Che meraviglia i figli che ci fanno i complimenti. Così piccoli, ci diciamo, non possono essere che sinceri. Mah, io sono così convinta delle persuasioni occulte che non credo più né alle coincidenze né all'innocenza.
Ieri però il mio orsetto treenne mi ha detto che la sua mamma è bellissima. Concordo commossa. E allora oggi ho trovato grazie a Nella un macellaio splendido e ho preso al volo le fettine, anche se ho il freezer pieno di parti varie della mucca di oma e opa, che hanno appena fatto macellare da uno macellaio dell'entroterra olandese che sono due anni che non riusciamo a fargli capire cosa sono le fettine e mi fa del carpaccio. E tutto questo perché Ennio trova che la carne che fa mamma è la più buonissima del mondo.
Ho proprio i figli più splendidi del mondo.
venerdì 31 agosto 2007
lunedì 9 luglio 2007
Rieccoci online
Caro Blogger, ma quanti casini mi crei cambiando le carte in tavola. Per fortuna che Nella capisce di cose elettriche, elettroniche ed elettrotecniche e mi ha detto come rientrare a bordo.
In questi mesi ne sono successe di cose. Ennio a furia di ciucciarsi il pollice si è fatto cadere il primo incisivo di sotto, l'ha perso immediatamente e abbiamo dovuto fare una dichiarazione sostitutiva per la fata del dente che per fortuna ha accettato. E io che da quando sono incinta posseggo uno scatolino in legno per conservare il primo dentino da latte caduto (me l'ha ricordato il capo) che continua ad essere vuoto. A Orso abbiamo finalmente festeggiato il compleanno all'asilo oggi pomeriggio, tanto è nato a metà marzo ma io non avevo tempo per star dietro alla cosa, quindi ci siamo ridotti ad oggi. Una festina a casa ci sono riuscita però a fargliela verso aprile.
Non è che oggi fosse la giornata ideale: domani parto per l'Italia con figli e bagagli in collo e devo fare un percorso mostruoso per arrivare via Malpensa a un "orendo" lido ravennate. I due stagisti appena dimessi venivano a pranzo e sono persino riuscita a procurarmi due scatole di sigari ricordo (i miei primi stagisti fumatori, devo pensarci io a togliergli il vizio? Non sia mai). Dodo ha fatto uno splendido risotto alla milanese, la prossima volta li metto subito a cucinare, altro che ultimo giorno. Dovevo far bagagli, lasciar le consegne a mamma-stamina che tiene il forte in mia assenza, organizzare con Ruvy il marketing dei corsi di italiano a settembre (e abbiamo fatto dei poster bellissimi), preparare al capo che ci segue fra tre settimane le cose da portare in Italia (fondamentalmente i vuoti della passata di pomodoro dello scorso anno da rifare quest'anno, + una tonnellata di bottiglie di ex- succo di mela biologico salvate apposta e alcune di queste andavano lavate, oltre a doverle recuperare tra casa e rimessa. Si, lo so che sembro deficiente, ma la passata fatta in casa è una delle cose migliori che mi sono messa in testa negli ultimi anni, me la concedete? Che mica è colpa mia che posso farla solo in Italia e consumarla solo ad Amsterdam?), riprendere Ennio dal doposcuola estivo a casa del diavolo, ovvero la sua vecchia scuola, per cui il povero quando stamattina ci siamo arrivati mi ha detto "Sai mamma, questa è proprio una scuola stupida" al che ho dovuto tranquillizzarlo che la sua vecchia maestra non c'era, ma c'erano le maestre carine del doposcuola e i suoi amici. Gesù, perché ce l'ho tenuto dei mesi prima di capire che non era cosa? in tutto ciò ci sono stati due temporali con lampi tuoni e fulmini, della serie: è ora che vada in vacanza!
E nei ritagli di tempo entro le 15.30, festa di Orso all'asilo da preparare. Per fortuna ho avuto un lampo di genio e ho fatto preparare a santa Karolina che me l'ha fatto vedere lei per prima al mio compleanno le coppettine di carta plissé colorata per fare le pastarelle piene di fragole, lamponi, melone, cetrioli mini e Smarties, con tutte le bandierine e ombellini che mi giravano per casa. Una macedonia asciutta, gran successo, specialmente tra i piccolissimi che sono persino riusciti a non ficcarsi gli stecchini nell'occhio. Orso era seduto sul trono del compleanno, con una corona di carta in testa decorata con il suo nome, un grosso tre e pastrocchi vari, tutto orgoglioso. Il regalo che gli hanno fatto è bellissimo, una lenza di legno e spago per pescare dei topini di legno con una calamita in testa, proprio quello che mi serve per tenerli buoni in aereo e treno domani. Ovviamente NON ho neanche pensato di riuscire a fare il solito regalino, da mettere in un sacchettino, con il nome del festeggiato in 15 esemplari per tutti i bimbi della sua classe. Tanto chi ha bisogno dell'ennesima gomma, macchinina o scarafaggio di plastica violacea?
Dio me la mandi buona domani per strada, in ogni caso ho in borsa due cinte di stoffa da usare come guinzaglio quando in stazione centrale, carica come un cammello, devo cercare di non perdermi i figli tra la folla o sotto i binari. E al capo, che ha passato la serata con il mal di testa e di un umore feroce ad aggiornarmi il sito con i nuovi corsi per settembre, ho preparato un barattolone da 1,5 kg. di melanzane grigliate e condite con aglio, prezzemolo e capperi tritati, sott'olio, e due megaporzioni di ragu alle verdure. L'idea originaria era di fare una parmigiana di melanzane, ma sono due giorni che la cosa è in corso, diciamo che ci ho rinunciato, tanto i singoli elementi li può mangiare seprati. Quella che si chiama "Dieta dissociata", che fa tanto bene, signora mia.
In questi mesi ne sono successe di cose. Ennio a furia di ciucciarsi il pollice si è fatto cadere il primo incisivo di sotto, l'ha perso immediatamente e abbiamo dovuto fare una dichiarazione sostitutiva per la fata del dente che per fortuna ha accettato. E io che da quando sono incinta posseggo uno scatolino in legno per conservare il primo dentino da latte caduto (me l'ha ricordato il capo) che continua ad essere vuoto. A Orso abbiamo finalmente festeggiato il compleanno all'asilo oggi pomeriggio, tanto è nato a metà marzo ma io non avevo tempo per star dietro alla cosa, quindi ci siamo ridotti ad oggi. Una festina a casa ci sono riuscita però a fargliela verso aprile.
Non è che oggi fosse la giornata ideale: domani parto per l'Italia con figli e bagagli in collo e devo fare un percorso mostruoso per arrivare via Malpensa a un "orendo" lido ravennate. I due stagisti appena dimessi venivano a pranzo e sono persino riuscita a procurarmi due scatole di sigari ricordo (i miei primi stagisti fumatori, devo pensarci io a togliergli il vizio? Non sia mai). Dodo ha fatto uno splendido risotto alla milanese, la prossima volta li metto subito a cucinare, altro che ultimo giorno. Dovevo far bagagli, lasciar le consegne a mamma-stamina che tiene il forte in mia assenza, organizzare con Ruvy il marketing dei corsi di italiano a settembre (e abbiamo fatto dei poster bellissimi), preparare al capo che ci segue fra tre settimane le cose da portare in Italia (fondamentalmente i vuoti della passata di pomodoro dello scorso anno da rifare quest'anno, + una tonnellata di bottiglie di ex- succo di mela biologico salvate apposta e alcune di queste andavano lavate, oltre a doverle recuperare tra casa e rimessa. Si, lo so che sembro deficiente, ma la passata fatta in casa è una delle cose migliori che mi sono messa in testa negli ultimi anni, me la concedete? Che mica è colpa mia che posso farla solo in Italia e consumarla solo ad Amsterdam?), riprendere Ennio dal doposcuola estivo a casa del diavolo, ovvero la sua vecchia scuola, per cui il povero quando stamattina ci siamo arrivati mi ha detto "Sai mamma, questa è proprio una scuola stupida" al che ho dovuto tranquillizzarlo che la sua vecchia maestra non c'era, ma c'erano le maestre carine del doposcuola e i suoi amici. Gesù, perché ce l'ho tenuto dei mesi prima di capire che non era cosa? in tutto ciò ci sono stati due temporali con lampi tuoni e fulmini, della serie: è ora che vada in vacanza!
E nei ritagli di tempo entro le 15.30, festa di Orso all'asilo da preparare. Per fortuna ho avuto un lampo di genio e ho fatto preparare a santa Karolina che me l'ha fatto vedere lei per prima al mio compleanno le coppettine di carta plissé colorata per fare le pastarelle piene di fragole, lamponi, melone, cetrioli mini e Smarties, con tutte le bandierine e ombellini che mi giravano per casa. Una macedonia asciutta, gran successo, specialmente tra i piccolissimi che sono persino riusciti a non ficcarsi gli stecchini nell'occhio. Orso era seduto sul trono del compleanno, con una corona di carta in testa decorata con il suo nome, un grosso tre e pastrocchi vari, tutto orgoglioso. Il regalo che gli hanno fatto è bellissimo, una lenza di legno e spago per pescare dei topini di legno con una calamita in testa, proprio quello che mi serve per tenerli buoni in aereo e treno domani. Ovviamente NON ho neanche pensato di riuscire a fare il solito regalino, da mettere in un sacchettino, con il nome del festeggiato in 15 esemplari per tutti i bimbi della sua classe. Tanto chi ha bisogno dell'ennesima gomma, macchinina o scarafaggio di plastica violacea?
Dio me la mandi buona domani per strada, in ogni caso ho in borsa due cinte di stoffa da usare come guinzaglio quando in stazione centrale, carica come un cammello, devo cercare di non perdermi i figli tra la folla o sotto i binari. E al capo, che ha passato la serata con il mal di testa e di un umore feroce ad aggiornarmi il sito con i nuovi corsi per settembre, ho preparato un barattolone da 1,5 kg. di melanzane grigliate e condite con aglio, prezzemolo e capperi tritati, sott'olio, e due megaporzioni di ragu alle verdure. L'idea originaria era di fare una parmigiana di melanzane, ma sono due giorni che la cosa è in corso, diciamo che ci ho rinunciato, tanto i singoli elementi li può mangiare seprati. Quella che si chiama "Dieta dissociata", che fa tanto bene, signora mia.
domenica 10 dicembre 2006
Mi girano le palle
Brutta cosa le feste! Prima San Martino, poi Sinterklaas, adesso già ci stiamo preparando per Natale (e meno male che andiamo in Polonia a farci coccolare da mamma e zia) e in tutto ciò ci sono feste di addio, compleanni, onomastici tra cui il mio, pranzi a sorpresa e istruzioni per l'uso per le persone che frequento.
E io mi sono stufata di chi non apprezza i miei sforzi ma è sempre pronta a farmi notare il pelo nell'uovo, a rinfacciare, a far finta che si può fare a meno di crescere, tanto basta correre dalla mamma.
Basta allora, adesso la mamma la faccio solo per chi ne ha tutto il diritto: i miei mostri, che nonostante me e la vita e il mondo, sono i bambini più belli dell'universo conosciuto. Ieri siamo andati a questa bellissima festa di 60 anni, con attività creative e tante persone carine, ho cucinato con lo chef grazie all'aiuto di Ennio, Orso ha dipinto con il papà un pezzo di servizio di porcellana per la festeggiata e tutti mi hanno fatto i complimenti per i bambini bellissimi ed educati che ho. Il che mi dimostra che qualche cosa buona riesco a farla anch'io.
E io mi sono stufata di chi non apprezza i miei sforzi ma è sempre pronta a farmi notare il pelo nell'uovo, a rinfacciare, a far finta che si può fare a meno di crescere, tanto basta correre dalla mamma.
Basta allora, adesso la mamma la faccio solo per chi ne ha tutto il diritto: i miei mostri, che nonostante me e la vita e il mondo, sono i bambini più belli dell'universo conosciuto. Ieri siamo andati a questa bellissima festa di 60 anni, con attività creative e tante persone carine, ho cucinato con lo chef grazie all'aiuto di Ennio, Orso ha dipinto con il papà un pezzo di servizio di porcellana per la festeggiata e tutti mi hanno fatto i complimenti per i bambini bellissimi ed educati che ho. Il che mi dimostra che qualche cosa buona riesco a farla anch'io.
lunedì 20 novembre 2006
Ahi, l'amore che cos'è
Che meraviglia, 11 anni di matrimonio e il capo riesce ancora a sorprendermi con effetti speciali. Questo sabato, a colazione che è uno dei pochi pasti insieme della settimana, oltre a un mazzo di rose che mi fa trovare invasate e tutto, mi tira fuori un CD. Cos'è? 17 cover della canzone di Cindy Lauper Time after time, che si mi piacicchia, ma non in maniera così clamorosa da pensare che lui ci avesse fatto caso. Che alla prima versione con chitarra elettrica Ennio stende il braccio destro in fuori, comincia a fare movimenti di grattata di pancia e segue la musica (essendo mancino, giustamente, lo fa al contrario) come un mini-Jimi.
Mi sento così approvata, una parola strana, ma so quanto lui patisca il mio caos, la casa piena di roba sparsa in giro tra i piedi che non si capisce quali sono i panni lavati da piegare e quali quelli sporchi da lavare (amore, però ammettilo che il tipo di casa che abbiamo metterebbe a dura prova anche una casalinga perfezionista full-time, figurati me che vivo nei ritagli di tempo), i weekend che lui passa a fare lavatrici e stiraggi, oltre che ad aggiustarmi il computer, farmi l'amministrazione ecc. Insomma, delle volte penso che lui mi ami nonostante. E invece no, mi pensa e mi fa spontaneamente i CD.
Anche se è per lui che sono venuta a vivere in questo clima infame, ne vale ancora la pena ogni giorno. Come a dire, basta poco a far felice una casalinga senza vocazione.
Mi sento così approvata, una parola strana, ma so quanto lui patisca il mio caos, la casa piena di roba sparsa in giro tra i piedi che non si capisce quali sono i panni lavati da piegare e quali quelli sporchi da lavare (amore, però ammettilo che il tipo di casa che abbiamo metterebbe a dura prova anche una casalinga perfezionista full-time, figurati me che vivo nei ritagli di tempo), i weekend che lui passa a fare lavatrici e stiraggi, oltre che ad aggiustarmi il computer, farmi l'amministrazione ecc. Insomma, delle volte penso che lui mi ami nonostante. E invece no, mi pensa e mi fa spontaneamente i CD.
Anche se è per lui che sono venuta a vivere in questo clima infame, ne vale ancora la pena ogni giorno. Come a dire, basta poco a far felice una casalinga senza vocazione.
giovedì 2 novembre 2006
Hanno tolto il LOVE INN

Passo una di queste mattine davanti al Lloyd Hotel mentre porto Ennio a scuola, e guardando verso il molo vedo il vuoto: mi hanno tolto il Love Inn.
In questo paese quando vedi roba in giro che ti viene il dubbio se stia lì perché deve passare la nettezza o si tratti di altro, la cosa è certa: si tratta di arte messa lì per il godimento e l'elevazione spirituale dei passanti (perché se invece di dubbio hai la CERTEZZA che sia monnezza e la sola cosa che devi decidere è se vale la pena di guardare se ci sia del riciclabile o no, allora in effetti sta solo aspettando il camion della spazzatura).
Quindi un po' di mesi fa, mentre facevo la fila al mio bancomat vedo un'Opel Kadett tutta dipinta allegra, a 4,5 metri di altezza su pali, con una scaletta antincendio per salirci e un'insegna al neon con su Love Inn, e ho saputo con certezza che si trattava di un'opera, un happening, un'installazione, un intervento sul paesaggio, una di quelle robe che mia madre ancora si esalta/incazza quando viene qui e le vede. Vado sotto, la ispeziono dal basso e vedo che non ha motore, assi, albero a camme, niente. Opera d'arte ragionata, non c'è che dire. Non essendoci salita, non sapevo che dentro ci fosse un letto rifatto di fresco.
Nei mesi che è stata sul molo non ci ho mai visto qualcuno salire o scendere, ma pare ci fosse la fila. Si trattava, secondo le intenzioni, di mettere insieme il mezzo su cui si consuma più aggressività in questo paese (guidano incazzati, stateci attenti) con il concetto di volemose bene. Ma pare ci scopassero davvero, comunque i pali di sostegno erano a tall'uopo predisposti.
L'artista è Federico d'Orazio, e mi piacerebbe tanto sapere che fine ha fatto, insieme alla sua kadett.
A tutte le cose belle giunge una fine.
Morale della favola: in questo quartiere se non paghi il parcheggio ti portano via proprio la macchina da sotto agli occhi. anche se è un'opera d'arte. E io che pensavo che la macchina come Love Inn fosse il rifugio degli amanti solo in quei paesi sottosviluppati dove vivere da soli è uno stigma, e dove a furia di pagare cellulari, scarpe firmate, vespe e macchinoni nessuno riesce più a mettere insieme un mutuo. Per avere un po' di privacy fra 4 mura.
venerdì 27 ottobre 2006
Vacanze d'autunno: UK
A che servono le vacanze scolastiche? A far riposare i poveri genitori esausti. A parte un mese e mezzo di lavoro matto e disperatissimo, compreso il capo che oltre al suo di lavoro doveva sistemare tutta la mia amministrazione, siamo riusciti a dispensare Ennio dall'ultimo giorno di scuola, così i nonni li hanno prelevati di giovedi, e venerdi mattina siamo partiti per Newcastle. Soli.
Come al solito, non è mai una vacanza rilassante, la nostra, c'è sempre il trucco. Stavolta era la visita troppo a lungo rimandata a Harry, prof del capo a suo tempo, che da quando è andato in pensione nel nord dell'Inghilterra sono anni che ci invita. A gennaio ha anche perso la moglie e a questo punto abbiamo capito che non si poteva proprio più rimandare.
Il loro ideale, mi dicevano, era un cittadina inglese con un cattedrale e un' università, così che entrambi potessero ancora tenersi in contatto con la vita professionale. Trovare l'hanno trovata e hanno anche comprato questa casa bellissima con vista sulla cattedrale. Una casa piena dei loro libri, purtroppo molti ancora inscatolati, della loro collezione d'arte, con un bellissimo giardino e una cucina con forno AGA. Praticamente in centro.
Quindi noi ci siamo goduti la cucina, e i libri e il centro a portata di mano, abbiamo dormito moltissimo, ho cucinato sull'AGA e ne sono completamente innamorata, e ho scoperto formaggetti interessanti nel mercato coperto in piazza.
Il povero Harry, niente di tutto questo: un paio di settimane prima del nostro arrivo è stato ricoverato d'urgenza in una casa di riposo perché fondamentalmente non era più in grado di badare a sé stesso. Siamo andati a trovarlo tutti i giorni, portandogli robine da mangiare che gli piacessero (ci abbiamo messo tre giorni a comprargli i cristalli di sale Maldon) e scocciando tutto il personale. Il giorno in cui siamo partiti avevano deciso di ricoverarlo in ospedale per seguirlo meglio, cosa che mi ha sollevata, perché nonostante fossero carini e solleciti, la casa di riposo in sé era una cosa terrificante.
Il tutto mi ha costretto a pensare a quanti limiti ti ponga la vita nel momento in cui non sei più autosufficiente, ma soprattutto mobile (un assaggio lo avevo avuto con la tremenda storta alla caviglia quando ero incinta, tutti i tuoi tempi, percorsi e movimenti mutano radicalmente, che so, non puoi correre al bagno se hai un'urgenza, veramente cose a un livelo molto basale, non puoi dire: faccio un salto a prendere il latte, che nel mio caso sono tre km. tra andata e ritorno, cose così). Diventare anziani e dipendenti è davvero una riduzione troppo rapida di tutte le cose piacevoli che puoi fare. Ti rimane molto poco, purtroppo. Cosa sarebbe di me il giorno che non riuscissi più a leggere? (Mi darei alla radio, probabilmente).
Però siamo riusciti a parlare con lui, e tutti e tre eravamo felici della visita, infatti vorremmo tornarci presto, magari un weekend lungo se il capo ha ancora ferie.
Per il resto: shop till you drop. Tutti parlano male della cucina inglese, che invece ha tanti lati positivi. Ho scoperto che mi manca tanto il Marks&Spencer che una volta era ad Amsterdam. Già prima di partire avevo ordini dalla Tanga (e me stessa) per il reparto biancheria, che è una cosa splendida e utilissima. Solo che il M&S locale era piccolo, non aveva molto e mi sono rifatta con il cibo. Steak&kidney pudding, Pies di tutti i tipi (raccomando: haddock pie), le salsiccette e il bacon per colazione (bacon toast tutti i giorni, meno male che cercavo di smettere con il maiale), beetroot salad e poi tutti i dolcini buoni che hanno.
Sicuramente generalizzo, ma la differenza che mi salta all'occhio con l'Olanda, semplicemente guardando tra gli scaffali di un normale supermercato, è che gli inglesi apprezzano il cibo e gli sforzi che ci vogliono per goderselo, anche se magari mangiano roba che ti si accumula tutta sulle chiappe. Qui invece hanno tutti l'idea che sia buono abbastanza tutto quello che costa poco, e che se davvero vuoi strafare, basta che costi un sacco. (Un po'confuso ma ci siamo capiti, no?)
Diciamo che quello che mi colpisce da un paio d'anni è che chiunque scriva di cibo in Inghilterra, porti molto avanti il discorso dei prodotti locali, delle uova e della carne 'ruspante', dei piccoli produttori di verdure particolari che devono lottare contro il potere delle grandi catene di supermercati. Questa visione ecologica del cibo, basata sui sapori da riscoprire.
Se poi vedo che in effetti i piccoli negozi di specialità ci sono ancora e che le stesse grandi catene ci tengano a produrre in modo responsabile ed ecologico, mi viene il dubbio che non si tratti solo di una speculazione accademica ma di un punto di vista, indotto o meno, a cui i consumatori sono sensibili. Tanto tutto è pubblicità e un punto di vista originale e genuino è difficile formarselo, però se devo scegliere tra iperconsumo di latticini incoraggiato da denaro pubblico per giustificare le quote di un'industria alimentare 'di plastica', quando tutte le ricerche alimentari e il buon senso ti dicono che tutto quel latte a un adulto forse non è poi necessario, e un produttore che crede nella pesca sostenibile, preferisco il secondo. Che però, dove vivo, non si trova.
Oltre al cibo, vestiti. Le due cose sono molto collegate, perché il bello dell'UK è che grazie alle culone precoci che hanno, quasi tutte le catene di vestiti hanno taglie grandi, anche quelle per ragazzine. Sulla sanità sociale di questo fenomeno mi astengo da commenti, egoisticamente sono felice per me, esattamente come altri sono felici di spendere poco per il cibo che mangiano.
Insomma, cosa volete di più da una mammamsterdam? Quando ho parlato di bambini, cibo e vestiti sono contenta e non mi serve altro dalla vita. altro che i discorsi di politiche alimentari. Meglio che vada a sgranocchiarmi un cracker al formaggio, va.
Come al solito, non è mai una vacanza rilassante, la nostra, c'è sempre il trucco. Stavolta era la visita troppo a lungo rimandata a Harry, prof del capo a suo tempo, che da quando è andato in pensione nel nord dell'Inghilterra sono anni che ci invita. A gennaio ha anche perso la moglie e a questo punto abbiamo capito che non si poteva proprio più rimandare.
Il loro ideale, mi dicevano, era un cittadina inglese con un cattedrale e un' università, così che entrambi potessero ancora tenersi in contatto con la vita professionale. Trovare l'hanno trovata e hanno anche comprato questa casa bellissima con vista sulla cattedrale. Una casa piena dei loro libri, purtroppo molti ancora inscatolati, della loro collezione d'arte, con un bellissimo giardino e una cucina con forno AGA. Praticamente in centro.
Quindi noi ci siamo goduti la cucina, e i libri e il centro a portata di mano, abbiamo dormito moltissimo, ho cucinato sull'AGA e ne sono completamente innamorata, e ho scoperto formaggetti interessanti nel mercato coperto in piazza.
Il povero Harry, niente di tutto questo: un paio di settimane prima del nostro arrivo è stato ricoverato d'urgenza in una casa di riposo perché fondamentalmente non era più in grado di badare a sé stesso. Siamo andati a trovarlo tutti i giorni, portandogli robine da mangiare che gli piacessero (ci abbiamo messo tre giorni a comprargli i cristalli di sale Maldon) e scocciando tutto il personale. Il giorno in cui siamo partiti avevano deciso di ricoverarlo in ospedale per seguirlo meglio, cosa che mi ha sollevata, perché nonostante fossero carini e solleciti, la casa di riposo in sé era una cosa terrificante.
Il tutto mi ha costretto a pensare a quanti limiti ti ponga la vita nel momento in cui non sei più autosufficiente, ma soprattutto mobile (un assaggio lo avevo avuto con la tremenda storta alla caviglia quando ero incinta, tutti i tuoi tempi, percorsi e movimenti mutano radicalmente, che so, non puoi correre al bagno se hai un'urgenza, veramente cose a un livelo molto basale, non puoi dire: faccio un salto a prendere il latte, che nel mio caso sono tre km. tra andata e ritorno, cose così). Diventare anziani e dipendenti è davvero una riduzione troppo rapida di tutte le cose piacevoli che puoi fare. Ti rimane molto poco, purtroppo. Cosa sarebbe di me il giorno che non riuscissi più a leggere? (Mi darei alla radio, probabilmente).
Però siamo riusciti a parlare con lui, e tutti e tre eravamo felici della visita, infatti vorremmo tornarci presto, magari un weekend lungo se il capo ha ancora ferie.
Per il resto: shop till you drop. Tutti parlano male della cucina inglese, che invece ha tanti lati positivi. Ho scoperto che mi manca tanto il Marks&Spencer che una volta era ad Amsterdam. Già prima di partire avevo ordini dalla Tanga (e me stessa) per il reparto biancheria, che è una cosa splendida e utilissima. Solo che il M&S locale era piccolo, non aveva molto e mi sono rifatta con il cibo. Steak&kidney pudding, Pies di tutti i tipi (raccomando: haddock pie), le salsiccette e il bacon per colazione (bacon toast tutti i giorni, meno male che cercavo di smettere con il maiale), beetroot salad e poi tutti i dolcini buoni che hanno.
Sicuramente generalizzo, ma la differenza che mi salta all'occhio con l'Olanda, semplicemente guardando tra gli scaffali di un normale supermercato, è che gli inglesi apprezzano il cibo e gli sforzi che ci vogliono per goderselo, anche se magari mangiano roba che ti si accumula tutta sulle chiappe. Qui invece hanno tutti l'idea che sia buono abbastanza tutto quello che costa poco, e che se davvero vuoi strafare, basta che costi un sacco. (Un po'confuso ma ci siamo capiti, no?)
Diciamo che quello che mi colpisce da un paio d'anni è che chiunque scriva di cibo in Inghilterra, porti molto avanti il discorso dei prodotti locali, delle uova e della carne 'ruspante', dei piccoli produttori di verdure particolari che devono lottare contro il potere delle grandi catene di supermercati. Questa visione ecologica del cibo, basata sui sapori da riscoprire.
Se poi vedo che in effetti i piccoli negozi di specialità ci sono ancora e che le stesse grandi catene ci tengano a produrre in modo responsabile ed ecologico, mi viene il dubbio che non si tratti solo di una speculazione accademica ma di un punto di vista, indotto o meno, a cui i consumatori sono sensibili. Tanto tutto è pubblicità e un punto di vista originale e genuino è difficile formarselo, però se devo scegliere tra iperconsumo di latticini incoraggiato da denaro pubblico per giustificare le quote di un'industria alimentare 'di plastica', quando tutte le ricerche alimentari e il buon senso ti dicono che tutto quel latte a un adulto forse non è poi necessario, e un produttore che crede nella pesca sostenibile, preferisco il secondo. Che però, dove vivo, non si trova.
Oltre al cibo, vestiti. Le due cose sono molto collegate, perché il bello dell'UK è che grazie alle culone precoci che hanno, quasi tutte le catene di vestiti hanno taglie grandi, anche quelle per ragazzine. Sulla sanità sociale di questo fenomeno mi astengo da commenti, egoisticamente sono felice per me, esattamente come altri sono felici di spendere poco per il cibo che mangiano.
Insomma, cosa volete di più da una mammamsterdam? Quando ho parlato di bambini, cibo e vestiti sono contenta e non mi serve altro dalla vita. altro che i discorsi di politiche alimentari. Meglio che vada a sgranocchiarmi un cracker al formaggio, va.
lunedì 2 ottobre 2006
Cinquantenario NGTV: stanca ma felice
È quasi andata meglio del previsto, tra mercoledi e venerdi ho tradotto per 32 ore solo per un cliente, nel frattempo mi erano cadute tra capo e collo altre cose.
Ma il weekend e andato bene, la festa per il cinquantenario dell'associazione traduttori e interpreti è stata un gran successo, e vista tutta la fatica e le litigate all'interno della commissione organizzatrice, cara grazia. Mi hanno fatto un sacco di complimenti (ovvio, la sede del congreso, il cinema Tuschinski è stata un'idea mia ed era bellissimo, tutto restaurato in stile art nouveau, il ristorante anche, due degli oratori, la vincitrice del premio Iuventus, ho persino comprato i fiori dell'ultimo minuto, ma gli altri che cavolo hanno fatto, si può sapere? Un sacco anche loro, dai), la cena da Caruso ottima, e sicuramente 100 volte meglio delle schifezze che per un prezzo più alto ti passano ai centri congressuali, i miei due oratori sono stai bravissimi. Monique Jacqmain, che ha raccontato di avermi conosciuta al mio corso di cucina in Abruzzo (ma che in realtà con un suo articolo dimenticato ha ispirato la mia tesi di laurea sulle traduzioni del senso dell'umorismo e delle battute etniche in Asterix) ha fatto un intervento accademico, spiritoso e molto interessante sui titoli in Europa, e in particolare sui titoli femminili di quelle che in passato erano funzioni esclusivamente maschili, allora sembra che negli anni 50 ministra non andasse bene perché secondo gli onorevoli (altro titolo ridicolo, visto che nessuno lo capisce all'estero) faceva pensare a minestra. Io penso sempre a Irene Pivetti e a come ha fatto passare il termine presidente per le donne, brava. Considerando le battute del cavolo "Il presidente di tutti gli italiani? Ma allora ce l'ha duro anche lei" e peggio che le hanno fatto all'epoca, il dibattito politico in italia ha un livello da piangere.
Poi Inaki ci ha fatto vedere spezzoni di film (ovvio, siamo in un cinema storico). L'idea originaria era quella di fare una serie di film degli anni 50, cose del genere, ma lui ha avuto un'ottima idea. Ha parlato delle citazioni di altri film nei film, non solo testuali, ma anche di tecnica, messa in scena ecc. È stata una cosa bellissima, che però ha disturbato - pare- un paio dei soliti soci tromboni che per tutte queste occasioni sfuggono dalla casa di riposo e vengono a criticare come gli abbiamo stravolto l'associazione negli anni, non ci hanno capito niente. Il punto di Inaki era proprio che il nostro mestiere di traduttori e interpreti in fondo non è altro che quello di far citazioni di un originale in una lingua straniera al pubblico.
Dopo una pausa nella bellissima saletta con tutti i pannelli in foglia oro della signora Tuschinski,
un duo di colleghi (e non siete neanche soci, ha ricordato la nostra annunciatrice con il solito tatto) ha letto suo un pezzo sulla repubblica di Vertalia, con tutti i consigli su come si traduce ("7: e soprattutto strafregatene delle intenzioni dell'autore, del suo stile e delle sue idiosincrasie"), un paio di excursus umoristici sulle traduzioni in varie lingue e in varie epoche dell'incipit di Anna Karenina e infine un ascolto guidato di traduzioni, parodie e stravolgimenti di "Yesterday" dei Beatles. Molto bello e spiritoso, non sanno granché recitare ma possono migliorare e magari dovevano scegliere o l'uno o l'altro, dati i tempi.
A quel punto premi, Silviotta su mia segnalazione alla fine ha vinto il premio Iuventus (e la povera tifa Lazio, meno male che questo si scrive con la I) come giovane traduttrice promettente e la signora van Beuningen il Jeronimus per tutta la sua opera di traduttrice: ben 71 libri, ha tradotto in tedesco tutti i grandi scrittori olandesi, e un paio erano anche presenti, tra cui Adri van der Heijden, il preferito del capo, che però con suo sommo dispiacere è rimasto a casa malaiccio e stanco a preparare la dichiarazione dei redditi.
La cena è stata bellissima e buonissima, a presto le foto.
Domenica, a parte tutti gli ospiti che partivano e arrivavano (ne sono passati 6, e tutti in scarsa intimità reciproca, quindi in stanze diverse, meno male che siamo attrezati, il povero Inaki per una notte ha dovuto accontentarsi di un giaciglio per terra in quanto il più giovane) sono riuscita a godermi un po' i cuccioli, che però sono stati enormemente piagnosi, oddio spero non mi si ammalino fino a giovedì pomeriggio tardi. La sera con Flavia e Marcello pizza da Sebastiano, on le donzelle che gli staranno in fiera. Ennio si è addormentato in macchina dopo 5 minuti e l'ho riportato a letto, Orso ha retto fino alla fine, ha fatto pubbliche relazioni con tutti i clienti di tutti gli altri tavoli (cosa che mi stressa perché non so ma come la prendono) e alla fine distrutta ho caciato tutti e siamo andati a dormire. Alle 4 è cduto dal letto, ha la febbre e sta riprendendosi a letto mio, io ho finito una correzione urgente e se riesco a dormire una mezz'ora poi devo prepararmi per l'inizio della mia settimana "de paura".
Multi tasking, cos'è che voleva dire di preciso?
E chi mi diceva che a Màxima ultimamente un intervistatore ha chiesto se sia difficile la vita di una mamma che lavora? Ma che cretini, la principessa consorte d'Olanda non si alza mica alle 4 perché i bambini cadono dal letto con la febbre, ne conosco io un paio di mamme che lavorano, se ci fosse bisogno.
Ma il weekend e andato bene, la festa per il cinquantenario dell'associazione traduttori e interpreti è stata un gran successo, e vista tutta la fatica e le litigate all'interno della commissione organizzatrice, cara grazia. Mi hanno fatto un sacco di complimenti (ovvio, la sede del congreso, il cinema Tuschinski è stata un'idea mia ed era bellissimo, tutto restaurato in stile art nouveau, il ristorante anche, due degli oratori, la vincitrice del premio Iuventus, ho persino comprato i fiori dell'ultimo minuto, ma gli altri che cavolo hanno fatto, si può sapere? Un sacco anche loro, dai), la cena da Caruso ottima, e sicuramente 100 volte meglio delle schifezze che per un prezzo più alto ti passano ai centri congressuali, i miei due oratori sono stai bravissimi. Monique Jacqmain, che ha raccontato di avermi conosciuta al mio corso di cucina in Abruzzo (ma che in realtà con un suo articolo dimenticato ha ispirato la mia tesi di laurea sulle traduzioni del senso dell'umorismo e delle battute etniche in Asterix) ha fatto un intervento accademico, spiritoso e molto interessante sui titoli in Europa, e in particolare sui titoli femminili di quelle che in passato erano funzioni esclusivamente maschili, allora sembra che negli anni 50 ministra non andasse bene perché secondo gli onorevoli (altro titolo ridicolo, visto che nessuno lo capisce all'estero) faceva pensare a minestra. Io penso sempre a Irene Pivetti e a come ha fatto passare il termine presidente per le donne, brava. Considerando le battute del cavolo "Il presidente di tutti gli italiani? Ma allora ce l'ha duro anche lei" e peggio che le hanno fatto all'epoca, il dibattito politico in italia ha un livello da piangere.
Poi Inaki ci ha fatto vedere spezzoni di film (ovvio, siamo in un cinema storico). L'idea originaria era quella di fare una serie di film degli anni 50, cose del genere, ma lui ha avuto un'ottima idea. Ha parlato delle citazioni di altri film nei film, non solo testuali, ma anche di tecnica, messa in scena ecc. È stata una cosa bellissima, che però ha disturbato - pare- un paio dei soliti soci tromboni che per tutte queste occasioni sfuggono dalla casa di riposo e vengono a criticare come gli abbiamo stravolto l'associazione negli anni, non ci hanno capito niente. Il punto di Inaki era proprio che il nostro mestiere di traduttori e interpreti in fondo non è altro che quello di far citazioni di un originale in una lingua straniera al pubblico.
Dopo una pausa nella bellissima saletta con tutti i pannelli in foglia oro della signora Tuschinski,
un duo di colleghi (e non siete neanche soci, ha ricordato la nostra annunciatrice con il solito tatto) ha letto suo un pezzo sulla repubblica di Vertalia, con tutti i consigli su come si traduce ("7: e soprattutto strafregatene delle intenzioni dell'autore, del suo stile e delle sue idiosincrasie"), un paio di excursus umoristici sulle traduzioni in varie lingue e in varie epoche dell'incipit di Anna Karenina e infine un ascolto guidato di traduzioni, parodie e stravolgimenti di "Yesterday" dei Beatles. Molto bello e spiritoso, non sanno granché recitare ma possono migliorare e magari dovevano scegliere o l'uno o l'altro, dati i tempi.
A quel punto premi, Silviotta su mia segnalazione alla fine ha vinto il premio Iuventus (e la povera tifa Lazio, meno male che questo si scrive con la I) come giovane traduttrice promettente e la signora van Beuningen il Jeronimus per tutta la sua opera di traduttrice: ben 71 libri, ha tradotto in tedesco tutti i grandi scrittori olandesi, e un paio erano anche presenti, tra cui Adri van der Heijden, il preferito del capo, che però con suo sommo dispiacere è rimasto a casa malaiccio e stanco a preparare la dichiarazione dei redditi.
La cena è stata bellissima e buonissima, a presto le foto.
Domenica, a parte tutti gli ospiti che partivano e arrivavano (ne sono passati 6, e tutti in scarsa intimità reciproca, quindi in stanze diverse, meno male che siamo attrezati, il povero Inaki per una notte ha dovuto accontentarsi di un giaciglio per terra in quanto il più giovane) sono riuscita a godermi un po' i cuccioli, che però sono stati enormemente piagnosi, oddio spero non mi si ammalino fino a giovedì pomeriggio tardi. La sera con Flavia e Marcello pizza da Sebastiano, on le donzelle che gli staranno in fiera. Ennio si è addormentato in macchina dopo 5 minuti e l'ho riportato a letto, Orso ha retto fino alla fine, ha fatto pubbliche relazioni con tutti i clienti di tutti gli altri tavoli (cosa che mi stressa perché non so ma come la prendono) e alla fine distrutta ho caciato tutti e siamo andati a dormire. Alle 4 è cduto dal letto, ha la febbre e sta riprendendosi a letto mio, io ho finito una correzione urgente e se riesco a dormire una mezz'ora poi devo prepararmi per l'inizio della mia settimana "de paura".
Multi tasking, cos'è che voleva dire di preciso?
E chi mi diceva che a Màxima ultimamente un intervistatore ha chiesto se sia difficile la vita di una mamma che lavora? Ma che cretini, la principessa consorte d'Olanda non si alza mica alle 4 perché i bambini cadono dal letto con la febbre, ne conosco io un paio di mamme che lavorano, se ci fosse bisogno.
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