domenica 21 giugno 2009

Weekend wireless


Crediamoci o no, ma abbiamo passato un wekend completamente wireless grazie a Peter e Graz, un'esperienza che potrebbe cambiarci la vita.

Procedendo con ordine, Graziella ed io ci conosciamo tramite blog e nell'ultimo annetto ci siamo scritte tanto, conosciute, sfogate, le solite cose, le sapete, no? coemfunziona tra blogger. E nel frattempo lei con il suo batavo sono anche venuti diverse volte in Olanda, imboscandosi in posti idilliaci, ma mai ad Amsterdam.

Finché stavolta, sapendola all'isola di Ameland, ci siamo buttate lì la solita cosa: ma perché non vieni con i bambini che ci sono anche i cani e si divertono, aspetta che lo dico al capo ma figurati se si libera, invece sarà la congiunzione astrale o cosa, il capo l'ha messo subito su outlook e praticamente era cosa fatta.

Secondo me, al di fuori delle vacanze canoniche e delle visite ai nonni, è davvero la prima volta che andiamo da qualche parte tutti insieme. e ci è piaciuto un sacco. A parte il traghetto, che ai bambini è piaciuto moltissimo.

Siamo andati a dormire con il faro che lanciava la sua luce intermittente sula parete della camera ("Bambini, contate quante volte gira"e mi sembrava di aver trovato lídea geniale per fargli contare le peore, invece sono poi scesi subito a dirci che lo avevano contato 160 volte, svegli come grilli).

Il giorno dopo abbiamo affittato le bici, siamo arrivati al faro, ci siamo saliti sopra ("È costato € 14" spiegava Ennio il pomeriggio alla signorina che ci vendeva la cartolina per la bisnonna, Oma-ma).

Poi siamo andati in spiaggia, un freddo becco che ho patito da matti, mentre i mostri nudi e crudi ("Ma tenete almeno la canottiera", macché) si rotolavano nella sabbia mentre io bevevo finto sidro sulla terrazza del Sunset, stabilimento balneare che nel menu del giorno aveva: il più bel tramonto di Ameland alle 22:15).

Però non siamo i soli che sono arrivati ad Ameland questo weekend: c'era una rassegna di cori marinareschi e un torneo di rugby.

Un po' l'avevamo capito sulla barca: prima abbiamo incorciato delle ragazze biondissime in maglia turchese dell'Università di Meinz. Poi un gruppo di olandesi cazzoni con maglie azzurre a paperelle gialle di gomma sopra che facevano un gran casino sul ponte superiore, ma di cui uno solo si era messo ad abbordare le bionde.

Poi è salita questa brass-band che mi dicevo, ma perché quel logo sulla grancassa (avevano la grancassa logomunita du un carrettino) mi è così familiare, perché era la banda di Roden, il paese dei nonni, e sai quante volte li ho visti suonare alla sfilata dei carri o sotto le feste vestiti da Sinterklaas o Babbo Natale.

Orso ed Ennio entusiasti, quando hanno cominciato a suonare, finalmente hanno smesso di andare sopra e sotto per il traghetto con la scusa della pipì (l'avrano fatta 6 o 7 volte in due). Orso poi è anche andato a dirgli: sai che a Roden ci abitano i miei nonni? Ma non mi dire, gli ha fatto il trombonista.

Poi quando hano attaccato Va pensiero Ennio in piedi su una panchina ha cominicato a dirigerli. a un altro pezzo dove la metà della squadra di cazzoni con le paparelle si è messa a fare la polonaise, ovvero il trenino, Orso si è unito senza colpo ferire e con enorme entusiasmo.

Il che mi fa temere che rischio di ritrovarmi un figlio da corporazione studentesca se non sto attenta.

Comunque sabato siamo entrati nel villaggio nel pomeriggio, per ritrovarci in mezzo alla rassegna. Ogni 100 metri, a ogni slargo avevano messo un palco su un rimorchio e da lì sopra i corsi si esibivano, mentre i colleghi, vestiti da marinai, da pirati, da signori di mezza età con sulla schiena della giacca Shanty choir Joure, sparapanzati sule terrazze all'aperto del paesetto aspettavano i proprio turno, con trobe, trombette, tamburi e grancasse ammucchiati in un angolo.

A un certo punto, mentre la band dei Likkebaarden si esibiva su uno slargo, il coro successivo già in posizione su un muretto, pieno di signore di mezza età con gonnellone scure a pieghe, corpetti, una parannanza rigatina di colori vari e tre organettiste con maglia a righe e pantaloni scuri, si è fatto prendere dall'entusiasmo per cui uno degli organetti si è messo a suonare lo stesso pezzo e tutte quelle sciure vintage si sono lanciate in un girotondo dondolando le gonnellone, che così abbiamo capito che l'unico capo di abbigliamento uniforme nell'uniforme del coro, era una giarrettiera rossa messa sopra i collant.

Poi dicono, la musica affratella.

Per miracolo abbiamo incontrato i nostri al tavolino di un caffé affolatissimo, insieme agli altri amici figliomuniti e ai nonni che ci raggiungevano per il weekend, ma Orso era in piena crisi da stanchezza, mancato gelato e svariate paturnie, per cui ci siamo diretti verso la casa, aperta come lo è stata tutti e tre i giorni che ci siamo stati.

Il consuntivo di questo weekend da parte dei figli è stato:
- Ameland è bellissima
- perché ci sono la spiaggia, il faro e le barchette di plastica da comprae che non abbiamo comprato
- Orso voleva restarci per i prossimi 5 anni
- il barbecue ci è piaciuto un sacco e lo vogliao rifare a casa
- la piscina coperta per bambini è una manosanta quando il cielo è nuvolo e il vento soffia forte
- però nel pomeriggio io e Graz ci siamo sparapanzate al sole nel terrazzo di casa e siccome avevo la minigonna, adesso ho una riga perfetta sull'incipiente abbronzatura.

e, miraculo miraculo, siccome conveniva lasciare la macchina a terra e prendere il traghetto a piedi, non ci siamo portati nessun computer.

Tutta vita, ve lo dico io.

E il capo non solo non è stato orso per niente ma ha concluso che Graziela e Peter sono tanto ma tanto carini, che è contento di averli conosciuti (inevitabile), il che mi fa ben sperare per l'invito di Mamikazen di cui al post precedente.

3 commenti:

graz ha detto...

Evvai!!! e nel migliore spirito di cooperazione di questa terra mò vado di là e posto due fotarelle

Besitos (noi, come vedi ci siamo re-wirati)

/graz

valverde ha detto...

Che grande e positiva invidia!;)) nel senso che mi sarebbe piaciuto un sacco vedervi,ascoltarvi ..unirmi a voi! Care un grande abbraccio da me persa un questa lontana Bologna... bacioni valverde

mamikazen ha detto...

Ah, le rassege di cori...
Ah, i bambini nudi nonostante i due gradi...
Dì a Ennio che il Va' pensiero forse lo faremo anche noi, se vuole buttiamo giù Ad e tiriamo su lui.