venerdì 26 giugno 2009

Fratelli adolescenti

A 12 anni mio fratello, biondo, bianco e roseo, decisamente cicciottello, ma non esattamente uno che alzava volentieri il culo, iniziò improvvisamente a praticare una cosa strana all'indietro, che non si capiva bene cos'era, ma devo dire, aveva una sua grazia. Sembrava ballasse.

Poi si comprò Thriller, di Michael Jackson, uno di quei cantanti che noi sorelle maggiori intellettual-snob nominavamo sempre con la puzza sotto il naso e allora persino io ho capito che quelo era il moonwalk. Per riconciliarci i gusti musicali abbiamo dovuto aspettare la stagione Ligabue.

Nel frattempo il cugin-quasi gemello odi-et-amo, 5 cm. più alto e 10 kg. più magro era diventato il mago della brekdance, e forse ci entrava anche quello nell'improvvisa passione per il moonwalk.

Poi Jackson non fu più il tipo buffo che ballava con quelle coreografie carine (che pure noi sorelle intellettuali dovevamo riconoscere che ballare, ballava bene) con la mania del nasino all'insù, ma una specie di freak con storie strane su bambini, sindrome di Peter Pan, affari sballati, processi.

Uno che se pensi che è venuto su in una famiglia di testimoni di Geova, costretti tutti i figli a fare i minidivi per le aspirazioni artistiche (e forse monetarie) del padre, quel padre di cui si diceva avesse abusato della sorella Janet, beh, che dire, a me quel ragazzo faceva sempre più pena. Anche se non mi potrete mai accusare di essere una sua fan.

Ma parlo oggi di Michael Jackson, perché in un epoca come questa di veline rifatte e di culto del corpo, anche artificiale, purché levigato e omologato, a me sembra che tutto sia cominciato con lui.

(Mio fratello non è più piccolo, e neanche biondo e roseo, ma lampadato, pieno di tatuaggi e piercing e per fortuna l'unica operazione che si è fatto è quella ai legamenti del ginocchio, non so se c'entra. Talvolta si fa fare anche la testa a treccine).

E spero che i miei figli, comunque e quantunque, si piacciano per come sono. Che più dell'apparecchio ai denti, se serve, non gli concedo. Le treccine, se proprio insistono, se le pagano da soli.

mercoledì 24 giugno 2009

La giornata sportiva della scuola


Il bello e brutto della nostra scuola è che insistono molto sulla partecipazione dei genitori, che talvolta, per chi lavora, può diventare una palla al piede, perché poi alcuni genitori vanno, altri no, i bambini ci restano male, ecc.

Per dire che oggi hanno organizzato la giornata sportiva, che il capo era da mesi reclutato ma è riuscito a storcersi una caviglia ad ameland nel weekend e quindi ci ha scaricati, ha fatto l'avvio e poi è tornato a casa a lavorare.

A me è andata bene che dopo una mattina fredda e cupa, è uscito il sole, ci siamo divertiti, non c'era quell'organizzazione militre di genitori motivati con un gruppo di bambini che devi fare tutte le attività del percorso a costo di morirci, ma eravamo tutti molto rilassati, abbiamo cazzeggiato, fatto solo quello che ci pareva e nel contempo ci siamo divertiti.

Come sede hanno scelto la piscina all'aperto Flevoparkbad, che confina con l'enorme Flevopark e anche la piscina è molo spaziosa, con questi pratoni sotto gli alberi in modo che chi si vuole abbronzare si abbronza, chi vuole andare a sparapanzarsi sull'erba con una pila di libri fa e chi vuole nuotare, nessuno lo trattiene.

E siccome a me le piscine all'aperto di città mi fanno tanto vacanza, mi sono pure divertita. Non vi dico niente, vi faccio vedere le foto. la giorata era organizzata dai nostri insegnanti di ginnastica con un'organizzazione apposita, che ha fornito attrezzzature, stagisti dell'ISEF, alcuni davvero dei pischelloni giovanissimi, che mi veniva da ridere a dire: "Bambini, adesso ascoltate tutti il maestro che vi spiega come fare" e poi passavo il timone: "Il maestro sei tu, eh?".


Qui Orso gioca a sjoelen, un vecchio gioco olandese che consiste nel far entrare i dischetti di legno, facendoli scivolare sul piano, in diversi vani in fondo alla tavola, ognuno con il suo punteggio.


Ennio invece, con sua grande delusione, non è riuscito a rimanere appeso per molto alla mazza da baseball sospesa: partivano tutti abbarbicati con mani e piedi e il maestro cronometrava i secondi. Il record è stato di Abe con 4 minuti e 45. Ennio, nonostante i diversi tentativi, ha fatto 37 secondi al massimo.


Monique e Erica, al colmo dell'entusiasmo, che se nessuno fotografa i fotografi, come facciamo?


Questo attrezzo, che sembra uno strumento d'assedio medievale, va tirato da quattro lati per portarlo in avanti, una volta con una mezza rotazione a destra e una volta a sinistra.


poi c'erano gli sci collettivi da erba, che si va avanti solo se al grido: "piede destro" tutti alzano cpontemporaneamente il piede e fanno un passo. Sembra niente, ma provateci voi (con i bambini, oltretutto).


E alla fine, alla ricreazione delle 10, fatti fuori al più presto le crostatine di mele e il succo di frutta, i bambini si sono spogliati (o anche no) e in mutande, magliette e calzoncini hanno cominicato a far danno nella piscinetta, con grande sconforto delle madri straniere che già li vedevano con la polmonite, e il massimo aplomb di quelle olandesi, che diamogli torto, una maglietta bagnata in mezzo al sole della giornata sportiva, cosa sarà mai?

Stanchi (Ennio ancora adesso piange ogni due per tre), ma felici, siamo tornati a casa. In tempo per la lezione di prova di balletto di Orso, che abbiamo trovato una scuola con una classe di maschi. e quando ha sentito che le bimbe si devono tener ben legati i capelli con le mollette e le fascette, ha deciso sui due piedi che si deve tagliare i capelli.

martedì 23 giugno 2009

I compari e le commari di San Giovanni

Domani è san Giovanni e anche se teoricamente mi piacerebbe moltissimo in una vita o nell'altra trovare qualcuno con cui fare un bel falò per tenere a bada il diavolo per tutto l'anno, io in realtà non sono tipo da riti misticheggianti e pace. Il capo poi lasciamo perdere, gli si risveglia l'istinto pompiere ogni volta che si parli di fiamme, persino i lumini dell'IKEA mi proibisce, convinto che ci appicco fuoco alla casa.

Però chissenefrega, quest'anno, da domani, ho due compari e due commari nuovi. Cioè, nuovi, siamo già quasi parenti sorelle, fratelli, madri, padri e figli/nipoti gli uni degli altri, però mi sembrava bello formalizzare la cosa con questa vecchia usanza ofenese (ma anche di altri paesi del meridione). Quella delle commari o compari a fiore.

Sui rituali di san Giovanni in realtà, su istigazione dell'amica sciamana, ci ho provato un anno in cui coincidevano san Giovanni, robe celtiche e un altro paio di congiunzioni astrali (plenilunio, mi pare) a suo dire imperdibili e io stavo ci ho provato seriamente a scrivere il deiderio, bruciarlo con l'alcool che non c'era, ho svuotato le ultime due gocce di una boccetta con cui il capo pulisce pezzi delicati di macchinari, perlomeno la boccetta stava di fianco alla sua collezione di giravitini mignon.

Mi sono quasi data fuoco alla frangetta (avevo sottovalutato la fatica di dar fuoco a un biglietto con su scritto il desiderio a luce spenta e mi ero scordata di aprire le tende per approfittare del plenilunio), poi mi sono anche scordata il desiderio, insomma, alla fine ho lasciato perdere. Non saprò mai se ha funzionato.

Mi sa che con i fiori mi faccio meno male.

Insomma, la cosa funziona così: se due amiche, per esempio mia nonna e la commare Silvia o la commare Bellice, che per decenni non mi sono mai posta il quesito su come fossero commari, tranne che non venivao mai nominate in altro modo, e le figlie e i figli pure, poi ho scoperto che erano commari di san Giovanni.

Ecco quindi, che quando due amiche o due amici vogliono sancire in modo speciale l'affetto che li lega, a san Giovanni si scambiano o si mandano dei fiori o un regalo, con il messaggio "Il dono è piccolo, l'affetto è grande, accetta la commare per san Giovanni" che in ofenese, non si direbbe, ma rima.

Però ce n'era anche un'altra, di rima in dialetto, che a me piaceva di più:

A commare, a commare,
nen ze diceme male,
e se male se diceme
ajju 'nferno se ne jeme
ajju 'nferno co la mala ggente
chi ci va poi se ne pente

e a me quello che piaceva da matti era la constatazione che in fondo un commarato di san Giovanni si riduceva a un patto reciproco di non maldicenza, che per i tempi, secondo me, valeva di più di un trattato di campdavis.

E allora, leggendo da Valverde tutti i riti di san Giovanni di cui parla lei, mi è venuta in mente questa usanza e in fondo, gli amici praticamente parenti li ho e li ho invitati ad accompararci/ accommararci, del che hanno reagito con entusiasmo.

Da domani ho quindi una seconda commare Silvia (la prima, qualche anno fa, è stata la nipote della commare Silvia di mia nonna), una commare Marina, un compare Roberto e un compare Sebastiano, che comunque già mi chiamava commare per fatti suoi.

Per dire che i compari e le commari non sono mai abbastanza e chi per principio non battezza i figli, si arrangia come può. E i figli, adesso, dovranno imparare ad usare i titoli giusti.

Perché non sono intelligente come tutti gli altri?

Oggi ho avuto un'illuminazione sul perché la maestra (partente, il prossimo anno ne ha un'altra) di Orso mi faccia così poco sangue, pur non potendole oggettivamente rimproverare nulla, tranne il fatto che non ha ancora inquadrato mio figlio.

Mi dicevo: sarà la normale gelosia di madre nei confronti di chi non apprezza o capisce il tuo bambino, core mè, reprensibile quanto si vuole, ma succede, noi madri reagiamo in fondo di pancia.

Mi dicevo: mi sta antipatica perché proprio non capisce, anche se io cerco di spiegarglielo che tipo è Orso.

Mi dicevo: magari è troppo olandese e io troppo italiana e non ci capiamo proprio a livello concettuale.

Io faccio sempre lo stesso errore di mettere tutti al mio livello e cercare in me l'errore o il limite. Poi ogni tanto rinsavisco e mi dico: ma io ho a che fare con uno stupido, ecco perché.

Ora, bando alle convenzioni sociali e alle false modestie e a non voler avere l'aria antipatica ed arrogante di chi se la ricrede, perché secondo me chi arriva a leggermi regolarmente nel frattempo mi conosce, mi perdona, forse mi vuole anche un po' di bene e capisce che non è stronzaggine, ma un dato di fatto:

io gli stupidi non li capisco e mi ci prendo poco.

È un po' la dannazione dela mia vita, ci casco sempre. Il fatto è che parliamo lingue diverse, non è la cattiva volontà.

Ci ho proprio studiato sopra, eh, non è che me lo invento sui due piedi tanto per giustificare perché a me quella maestra lì sta antipatica. Il punto è che con la gente stupida non ci puoi ragionare, sono monolitici nelle loro convinzioni e tutto il resto è fatica sprecata.

Mi chiedo se ci siano strategie adatte a circuirli e fargli fare quello che vorrei io. Per dire, intanto mi pare che cerco di evitarli il più possibile. Se proprio ci ho a che fare è per motivi funzionali e si spera, di breve contatto. Qualcuno più furbo e intelligente di me è riuscito nel frattempo a sviluppare una propria personale strategia? Ci insegnate i trucchi pure a noi?

Tutto il discorso intelligenza/stupidità in questi giorni è saltato spesso fuori e in particolare mi ha costretta a pensarci Zauberei perché uno giustamente si chiede:

ma come è possibile che con tutte le cazzate che fa di continuo e che saltano fuori sempre più melmose e puzzolenti chi ha votato a Berlusconi ancora è convinto che sia il messia in terra che ci salverà tutti? Perché sono così monolitici in questa fiducia? Lo fanno perché lui è un genio della comunicazione?

Perché gli aquilani hanno creduto alle promesse elettorali e lo hanno votato? Per disperazione?

Perché il paese va a rotoli e ancora c'e gente che riesce a mettersi i paraocchi e ad accusare la sinistra? Perché abiamo la sinistra che abbiamo?

Perché la sinistra è così diabolicamente brava a fare complotti contro di lui, a influenzare tutta la stampa straiera in blocco e anche il cosiglio d'Europa e lo fa, invece di usare tutta le forze e abilità sopranaturali che ci vogliono semplicemente per andare al potere? Ma ci voglioo andare al potere o fanno la quinta colonna di Berlusca, che nel frattempo se li è comprati a forza di passera gratis per tutti, ma lo sapremo solo fra 50 anni?

Perché abbiamo la sinistra che abbiamo, e il centro che abbiamo e la destra che abbiamo?

Perché non ho la taglia 42 da almeno 30 anni?

Perché mi stanno venendo le rughe? Perché non organizzo un Botox party per il mio compleanno?

Perché non sono mediamente intelligente, perché non ho sposato uno stupido, perché ci riproduciamo nel più perfetto stile leggi di Mendel e perché non ho dei bambini come ne conosco pochi, dico la verità, che siano mediamente stupidi e non si annoino a scuola?

Ecco, delle volte ci sono delle domande che farei meglio a non farmi. Ho solo una risposta, la maestra del prossimo anno di Orso a pelle mi fa molta più simpatia. Spero solo sia una ragazza inteligente e capisca che lui si annoia a morte e che forse è il caso di dargli un libro interessante e abbandonarlo a sé stesso.

A me mi hanno ridotta così a forza di ripetermi che sono una bambina intelligente. Ad alcune mie amiche a cui dicevano continuamente quanto erano belle, ci è voluta l'età adulta per convincersi di essere brillanti.

Ci devo stare molto attenta con quello che ripeto ai miei figli.

domenica 21 giugno 2009

Weekend wireless


Crediamoci o no, ma abbiamo passato un wekend completamente wireless grazie a Peter e Graz, un'esperienza che potrebbe cambiarci la vita.

Procedendo con ordine, Graziella ed io ci conosciamo tramite blog e nell'ultimo annetto ci siamo scritte tanto, conosciute, sfogate, le solite cose, le sapete, no? coemfunziona tra blogger. E nel frattempo lei con il suo batavo sono anche venuti diverse volte in Olanda, imboscandosi in posti idilliaci, ma mai ad Amsterdam.

Finché stavolta, sapendola all'isola di Ameland, ci siamo buttate lì la solita cosa: ma perché non vieni con i bambini che ci sono anche i cani e si divertono, aspetta che lo dico al capo ma figurati se si libera, invece sarà la congiunzione astrale o cosa, il capo l'ha messo subito su outlook e praticamente era cosa fatta.

Secondo me, al di fuori delle vacanze canoniche e delle visite ai nonni, è davvero la prima volta che andiamo da qualche parte tutti insieme. e ci è piaciuto un sacco. A parte il traghetto, che ai bambini è piaciuto moltissimo.

Siamo andati a dormire con il faro che lanciava la sua luce intermittente sula parete della camera ("Bambini, contate quante volte gira"e mi sembrava di aver trovato lídea geniale per fargli contare le peore, invece sono poi scesi subito a dirci che lo avevano contato 160 volte, svegli come grilli).

Il giorno dopo abbiamo affittato le bici, siamo arrivati al faro, ci siamo saliti sopra ("È costato € 14" spiegava Ennio il pomeriggio alla signorina che ci vendeva la cartolina per la bisnonna, Oma-ma).

Poi siamo andati in spiaggia, un freddo becco che ho patito da matti, mentre i mostri nudi e crudi ("Ma tenete almeno la canottiera", macché) si rotolavano nella sabbia mentre io bevevo finto sidro sulla terrazza del Sunset, stabilimento balneare che nel menu del giorno aveva: il più bel tramonto di Ameland alle 22:15).

Però non siamo i soli che sono arrivati ad Ameland questo weekend: c'era una rassegna di cori marinareschi e un torneo di rugby.

Un po' l'avevamo capito sulla barca: prima abbiamo incorciato delle ragazze biondissime in maglia turchese dell'Università di Meinz. Poi un gruppo di olandesi cazzoni con maglie azzurre a paperelle gialle di gomma sopra che facevano un gran casino sul ponte superiore, ma di cui uno solo si era messo ad abbordare le bionde.

Poi è salita questa brass-band che mi dicevo, ma perché quel logo sulla grancassa (avevano la grancassa logomunita du un carrettino) mi è così familiare, perché era la banda di Roden, il paese dei nonni, e sai quante volte li ho visti suonare alla sfilata dei carri o sotto le feste vestiti da Sinterklaas o Babbo Natale.

Orso ed Ennio entusiasti, quando hanno cominciato a suonare, finalmente hanno smesso di andare sopra e sotto per il traghetto con la scusa della pipì (l'avrano fatta 6 o 7 volte in due). Orso poi è anche andato a dirgli: sai che a Roden ci abitano i miei nonni? Ma non mi dire, gli ha fatto il trombonista.

Poi quando hano attaccato Va pensiero Ennio in piedi su una panchina ha cominicato a dirigerli. a un altro pezzo dove la metà della squadra di cazzoni con le paparelle si è messa a fare la polonaise, ovvero il trenino, Orso si è unito senza colpo ferire e con enorme entusiasmo.

Il che mi fa temere che rischio di ritrovarmi un figlio da corporazione studentesca se non sto attenta.

Comunque sabato siamo entrati nel villaggio nel pomeriggio, per ritrovarci in mezzo alla rassegna. Ogni 100 metri, a ogni slargo avevano messo un palco su un rimorchio e da lì sopra i corsi si esibivano, mentre i colleghi, vestiti da marinai, da pirati, da signori di mezza età con sulla schiena della giacca Shanty choir Joure, sparapanzati sule terrazze all'aperto del paesetto aspettavano i proprio turno, con trobe, trombette, tamburi e grancasse ammucchiati in un angolo.

A un certo punto, mentre la band dei Likkebaarden si esibiva su uno slargo, il coro successivo già in posizione su un muretto, pieno di signore di mezza età con gonnellone scure a pieghe, corpetti, una parannanza rigatina di colori vari e tre organettiste con maglia a righe e pantaloni scuri, si è fatto prendere dall'entusiasmo per cui uno degli organetti si è messo a suonare lo stesso pezzo e tutte quelle sciure vintage si sono lanciate in un girotondo dondolando le gonnellone, che così abbiamo capito che l'unico capo di abbigliamento uniforme nell'uniforme del coro, era una giarrettiera rossa messa sopra i collant.

Poi dicono, la musica affratella.

Per miracolo abbiamo incontrato i nostri al tavolino di un caffé affolatissimo, insieme agli altri amici figliomuniti e ai nonni che ci raggiungevano per il weekend, ma Orso era in piena crisi da stanchezza, mancato gelato e svariate paturnie, per cui ci siamo diretti verso la casa, aperta come lo è stata tutti e tre i giorni che ci siamo stati.

Il consuntivo di questo weekend da parte dei figli è stato:
- Ameland è bellissima
- perché ci sono la spiaggia, il faro e le barchette di plastica da comprae che non abbiamo comprato
- Orso voleva restarci per i prossimi 5 anni
- il barbecue ci è piaciuto un sacco e lo vogliao rifare a casa
- la piscina coperta per bambini è una manosanta quando il cielo è nuvolo e il vento soffia forte
- però nel pomeriggio io e Graz ci siamo sparapanzate al sole nel terrazzo di casa e siccome avevo la minigonna, adesso ho una riga perfetta sull'incipiente abbronzatura.

e, miraculo miraculo, siccome conveniva lasciare la macchina a terra e prendere il traghetto a piedi, non ci siamo portati nessun computer.

Tutta vita, ve lo dico io.

E il capo non solo non è stato orso per niente ma ha concluso che Graziela e Peter sono tanto ma tanto carini, che è contento di averli conosciuti (inevitabile), il che mi fa ben sperare per l'invito di Mamikazen di cui al post precedente.

venerdì 19 giugno 2009

Progetti e consigli per le vacanze in Abruzzo

*** alla fine del post con i fatti miei vi indico alcune strutture, se volete andare in vacanza in Abruzzo, che conosco molto bene, in cui torno volentieri e che secondo me valgono tanto la pena. Tanto se possono fare il G8 all'Aquila, possiamo tutti farci le vacanze in Abruzzo nelle zone non colpite o meno colpite dal terremoto, che indipendentemente da questo sono comunque bellissime ****
Finalmente abbiamo un responso; il capo è riuscito a cambiare le ferie ed andiamo tutti insieme in macchina in Italia ai primi di luglio. poi lui torna su da solo carico di provviste ("Mamma, ma io voglio anche quei pomodori buonissimi nelle bottiglie" e su gentile richiesta di Ennio ci tocca fare i pomodori, ammesso di trovare quelli maturi la prima quindicina di luglio).

Noi invece restiamo a Tortoreto, dove ho vissuto la mia infanzia e adolescenza fino a che non me ne sono andata, e che solo adesso mi rendo conto che gran csa sia abitare a 50 mt. dalla spiaggia e potersi andare a fare il bagno di notte quando fa caldo e non riesci a dormire, allor ti alzi e vai.

Per il resto la vita da spiaggia mai fatta, i miei lavoravano tantissimo e a un certo punto hanno messo al lavoro anche noi, un giramento di palle che lèvati, ma magari mi ha formato il carattere.

Quindi ne approfitterò per vedermi con tutte le amiche che non vedo mai o vedo troppo di corsa, per chiedere a Franca se mi fa qualche lezione di piano ai bambini, tanto per capire se può piacergli prima di iscriverli per tutta l'annata a settembre, e per fare la madre al mare.

Nello specifico all'Antares, che con quella bella terrazza rialzata e coperta è freschissimo nelle ore più calde. E che sta vicino ai Bagni Irene, che sono pescatori di famiglia e quando verso le 14 mi viene voglia di una fritturina ruspante vado lì. Che né io né mia madre abbiamo mai fatto le madri al mare e forse, una volta, causa terremoto, ci tocca anche.

(Perché io, ovviamente, preferirei starmene ad Ofena quelle 3 settimane da sola con i bambini, a fare i pomodori, sistemarmi la casa, scrivere e andare in montagna, ma questa era una vita precedente e chissà se tornerà mai).

Che se mia madre non mi fa uscire pazza con la manfrina che i bambini alle 11 devono rientrare per mangiare (e io la dirotto all'Irene) e dormire (non lo hanno mai fatto) sennò si straniscono e intanto comincio a stranirmi io, ci faremo una bella vita anarchica da spiaggia e pace.

Il bello di avere un passato variegato è che ci sono tanti posti che puoi davvero e sinceramente considerare come tuoi, e forse il fatto di non avere più la casa di ofena come porto sicuro, mi costringe a ritrovare gli altri. E chissà, magari l'anno prossimo riesco persino ad andarmene a fare le vacanze nei boschi sui Tatra e a Cracovia, che in fondo le mie migliori vacanze da bambina erano proprio quelle.

Il bello delle vacanze è che quando le stai a progettare ti puoi inventare tanti mondi possibili. Poi alla fine i giorni e i soldi quelli sono, e tanto vale mettersi l'animo in pace. E goderseli per quello che sono, nel mio caso, una ricarica necessaria e pigra.

E dopo aver letto questo, anche se Tortoreto, lo dico persino io, è davvero un gran bel posto per passare le vacanze con i bambini, vi invito ad evitare come la peste il Campeggio Salinello (e glielo andrò a dire di persona) mentre vi raccomando i seguenti alberghi, gestiti da anni e benissimo da una famiglia che stimo e dove si sta da dio:

Giulianova:
Hotel Revel (Giovanni e Melissa, giovanissimi, che lo hanno aperto ques'anno, ma si sono abbondantemente fatti le ossa al campeggio di Alba Adriatica prima che chiudesse e al Mion negli anni in cui ci siamo andati noi)
Hotel Palace (Maria Laura, sorella di Giovanni)

Roseto
Hotel Mion G, (Anna, la madre dei suddetti) dove quella settimana all'anno degli scorsi tre anni ci hanno permesso di sopravvivere alle vacanze con i figli piccoli (solo adesso abbiamo il coraggio di andare in appartamento) riposandoci persino e dove comunque torneremo a trovare gli amici dell'animazione e a ballare la Baby-Dance e a giocare con Leo e Asia.

Non solo sono dei professionisti, hanno perso anche loro casa a Navelli con il terremoto, quindi non credo proprio che da loro succedano cose del genere.

Se poi invece volete stare più vicini a Campo Imperatore, che è una zona che amo, consiglio:

- Hotel e ristorante (dove si mangia benissimo) Monteselva
di Alessandra a Barisciano, proprio al bivio della SS 17, km. 52 + 100, perché d lì si sale subito a Santo Stefano di Sessanio (dove ci sono B&B e altre strutture che funzionano, ma io ho dormito solo da Sextantium in passato) e Campo Imperatore, ma potete andare anche a visitare Peltuinum, Castel Camponeschi, Bominaco, fontecchio, i vari borghi e tutto quello che c'è di visitabile in zona.

- Bed and Breakfast Abruzzo Segreto, di Francesca, a Navelli, che come dirò è un posto bellissimo di giorno, di notte, da sopra e da sotto.

- Aufinium, da Stefania, a Ofena, anche lì si mangia benissimo con i prodotti biologici (certificati) della sua fattoria.

Basta così? Io le vacanze in Abruzzo comunque ve le consiglio e soprattutto quest'anno, e magari dopo il G8. visto che i soldi per la ricostruzione non ci sono, chi ha delle aziende nel settore turistico e le fa funzionare molto bene da anni, non è giusto che venga doppiamente penalizzato. E nei posti dell'interno che vi cito ci sono stata durante il viaggio di due settimane fa e quindi sono stati controllati recentemente.

Cosa fare, dove andare e quando, se ho tempo, prima o poi ve lo metto qui ma ci sono già cose degli scorsi anni.

mercoledì 17 giugno 2009

Presentazione di Ennio

Il sistema scolastico olandese, fino all'università, è molto impostato sulle verifiche scritte. Per abituare i bambini a fare presentazioni orali quest'anno nel gruppo di Ennio si fanno le presentazioni individuali a tema libero.

Sulla porta sta appeso uno schema di giorni in cui prenotarsi (pare che la prima volta ce lo siamo scordati, io ribadisco che non ne sapevo niente, ma il 23 giugno gli tocca).

Un suo compagno per esempio l'ha fatto sugli squali. A Ennio ho suggerito di parlare di percussioni, visto che le studia, perché credo abbia tanto da dire. E altrimenti può sempre fargli sentire come fa il cha-cha-cha battendo sul banco.

Il capo si è subito visualizzato una presentazione in Power Point, che sono convinta scherzasse, ma con le deformazioni professionali non si sa mai. Pare che un bambino l'abbia davevro fatta, ma c'è voluto più tempo e se ne è andato più interesse alla parte tecnica, che ai contenuti. Inoltre forse il bambino ci aveva messo il 5% di suo. E non è questa l'idea.

Per avviarlo invece ho pensato di aiutarlo a definire gli argomenti, fare una traccia e poi farlo esercitare a dirlo ad alta voce, guardando il pubblico e non per terra (suggerimento della maestra) e insomma, tutti i soft skills necessari.

Oggi quindi mi sono fatta dire il nome delle percussioni che conosce e che usa a lezione e ne abbiamo cercato una foto su Internet, che gli ho messo su una pagina word. Il copiaincolla l'ha interessato un sacco, ma glielo spiego un'altra volta.

Poi abbiamo definito 5-6 argomenti:
perché le percussioni si chiamano così (perché per suonarle le picchi)
di che materiale è fatto un tamburo, di quali pezzi può essere composta una batteria ecc. ecc.

L'unica cosa che gli ho suggerito davvero io è stato a cosa servono le percussioni in un pezzo (il ritmo lo sapeva) ovvero che fanno da scheletro. Più che altro perché sapevo che gli sarebbe piaciuta la parola (infatti secondo me ha iniziato ad immaginarsi delle percussioni di ossa sbattute tra loro).

Adesso nel weekend glielo faremo raccontare. Graz, sei avvertita.