sabato 5 settembre 2009

La sindrome del nido vuoto

Ma che cosa buffa leggere questo post e come la capisco, povera donna.

La cosa più brutta del mestiere di madre è che fondamentalmente è una scuola per rendere i tuoi figli grandi e autonomi e fondamentalmente non aver più bisogno di te, poi sia che tu ci riesca, sia che tu fallisca, è sempre una fregatura.

A me già mancano. Crescono così in fretta che l'altra mattina me li stavo coccolando a letto per vedere di svegliarli, e una delle cose più affettuose che abbiamo a casa nostra è la mania per i sederini dei cuccioli, che glieli morderemmo di affetto. E gli dicev: fatevi dare un pizzicotto, finché posso. Fatevi spupazzare e sbaciucchiare.

Ma perché, facevano loro, tanto puoi sempre farlo? Per sempre. E no, cocchi, prima o poi non sta più bene, e prima o poi vi fidanzate e qualcun altro acquisirà diritti di intimità sul vostro corpo, che alle mamme e ai papà restano solo finché siete piccoli, a rischio di denuncia per pedofilia come è successo al quel papà di Roma in Brasile.

E un paio di volte ho fatto ad Ennio:
"Ennio, ma ci pensi che fra 11-12 anni vai a vivere per conto tuo?" che io me lo sognavo la notte tutta l'adolescnza, il poter vivere per conto mio (e delle volte me lo sogno pure adesso).

mi guarda spaventato:
"Ma io non voglio, io voglio stare con voi".
"Ma certo, nessuno ti manda via, però dopo quando sei grande ti trovi una casa tua. ma puoi sempre venire a stare da noi, a mangiare la domenica da mamma".

Non era per niente persuaso. Mi guardava con gli occhioni spalancati e prima che si mettesse a piangere, l'ho confortato.
"Ma si, chi se ne frega, mica ti obbliga il dottore a uscire di casa. Stai con noi".

Orso, se era Orso quello era tutto contento di starsene per conto suo e venire in visita. Mica glielo abbiamo dato a caso il nome.

Però le contraddizioni laceranti della maternità, io spero che quando ci arriviamo ci siamo messi entrambi il cuore in pace. Toccherà farsi l'amante, al momento topico.

Per adesso me li godo, me li coccolo, me li annuso. E già mi manca il momento in cui cambieranno, cresceranno, cominceranno a diventare pelosi, cambiar voce, diventeranno più grossi di me, gli puzzeranno i piedi in quel modo spaventoso dei maschi adolescenti.

Eccheccavolo.

(Potrebbe essere un assaggio di sindrome premestruale, non lo nego. Chi vivrà vedrà).

4 commenti:

M di MS ha detto...

Ogni tanto ci penso anch'io, pure se manca così tanto tempo. Sono una madre così carnale, così bisognosa del contatto fisico. Ogni tanto penso che pure mia madre ancora oggi vorrebbe abbracciarmi, ma io non ne sento più la necessità. Forse dovrei ricordarmene ed abbracciarla io...

Mammamsterdam ha detto...

Hai ragione MdiMS, anch'io ho lo stesso con mia madre, la coccolo troppo poco e poi mi pento, che chissà quanto tempo mi rimane per farlo?

Giancarlo ha detto...

sebbene non venga mai a commentare il tuo blog ti leggo sempre e ti ho insignito del premio Honest Scrap, passa a trovarmi :) http://constatazioni.blogspot.com/

emily ha detto...

tempo fa mio figlio prima di arrivare a scuola mi disse: dai mamma salutiamoci qui che nn ci vede nessuno.....sigh...che taglio del cordone ombelicale....strapazzali finche puoi, che questo tempo finisce troppo presto!