sabato 14 febbraio 2009

Il pane più buono di Amsterdam


Oggi abbiamo deciso di uscire, fare colazione/pranzo in città, comprare le giacche a Orso e papà e poi andare al cinema. La mia prima idea è stata quella di andare a mangiare da Gartine, che ho scoperto la settimana scorsa grazie a Gina, ma ho avuto la brillante illuminazione di chiamarli (ci entrano massimo 20 persone) ed erano strapieni e prenotati. Di Gartine vi parlo un'altra volta.

Allora siamo usciti, i maschi sulla bicicar io sulla mia, che chissà perché poi volevano salirmi tutti dietro. E siamo andati alla panetteria francese dei fratelli Niemeijer (Marco e Issa), in Nieuwendijk 35.

Il Nieuwendijk è strana come strada, parte da piazza Dam e va verso la stazione, parallelamente al Damrak, che è la via dove passa il tram. È la strada con tutti i negozi. Poi però, arrivata quasi alla fine, butta di colpo a sinistra, attraversa il Martelaarsgracht che è l'altra via dei tram (1,2,5, quelli lì) e prosegue fino al Singel. Nell'ultimo tratto è il paradiso del turismo scoppiatone, piena di negozi di souvenir orrendi, coffee-shop, negozi di semi, canne chiloom, lecalecca alla mariuana, un paio di sex shop, di snackbar ecc. E al 35 questo negozio.

Bellissima vetrina d'epoca in legno. Entri, c'è subito il bancone dove comprare il pane e una panca antica contro i muro con 3 banchi di scuola, quelli con gambe e piedi a L, e un fantastico soffitto Art Deco dipinto e con stucchi. dietro una scala scende verso la panetteria a vista, dove continuamente si impasta, affettano mele per la torta, ma con una calma estrema.

L'altra scala sale verso un mezzanino, con altri tavoli, anche più grandi, e le toilette e una stanza in fondo con un bel tappeto per terra, alcuni giocattoli sparsi e basta. E a me tutti i posti che capiscono che anche con i bambini è bello uscire, mangiare qualcosa di buono e poi farli giocare in modo che non disturbino gli altri clienti e i genitori, beh, a questi posti darei d'ufficio due stelle michelin. Anzi due stelle della Tata Michelina.

Era affollatissimo quando siamo entrati, ma una signora stava chiaramente aspettando l'altra che era in bagno per andar via e ci ha subito liberato da cappotti e borse la porzione di panca.

I bambini hanno preso la colazione francese completa, con croissant, due panini-mini-mini, una ciotolina con due cucchiai di marmellata di lamponi buonissima e una con poco burro, un bicchiere piccolo di spremuta d'arancia, e al posto del caffé o the, la cioccolata calda. Costo € 5,95, che per il centro di Amsterdam e con pane e cornetto di quella qualità, è proprio poco (un caffé costa già € 1,90).

Noi invece abbiamo scelto il panino con formaggio manchego e pomodorini semi-secchi, insalata buonissima (verdina a pois irregolari rozzi più altri due tipi) condita con un filo d'olio ed erba cipollina. Poi una spremutona d'arancia e un caffé. Praticamente ce lo siamo tenuti come pranzo.

La cioccolata calda dei bambini la fanno mettendo sul fondo di un bicchierone schiumoso di latte dei pezzetti di cioccolato buonissimo, senza zucchero aggiunto, e poi te lo mischi tu fino a scioglierlo. niente di che, ma trovalo ad Amsterdam un posto con la cioccolata fatta al momento e non dal cartone scaldata (si, ce ne sono un altro paio, ma questa era proprio buona).

Ci siamo comprati per casa una pagnotta integrale, una fougasse e un "ramo" di panini a forma di foglia tutti attaccati che già conoscevamo dal mercato biologico del mercoledi in van Eesterenlaan.

Per i miei gusti, è l'unico pane croccante degno di questo nome che ho trovato finora, e si tiene per un sacco di giorni (che domenica e lunedi sono chiusi). Il fatto che sia fatto con farina biologica da mulino a pietra francese e con livitazione naturale, ci mette anche del suo, immagino.

Poi siamo usciti e abbiamo visto che i due ometti anziani che all'andata stavano trafficando con fune, gancio e carrucola da una casa tremendamente storta, nel frattempo erano riusciti a tirar giù una credenza di quelle cinesi enormi. Che è bello ed educativo pure questo.

L'unica cosa, è che non riesco mai a mangiarmi una di quelle splendide tartelettes al limone o al cioccolato. Ma appena arriva mamma ce la porto una mattina a fare colazione.

5 commenti:

desian ha detto...

Ah, questo posto sembra il paradiso fatto apposta per me: io il pane lo mangerei anche semplicemente col... pane! :-)

Mammamsterdam ha detto...

Anch'io, ma dev'esser pane come dico io e non ci riesco.

per dire, a marzo mi arriva il prof fiorentino e devo vedere se riesco a convincrlo, come la volta scorsa, a portarci una ruota di pane di quelle da 3 kg. che dividerò fraternamente con Marina.

Alice ha detto...

ciao! conosco bene la panetteria Niemeijer e ci vado spesso :) (il mio ragazzo è il panettiere)
ti posso assicurare che le tartellettes sono fantastiche, soprattutto quelle al limone!!!
tutti gli ingredienti che usano sono biologici, anche la frutta, e le ricette richiedono tantissimo tempo...
è difficile trovare un posto con pane così buono, concordo! (ma anche x l'italia, sigh)

Mammamsterdam ha detto...

Alice, e tu me lo dici così? Ma non si potrebbero intervistarli i fratelli e/o il tuo ragazzo? Che a me tutte le cose culinarie interessano da matti.

Alice ha detto...

credo di sì! hanno pubblicato vari articoli su di loro in molti magazines olandesi e di solito Issa e Marco sono molto felici di rilasciare interviste o parlare con gente interessata. ti lascio la mia mail così vi metto in contatto :)
alice.divincenzo@gmail.com
p.s. anche io sono mezza abbruzzese :)