Da quel lunedi del 6 aprile, quando mia madre mi ha chiamata per dire che zia Vittoria era rimasta sotto la casa crollata ad Onna, ho pianto un momento in macchina con Berend e poi ho calato la saracinesca.
Sono stata in TV, alla radio, a raccontare com'è la mia zona, cosa aspettarsi, come stava andando. Lucida, tranquilla, con la voce ferma.
Da allora ho organizzato la serata di raccolta fondi sull'Abruzzo, ho raccontato e scritto a infinite persone che mi chiedevano come fosse andata com'era andata.
Leggo parlo, telefono, mi informo, so più cose di quelle che vorrei sapere su cosa sta succedendo davvero da quelle parti.
Poi oggi parlando con una mamma che non conoscevo, a una riunione di famiglie italiane a cui sono andata 3/4 d'ora 3 con Orso che recalcitrava, la saracinesca si è alzata un pochino.
Poi si è alzata ancora di più quando ho raccontato un po' di cose a Ruvy e Silvia, con cui stavamo concordando come devo muovermi ora che scendo per quanto riguarda i contatti per consegnare le donazioni.
Flavia me l'ha pure detto ieri, che adesso che scendo sarà un bel botto. Lo so. Ma non posso continuare a nascondere la testa sotto la sabbia.
E so già che comunque vada, qualunque cosa faremo, con la fondazione per dare dall'Olanda l'aiuto che possiamo, o con il libro, ci saranno un gruppo di persone, alcune le conosciamo già, che staranno a puntae il dito, a dire che i soldi ce li siamo intascati noi, che io non ho diritto di raccontare quello che voglio raccontare, visto che non sono poi veramente di quelle parti, non ci abito e scrivo cazzate.
Va bene. Come dicono gli olandesi, dat heb ik er voor over, letteralmente: per questa cosa, quello che voglio metterci di mio dentro mi avanza comunque tanto vale mettercelo. è sempre meglio che non mettercelo.
A me basta che prima o poi la saracinesca venga tutta su, che io possa piangere quello che ho da piangerci, e poi la vita va avanti, e, in genere, a crederci e a fare, la vita porta sempre qualcosa di buono.
Uno si chiede perché il buono non possa venire anche gratis, ma questo, è uno dei misteri della vita.
domenica 17 maggio 2009
Which Goddess are you?
| Which Goddess are you? |
| Your Result is: ATHENA Goddess of war and wisdom. You are an artist by nature and can be depended in times of hardship. A great fighter of justice and surely a “Papa’s girl” Take Which Goddess are you? |
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sabato 16 maggio 2009
Baci fugaci
Uno dice, salutarsi con un bacetto sulla guancia, che sarà mai? A parte che al mio matrimonio non ci ho azzeccato con nessuno: gli italiani si baciano due volte da sinistra a destra, gli olandesi tre ma da destra a sinistra (o sono le direzioni contrarie?), i polacchi e i francesi 4 volte, gli inglesi non bacerebbero ma ai matrimoni in Italia gli tocca. Io mi sono confusa SEMPRE, che devo dire?
Poi c'è un'altra differenza: gli olandesi non si baciano fissi per salutarsi, ma solo se davvero non ti vedono da un sacco di tempo, e lì abbondano. Un'amica che vedi tutti i giorni o quasi, le urli un saluto a distanza, e poi ti avvicini, non la baci. In Italia magari le darei un bacetto solo, ma lo farei.
Poi frequentando gli italiani gli olandesi ci prendono gusto e ti baciano sempre e comunque e ogni volta da tre lati, e ogni volta io istintivamente inizio dal lato sbagliato e ci scontriamo nasi e occhiali. Che fatica, dio mio.
Io certe volte, specie se son gruppi che devo salutare, mi alzo, agito la mano, dico: consideratevi baciati, e me ne vado.
E pensare che di mio sarei tanto baciosa e coccolosa, ma la vita e le pippe mentali mi inibiscono. Per esempio in Olanda, per anni sono stata eccessivamente formale, che non sapevo mai se e quando ci si può considerare in kissing terms con qualcuno.
La mia amica Anna mi ha tolto il dubbio: lei saluta baciando tutti, amici, parenti, semplici conoscenti, corsisti, dicendo: chissenefrega, tanto sono italiana. Lo faccio anch'io adesso.
Così oggi mi sono baciata con tre persone che non conoscevo: con la mamma russa dell'amichetto di Orso, che era stato invitato al compleanno. Entro, lo consegno, mi scuso che non posso restare che sono parcheggiata di traverso e mi aspettano altrove e già che ci siamo ci baciamo tre volte, con il chissenefrega mio e il: bacio russo-italiano che dice lei. Mi piace proprio questa donna, anche se la vedo per la seconda volta in vita mia.
Poi sono andata alla giornata a porte aperte di Wine Masters, due ragazze che organizzano eventi, assaggi e cose varie su cibo e vino. Cercavano sommelier donna, gli avevo mandato un curriculum, per due volte sfighe varie ci hanno impedito di conoscerci e mi sono detta: oggi o mai più.
Ci siamo dette tre parole, assaggiato vini, poi siccome entravano persone varie le ho lasciate e con Corria ci siamo spontaneamente baciate tre volte. Cosa che per gli olandesi è strana, per me un attimo pure che sul lavoro sono sempre tanto formale, ma secondo me ci siamo piaciute.
Alla fine sono scappata via perché dopo mesi di bloggaggio reciproco, con Giulio siamo riusciti a combinare per un caffé e anche lì, che ho deciso che i blogger li bacio al volo quando per una volta mi capitano tra le grinfie dal vivo.
E ultimamente ho deciso di perdere tutti i freni inibitori, e un amico di passaggio, che incontro sempre alle varie feste, concerti ecc., che è una gran bella persona e soprattutto mi fa tanto senso di coccole, ultimamente se lo vedo lo inseguo per sbaciucchiarmelo sulle guancette. Finché non si fidanza, io ne approfitto.
Poi c'è un'altra differenza: gli olandesi non si baciano fissi per salutarsi, ma solo se davvero non ti vedono da un sacco di tempo, e lì abbondano. Un'amica che vedi tutti i giorni o quasi, le urli un saluto a distanza, e poi ti avvicini, non la baci. In Italia magari le darei un bacetto solo, ma lo farei.
Poi frequentando gli italiani gli olandesi ci prendono gusto e ti baciano sempre e comunque e ogni volta da tre lati, e ogni volta io istintivamente inizio dal lato sbagliato e ci scontriamo nasi e occhiali. Che fatica, dio mio.
Io certe volte, specie se son gruppi che devo salutare, mi alzo, agito la mano, dico: consideratevi baciati, e me ne vado.
E pensare che di mio sarei tanto baciosa e coccolosa, ma la vita e le pippe mentali mi inibiscono. Per esempio in Olanda, per anni sono stata eccessivamente formale, che non sapevo mai se e quando ci si può considerare in kissing terms con qualcuno.
La mia amica Anna mi ha tolto il dubbio: lei saluta baciando tutti, amici, parenti, semplici conoscenti, corsisti, dicendo: chissenefrega, tanto sono italiana. Lo faccio anch'io adesso.
Così oggi mi sono baciata con tre persone che non conoscevo: con la mamma russa dell'amichetto di Orso, che era stato invitato al compleanno. Entro, lo consegno, mi scuso che non posso restare che sono parcheggiata di traverso e mi aspettano altrove e già che ci siamo ci baciamo tre volte, con il chissenefrega mio e il: bacio russo-italiano che dice lei. Mi piace proprio questa donna, anche se la vedo per la seconda volta in vita mia.
Poi sono andata alla giornata a porte aperte di Wine Masters, due ragazze che organizzano eventi, assaggi e cose varie su cibo e vino. Cercavano sommelier donna, gli avevo mandato un curriculum, per due volte sfighe varie ci hanno impedito di conoscerci e mi sono detta: oggi o mai più.
Ci siamo dette tre parole, assaggiato vini, poi siccome entravano persone varie le ho lasciate e con Corria ci siamo spontaneamente baciate tre volte. Cosa che per gli olandesi è strana, per me un attimo pure che sul lavoro sono sempre tanto formale, ma secondo me ci siamo piaciute.
Alla fine sono scappata via perché dopo mesi di bloggaggio reciproco, con Giulio siamo riusciti a combinare per un caffé e anche lì, che ho deciso che i blogger li bacio al volo quando per una volta mi capitano tra le grinfie dal vivo.
E ultimamente ho deciso di perdere tutti i freni inibitori, e un amico di passaggio, che incontro sempre alle varie feste, concerti ecc., che è una gran bella persona e soprattutto mi fa tanto senso di coccole, ultimamente se lo vedo lo inseguo per sbaciucchiarmelo sulle guancette. Finché non si fidanza, io ne approfitto.
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venerdì 15 maggio 2009
Sarò ballerina...
... era il titolo di un libro che aveva in casa Sabrina da piccola, che poi l'accademia di danza l'ha pure fatta. Io invece ci andavo a danza perché mi iscrivevano, ma ho sempre saputo di non essere il tipo. E non mi è mi mancata.
Si vede che è l'aria, che oggi pure Zauberei ci ha ricordato un passato alla sbarra , ma Orso giorni fa ha dichiarato:
"Io non sono affatto una femmina, vero mamma? Io sono un maschio"
e vuoi che la mamma a 5 anni non concordi? che l'identità di genere è una brutta bestia e meglio è risolversela subito.
"Le femmine vanno a balletto" mi ha spiegato.
Al che mi è venuto un dubbio.
Poi per puro caso sul nostro settimanale ho beccato una foto di una classe russa di balletto, con 5 femmine in tutù rosa e due maschi in maglietta e calzoncini e l'aria da fighi e gliel'ho fatta vedere.
"Secondo me i più bravi sono i maschi" afferma.
Questo è il mio figlio delle affermazioni categoriche.
Hmmmmm. Già il padre dell'amichetto Samuel mi ha proposto, con molte ellissi che è un signore distinto ed educato ma in qualche modo con entrambi i genitori di Samuel ci prendiamo tanto e li devo invitare a cena appena ho una cucina, se Ennio ha voglia e se noi siamo d'accordo, cioè, non per interferire, ma visto che Samuel il mercoledi va a calcio, lui è disposto a portarci pure Ennio.
L'avrei baciato, che io lo so che Ennio ama il calcio e io prima o poi dovevo trovargli qualcosa, ma andarci tutte le settimane nun n'ja fò manco questa. Risolta.
E giusto giusto la motivavo al capo dicendogli: allora il mercoledi cerco un corso di nuoto per Orso (anche se so che con le liste d'attesa dura un annetto prima che ci si arriva).
Adesso mi viene in mente un'alternativa: ma le liste d'attesa sono pure peggio. Però forse per i maschi hanno una corsia preferenziale. Le quote azzurre, diciamo. Io gliela propongo. Sarà ballerino se vuole. Male che va, di street dance, va, anche se non lo vedo a strizzarsi il cavallo dei pantaloni come mossa coreografica.
Si vede che è l'aria, che oggi pure Zauberei ci ha ricordato un passato alla sbarra , ma Orso giorni fa ha dichiarato:
"Io non sono affatto una femmina, vero mamma? Io sono un maschio"
e vuoi che la mamma a 5 anni non concordi? che l'identità di genere è una brutta bestia e meglio è risolversela subito.
"Le femmine vanno a balletto" mi ha spiegato.
Al che mi è venuto un dubbio.
Poi per puro caso sul nostro settimanale ho beccato una foto di una classe russa di balletto, con 5 femmine in tutù rosa e due maschi in maglietta e calzoncini e l'aria da fighi e gliel'ho fatta vedere.
"Secondo me i più bravi sono i maschi" afferma.
Questo è il mio figlio delle affermazioni categoriche.
Hmmmmm. Già il padre dell'amichetto Samuel mi ha proposto, con molte ellissi che è un signore distinto ed educato ma in qualche modo con entrambi i genitori di Samuel ci prendiamo tanto e li devo invitare a cena appena ho una cucina, se Ennio ha voglia e se noi siamo d'accordo, cioè, non per interferire, ma visto che Samuel il mercoledi va a calcio, lui è disposto a portarci pure Ennio.
L'avrei baciato, che io lo so che Ennio ama il calcio e io prima o poi dovevo trovargli qualcosa, ma andarci tutte le settimane nun n'ja fò manco questa. Risolta.
E giusto giusto la motivavo al capo dicendogli: allora il mercoledi cerco un corso di nuoto per Orso (anche se so che con le liste d'attesa dura un annetto prima che ci si arriva).
Adesso mi viene in mente un'alternativa: ma le liste d'attesa sono pure peggio. Però forse per i maschi hanno una corsia preferenziale. Le quote azzurre, diciamo. Io gliela propongo. Sarà ballerino se vuole. Male che va, di street dance, va, anche se non lo vedo a strizzarsi il cavallo dei pantaloni come mossa coreografica.
giovedì 14 maggio 2009
Neopadre 4: quando nasce un padre?
Quella che vorrei condividere stavolta è una cosa bellissima, quando gliela raccontavo neopadre 3 si è tutto entusiasmato. Si tratta dell'Haptonomia, che per noi ha rappresentato un modo eccezionale per accogliere i bambini e insegnargli a riconoscere il padre ben da prima che venissero fuori, e per Berend un modo tangibile, fisico e terra terra per entrare nel ruolo di padre così come ne avevo bisogno io.
Ma siccome è un discorso che necessità di un paio di premesse, per ora faccio queste e l'haptonomia ve la scodello in una puntata a parte. Ricordate il nome, come direbbe Lucarelli, che poi ce lo ritroviamo.
E in un certo senso, vorrei rispondere con questo, e inglobare nel discorso, anche le considerazioni che fanno a proposito della loro paternità Desian e Impromptu.
Desian parla molto giustamente e rivendica per i padri la dimensione emotiva e affettiva, che l'educazione di un paio di generazioni fa negava ai maschi, specialmente in materia di bambini.
Allora, noi femmine che ci stressano per l'invidia del pene, abbiamo una contropartita quando restiamo incinte: l'invidia della pancia. Che la pancia come simbolo, icona e monumento alla maternità ci sta tutta e chi lo nega me la deve spiegare molto bene.
Il padre no. Non ha un simbolo, monumento o icona della paternità e quindi se la deve costruire tutta. E mancando il coté fisico, se la fa tutta mentalmente. Ovvero, siamo al capitolo delle pippe mentali del neopadre.
Cioè, il neopadre si fa tutte le pippe mentali (e forse anche di più) della neomadre, non avendo neanche all'inizio la distrazione delle nausee che poi ci tornerò sopra una volta. Il neopadre comincia ad avere una spada di Damocle molto specifica sulla testa: è un padre e come tale deve provvedere alla famiglia. Che è a volte anche una scorciatoia molto comoda e umana per non interrogarsi troppo, in questa fase, su come riempire materialmente il proprio ruolo di padre.
Lo dico sempre che questa cosa non va sottovalutata, perché il neopadre futurizza e quantifica tutto, quindi sente di assolvere al proprio dovere umano, familiare e sociale solo se è in grado di sopperire ai bisogni materiali della famiglia. In tempi di crisi e precariato può anche diventare un train of thoughts pericoloso.
È inoltre una strada pericolosa, perché da un lato nasce dall'invidia della panza, ovvero oggettivare la propria nuova situazione di neopadre. Dall'altro è un bisogno, che, sembra strano, alla neomadre fa un baffo.
La neomadre in questo momento e nel prossimo paio d'anni almeno ha bisogno di qualcuno accanto con cui condividere le proprie pippe mentali ed esserne rassicurata.
Oltre a qualcuno che le sappia massaggiar via i crampi al polpaccio, che la rassicuri che non sarà l'unica ad alzarsi di notte per i prossimi tre anni, che potrà anche delegare la ricerca di babysitter (no, scusate com'è che quando è un impegno lavorativo mio, la babysitter la cerco io, e quando lo è del capo, sempre io la cerco, che lui non sa manco come si potrebbe chiamare?) e altre cosette, che poi è vero che le madri a volte sono loro che non mollano la presa su queste cose, ma solo perché 9 mesi di gravidanza le hanno convinte che fanno bene a non fidarsi.
E che il neopadre è affidabile e sarà lì (possibilmente senza svenire e tirar su di sé tutta l'attenzione sanitaria) al momento supremo, per tenerla per mano e passarci in due per questa esperienza, che le ricordi com'è che si respira quando nel momento di panico si scorda come si fa e sa che sta facendo la cosa sbagliata e peggiora tutti, ma da sola non ne esce e il padre deve prenderla per le spalle e farle " Fai come me: ff ff ff ff ff ff ff" (dicono di trovarsi una rima che ti ricordi per forza con cui darti il ritmo, suggerisco "tan-to-va-la-gat-tal-la-rdo" che secondo me ce la ricordiamo tutti, specie se pensiamo alla circostanza) per ricordarle come respirare.
E deve dirle che è bravissima, e che va tutto bene, e di non preoccuparsi che lì c'è anche lui, e che se fanno qualcosa che non le va chiama il 112 - mettetevi d'accordo prima of course su cosa.
Il marito della mia amica, in uno di quei travagli lunghissimi sui cui particolari di bassa macelleria la vulgata ama diffondersi, a un certo punto si è imposto: piantiamola col mito del parto naturale, fate qualcosa o chiamo la polizia, che lui conosce la sua polla e sa che per sé nn chiede mai niente, ma a quel punto il suo occhio esercitato aveva capito che era ora di parlare lui per lei. E hanno tirato fuori la ventosa e cacciato fuori la belvetta. Solo per quello nei successivi 10 anni la moglie gli ha perdonato cose per cui io lo avrei messo alla porta, ma questo è un altro discorso.
durante il parto sarete lì, nell'altro momento topico, quello in cui la neomadre nei modi e nelle formulazioni che le sono più congeniali si chiede chi mai glieloha fatto fare e mai più e voglio tornare indietro, e sa che non si può e che è il momento di bere l'amaro calice fino in fondo. È un momento della verità tremendo ed è bene esser lì a sostenerla, e se del caso, farsi insultare anche pesantemente come causa prima dell'inguacchio.
Altro che conteggiare BOT, CCT ed altri asset per capire se io, uomo e padre, sono in grado di provvedere alla mia famiglia. Massaggi ed autocontrollo,questo ci richiede la neomadre.
Però intendiamoci, avete anche voi neopadri un tot di mesi per creare nella madre la certezza che sarete li nel momento del bisogno e ci sarete secondo i suoi bisogni, non i vostri.
Poi nei momenti morti contattate tranquillamente tutti i cacciatori di teste che volete, il vostro private banker, fate business plan, organizzatevi la carriera, quello che vi pare, ma non fatelo capire a lei.
Ieri notte, che abbiamo fatto le 3, l'ho spiegato a neopadre 3 con cuistiamo mettendo in piedi il progetto finora più bello della nostra carriere, e dobbiamo assentarci preferibilmente per due settimane, sapendo che non ci sono, e mentre contavano e conteggiavamo e facevamo piani B e guardavamo i siti di Ryanair e Transavia, lui ha provato a dire alla neomamma, sul divano con il gatto:
Senti amore, ma se all'ecografia ci vai con tua madre?
L'ho recuperato al volo per la collottola, dicendo che era assolutamente fuori discussione, che saremmo partiti dopo l'ecografia a rischio di divorzio con il capo a cui scodello i figli in giorate impossibili e che se si azzardava a farlo avrebbe ricominicato a far sesso dopo tre svezzamenti, senza che né lui né lei capissero che sarebbe dipeso da questo. Che nel frattempo, come canterebbe Madonna (ai miei tempi)
...I've learned my lesson well,
so I live to tell
the secrets I have learnt...
E non venite a dirmi che non vi avevo avvertito.
AVVERTENZA: LA LETTURA DI QUANTO SEGUE È VIETATA A DONNE INCINTE FINO ALL'INGRESSO A SCUOLA DELL'ULTIMO FIGLIO CHE INTENDONO FARE. LEGGERLO PRIMA PUÒ CAUSARE GRAVI DANNI ALLE VOSTRE INTENZIONI DI RIPRODURVI, MA POI PASSA TUTTO.
Non per fare del terrorismo, ma solo perché è una cosa che sappiamo benissimo ma preferiamo talmente non pensarci, che ce la scordiamo: di parto si può ancora morire. Non molto, ma è una statistica reale e presente, fortunatamente ai giorni nostri molto bassa.
Consoliamoci, è molto più vero il contrario: il parto va quasi sempre bene, se non benissimo. Se ne esce più forti, più consapevoli, più ricchi come esseri umani e come coppia, basta non raccontarsi cazzate in proposito. E la natura vede e provvede ed è molto più furba di noi, altrimenti da un pezzo che ci eravamo estinti.
È un evento naturale, non va medicalizzato se non è necessario ecc. ecc, ma in ogni gravidanza, anche la migliore, quel pensiero della signora con la falce appostata dietro l'angolo c'è in ogni momento, o proiettato sul bambino o su di noi, ed è talmente spaventoso che non osiamo manco formularlo. Preferiamo le villocentesi, le ecografie, le epidurali, il cesareo, pur di non pensarci.
Un padre lo deve sapere, che la nostra ossessione impronunciabile è questa e fare da barriera. Siete voi quelli logici e razionali quando dovete convincerci di cazzate che vanno contro ogni nostra premonizione viscerale? Bene, è il momento di farlo, i razionali. Adesso. E solo adesso e in poche altre eccezioni.
Anche se sa benissimo anche lui che c'è, deve questa volta fare l'uomo: logico, rassicurante, prendere sul serio le paturnie dela neomadre allo scopo di fugarle, anche se a volte è costretto a mentire.
Questa è la cosa fondamentale di cui la neomadre ha bisogno, per lei cose triviali come avrò un lavoro l'anno prossimo, come darò da mangiare ai miei figli, sono domande teoriche ed inutili in questo momento. E pensateci da quest'ottica, se la controparte è la morte, hanno pure ragione.
Adesso l'ho detto, dimenticatevelo e soprattutto non parlatene mai alla mamma. Però tenetene conto.
Ora, se tanto mi dà tanto, cominicare fin dall'inzio della gravidanza a capire un pelo come funzionano i processi logici di una neomadre secondo me è un passo bellissimo per immedesimarvi, ma non a chiacchiere, proprio anima e corpo, in quella che è la gravidanza. La vostra.
Appena vi parlerò dell'Haptonomia, capirete meglio anche come metterla in pratica questa cosa, ma siccome viene meglio dal quinto mese in su, fra un po' parlo anche di altre cose. Che a noi l'invidia della pancia ci fa un baffo. Quasi come quella del pene. Perché se le cose si vivono insieme, cosa ci sarà mai da invidiare all'altro/a?
Ma siccome è un discorso che necessità di un paio di premesse, per ora faccio queste e l'haptonomia ve la scodello in una puntata a parte. Ricordate il nome, come direbbe Lucarelli, che poi ce lo ritroviamo.
E in un certo senso, vorrei rispondere con questo, e inglobare nel discorso, anche le considerazioni che fanno a proposito della loro paternità Desian e Impromptu.
Desian parla molto giustamente e rivendica per i padri la dimensione emotiva e affettiva, che l'educazione di un paio di generazioni fa negava ai maschi, specialmente in materia di bambini.
Allora, noi femmine che ci stressano per l'invidia del pene, abbiamo una contropartita quando restiamo incinte: l'invidia della pancia. Che la pancia come simbolo, icona e monumento alla maternità ci sta tutta e chi lo nega me la deve spiegare molto bene.
Il padre no. Non ha un simbolo, monumento o icona della paternità e quindi se la deve costruire tutta. E mancando il coté fisico, se la fa tutta mentalmente. Ovvero, siamo al capitolo delle pippe mentali del neopadre.
Cioè, il neopadre si fa tutte le pippe mentali (e forse anche di più) della neomadre, non avendo neanche all'inizio la distrazione delle nausee che poi ci tornerò sopra una volta. Il neopadre comincia ad avere una spada di Damocle molto specifica sulla testa: è un padre e come tale deve provvedere alla famiglia. Che è a volte anche una scorciatoia molto comoda e umana per non interrogarsi troppo, in questa fase, su come riempire materialmente il proprio ruolo di padre.
Lo dico sempre che questa cosa non va sottovalutata, perché il neopadre futurizza e quantifica tutto, quindi sente di assolvere al proprio dovere umano, familiare e sociale solo se è in grado di sopperire ai bisogni materiali della famiglia. In tempi di crisi e precariato può anche diventare un train of thoughts pericoloso.
È inoltre una strada pericolosa, perché da un lato nasce dall'invidia della panza, ovvero oggettivare la propria nuova situazione di neopadre. Dall'altro è un bisogno, che, sembra strano, alla neomadre fa un baffo.
La neomadre in questo momento e nel prossimo paio d'anni almeno ha bisogno di qualcuno accanto con cui condividere le proprie pippe mentali ed esserne rassicurata.
Oltre a qualcuno che le sappia massaggiar via i crampi al polpaccio, che la rassicuri che non sarà l'unica ad alzarsi di notte per i prossimi tre anni, che potrà anche delegare la ricerca di babysitter (no, scusate com'è che quando è un impegno lavorativo mio, la babysitter la cerco io, e quando lo è del capo, sempre io la cerco, che lui non sa manco come si potrebbe chiamare?) e altre cosette, che poi è vero che le madri a volte sono loro che non mollano la presa su queste cose, ma solo perché 9 mesi di gravidanza le hanno convinte che fanno bene a non fidarsi.
E che il neopadre è affidabile e sarà lì (possibilmente senza svenire e tirar su di sé tutta l'attenzione sanitaria) al momento supremo, per tenerla per mano e passarci in due per questa esperienza, che le ricordi com'è che si respira quando nel momento di panico si scorda come si fa e sa che sta facendo la cosa sbagliata e peggiora tutti, ma da sola non ne esce e il padre deve prenderla per le spalle e farle " Fai come me: ff ff ff ff ff ff ff" (dicono di trovarsi una rima che ti ricordi per forza con cui darti il ritmo, suggerisco "tan-to-va-la-gat-tal-la-rdo" che secondo me ce la ricordiamo tutti, specie se pensiamo alla circostanza) per ricordarle come respirare.
E deve dirle che è bravissima, e che va tutto bene, e di non preoccuparsi che lì c'è anche lui, e che se fanno qualcosa che non le va chiama il 112 - mettetevi d'accordo prima of course su cosa.
Il marito della mia amica, in uno di quei travagli lunghissimi sui cui particolari di bassa macelleria la vulgata ama diffondersi, a un certo punto si è imposto: piantiamola col mito del parto naturale, fate qualcosa o chiamo la polizia, che lui conosce la sua polla e sa che per sé nn chiede mai niente, ma a quel punto il suo occhio esercitato aveva capito che era ora di parlare lui per lei. E hanno tirato fuori la ventosa e cacciato fuori la belvetta. Solo per quello nei successivi 10 anni la moglie gli ha perdonato cose per cui io lo avrei messo alla porta, ma questo è un altro discorso.
durante il parto sarete lì, nell'altro momento topico, quello in cui la neomadre nei modi e nelle formulazioni che le sono più congeniali si chiede chi mai glieloha fatto fare e mai più e voglio tornare indietro, e sa che non si può e che è il momento di bere l'amaro calice fino in fondo. È un momento della verità tremendo ed è bene esser lì a sostenerla, e se del caso, farsi insultare anche pesantemente come causa prima dell'inguacchio.
Altro che conteggiare BOT, CCT ed altri asset per capire se io, uomo e padre, sono in grado di provvedere alla mia famiglia. Massaggi ed autocontrollo,questo ci richiede la neomadre.
Però intendiamoci, avete anche voi neopadri un tot di mesi per creare nella madre la certezza che sarete li nel momento del bisogno e ci sarete secondo i suoi bisogni, non i vostri.
Poi nei momenti morti contattate tranquillamente tutti i cacciatori di teste che volete, il vostro private banker, fate business plan, organizzatevi la carriera, quello che vi pare, ma non fatelo capire a lei.
Ieri notte, che abbiamo fatto le 3, l'ho spiegato a neopadre 3 con cuistiamo mettendo in piedi il progetto finora più bello della nostra carriere, e dobbiamo assentarci preferibilmente per due settimane, sapendo che non ci sono, e mentre contavano e conteggiavamo e facevamo piani B e guardavamo i siti di Ryanair e Transavia, lui ha provato a dire alla neomamma, sul divano con il gatto:
Senti amore, ma se all'ecografia ci vai con tua madre?
L'ho recuperato al volo per la collottola, dicendo che era assolutamente fuori discussione, che saremmo partiti dopo l'ecografia a rischio di divorzio con il capo a cui scodello i figli in giorate impossibili e che se si azzardava a farlo avrebbe ricominicato a far sesso dopo tre svezzamenti, senza che né lui né lei capissero che sarebbe dipeso da questo. Che nel frattempo, come canterebbe Madonna (ai miei tempi)
...I've learned my lesson well,
so I live to tell
the secrets I have learnt...
E non venite a dirmi che non vi avevo avvertito.
AVVERTENZA: LA LETTURA DI QUANTO SEGUE È VIETATA A DONNE INCINTE FINO ALL'INGRESSO A SCUOLA DELL'ULTIMO FIGLIO CHE INTENDONO FARE. LEGGERLO PRIMA PUÒ CAUSARE GRAVI DANNI ALLE VOSTRE INTENZIONI DI RIPRODURVI, MA POI PASSA TUTTO.
Non per fare del terrorismo, ma solo perché è una cosa che sappiamo benissimo ma preferiamo talmente non pensarci, che ce la scordiamo: di parto si può ancora morire. Non molto, ma è una statistica reale e presente, fortunatamente ai giorni nostri molto bassa.
Consoliamoci, è molto più vero il contrario: il parto va quasi sempre bene, se non benissimo. Se ne esce più forti, più consapevoli, più ricchi come esseri umani e come coppia, basta non raccontarsi cazzate in proposito. E la natura vede e provvede ed è molto più furba di noi, altrimenti da un pezzo che ci eravamo estinti.
È un evento naturale, non va medicalizzato se non è necessario ecc. ecc, ma in ogni gravidanza, anche la migliore, quel pensiero della signora con la falce appostata dietro l'angolo c'è in ogni momento, o proiettato sul bambino o su di noi, ed è talmente spaventoso che non osiamo manco formularlo. Preferiamo le villocentesi, le ecografie, le epidurali, il cesareo, pur di non pensarci.
Un padre lo deve sapere, che la nostra ossessione impronunciabile è questa e fare da barriera. Siete voi quelli logici e razionali quando dovete convincerci di cazzate che vanno contro ogni nostra premonizione viscerale? Bene, è il momento di farlo, i razionali. Adesso. E solo adesso e in poche altre eccezioni.
Anche se sa benissimo anche lui che c'è, deve questa volta fare l'uomo: logico, rassicurante, prendere sul serio le paturnie dela neomadre allo scopo di fugarle, anche se a volte è costretto a mentire.
Questa è la cosa fondamentale di cui la neomadre ha bisogno, per lei cose triviali come avrò un lavoro l'anno prossimo, come darò da mangiare ai miei figli, sono domande teoriche ed inutili in questo momento. E pensateci da quest'ottica, se la controparte è la morte, hanno pure ragione.
Adesso l'ho detto, dimenticatevelo e soprattutto non parlatene mai alla mamma. Però tenetene conto.
Ora, se tanto mi dà tanto, cominicare fin dall'inzio della gravidanza a capire un pelo come funzionano i processi logici di una neomadre secondo me è un passo bellissimo per immedesimarvi, ma non a chiacchiere, proprio anima e corpo, in quella che è la gravidanza. La vostra.
Appena vi parlerò dell'Haptonomia, capirete meglio anche come metterla in pratica questa cosa, ma siccome viene meglio dal quinto mese in su, fra un po' parlo anche di altre cose. Che a noi l'invidia della pancia ci fa un baffo. Quasi come quella del pene. Perché se le cose si vivono insieme, cosa ci sarà mai da invidiare all'altro/a?
Smart Project
... Non è una nuova droga sintetica, ma un nuovo spazio culturale dietro l'Overtoom ad Amsterdam.
Situato nel vecchio padiglione di Patologia anatomica dell'ex- ospedale Wilhelmina Gasthuis, da parecchi anni rinnovatosi come atelier ed uffici, è un posto incredibile.
Ha una fantastica sala per cinema e performance, che ospita fissa una compagnia di danza, ma anche spettacoli e film. Una saletta da 40 posti per proiezioni in intimità, un atrio, sala-congressi, sale prova e uffici di organizzazioni culturali, una grande galleria d'arte e un caffé-ristorante bellissimo, con decorazioni colorate in colori freschi alle pareti, finestroni enormi e lampade dei vecchi laboratori.
Abbiamo bevuto al grande tavolo verde, sotto le vecchie lampade operatorie, e parlato con Chris, il ragazzo italiano che si occupa della programmazione dei film e che ha messo su anche un programma di cinema italiano.
Un'altra caratteristica dello Smart sono le cene a tema con film e la prossima sarà Chocolat, di cui sottoscrivo al volo il nome di theobroma, che per me è un alimento assolutamente divino.
L'unico appunto che devo fare al sito, è che per trovare l'indirizzo si fatica, quindi ve lo metto io: Arie Biemondstraat 101-111, all'angolo con la Nicolaas Beetstraat.
Tutti i dettagli li trovate qui
Situato nel vecchio padiglione di Patologia anatomica dell'ex- ospedale Wilhelmina Gasthuis, da parecchi anni rinnovatosi come atelier ed uffici, è un posto incredibile.
Ha una fantastica sala per cinema e performance, che ospita fissa una compagnia di danza, ma anche spettacoli e film. Una saletta da 40 posti per proiezioni in intimità, un atrio, sala-congressi, sale prova e uffici di organizzazioni culturali, una grande galleria d'arte e un caffé-ristorante bellissimo, con decorazioni colorate in colori freschi alle pareti, finestroni enormi e lampade dei vecchi laboratori.
Abbiamo bevuto al grande tavolo verde, sotto le vecchie lampade operatorie, e parlato con Chris, il ragazzo italiano che si occupa della programmazione dei film e che ha messo su anche un programma di cinema italiano.
Un'altra caratteristica dello Smart sono le cene a tema con film e la prossima sarà Chocolat, di cui sottoscrivo al volo il nome di theobroma, che per me è un alimento assolutamente divino.
L'unico appunto che devo fare al sito, è che per trovare l'indirizzo si fatica, quindi ve lo metto io: Arie Biemondstraat 101-111, all'angolo con la Nicolaas Beetstraat.
Tutti i dettagli li trovate qui
mercoledì 13 maggio 2009
Come votare per le Europee dai Paesi Bassi
CONSOLATO GENERALE D’ITALIA IN AMSTERDAM
ELEZIONI DEI MEMBRI DEL PARLAMENTO EUROPEO SPETTANTI ALL’ITALIA
COMUNICATO
I cittadini italiani residenti nei Paesi Bassi potranno esprimere il loro voto per i candidati italiani al Parlamento Europeo venerdì 5 giugno dalle ore 17.00 alle 22.00 e sabato 6 giugno 2009 dalle ore 8.30 alle 20.00. Le schede votate saranno poi trasportate in Italia per il successivo scrutinio che avrà luogo domenica 7 giugno, insieme ai voti espressi dai connazionali residenti in Italia. Per esercitare il loro diritto gli elettori italiani residenti nei Paesi Bassi potranno recarsi presso le sezioni elettorali istituite da questo Consolato Generale. Gli elettori iscritti nell’elenco elettorale riceveranno a casa il certificato elettorale con l’indicazione della sezione presso cui sono iscritti a votare. Chi non avesse ricevuto a domicilio il certificato elettorale entro il 2 giugno prossimo potrà contattare l’Ufficio consolare per verificare la propria posizione elettorale ai fini dell’esercizio del voto e richiedere, se ne ha diritto, il certificato sostitutivo.
COME SI VOTA
Il voto si esprime tracciando con la matita FORNITA DALLA SEZIONE ELETTORALE una croce (x) sul contrassegno di lista. Se l’elettore vuole esprimere anche preferenze per singoli candidati dovrà indicare il nome e il cognome o solo il cognome dei candidati preferiti. L’elettore può manifestare, in ogni circoscrizione, non più di tre preferenze della lista da lui votata. Non sono ammesse preferenze al di fuori della lista prescelta.
DIVIETO DEL DOPPIO VOTO
E’ vietato votare allo stesso tempo per i candidati italiani e per i candidati delle liste del Paese di residenza. L’attuale normativa prevede:
”chi in occasione delle elezioni dei membri del Parlamento Europeo partecipa al voto per le elezioni dei membri spettanti all’Italia e per le elezioni dei membri spettanti ad altro Paese della comunità è punito con la reclusione da 1 a 3 anni e con la multa da 51,65 a 258,23 euro.”
***
Partecipare mediante il proprio voto alle prossime elezioni del Parlamento Europeo significa esercitare un diritto fondamentale costituzionalmente garantito. Con il proprio voto, anche i cittadini italiani residenti nei 26 Paesi dell’Unione Europea potranno contribuire al rinnovamento di questo essenziale organo rappresentativo della volontà dei cittadini dell’Unione Europea.
PER QUALSIASI ULTERIORE INFORMAZIONE QUESTO CONSOLATO GENERALE POTRÁ ESSERE CONTATTATO AI SEGUENTI INDIRIZZI E NUMERI DI TELEFONO:
Tel. 020 5502077 / 020 5502084 / 06 20424935
Fax: 020 6262444
e-mail: anagrafe.amsterdam@esteri.it
INFORMAZIONI DETTAGLIATE ED AGGIORNATE SONO DISPONIBILI SUI SITI:
www.consamsterdam.esteri.it
www.esteri.it - Elezioni Europee 2009 – Informativa per gli italiani all’estero.
ELEZIONI DEI MEMBRI DEL PARLAMENTO EUROPEO SPETTANTI ALL’ITALIA
COMUNICATO
I cittadini italiani residenti nei Paesi Bassi potranno esprimere il loro voto per i candidati italiani al Parlamento Europeo venerdì 5 giugno dalle ore 17.00 alle 22.00 e sabato 6 giugno 2009 dalle ore 8.30 alle 20.00. Le schede votate saranno poi trasportate in Italia per il successivo scrutinio che avrà luogo domenica 7 giugno, insieme ai voti espressi dai connazionali residenti in Italia. Per esercitare il loro diritto gli elettori italiani residenti nei Paesi Bassi potranno recarsi presso le sezioni elettorali istituite da questo Consolato Generale. Gli elettori iscritti nell’elenco elettorale riceveranno a casa il certificato elettorale con l’indicazione della sezione presso cui sono iscritti a votare. Chi non avesse ricevuto a domicilio il certificato elettorale entro il 2 giugno prossimo potrà contattare l’Ufficio consolare per verificare la propria posizione elettorale ai fini dell’esercizio del voto e richiedere, se ne ha diritto, il certificato sostitutivo.
COME SI VOTA
Il voto si esprime tracciando con la matita FORNITA DALLA SEZIONE ELETTORALE una croce (x) sul contrassegno di lista. Se l’elettore vuole esprimere anche preferenze per singoli candidati dovrà indicare il nome e il cognome o solo il cognome dei candidati preferiti. L’elettore può manifestare, in ogni circoscrizione, non più di tre preferenze della lista da lui votata. Non sono ammesse preferenze al di fuori della lista prescelta.
DIVIETO DEL DOPPIO VOTO
E’ vietato votare allo stesso tempo per i candidati italiani e per i candidati delle liste del Paese di residenza. L’attuale normativa prevede:
”chi in occasione delle elezioni dei membri del Parlamento Europeo partecipa al voto per le elezioni dei membri spettanti all’Italia e per le elezioni dei membri spettanti ad altro Paese della comunità è punito con la reclusione da 1 a 3 anni e con la multa da 51,65 a 258,23 euro.”
***
Partecipare mediante il proprio voto alle prossime elezioni del Parlamento Europeo significa esercitare un diritto fondamentale costituzionalmente garantito. Con il proprio voto, anche i cittadini italiani residenti nei 26 Paesi dell’Unione Europea potranno contribuire al rinnovamento di questo essenziale organo rappresentativo della volontà dei cittadini dell’Unione Europea.
PER QUALSIASI ULTERIORE INFORMAZIONE QUESTO CONSOLATO GENERALE POTRÁ ESSERE CONTATTATO AI SEGUENTI INDIRIZZI E NUMERI DI TELEFONO:
Tel. 020 5502077 / 020 5502084 / 06 20424935
Fax: 020 6262444
e-mail: anagrafe.amsterdam@esteri.it
INFORMAZIONI DETTAGLIATE ED AGGIORNATE SONO DISPONIBILI SUI SITI:
www.consamsterdam.esteri.it
www.esteri.it - Elezioni Europee 2009 – Informativa per gli italiani all’estero.
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