mercoledì 1 ottobre 2008

Frocitudini: ecce homo

L'altro giorno un mio amico lamentandosi di un comune conoscente me lo ha descritto con quella che trovo un'espressione bellissima; valse nicht, ovvero una checca falsa. (Ma io non ero quella tanto politically correct? Eeh, hai voglia). Metto subito le mani avanti, dicendo che ho tantissimi amici omosessuali. Che pare sia la scusa per prevenire accuse di sessismo quando si entra in argomento. Ma non sono io che li cerco per difendermi, sia ben chiaro. quindi non mi toccate.

Il fatto è che da sabato dovunque mi giro, mi confronto con l'argomento e la cosa mi ha creato il solito cortocircuito, per cui vi butto questo giro di riflessioni varie, che si concudono seriamente, giuro. Intanto mi consolo pensando che sarà la congiunzione astrale, che pure zauberei ci si è lanciata, e allora mi butto, che quando la compagnia è buona, perché tirarsi indietro?

Comincio dall'olandese: nicht è una cugina o nipote, ma anche una checca, non necessariamente parente. E quel commento della valse nicht era tanto azzeccato, che il conoscente in questione è un tipo un po' sacrestanesco, intrigante e gelosetto, me ne ha fatta una non troppo simpatica un paio di anni fa, che ci sono rimasta male, quando all'amicizia si accompagnano le malefigure in campo lavorativo. Uno che ti fa una faccia in un modo e ti pugnala alle spalle.

Poi, tanto per continuare, c'è anche la rel-nicht e se dico che rel è una rissa, capiamo subito una situazione alla Sgarbi che da dietro un microfono dal nulla crea la materia, cioè si incazza e aggredisce tutto e tutti, soprattutto chi non se lo caga di striscio. Ecco, le rel-nicht in genere agiscono sui media, ma non solo, in modi simili. Il Webster online traduce come drama queen, ma non sono d'accordo più di tanto, che a me pare rel-nicht piuttosto come gente che cerca la scusa per appicciarsi con il mondo creato. Che ce ne sono tanti al mondo di svariate inclinazioni sessuali, tra cui, stranamente, escluse le omo-femmine.

Che adesso che mi ci trovo, potrei anche dire che l'omo-femmina tra i Batavi si chiama pot, che tra di noi traduciamo come le pentolone e adorano Gianna Nannini. Il che, a mio parere, è la prova della superiorità femminile, che ai maschi piace invece Barbra Stresand, e financo Raffaella Carrà, capirai. In genere, e stranamente, homo è un termine tutt'altro che neutro: anzi, persino dagli intenti offensivi, se rivolto ai maschi. La versione educata è homofiel.

Ora, non è nelle intenzioni fare una disamina ragionata di tutti i sinonimi olandesi sugli omosessuali maschi e femmine. È che sabato ho conosciuto un ragazzo che rappresenta un modo di vivere la propria omosessualità che potremmo definire fashion victim homo. Che si riconosce esteticamente, cineticamente e professionalmente. Una volta praticamente tutti i miei colleghi dai diamantari appartenevano al genere. Ora sono anni che non ne incrocio uno, per cui la cosa mi ha colpito.

Il fashion-victim in questione è un ragazzo simpatico e socievole, molto snello, elegante e curato, con degli splendidi occhiali da sole stile Carla Bruni, fedina creativa al dito in acciaio satinato identica a quella del marito, che essendo un informatico era, nonostante gli occhiali da sole identici, tutt'altro tipo. Il tipo che per capire che non sposerà mai una brava ragazza per metter su famiglia, fai prima se te lo dice lui. Il che non gli impedisce di sposarsi un bravo ragazzo e metter su casa, e talvolta anche famiglia insieme. Insomma, per il cotè estetico, se dico che si tratta di un tipo depilato e manicurato con un'enorme attenzione ai dettagli estetici, immagino capiate immediatamente il tipo. E ce ne fossero di più in giro. Quelli etero, c'era un periodo che li chiamavano metrosessuali. Ecco, immaginatevi un Beckham che non si sposa la Victoria, ma il Victor e ci siamo.

Dal punto di vista cinetico, se uno aveva dei dubbi gli passano, che il fashion-victim ha queste articolazioni così mobili, le mossettine, insomma, la caricatura della frocia pazza sculettante. Che invece è l'unico genere di omosessuale visibile in Italia.

Perché discorrendo con il mio migliore amico appunto di questo, proprio oggi, lui osservava che questo tipo di uomo gay, ad Amsterdam in fondo se ne incontrano proprio pochini. E perlopiù stranieri. In Italia il contrario, tanto per dire, abbiamo Luxuria come archetipo del genere.

E la domanda/risposta che si dava è che un gay fashion victim è più facile da accettare. dalla massa bue e ignorante, di uno che non lo sembra esteticamente, perché lo puoi compatire. Uno che invece è un uomo è basta, casualmente gay e non ne fa un dramma, ti tocca prenderlo sul serio. Ed evidentemente, in Italia, la cosa difficile è stata questa.

Perché, vi giro la domanda, quanti ne conoscete e frequentate voi di uomini che fanno l'ingegnere, il contabile, il commesso, il meccanico, il faccendiere, il fornaio, mestieri qualsiasi, che non facciano né un mistero della propria omosessualità, al punto di farsi accompagnare dal fidanzato in occasioni formal/sociali, né un dramma, manco fosse una stigmata. Così, come voi parlate dei figli e loro della suocera. Pochini, mi sa.

E gli diamo torto se mantengono un profilo basso? E gli diamo ragione se anche a loro farebbe piacere sposarsi e dimostrare al mondo intero che amano la persona che amano e che vogliono potergli intestare la pensione di reversibilità o andarlo ad assistere dioneliberi in ospedale? Perché da come è andata tutta la faccenda dei PACS, DICO, unioni di fatto o altro, che in fondo interessano uomini e donne di qualsiasi incinazione sessuale, non si direbbe mica.

Invece magari, in mancanza dei riconoscimenti estetici e cinetici, sicuramente quelli professionali non ci meravigliano. Anche se non urletta, ancheggia, si fa le meches e si depila, pare che facciamo meno fatica a confrontarci con un parrucchiere, uno stilista, un commesso di biancheria intima, un attore, un regista, un visagista, un architetto scapolo, insomma le solite professioni che sappiamo e in cui accettiamo che anche un homo faccia carriera. Anzi, se vuole fare carriera e di suo non ci è, talvolta gli tocca pure fingere.

Infatti il mio fashion victim di sabato vende biancheria, ci siamo fatti uno splendido excursus sulla mia stilista preferita, Marlies Dekkers, che fa reggiseni favolosi (anche da allattamento, ho scoperto lunedi) ed è una persona sgradevole, dice lui e non faccio fatica a crederci. Sulle suocere, sulle donne che sanno camminare bene sui tacchi alti (che c'era Monica davanti a noi che ballava divinamente dall'alto di 12 cm. dovrebbero farne una disciplina olimpica, se dipendesse da me).

In conclusione, io a volte penso che l'omoseesuale fashion victim adori tanto le donne, abbia tante amiche femmine-femmine con cui parlare di moda, si esalta davanti al taccone e la manicure panteresca laccata in carminio 159, proprio per una questione estetica. A lui piace tanto quel genere di femminilità lì, farebbe carte false per poterci andare lui in giro al lavoro combinato così senza che nessuno ci trovi nulla di strano, ma essendo il mondo quello che è, se vuole essere preso un minimo sul serio in senso umanistico, come persona, intendo, non può farlo. Non si prenderebbe sul serio da solo. E allora sublima, facendo un mestiere che esalti invece le donne con gli stessi gusti estetici suoi.

(E con me casca molto male. Ma prometto di redimermi).

2 commenti:

barbara ha detto...

Sto facendo una riflessione sul mio amico che forse il tuo amico definirebbe "valse nicht" e che personalmente sono contentissima che sia così perchè è "LUI" e va alla grande.

Se fosse stata una donna lo avrebbero definito solo un poco oca e tutto sarebbe rimasto nel gioco delle parti. Invece vivendo lui in Italia il termine "checca" viene anche ricamato con una morale sociale che enl migliore dei casi lo vede come un personaggio e non come una persona


Oddio scusa mi sono persa nelle paturnie..

Mammamsterdam ha detto...

Quello che dici tu del tipo un poco oca, in effetti hai perfettamente ragione. Il mio dubbio è che chi fa l'oca e chi fa la nicht decide di giocare quel tipo di ruolo, così come altri giocano il ruolo del precisino, del superefficiente, della mamma (uomo/donna), del supermaschio, dell'impassibile ecc. e solo le nostre aspettative nei confronti di chi gioca così cambiano.

La valse nicht prevede invece proprio la botta di cattiveria e dispetto nei confronti degli altri, e adesso che ci penso, visto che è un ruolo se vogliamo universale, perché sorprende proprio in una nicht? Forse perché l'oca per definizione ha il cuore d'oro, e quindi un'oca perfida è un'ossimoro?

Infatti tutta la dscussione con Ruvy era proprio incentrata sul fatto di vivere un personaggio, invece della persona. E questa, a mio avviso, è una cosa un po'triste, indipendentemente da chi lo fa e da quale ruolo specifico gioca.