martedì 22 gennaio 2008

Ma io mi sento come Wil Coyote

La botta di influenza della settimana scorsa ha steso in svariati turni me e i bambini, che il capo è una roccia e non ricordo che sia mai stato ammalato (tranne quando mi sono venute le doglie di Orso e io lo aspettavo per le scale senza neanche potergli urlare "Ma ti sbrighi" che avevamo la casa piena di parenti ed erano le 3 di notte e lui si stava vomitando l'anima, solo che io sentivo il rumore dello spazzolino da denti e lo maledicevo, pensando che stava facendo toeletta mentre io avevo urgente bisogno di arrivare in ospedale. E ce l'abbiamo pure fatta, appena in tempo, ad arrivarci).

Dicevo, il bello dell'influenza è che si sta tranquilli a casa a coccolarci e guardare cartoni. Che nulla è più taumaturgico per me del calore di uno gnorpolo ronfante per la febbre accanto, tutti e due sotto le coperte. Una bella influenza riposante, esistono pure loro.

Lunedi però basta, Ennio l'ho portato a scuola e Orso aspetto si svegli in dolcezza, ma non mi scappa, oggi va all'asilo. Mi arriva in camera dove sto a letto attaccata al laptop con gli arretrati di una settimana.

- Dov'è papà?
- Al lavoro.
Mi si infila nel letto.

- Io dormo qui.
Si copre con il piumino.

- Spegni la luce.
Spengo. Un mini pisolo prima di riaffrontare la pioggia schifida di oggi non mi dispiace.

- Mi fa male la pancia.
Lo abbraccio da dietro, gli metto una mano sulla pancia e una sotto il collo.

- No la schiena.
Tolgo la mano da sotto il collo.

Silenzio.

- Sai, mamma, io sono il Wolco.
Eeehhhh?

- E Ennio è il pipip. Io faccio un ponte e il ponte cade.

Ci sono di quelle mattine in cui ci sentiamo tutti un po' come il Wile Coyote, in effetti.

5 commenti:

andrea matranga ha detto...

Mi sto ammazzando dal ridere,un post bellissimo immagino la scena con te che urli dal dolore e lui in bagno che si lava i denti.Perchè non scrivi un libro ?...o meglio una sceneggiatura di un film.

De kokende mamma ha detto...

Il libro, anzi i libri li sto scrivendo da una vita, dovrei decidermi a finirne almeno uno, ma poi sembrerebbe lavoro.

Però questo post piace un sacco anche a me, perché dimostra i pregi delle redazioni finali ai testi. Io scrivo tutto all'impronta sul blog, però questo avevo cercato di attaccarci un file con la canzone di Finardi, mi si è sminchiato tutto ed il post è sparito (come tua suocera e la studetta, in effetti). Poi ho deciso di riscriverlo ed effettivamente è meglio del primo.

Perch'il lavoro costa fatica, divertirci siamo capaci tutti (non è vero, il mio lavoro mi diverte un sacco).

graz ha detto...

Tenero l'Orsetto!! Peccato davvero che crescano. Bisognerebbe surgelarli lì così quando non sanno se hanno mal di pancia, mal di schiena ma non si dimenticano di essere il 'Wolco'. Poi crescono e li squarteresti volentieri un giorno sì e l'altro pure (no, per dire, ma il mio grande ha sfasciato la macchina sabato scorso. Capisci cosa intendo? SGRUNT) Ciao, graz

De kokende mamma ha detto...

Vuoi che non ti capisca? Le macchine che ha schiantato mio fratello a quell'età lì... La mia splendida DAF 55 invece me l'ha fatta morire di consunzione.

andrea matranga ha detto...

senti più lo leggo più mi scompiscio... basta toglilo altrimenti faccio p...per terra. ma non mi vieni più a trovare mi manca mammmamstedam( passa che vorrei farti conoscere una parte di me sai una tua collega ha scritto un post sulla mia storia .Ci tengo che la legga)