Dio benedica le amiche che dopo un anno di Messico e una breve telefonata per annunciare visita domani, mi manda un secondo dopo questa mail, che mi ricarica.
"Mi ripeto,se non ci fossi bisognerebbe inventarti...mi fai respirare un boccone di aria anche oggi che mi escono piu' lacrime che CO2 dalla bocca...."
Laura, guarda che anche tu sei stata una gran bella trovata del creatore. Sono contenta che tu sia rientrata ad Amsterdam e adesso ce la spassiamo (tu comunque più di me, scommetto che sei già stata a farti vedere dai salseri locali).
Ragazzi, allegri, la Sturni è in città.
giovedì 13 settembre 2007
venerdì 31 agosto 2007
complimenti
Che meraviglia i figli che ci fanno i complimenti. Così piccoli, ci diciamo, non possono essere che sinceri. Mah, io sono così convinta delle persuasioni occulte che non credo più né alle coincidenze né all'innocenza.
Ieri però il mio orsetto treenne mi ha detto che la sua mamma è bellissima. Concordo commossa. E allora oggi ho trovato grazie a Nella un macellaio splendido e ho preso al volo le fettine, anche se ho il freezer pieno di parti varie della mucca di oma e opa, che hanno appena fatto macellare da uno macellaio dell'entroterra olandese che sono due anni che non riusciamo a fargli capire cosa sono le fettine e mi fa del carpaccio. E tutto questo perché Ennio trova che la carne che fa mamma è la più buonissima del mondo.
Ho proprio i figli più splendidi del mondo.
Ieri però il mio orsetto treenne mi ha detto che la sua mamma è bellissima. Concordo commossa. E allora oggi ho trovato grazie a Nella un macellaio splendido e ho preso al volo le fettine, anche se ho il freezer pieno di parti varie della mucca di oma e opa, che hanno appena fatto macellare da uno macellaio dell'entroterra olandese che sono due anni che non riusciamo a fargli capire cosa sono le fettine e mi fa del carpaccio. E tutto questo perché Ennio trova che la carne che fa mamma è la più buonissima del mondo.
Ho proprio i figli più splendidi del mondo.
lunedì 9 luglio 2007
Rieccoci online
Caro Blogger, ma quanti casini mi crei cambiando le carte in tavola. Per fortuna che Nella capisce di cose elettriche, elettroniche ed elettrotecniche e mi ha detto come rientrare a bordo.
In questi mesi ne sono successe di cose. Ennio a furia di ciucciarsi il pollice si è fatto cadere il primo incisivo di sotto, l'ha perso immediatamente e abbiamo dovuto fare una dichiarazione sostitutiva per la fata del dente che per fortuna ha accettato. E io che da quando sono incinta posseggo uno scatolino in legno per conservare il primo dentino da latte caduto (me l'ha ricordato il capo) che continua ad essere vuoto. A Orso abbiamo finalmente festeggiato il compleanno all'asilo oggi pomeriggio, tanto è nato a metà marzo ma io non avevo tempo per star dietro alla cosa, quindi ci siamo ridotti ad oggi. Una festina a casa ci sono riuscita però a fargliela verso aprile.
Non è che oggi fosse la giornata ideale: domani parto per l'Italia con figli e bagagli in collo e devo fare un percorso mostruoso per arrivare via Malpensa a un "orendo" lido ravennate. I due stagisti appena dimessi venivano a pranzo e sono persino riuscita a procurarmi due scatole di sigari ricordo (i miei primi stagisti fumatori, devo pensarci io a togliergli il vizio? Non sia mai). Dodo ha fatto uno splendido risotto alla milanese, la prossima volta li metto subito a cucinare, altro che ultimo giorno. Dovevo far bagagli, lasciar le consegne a mamma-stamina che tiene il forte in mia assenza, organizzare con Ruvy il marketing dei corsi di italiano a settembre (e abbiamo fatto dei poster bellissimi), preparare al capo che ci segue fra tre settimane le cose da portare in Italia (fondamentalmente i vuoti della passata di pomodoro dello scorso anno da rifare quest'anno, + una tonnellata di bottiglie di ex- succo di mela biologico salvate apposta e alcune di queste andavano lavate, oltre a doverle recuperare tra casa e rimessa. Si, lo so che sembro deficiente, ma la passata fatta in casa è una delle cose migliori che mi sono messa in testa negli ultimi anni, me la concedete? Che mica è colpa mia che posso farla solo in Italia e consumarla solo ad Amsterdam?), riprendere Ennio dal doposcuola estivo a casa del diavolo, ovvero la sua vecchia scuola, per cui il povero quando stamattina ci siamo arrivati mi ha detto "Sai mamma, questa è proprio una scuola stupida" al che ho dovuto tranquillizzarlo che la sua vecchia maestra non c'era, ma c'erano le maestre carine del doposcuola e i suoi amici. Gesù, perché ce l'ho tenuto dei mesi prima di capire che non era cosa? in tutto ciò ci sono stati due temporali con lampi tuoni e fulmini, della serie: è ora che vada in vacanza!
E nei ritagli di tempo entro le 15.30, festa di Orso all'asilo da preparare. Per fortuna ho avuto un lampo di genio e ho fatto preparare a santa Karolina che me l'ha fatto vedere lei per prima al mio compleanno le coppettine di carta plissé colorata per fare le pastarelle piene di fragole, lamponi, melone, cetrioli mini e Smarties, con tutte le bandierine e ombellini che mi giravano per casa. Una macedonia asciutta, gran successo, specialmente tra i piccolissimi che sono persino riusciti a non ficcarsi gli stecchini nell'occhio. Orso era seduto sul trono del compleanno, con una corona di carta in testa decorata con il suo nome, un grosso tre e pastrocchi vari, tutto orgoglioso. Il regalo che gli hanno fatto è bellissimo, una lenza di legno e spago per pescare dei topini di legno con una calamita in testa, proprio quello che mi serve per tenerli buoni in aereo e treno domani. Ovviamente NON ho neanche pensato di riuscire a fare il solito regalino, da mettere in un sacchettino, con il nome del festeggiato in 15 esemplari per tutti i bimbi della sua classe. Tanto chi ha bisogno dell'ennesima gomma, macchinina o scarafaggio di plastica violacea?
Dio me la mandi buona domani per strada, in ogni caso ho in borsa due cinte di stoffa da usare come guinzaglio quando in stazione centrale, carica come un cammello, devo cercare di non perdermi i figli tra la folla o sotto i binari. E al capo, che ha passato la serata con il mal di testa e di un umore feroce ad aggiornarmi il sito con i nuovi corsi per settembre, ho preparato un barattolone da 1,5 kg. di melanzane grigliate e condite con aglio, prezzemolo e capperi tritati, sott'olio, e due megaporzioni di ragu alle verdure. L'idea originaria era di fare una parmigiana di melanzane, ma sono due giorni che la cosa è in corso, diciamo che ci ho rinunciato, tanto i singoli elementi li può mangiare seprati. Quella che si chiama "Dieta dissociata", che fa tanto bene, signora mia.
In questi mesi ne sono successe di cose. Ennio a furia di ciucciarsi il pollice si è fatto cadere il primo incisivo di sotto, l'ha perso immediatamente e abbiamo dovuto fare una dichiarazione sostitutiva per la fata del dente che per fortuna ha accettato. E io che da quando sono incinta posseggo uno scatolino in legno per conservare il primo dentino da latte caduto (me l'ha ricordato il capo) che continua ad essere vuoto. A Orso abbiamo finalmente festeggiato il compleanno all'asilo oggi pomeriggio, tanto è nato a metà marzo ma io non avevo tempo per star dietro alla cosa, quindi ci siamo ridotti ad oggi. Una festina a casa ci sono riuscita però a fargliela verso aprile.
Non è che oggi fosse la giornata ideale: domani parto per l'Italia con figli e bagagli in collo e devo fare un percorso mostruoso per arrivare via Malpensa a un "orendo" lido ravennate. I due stagisti appena dimessi venivano a pranzo e sono persino riuscita a procurarmi due scatole di sigari ricordo (i miei primi stagisti fumatori, devo pensarci io a togliergli il vizio? Non sia mai). Dodo ha fatto uno splendido risotto alla milanese, la prossima volta li metto subito a cucinare, altro che ultimo giorno. Dovevo far bagagli, lasciar le consegne a mamma-stamina che tiene il forte in mia assenza, organizzare con Ruvy il marketing dei corsi di italiano a settembre (e abbiamo fatto dei poster bellissimi), preparare al capo che ci segue fra tre settimane le cose da portare in Italia (fondamentalmente i vuoti della passata di pomodoro dello scorso anno da rifare quest'anno, + una tonnellata di bottiglie di ex- succo di mela biologico salvate apposta e alcune di queste andavano lavate, oltre a doverle recuperare tra casa e rimessa. Si, lo so che sembro deficiente, ma la passata fatta in casa è una delle cose migliori che mi sono messa in testa negli ultimi anni, me la concedete? Che mica è colpa mia che posso farla solo in Italia e consumarla solo ad Amsterdam?), riprendere Ennio dal doposcuola estivo a casa del diavolo, ovvero la sua vecchia scuola, per cui il povero quando stamattina ci siamo arrivati mi ha detto "Sai mamma, questa è proprio una scuola stupida" al che ho dovuto tranquillizzarlo che la sua vecchia maestra non c'era, ma c'erano le maestre carine del doposcuola e i suoi amici. Gesù, perché ce l'ho tenuto dei mesi prima di capire che non era cosa? in tutto ciò ci sono stati due temporali con lampi tuoni e fulmini, della serie: è ora che vada in vacanza!
E nei ritagli di tempo entro le 15.30, festa di Orso all'asilo da preparare. Per fortuna ho avuto un lampo di genio e ho fatto preparare a santa Karolina che me l'ha fatto vedere lei per prima al mio compleanno le coppettine di carta plissé colorata per fare le pastarelle piene di fragole, lamponi, melone, cetrioli mini e Smarties, con tutte le bandierine e ombellini che mi giravano per casa. Una macedonia asciutta, gran successo, specialmente tra i piccolissimi che sono persino riusciti a non ficcarsi gli stecchini nell'occhio. Orso era seduto sul trono del compleanno, con una corona di carta in testa decorata con il suo nome, un grosso tre e pastrocchi vari, tutto orgoglioso. Il regalo che gli hanno fatto è bellissimo, una lenza di legno e spago per pescare dei topini di legno con una calamita in testa, proprio quello che mi serve per tenerli buoni in aereo e treno domani. Ovviamente NON ho neanche pensato di riuscire a fare il solito regalino, da mettere in un sacchettino, con il nome del festeggiato in 15 esemplari per tutti i bimbi della sua classe. Tanto chi ha bisogno dell'ennesima gomma, macchinina o scarafaggio di plastica violacea?
Dio me la mandi buona domani per strada, in ogni caso ho in borsa due cinte di stoffa da usare come guinzaglio quando in stazione centrale, carica come un cammello, devo cercare di non perdermi i figli tra la folla o sotto i binari. E al capo, che ha passato la serata con il mal di testa e di un umore feroce ad aggiornarmi il sito con i nuovi corsi per settembre, ho preparato un barattolone da 1,5 kg. di melanzane grigliate e condite con aglio, prezzemolo e capperi tritati, sott'olio, e due megaporzioni di ragu alle verdure. L'idea originaria era di fare una parmigiana di melanzane, ma sono due giorni che la cosa è in corso, diciamo che ci ho rinunciato, tanto i singoli elementi li può mangiare seprati. Quella che si chiama "Dieta dissociata", che fa tanto bene, signora mia.
domenica 10 dicembre 2006
Mi girano le palle
Brutta cosa le feste! Prima San Martino, poi Sinterklaas, adesso già ci stiamo preparando per Natale (e meno male che andiamo in Polonia a farci coccolare da mamma e zia) e in tutto ciò ci sono feste di addio, compleanni, onomastici tra cui il mio, pranzi a sorpresa e istruzioni per l'uso per le persone che frequento.
E io mi sono stufata di chi non apprezza i miei sforzi ma è sempre pronta a farmi notare il pelo nell'uovo, a rinfacciare, a far finta che si può fare a meno di crescere, tanto basta correre dalla mamma.
Basta allora, adesso la mamma la faccio solo per chi ne ha tutto il diritto: i miei mostri, che nonostante me e la vita e il mondo, sono i bambini più belli dell'universo conosciuto. Ieri siamo andati a questa bellissima festa di 60 anni, con attività creative e tante persone carine, ho cucinato con lo chef grazie all'aiuto di Ennio, Orso ha dipinto con il papà un pezzo di servizio di porcellana per la festeggiata e tutti mi hanno fatto i complimenti per i bambini bellissimi ed educati che ho. Il che mi dimostra che qualche cosa buona riesco a farla anch'io.
E io mi sono stufata di chi non apprezza i miei sforzi ma è sempre pronta a farmi notare il pelo nell'uovo, a rinfacciare, a far finta che si può fare a meno di crescere, tanto basta correre dalla mamma.
Basta allora, adesso la mamma la faccio solo per chi ne ha tutto il diritto: i miei mostri, che nonostante me e la vita e il mondo, sono i bambini più belli dell'universo conosciuto. Ieri siamo andati a questa bellissima festa di 60 anni, con attività creative e tante persone carine, ho cucinato con lo chef grazie all'aiuto di Ennio, Orso ha dipinto con il papà un pezzo di servizio di porcellana per la festeggiata e tutti mi hanno fatto i complimenti per i bambini bellissimi ed educati che ho. Il che mi dimostra che qualche cosa buona riesco a farla anch'io.
lunedì 20 novembre 2006
Ahi, l'amore che cos'è
Che meraviglia, 11 anni di matrimonio e il capo riesce ancora a sorprendermi con effetti speciali. Questo sabato, a colazione che è uno dei pochi pasti insieme della settimana, oltre a un mazzo di rose che mi fa trovare invasate e tutto, mi tira fuori un CD. Cos'è? 17 cover della canzone di Cindy Lauper Time after time, che si mi piacicchia, ma non in maniera così clamorosa da pensare che lui ci avesse fatto caso. Che alla prima versione con chitarra elettrica Ennio stende il braccio destro in fuori, comincia a fare movimenti di grattata di pancia e segue la musica (essendo mancino, giustamente, lo fa al contrario) come un mini-Jimi.
Mi sento così approvata, una parola strana, ma so quanto lui patisca il mio caos, la casa piena di roba sparsa in giro tra i piedi che non si capisce quali sono i panni lavati da piegare e quali quelli sporchi da lavare (amore, però ammettilo che il tipo di casa che abbiamo metterebbe a dura prova anche una casalinga perfezionista full-time, figurati me che vivo nei ritagli di tempo), i weekend che lui passa a fare lavatrici e stiraggi, oltre che ad aggiustarmi il computer, farmi l'amministrazione ecc. Insomma, delle volte penso che lui mi ami nonostante. E invece no, mi pensa e mi fa spontaneamente i CD.
Anche se è per lui che sono venuta a vivere in questo clima infame, ne vale ancora la pena ogni giorno. Come a dire, basta poco a far felice una casalinga senza vocazione.
Mi sento così approvata, una parola strana, ma so quanto lui patisca il mio caos, la casa piena di roba sparsa in giro tra i piedi che non si capisce quali sono i panni lavati da piegare e quali quelli sporchi da lavare (amore, però ammettilo che il tipo di casa che abbiamo metterebbe a dura prova anche una casalinga perfezionista full-time, figurati me che vivo nei ritagli di tempo), i weekend che lui passa a fare lavatrici e stiraggi, oltre che ad aggiustarmi il computer, farmi l'amministrazione ecc. Insomma, delle volte penso che lui mi ami nonostante. E invece no, mi pensa e mi fa spontaneamente i CD.
Anche se è per lui che sono venuta a vivere in questo clima infame, ne vale ancora la pena ogni giorno. Come a dire, basta poco a far felice una casalinga senza vocazione.
giovedì 2 novembre 2006
Hanno tolto il LOVE INN

Passo una di queste mattine davanti al Lloyd Hotel mentre porto Ennio a scuola, e guardando verso il molo vedo il vuoto: mi hanno tolto il Love Inn.
In questo paese quando vedi roba in giro che ti viene il dubbio se stia lì perché deve passare la nettezza o si tratti di altro, la cosa è certa: si tratta di arte messa lì per il godimento e l'elevazione spirituale dei passanti (perché se invece di dubbio hai la CERTEZZA che sia monnezza e la sola cosa che devi decidere è se vale la pena di guardare se ci sia del riciclabile o no, allora in effetti sta solo aspettando il camion della spazzatura).
Quindi un po' di mesi fa, mentre facevo la fila al mio bancomat vedo un'Opel Kadett tutta dipinta allegra, a 4,5 metri di altezza su pali, con una scaletta antincendio per salirci e un'insegna al neon con su Love Inn, e ho saputo con certezza che si trattava di un'opera, un happening, un'installazione, un intervento sul paesaggio, una di quelle robe che mia madre ancora si esalta/incazza quando viene qui e le vede. Vado sotto, la ispeziono dal basso e vedo che non ha motore, assi, albero a camme, niente. Opera d'arte ragionata, non c'è che dire. Non essendoci salita, non sapevo che dentro ci fosse un letto rifatto di fresco.
Nei mesi che è stata sul molo non ci ho mai visto qualcuno salire o scendere, ma pare ci fosse la fila. Si trattava, secondo le intenzioni, di mettere insieme il mezzo su cui si consuma più aggressività in questo paese (guidano incazzati, stateci attenti) con il concetto di volemose bene. Ma pare ci scopassero davvero, comunque i pali di sostegno erano a tall'uopo predisposti.
L'artista è Federico d'Orazio, e mi piacerebbe tanto sapere che fine ha fatto, insieme alla sua kadett.
A tutte le cose belle giunge una fine.
Morale della favola: in questo quartiere se non paghi il parcheggio ti portano via proprio la macchina da sotto agli occhi. anche se è un'opera d'arte. E io che pensavo che la macchina come Love Inn fosse il rifugio degli amanti solo in quei paesi sottosviluppati dove vivere da soli è uno stigma, e dove a furia di pagare cellulari, scarpe firmate, vespe e macchinoni nessuno riesce più a mettere insieme un mutuo. Per avere un po' di privacy fra 4 mura.
venerdì 27 ottobre 2006
Vacanze d'autunno: UK
A che servono le vacanze scolastiche? A far riposare i poveri genitori esausti. A parte un mese e mezzo di lavoro matto e disperatissimo, compreso il capo che oltre al suo di lavoro doveva sistemare tutta la mia amministrazione, siamo riusciti a dispensare Ennio dall'ultimo giorno di scuola, così i nonni li hanno prelevati di giovedi, e venerdi mattina siamo partiti per Newcastle. Soli.
Come al solito, non è mai una vacanza rilassante, la nostra, c'è sempre il trucco. Stavolta era la visita troppo a lungo rimandata a Harry, prof del capo a suo tempo, che da quando è andato in pensione nel nord dell'Inghilterra sono anni che ci invita. A gennaio ha anche perso la moglie e a questo punto abbiamo capito che non si poteva proprio più rimandare.
Il loro ideale, mi dicevano, era un cittadina inglese con un cattedrale e un' università, così che entrambi potessero ancora tenersi in contatto con la vita professionale. Trovare l'hanno trovata e hanno anche comprato questa casa bellissima con vista sulla cattedrale. Una casa piena dei loro libri, purtroppo molti ancora inscatolati, della loro collezione d'arte, con un bellissimo giardino e una cucina con forno AGA. Praticamente in centro.
Quindi noi ci siamo goduti la cucina, e i libri e il centro a portata di mano, abbiamo dormito moltissimo, ho cucinato sull'AGA e ne sono completamente innamorata, e ho scoperto formaggetti interessanti nel mercato coperto in piazza.
Il povero Harry, niente di tutto questo: un paio di settimane prima del nostro arrivo è stato ricoverato d'urgenza in una casa di riposo perché fondamentalmente non era più in grado di badare a sé stesso. Siamo andati a trovarlo tutti i giorni, portandogli robine da mangiare che gli piacessero (ci abbiamo messo tre giorni a comprargli i cristalli di sale Maldon) e scocciando tutto il personale. Il giorno in cui siamo partiti avevano deciso di ricoverarlo in ospedale per seguirlo meglio, cosa che mi ha sollevata, perché nonostante fossero carini e solleciti, la casa di riposo in sé era una cosa terrificante.
Il tutto mi ha costretto a pensare a quanti limiti ti ponga la vita nel momento in cui non sei più autosufficiente, ma soprattutto mobile (un assaggio lo avevo avuto con la tremenda storta alla caviglia quando ero incinta, tutti i tuoi tempi, percorsi e movimenti mutano radicalmente, che so, non puoi correre al bagno se hai un'urgenza, veramente cose a un livelo molto basale, non puoi dire: faccio un salto a prendere il latte, che nel mio caso sono tre km. tra andata e ritorno, cose così). Diventare anziani e dipendenti è davvero una riduzione troppo rapida di tutte le cose piacevoli che puoi fare. Ti rimane molto poco, purtroppo. Cosa sarebbe di me il giorno che non riuscissi più a leggere? (Mi darei alla radio, probabilmente).
Però siamo riusciti a parlare con lui, e tutti e tre eravamo felici della visita, infatti vorremmo tornarci presto, magari un weekend lungo se il capo ha ancora ferie.
Per il resto: shop till you drop. Tutti parlano male della cucina inglese, che invece ha tanti lati positivi. Ho scoperto che mi manca tanto il Marks&Spencer che una volta era ad Amsterdam. Già prima di partire avevo ordini dalla Tanga (e me stessa) per il reparto biancheria, che è una cosa splendida e utilissima. Solo che il M&S locale era piccolo, non aveva molto e mi sono rifatta con il cibo. Steak&kidney pudding, Pies di tutti i tipi (raccomando: haddock pie), le salsiccette e il bacon per colazione (bacon toast tutti i giorni, meno male che cercavo di smettere con il maiale), beetroot salad e poi tutti i dolcini buoni che hanno.
Sicuramente generalizzo, ma la differenza che mi salta all'occhio con l'Olanda, semplicemente guardando tra gli scaffali di un normale supermercato, è che gli inglesi apprezzano il cibo e gli sforzi che ci vogliono per goderselo, anche se magari mangiano roba che ti si accumula tutta sulle chiappe. Qui invece hanno tutti l'idea che sia buono abbastanza tutto quello che costa poco, e che se davvero vuoi strafare, basta che costi un sacco. (Un po'confuso ma ci siamo capiti, no?)
Diciamo che quello che mi colpisce da un paio d'anni è che chiunque scriva di cibo in Inghilterra, porti molto avanti il discorso dei prodotti locali, delle uova e della carne 'ruspante', dei piccoli produttori di verdure particolari che devono lottare contro il potere delle grandi catene di supermercati. Questa visione ecologica del cibo, basata sui sapori da riscoprire.
Se poi vedo che in effetti i piccoli negozi di specialità ci sono ancora e che le stesse grandi catene ci tengano a produrre in modo responsabile ed ecologico, mi viene il dubbio che non si tratti solo di una speculazione accademica ma di un punto di vista, indotto o meno, a cui i consumatori sono sensibili. Tanto tutto è pubblicità e un punto di vista originale e genuino è difficile formarselo, però se devo scegliere tra iperconsumo di latticini incoraggiato da denaro pubblico per giustificare le quote di un'industria alimentare 'di plastica', quando tutte le ricerche alimentari e il buon senso ti dicono che tutto quel latte a un adulto forse non è poi necessario, e un produttore che crede nella pesca sostenibile, preferisco il secondo. Che però, dove vivo, non si trova.
Oltre al cibo, vestiti. Le due cose sono molto collegate, perché il bello dell'UK è che grazie alle culone precoci che hanno, quasi tutte le catene di vestiti hanno taglie grandi, anche quelle per ragazzine. Sulla sanità sociale di questo fenomeno mi astengo da commenti, egoisticamente sono felice per me, esattamente come altri sono felici di spendere poco per il cibo che mangiano.
Insomma, cosa volete di più da una mammamsterdam? Quando ho parlato di bambini, cibo e vestiti sono contenta e non mi serve altro dalla vita. altro che i discorsi di politiche alimentari. Meglio che vada a sgranocchiarmi un cracker al formaggio, va.
Come al solito, non è mai una vacanza rilassante, la nostra, c'è sempre il trucco. Stavolta era la visita troppo a lungo rimandata a Harry, prof del capo a suo tempo, che da quando è andato in pensione nel nord dell'Inghilterra sono anni che ci invita. A gennaio ha anche perso la moglie e a questo punto abbiamo capito che non si poteva proprio più rimandare.
Il loro ideale, mi dicevano, era un cittadina inglese con un cattedrale e un' università, così che entrambi potessero ancora tenersi in contatto con la vita professionale. Trovare l'hanno trovata e hanno anche comprato questa casa bellissima con vista sulla cattedrale. Una casa piena dei loro libri, purtroppo molti ancora inscatolati, della loro collezione d'arte, con un bellissimo giardino e una cucina con forno AGA. Praticamente in centro.
Quindi noi ci siamo goduti la cucina, e i libri e il centro a portata di mano, abbiamo dormito moltissimo, ho cucinato sull'AGA e ne sono completamente innamorata, e ho scoperto formaggetti interessanti nel mercato coperto in piazza.
Il povero Harry, niente di tutto questo: un paio di settimane prima del nostro arrivo è stato ricoverato d'urgenza in una casa di riposo perché fondamentalmente non era più in grado di badare a sé stesso. Siamo andati a trovarlo tutti i giorni, portandogli robine da mangiare che gli piacessero (ci abbiamo messo tre giorni a comprargli i cristalli di sale Maldon) e scocciando tutto il personale. Il giorno in cui siamo partiti avevano deciso di ricoverarlo in ospedale per seguirlo meglio, cosa che mi ha sollevata, perché nonostante fossero carini e solleciti, la casa di riposo in sé era una cosa terrificante.
Il tutto mi ha costretto a pensare a quanti limiti ti ponga la vita nel momento in cui non sei più autosufficiente, ma soprattutto mobile (un assaggio lo avevo avuto con la tremenda storta alla caviglia quando ero incinta, tutti i tuoi tempi, percorsi e movimenti mutano radicalmente, che so, non puoi correre al bagno se hai un'urgenza, veramente cose a un livelo molto basale, non puoi dire: faccio un salto a prendere il latte, che nel mio caso sono tre km. tra andata e ritorno, cose così). Diventare anziani e dipendenti è davvero una riduzione troppo rapida di tutte le cose piacevoli che puoi fare. Ti rimane molto poco, purtroppo. Cosa sarebbe di me il giorno che non riuscissi più a leggere? (Mi darei alla radio, probabilmente).
Però siamo riusciti a parlare con lui, e tutti e tre eravamo felici della visita, infatti vorremmo tornarci presto, magari un weekend lungo se il capo ha ancora ferie.
Per il resto: shop till you drop. Tutti parlano male della cucina inglese, che invece ha tanti lati positivi. Ho scoperto che mi manca tanto il Marks&Spencer che una volta era ad Amsterdam. Già prima di partire avevo ordini dalla Tanga (e me stessa) per il reparto biancheria, che è una cosa splendida e utilissima. Solo che il M&S locale era piccolo, non aveva molto e mi sono rifatta con il cibo. Steak&kidney pudding, Pies di tutti i tipi (raccomando: haddock pie), le salsiccette e il bacon per colazione (bacon toast tutti i giorni, meno male che cercavo di smettere con il maiale), beetroot salad e poi tutti i dolcini buoni che hanno.
Sicuramente generalizzo, ma la differenza che mi salta all'occhio con l'Olanda, semplicemente guardando tra gli scaffali di un normale supermercato, è che gli inglesi apprezzano il cibo e gli sforzi che ci vogliono per goderselo, anche se magari mangiano roba che ti si accumula tutta sulle chiappe. Qui invece hanno tutti l'idea che sia buono abbastanza tutto quello che costa poco, e che se davvero vuoi strafare, basta che costi un sacco. (Un po'confuso ma ci siamo capiti, no?)
Diciamo che quello che mi colpisce da un paio d'anni è che chiunque scriva di cibo in Inghilterra, porti molto avanti il discorso dei prodotti locali, delle uova e della carne 'ruspante', dei piccoli produttori di verdure particolari che devono lottare contro il potere delle grandi catene di supermercati. Questa visione ecologica del cibo, basata sui sapori da riscoprire.
Se poi vedo che in effetti i piccoli negozi di specialità ci sono ancora e che le stesse grandi catene ci tengano a produrre in modo responsabile ed ecologico, mi viene il dubbio che non si tratti solo di una speculazione accademica ma di un punto di vista, indotto o meno, a cui i consumatori sono sensibili. Tanto tutto è pubblicità e un punto di vista originale e genuino è difficile formarselo, però se devo scegliere tra iperconsumo di latticini incoraggiato da denaro pubblico per giustificare le quote di un'industria alimentare 'di plastica', quando tutte le ricerche alimentari e il buon senso ti dicono che tutto quel latte a un adulto forse non è poi necessario, e un produttore che crede nella pesca sostenibile, preferisco il secondo. Che però, dove vivo, non si trova.
Oltre al cibo, vestiti. Le due cose sono molto collegate, perché il bello dell'UK è che grazie alle culone precoci che hanno, quasi tutte le catene di vestiti hanno taglie grandi, anche quelle per ragazzine. Sulla sanità sociale di questo fenomeno mi astengo da commenti, egoisticamente sono felice per me, esattamente come altri sono felici di spendere poco per il cibo che mangiano.
Insomma, cosa volete di più da una mammamsterdam? Quando ho parlato di bambini, cibo e vestiti sono contenta e non mi serve altro dalla vita. altro che i discorsi di politiche alimentari. Meglio che vada a sgranocchiarmi un cracker al formaggio, va.
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