mercoledì 23 gennaio 2008

I miei sex-shop preferiti ad Amsterdam

Io lo so che uno si legge il blog di una che scrive da Amsterdam e qualche volta vorrebbe anche avere una dritta da local, che so, su un coffee-shop, per esempio. Ecco, quella è una di quelle cose che non ho mai fatto, entrare in un coffee shop. Mi dispiace.

Però sui sex-shop e negozi di vestiti kinky nel quartiere a luci rosse sono più informata. È il pregio di fare giornalismo e teatro, vai a finire in posti in cui di tuo magari non ci andresti. Per dire, quella volta che l'amica di infanzia timorata di dio e venuta in viaggio di nozze ad Amsterdam quando ancora non ci abitavo, anni dopo mi raccontva di essere stata a un live-show a Casa Rosso, chiedendomi se c'ero mai stata anch'io, ecco, io mi ero quasi offesa. Ma ti pare che vado in certi posti nella mia città, ho pensato, però è vero che i viaggi di nozze fanno tanto, al nostro, che è stato 6 settimane di back-packing in Australia mi pare che a Sidney eravamo finiti in un ostello vicino al loro quartiere a luci rosse. Ma i live-show, no mai, che ho già due figli maschi che in momenti alterni hanno la fase del pisello al vento e simili e non se ne può più. Live-show ne trovo quanti ne voglio, se guardassi più attentamente in giro.

Dicevo dei sex shop e del kinky. Oggi, per esempio, con il mio regista preferito siamo andati a farci un giro per orientarci sui costumi della "Signorina Papillon", il nostro nuovo pezzo teatrale (e chi vuole seguirne un po' la genesi, altrimenti detta the making of fra un po' può guardarsi http://www.lasignorinapapillon.blogspot.com, su cui trasferiremo contenuti e seguito attualmente su www.signorinapapillon.splinder.com).

Prima da Cora Kemperman, negozio di vestiti bellissimi e che non c'entra niente col kinky, il mio preferito perché è la cosa low-cost che più si avvicina allo stile del mio idolo fashion Issey Miyake. Solo che la Cora disegna vestiti per le culone dalle spalle e tette piccole, ovvero le cosiddette donne a pera, e io sono esattamente il contrario, mi entra poca roba della sua. Però tra le cose in saldo avevo visto un vestitino stile vispa Teresa bianco in finto sangallo, ovvero una stoffa con dei buchi da 1 cm. che mi ispirava per la Papillon biancovestita. Ruvy l'ha bocciata in quanto troppo grembiule e stavolta puntiamo un pelo allo chic, powersuit ecc.

Poi l'ho trascinato ai saldi di Claudia Strater, se vogliamo la powersuit chic, che è il mio posto preferito per tailleur e vestitini da sciura, che bisogna pure lavorare al mondo e non soltanto mettersi in kinky per amor del teatro. Lì abbiamo visto un paio di taierini neri per Lunabionica che, ho quasi convinto Ruvy, adesso mi manca lei, dovrebbe metterci sotto una guepieree con le giarrettiere che penzolano sopra la gonna. Dalla Claudia incontriamo Pinuccia, a cui chiedo lumi e che stasera mi conferma per mail possesso di taierino figo nero und guepiere da prestarci volentieri per amor dell'arte. Evviva le torinesi, che hanno sempre entrambi nel proprio guardaroba e tanto amor per l'arte nel cuore.

Nel frattempo però lo scopo di Ruvy era di trascinarmi nella Warmoesstraat, la via di localini e negozietti che sbuca dietro piazza Dam e che segna l'inizio del RedLightDistrict (tutti uguali 'sti registi verrebbe da pensare e invece no). È che lui da una settimana mi parla di un nuovo negozio che aveva in vetrina un vestitino rosa e floreale con ali da farfalla, un negozio di cose sul kinky, ma non dark come quello dove ci siamo vestite l'anno scorso io e Lunabionica (minigonna laccata nera e gambaletti a rete con pizzo bianco io e vestitino di lacca nera per lei, entrambe nel doppio ruolo di Pinocchia, dalla piece di Stefano Benni), il negozio si chiama Diabolo e ha roba anche gothic e dark, per chi ama il genere, mentre questo pare fosse un kinky romantico, dice lui.

Ma mica si fa così presto a trascinarmi a me in un negozio specifico, quando siamo sotto saldi e siamo dietro l'angolo da Christine le Duc nella Spuistraat, unico sex-shop in cui ho serenamente messo piede in vita mia. Lo trascino da Christine con la scusa di cercare la guepiere per Lunabionica. E ce ne sono, lì, di guepiere, altro che. Cerco anche di convincerlo a prendere due sospensori in pelle nera borchiati per loro maschi, da usare come conchiglia sopra il completo nero che vorrebbero mettersi alla fine. Siamo in tema di rievocazioni francesizzanti, no, e che mi dici dei damerini che portavano la calzamaglia di seta e la borsina portapacco, sotto le palandrane e le parrucche. Un portapacco della Cristine le Duc ci sta bene, mi sembra. No, non trova, ma mi dà via libera per trascinarci Lunabionica qui dopo il lavoro e inguepierrarla a scelta (io sarei per quella in tulle nero con i bordi di rose rosa, molto in tema Papillon, e leggetevelo se volete saperne di più, sta in Stefano Benni, Teatro, Feltrinelli.)

Rimontiamo in bici e proseguiamo per la meta agognata.

- Secondo te, gli dico, che impressione gli abbiamo fatto nel sex-shop, che siamo entrati e in trenta secondi abbiamo esaminato 4 guepiere e un sospensorio in pelle per poi uscire per i cavoli nostri di corsa senza cagarci nessuno?
-Ne vedono, di gente strana lì dentro, fa lui, che è pur sempre un uomo pragmatico e gli frega in genere poco di quel che pensa il prossimo.

E finalmente arriviamo nella Warmoesstraat e qui l'indirizzo ve lo pure do che merita, e poi cercate di non convincermi che ci andate apposta per me, un italiano ad Amsterdam che non entra subito nel quartiere a luci rosse devo ancora vederlo.

Il negozio ha preso il posto di una bottega storica del caffé che conoscevo bene, si chiama "I love you shop", di proprietà di una ragazza giovane e intraprendente che mi promette di star lavorando al sito nei momenti liberi, quindi andremo a vedere il www.iloveyoushop.nl non appena è pronto (pare venda anche per corrispondenza, non subito ma è nelle intenzioni, io lo dico per voi che di mio posso anche passarci tutti i giorni).

È molto diverso da quello che mi ero immaginata. Non è un vero sex-shop, non è affatto kinky, ma un bel po' romantico si, con un mucchio di roba rosa e pizzi in giro. Assomiglia a quei negozi di costumi a tema per le feste, ce ne sono tanti. Ci sono anche un po' di gadget carini, manco tanto erotici e alcuni pure spiritosi (OK, non so se mettere in questa categoria anche la pasta a forma di cazzetti, ma se vi occorre saperlo, c'era). E ci sono le ali da farfalla rosa che Ruvy aveva visto con il vestito.

Il vestito in questione è carino ma non c'è la mia taglia, peccato. Era rosa, corto, con delle maniche lunghe che si aprivano verso i polsi, una fantasia rosa stile pucci, un po' hippieflowerpower. Già che ci eravamo (e dopo che mi ero rivestita fino al cappello, porcaloca), la commessa simpatica me ne propone un altro, un po' stile madame de Pompadour con annesso cammeo allo scollo, ma corto. Lo stile andrebbe forse bene, ma non quella versione lì. Proviamo a vedere se ci ordinano la misura più grande, ma è una ditta americana, fanno due taglie sole. Gironzoliamo un po', che è un negozio che quanto a costumi e accessori teatrali mi ispira molto, e alla fine prendiamo una scatola rosa di tulle a forma di cuore, come "cofanetto di Braquemond", noto tormentone della piece (ma ancora non ve la siete letta? E che aspettate, si trova pure su Internet, ma non ditelo che ve l'ho detto io).

Persino per un nostro canovaccio di teatro da strada, "La schiava circassa" ci sarebbe un bel costumino, ma avevamo già deciso che se ne faceva la vesione opposta, lo schiavo circasso con Ruvy e i suoi pettorali palestrati in gonnellino di pelle borchiato, e voilà, c'è anche quello. E guepiere, guepiere, guepiere, altro che Christine le Duc, che anche se è il sex-shop women friendly si capisce benissimo che ci va anche gente che vuole scopare. Questo invece è più aereo, più Alice nel paese delle meraviglie o vispa Teresa.

- Ce ne ha di perversioni la gente, mi fa Ruvy.
Eeeeh? Mi sono persa qualcosa? mi indica un costume da prete a € 95. Capirai, fossero queste le perversioni.
-Ma lo sai che la mia amica che faceva la visagista per la Clinique ai grandi magazzini mi raccontava che ci sono degli uomini che stravedono per le commesse della Clinique, gli fa sangue il camice bianco infermieristico con tutti i bottoncini a pressione davanti. Quelle sono perversioni. Star lì a farti fare il trucco Clinique con la speranza di sbirciare nello scollo della visagista, che poi con il fard e gli ombretti in strada ci devono andare loro.

No, faccio proprio fatica a vederci qualcosa di perverso qui dentro. Forse devo tornarci per il regalo di compleanno del capo. Gli prendo una cosina per lui, o una guepiere per me come regalo per lui. Mah, rischio che non mi riconosca e mi chieda gentilmente di uscire dal suo letto dandomi del lei. Per stasera mi riinfilo nella camicione da notte in flanella blu scozzese, che non sarà nè giocosa nè sexy, ma tiene così caldi signora mia. Perché diciamocelo pure, non sarà un sex shop che mi cambia la vita, ma un sereno pomeriggio in giro per sex-shop con il tuo migliore amico fa tanto contro il winterblues. Senza ridarelle e senza imbarazzi, solo con la serietà di chi ha una missione professionale da compiere. Sarà per questo che andiamo in scena sempre a fine marzo. Ci serve la scusa a gennaio per fare shopping selvaggio.

Quelli di Astaroth presentano la signorina Papillon di Stefano Benni all'Ostadetheater di Amsterdam, in van Ostadestraat, il 28 e 29 marzo alle 20:30 e il 30 marzo alle 14:00. È consigliato prenotare.

5 commenti:

graz ha detto...

bello bello bello il pomeriggio di shopping selvaggio con l'amico/a del cuore!! Certo che però ne hai di fegato, io dubito proprio di riuscire anche solo ad immaginarmi infilata in una cosa "... rosa, corto, con delle maniche lunghe che si aprivano verso i polsi, una fantasia rosa stile pucci, un po' hippieflowerpower ..." :-)))) Ciao
graz

De kokende mamma ha detto...

Anche a me dalla descrizione avrebbe fatto vomitare, ma una volta vistolo in effetti era molto bellino, solo che le taglie piccole sottolinenano tante brutte cose. Mentre il trucco di mettersi una cosa un pelo larga è che tutti ti trovano istantaneamente tanto dimagrita.

Anonimo ha detto...

Sono una mancata MammaZevenhoven ( ricordi la mia ex-storia col motociclista finita con una "sincera" ma impossibile ed improbabile "solo amicizia"????) Comunque ti leggo spesso perchè
a)mi piace farmi del male leggendo storie olandesi e rievocando i ben tempi andati con, confesso, a volte, una puntina di nostalgia...
b) mi piace troppo come scrivi!!!!
Daaaag!!!!!Silvi(Dickertje Dack)

De kokende mamma ha detto...

Oddio Silvi, quando ho visto commento anonimo proprio su questo post mi è venuto un colpo. Si, mi ti ricordo, ma non farti del male, o preferisci che scriva anche delle volte che bestemmio su questo paese e chi mi ci ha portato, così ti rassereni e non rimpiangi troppo il destino impossibile?

Grazie per l'apprezzamento e se passi di qui fatti sentire. Appena ne trovo una versione pubblicabile ti metto la canzoncina di Dikkertje Dap.

Ciao,

Ba

DIkKERTJE DAP ha detto...

Cara Barbara,
si, si qualcosina traspare dai tuoi scritti ed infatti ti leggo sempre con tanto piacere....mi è rimasto il fascino della "promised land" che peraltro poi non ho assaporato appieno come stai facendo tu...Grazie per la canzoncina ...nn l'ho mai sentita ma, quando il mio ex ed i suoi amici mi chiamavano con qs nomignolo, scoppiava l'ilarità....ed io all'epoca avevo il classico fisico della ragazza mediterranea ( capisci ammè....)Se passo da quelle parti, ti avviso! Un abbraccio enorme da Alessandria (ITALIA)Ciaoooooooooo