi altro cosmetico, risparmiando.
Per Chiara, che oltretutto dopo una carriera nell' e-marketing è passata al sogno della sua infanzia, la scuola per visagista, l' UMT fondamentale è la base: se hai una base levigata quello che ci aggiungi o meno dopo va sempre bene.
Per altre amiche è il mascara e la matita, basta quello e via. Per altre ancora, ma secondo me questo è psicologico, tocca fare una passatina di tutto, poco ma buono e ti senti subioto una bonazza. Insomma, ognuno esperimenta e verso i 30 anni ha trovato quello che le funziona.
Questo discorso vale anche per una cosa fondamentale, perchè il fashion-vittimismo e l' autocompiacimento estetico può prendere tante strade e c' è chi non scende mai dai tacchi e chi non ci sale mai e chi indossa solo vestitini e chi solo gonne lunghe (che, permettetemelo, risolve di botto il discorso ceretta) ma una delle scelte fondamentali della maturità estetica raggiunta da una donna è quando impara a scegliersi il reggiseno.
Perchè è il reggiseno la pietra angolare che tiene su tutto. E su come sceglierlo farò un giorno o l' altro un post, se non l' ho già fatto.
Quello che mi da da pensare è che le maîtresses a penser del solo se sei bona hai successo possono essere identificate da una serie di elementi unificatori, il che mi suggerisce che ci deve essere una morale in tutto questo e ve la espongo alla fine.
Innanzitutto, non sembra, ma per essere bella in quel modo lì che dicono loro ci vuole un mucchio di lavoro, se stiamo a guardare i canoni del sistema. Non tanto la materia prima, che pure ci si può lavorare e parecchio, ma proprio la manutenzione.
Tocca sterminare i follicoli, non c' è verso. E mica quelle cerette di buona creanza che faccio io quando proprio devo, no, qui si va di brasiliana e basta, dal mento in giù il pelo va stanato e sterminato con i mezzi che ti pare. Delle giornate dall' estetista o sotto il laser, o se sei bruna, sotto la luce proiettata a fasci. non so se capita anche a voi, strappare peli a me fa un gran male.
Gli altri follicoli, invece, quelli sulla testa, vanno rinforzati, moltiplicati e asserviti e anche lì ci può voler tanto, ma tanto tempo. O come diceva Pinuccia all' epoca delle foto della Noemi con la mamma, che Pinuccia signore mie si che cià occhio per queste cose: "tsk tsk, quelle pieghe lì non te le fa mica il parrucchiere sotto casa, sai quanto avranno speso" (il che dimostra che sul follicolo come sono poco ferrata, signore mie, io non vedrei la differenza).
La tetta, naturale o rinforzata va comunque a prescindere strizzata in reggiseni rigorosamente di due misure più piccole, che nelle combinazioni più infelici fanno la cosiddetta monotetta carenata, una specie di blocco a punta stondata strizzato verso l' alto che ricorda di profilo il muso della cernia.
Il labbrone a gommone lo salto che ne hanno parlato meglio di me tanti altri, sempre utile se si frequentano yacht di lusso.
La parte del corpo che queste bellezze trascurano potentemente è la schiena, ma tanto pare che la maggior parte del tempo ci si stia sdraiate sopra e quindi magari non si vede, però con quei tacchi improbabili (e per chi invece voglia coltivarsi il tacco 12 probabile e senza morire, rimando sempre alla Spora) e le borsone firmate che ti inclinano di lato, l' osteopata di fiducia sarebbe più importante della manicure di fiducia.
Che adesso ci arriviamo, c' è ancora il capitolo manicure e pedicure, che la bella di professione per una scheggiatina allo smalto si rovina la reputazione, cosa credete? Soprattutto se gli smalti sono in colori eclatanti che come sulle calze nere, la smagliatura se c' è si vede subito.
Oltre all' osteopata prima o poi e facciamo le corna ci sarà lavoro anche gran lavoro per l' oncologo, perchè a essere perennemente straabbronzate e lampadate, con tutte queste vacanze in barca e nei posti caldi la tentazione dell' ustione incombe. Perchè giusto le fotomodelle che con il loro aspetto ci lavorano seriamente, vanno di fattore 60 e fondotinta, quando gli tocca stare immobile sotto l' obiettivo per ore ai Caraibi. Ma quella è una professione seria.
La cosa seria sono i vestiti e ci vorrebbe qui una discussione di genere sul fatto perchè tutto quello che passa per bello ed elegante fondamentalmente è tutta roba che immobilizza le donne. Fateci caso: se vuoi scappare, correre, fuggire se necessario, non è che il tailleur con la giacchina a spalle strette che per forza che mangi come si deve il gomito non lo puoi assolutamente staccare dalla costola manco se volessi, la gona stretta e i tacchi facilitino la questione. Il doppiopetto antracite in lana fredda e le scarpe fatte a mano stringate invece non solo evitano che ti prenda una pleurite in quelle sale riunioni con l' aria condizionata stile Polo, ma se si infilza l' aereo dei terroristi nel palazzone da uffici in cui lavori non perdi le scarpe scappando. Le foto dell' 11 settembre le avete viste, chi stava a piedi nudi in mezzo ai vetri? (Scusate il paragone veramente di pessimo gusto, ma lo dico in senso buono).
Cosa ci sembra bello quindi? Una donna immobilizzata come una concubina cinese nei vestiti e un uomo che con la massima souplesse salta dal laptop al dorso del mammuth, quando questo gli si presenta davanti inaspettatamente.
Insomma, io trovo che con le mie unghie tenute saggiamente corte e chiare che si facilità non solo la manutenzione ma pure la manualità, il pelo coltivato quel tanto che non diventi vizio, il rossetto d' ordinanza e il capello stropicciato post-gravidico che come dice Miss Sheree, la mia acconciatrice trendy preferita, "i tuoi capelli sono cambiati da così a così da quando ti conosco" e di mezzo ci sono passati due figli, io mi trovo bellissima, veramente. Ci vuole altro per tenermi a casa oimpedirmi di avere successo. E il bonus m,aggiore di tutto ciò non è che mi avanza un mucchio di tempo per fare cose davvero interessanti, il punto è che non devo stare ad annuire alle stronzate di gente noiosa e soprattutto quando faccio sesso mi diverto, anche se si suda, i capelli si scompigliano, le unghie si spezzano e il trucco cola.
Solo per quest' ultimo punto bisognerebbe davvero far intervenire il Telefono Azzurro, queste ragazzine vanno incontro a una vita deprivata emotivamente e sensorialmente e nessuno che glielo dica.
Alle citazioni citabili di cui nessuno di noi può fare a meno nella vita se ne è aggiunta una di cui proprio sentivamo la mancanza: le racchie devono stare a casa, di cui aggiungo una pratica traduzione dialettale: s' ì brutte statte a la case.
Ci stavo pensando bene: ma come la definiamo una racchia? Secondo me anche qui vale: Racchiness is in the eye of the beholder.
O meglio, visto che proprio stamattina si disquisiva delle coppie di opposti, ma una non racchia, cosa fa per non esserlo (non racchia, intendo).
Sembra facile, ma provateci voi. Per facilitare l' impresa ho predisposto una piccola check list di me medesima, voi se volete rifarla ci metterete le vostre risposte. Mi limito ai punti salienti, o facciamo notte, le chiamrò le UMT, unità minime di trasformazione. Per bonus tempo intendo il tempo che si risparmia non facendo una cosa inutile, tempo che si può usare benissimo per cazzeggiare su Facebook, per esempio o stare per blog.
Guardatevi allo specchio e ditevi: sono racchia? No, ma lo sono stata perchè ho incontrato i beholder sbagliati.
Sono bella? Si.
Ho i capelli appena lavati? No (bonus tempo: 10 minuti)
Ho i capelli asciugati col phon? No (bonus tempo, 15 minuti)
Ho i capelli stirati e modellati? No (bonus tempo 30 minuti)
Ho i capelli acconciati? Mai, solo ai matrimoni e quando sono troppo sporchi, non ho tempo di lavarmeli e incombe un evento social-mondano (bonus: non pervenuto).
Cara grazia se mi lavo regolarmente e giusto perchè a fare l' interprete in cabina si respirano per otto ore di seguito i soliti due metriquadri di aria condivisa con la collega. Insomma, per dovere d' ufficio meglio non puzzare.
E siamo ancora ai capelli e all' igiene. Rimango per contiguità in tema di bulbi piliferi:
Quanto spesso ti depili e come: ceretta 1-2 volte l' anno, Silkepil in versione strappo quando ho due minuti, versione rasoio quando non li ho o mi sento meno masochista del solito (solo in caso di necessità). E se vi scegliete come noi per le vacanze spiagge solitarie e poco tempo, si salta pure la ceretta e si guadagna mezzo pomeriggio in più di spiaggia, che con le carenze di vitamina D che mi procura il vivere a nord, buttatela via, la vitamina D.
Sono truccata? No, ma lo farò a breve, prima di uscire.
Qual è l' unità minima di trucco che usi per produrre l' effetto curato nel tuo aspetto?
Ecco, per me è il rossetto rosso rosso mat consigliato lo scorso anno dalla Spora, l' ho trovato, ci ho speso € 30 ma ancora lo uso e l' effetto è talmente eclatante che faccio a meno di qualsiasi altro cosmetico, risparmiando.
Per Chiara, che oltretutto dopo una carriera nell' e-marketing è passata al sogno della sua infanzia, la scuola per visagista, l' UMT fondamentale è la base: se hai una base levigata quello che ci aggiungi o meno dopo va sempre bene.
Per altre amiche è il mascara e la matita, basta quello e via. Per altre ancora, ma secondo me questo è psicologico, tocca fare una passatina di tutto, poco ma buono e ti senti subioto una bonazza. Insomma, ognuno esperimenta e verso i 30 anni ha trovato quello che le funziona.
Questo discorso vale anche per una cosa fondamentale, perchè il fashion-vittimismo e l' autocompiacimento estetico può prendere tante strade e c' è chi non scende mai dai tacchi e chi non ci sale mai e chi indossa solo vestitini e chi solo gonne lunghe (che, permettetemelo, risolve di botto il discorso ceretta) ma una delle scelte fondamentali della maturità estetica raggiunta da una donna è quando impara a scegliersi il reggiseno.
Perchè è il reggiseno la pietra angolare che tiene su tutto. E su come sceglierlo farò un giorno o l' altro un post, se non l' ho già fatto.
Quello che mi da da pensare è che le maîtresses a penser del solo se sei bona hai successo possono essere identificate da una serie di elementi unificatori, il che mi suggerisce che ci deve essere una morale in tutto questo e ve la espongo alla fine.
Innanzitutto, non sembra, ma per essere bella in quel modo lì che dicono loro ci vuole un mucchio di lavoro, se stiamo a guardare i canoni del sistema. Non tanto la materia prima, che pure ci si può lavorare e parecchio, ma proprio la manutenzione.
Tocca sterminare i follicoli, non c' è verso. E mica quelle cerette di buona creanza che faccio io quando proprio devo, no, qui si va di brasiliana e basta, dal mento in giù il pelo va stanato e sterminato con i mezzi che ti pare. Delle giornate dall' estetista o sotto il laser, o se sei bruna, sotto la luce proiettata a fasci. non so se capita anche a voi, strappare peli a me fa un gran male.
Gli altri follicoli, invece, quelli sulla testa, vanno rinforzati, moltiplicati e asserviti e anche lì ci può voler tanto, ma tanto tempo. O come diceva Pinuccia all' epoca delle foto della Noemi con la mamma, che Pinuccia signore mie si che cià occhio per queste cose: "tsk tsk, quelle pieghe lì non te le fa mica il parrucchiere sotto casa, sai quanto avranno speso" (il che dimostra che sul follicolo come sono poco ferrata, signore mie, io non vedrei la differenza).
La tetta, naturale o rinforzata va comunque a prescindere strizzata in reggiseni rigorosamente di due misure più piccole, che nelle combinazioni più infelici fanno la cosiddetta monotetta carenata, una specie di blocco a punta stondata strizzato verso l' alto che ricorda di profilo il muso della cernia.
Il labbrone a gommone lo salto che ne hanno parlato meglio di me tanti altri, sempre utile se si frequentano yacht di lusso.
La parte del corpo che queste bellezze trascurano potentemente è la schiena, ma tanto pare che la maggior parte del tempo ci si stia sdraiate sopra e quindi magari non si vede, però con quei tacchi improbabili (e per chi invece voglia coltivarsi il tacco 12 probabile e senza morire, rimando sempre alla Spora) e le borsone firmate che ti inclinano di lato, l' osteopata di fiducia sarebbe più importante della manicure di fiducia.
Che adesso ci arriviamo, c' è ancora il capitolo manicure e pedicure, che la bella di professione per una scheggiatina allo smalto si rovina la reputazione, cosa credete? Soprattutto se gli smalti sono in colori eclatanti che come sulle calze nere, la smagliatura se c' è si vede subito.
Oltre all' osteopata prima o poi e facciamo le corna ci sarà lavoro anche gran lavoro per l' oncologo, perchè a essere perennemente straabbronzate e lampadate, con tutte queste vacanze in barca e nei posti caldi la tentazione dell' ustione incombe. Perchè giusto le fotomodelle che con il loro aspetto ci lavorano seriamente, vanno di fattore 60 e fondotinta, quando gli tocca stare immobile sotto l' obiettivo per ore ai Caraibi. Ma quella è una professione seria.
La cosa seria sono i vestiti e ci vorrebbe qui una discussione di genere sul fatto perchè tutto quello che passa per bello ed elegante fondamentalmente è tutta roba che immobilizza le donne. Fateci caso: se vuoi scappare, correre, fuggire se necessario, non è che il tailleur con la giacchina a spalle strette che per forza che mangi come si deve il gomito non lo puoi assolutamente staccare dalla costola manco se volessi, la gona stretta e i tacchi facilitino la questione. Il doppiopetto antracite in lana fredda e le scarpe fatte a mano stringate invece non solo evitano che ti prenda una pleurite in quelle sale riunioni con l' aria condizionata stile Polo, ma se si infilza l' aereo dei terroristi nel palazzone da uffici in cui lavori non perdi le scarpe scappando. Le foto dell' 11 settembre le avete viste, chi stava a piedi nudi in mezzo ai vetri? (Scusate il paragone veramente di pessimo gusto, ma lo dico in senso buono).
Cosa ci sembra bello quindi? Una donna immobilizzata come una concubina cinese nei vestiti e un uomo che con la massima souplesse salta dal laptop al dorso del mammuth, quando questo gli si presenta davanti inaspettatamente.
Insomma, io trovo che con le mie unghie tenute saggiamente corte e chiare che si facilità non solo la manutenzione ma pure la manualità, il pelo coltivato quel tanto che non diventi vizio, il rossetto d' ordinanza e il capello stropicciato post-gravidico che come dice Miss Sheree, la mia acconciatrice trendy preferita, "i tuoi capelli sono cambiati da così a così da quando ti conosco" e di mezzo ci sono passati due figli, io mi trovo bellissima, veramente. Ci vuole altro per tenermi a casa oimpedirmi di avere successo. E il bonus m,aggiore di tutto ciò non è che mi avanza un mucchio di tempo per fare cose davvero interessanti, il punto è che non devo stare ad annuire alle stronzate di gente noiosa e soprattutto quando faccio sesso mi diverto, anche se si suda, i capelli si scompigliano, le unghie si spezzano e il trucco cola.
Solo per quest' ultimo punto bisognerebbe davvero far intervenire il Telefono Azzurro, queste ragazzine vanno incontro a una vita deprivata emotivamente e sensorialmente e nessuno che glielo dica.
lunedì 19 settembre 2011
Cronache dal weekend: il mio assistente
Sabato e domenica sono andata a dare una mano a una fiera. Fortissimo, che si teneva in un forte, e mi sono portata dietro Orso perchè il sabato a casa era un po' intrecciato: calcio di Ennio portando altri 2 bambini, poi alle 13 Ennio alle prove dell' opera del coro e alla sera spettacolo. Per un padre come multitasking era già parecchio, considerato che il pover' uomo aveva anche del lavoro da finire nel weekend, per cui mi sonof regata la macchina e il figlio e in notevole ritardo siamo partiti.
All' arrivo, mentre io parcheggiata sul terreno della fiera con tutti gli altri stand già allestiti, le doppie frecce e tutto il resto, cercavo di fare mente locale, scaricare la macchina, capire cosa fare e dove andare, Orso si è dato da fare e mi scende con addosso il gilè fluorescente e il triangolo.
Monta il triangolo, lo mette in bella vista di fronte allo stand in allestimento e da lì si capisce che stiamo lavorando. Ha fatto tutto lui.
"Ma che idea geniale che hai avuto a mettere il gilè a tuo figlio, così sicuramente non lo perdi di vista", mi fanno.
No, quello delle idee geniali è lui. Insomma, si è fatto tanti giretti, aspettando me per quelli più lontani e magari nei posti pericolosi,
su mie istruzioni ha aiutato durante lo sketch teatrale Spaghetti Etiquetti e ha pure fatto foto e film. Ha mangiato gli spaghetti miei e di Antonella, si è preso una mela, chiedendo permesso, dal cesto di frutta e verdura decorativo e verso il pomeriggio si è sdraiato su una panchina a pancia in giù a leggere. Lì erano arrivate altre tre ragazzine tra gli 8 e gli 11 anni che si annoiavano e gli giravano intorno, lo inseguivano, lo provocavano, gli facevano cucù. Per cui a un certo punto me lo sono vista sulla panca, sempre di pancia che fingeva di leggere Topolino, ma reggeva in una mano un ramo raccolto nel parco e teneva d' occhio quando le tre sarebbero spuntate da dietro l' angolo."Mamma, io devo difendermi".
Ci ho provato, come per suo fratello, a spiegargli che quando le femmine ti fanno così magari vogliono solo conoscerti e giocare con te, e anche se vedevo che lui ci si divertiva, non ha colto il messaggio. Ci arriverà pure lui quando avrà figli mi sa.
Per il gelato, l' ho mandato a vedere quanto costasse, a prendermi il portamonete nascosto nello zaino ed è arrivato con in mano i soldi del gelato già contati, mentre mi restituiva il portamonete.
"Non datemi cose troppo scontate, metteteci un aggettivo sorprendente" dicevo.
"Cos' è un aggettivo" mi faceva una signora, " una di quelle cose come Gli, le?"
Io sospiravo.
Mi sono capitati un gruppetto benedicente di Born again christian ("Perchè quando poi rinasci alla fede, ti rendi conto che senza Gesù non sei niente" faceva uno al signore accanto a lui) che mi hanno dato come parole: Gesù salva, e per quanto la tentazione di copiare paro paro Purificami o Signore o meglio O Gesù d' amore acceso fosse forte, me ne guardavo bene. Scrivevo da un rotolone appeso che tagliavo su misura alla fine e impacchettavo con un cordoncino bianco e rosso.
E ho scoperto un sangiovese di Stefania Mazzetti proposto da una coppia deliziosa, Karin e il marito, che veramente mi ha riconciliata con il Sangiovese. lo vendono su www.puro-gusto.nl. e se vi mancano specialità biologiche online vi consiglio anche www.ficupala.com di una ragazza deliziosa, Roberta Romano, che pure lei ho conosciuto lì.
Ecco, la mia fregatura è che non ho niente da vendere, ma datemi una fiera e io mi diverto tanto. Scritturatemi per La bottega dei versi e della prosa, per dimostrazioni di cucina o degustazioni guidate, pagatemi le spese e fatemi felice, così il capo non brontola che perdo i weekend a fare le cose gratis. Ho pure un assistente bravissimo.

La cosa più carina che ha fatto, è anche quella su cui ho dovuto deluderlo: si è presentato con dei lombrichi che voleva portare a casa perchè arricchissero la terra del nostro giardino, ho dovuto spiegargli che per i lombrichi era meglio farli stare a casa loro.
E voialtri, come è stato il vostro weekend?
venerdì 16 settembre 2011
Annunci per il weekend: Fortissimo e The Golden Vanity
Questo fine settimana mi troverete a Fort Altena per l' evento italiano Fortissimo. Settembre è tradizionalmente dedicato ai forti della Linea di difesa d' acqua, Ve la ricordate la storia degli olandesi che quando dovevano difendersi di brutto minacciavano di spaccare le dighe e allagare il paese? Ecco, questa linea di difesa era punteggiata da forti costruiti su modello italiano. Da cui l' idea di associare al mese dei forti a Fort Altena (accento sulla prima A) con attività italiane. Lo scorso weekend Antonella Barbella, la mia amica e vicina di casa originaria di Lanciano, ha tenuto dei workshop di cucina, questo weekend ci sarà una fiera e io terr`ø le mie lezioni teatrali della serie Spaghetti etiquetti, che era originariamente un idea di Sebstiano Gentile, poi variamente reinterpretata (e talvolta sputtanata) da Quelli di Astaroth senza esclusioni.
Per arrivarci: Fort Altena
Tol 8a
4251 PX Werkendam
Invece sabato sera, dalle 20 alle 21.30 ci troverete in massa al concerto del Nieuw Amsterdams Kinderkoor dove si ripeteranno due opere di Benjamin Britten da e per bambini: The Golden Vanity (featuring: Ennio il Diga di Mammamsterdam)
Podium Mozaiek,
Bos en Lommerweg 191 (angolo con Admiraal de Ruyterweg)
Amsterdam
adulti € 17, bambini € 12 e sostenete così il coro che non gode di sussidi e aiuti vari ma fa comunque un gran bel lavoro nella formazione di canto classico per bambini.
Per arrivarci: Fort Altena
Tol 8a
4251 PX Werkendam
Invece sabato sera, dalle 20 alle 21.30 ci troverete in massa al concerto del Nieuw Amsterdams Kinderkoor dove si ripeteranno due opere di Benjamin Britten da e per bambini: The Golden Vanity (featuring: Ennio il Diga di Mammamsterdam)
Podium Mozaiek,
Bos en Lommerweg 191 (angolo con Admiraal de Ruyterweg)
Amsterdam
adulti € 17, bambini € 12 e sostenete così il coro che non gode di sussidi e aiuti vari ma fa comunque un gran bel lavoro nella formazione di canto classico per bambini.
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