venerdì 25 settembre 2009

Good vibrations



Visto che Zaub è in trasferta forse posso farlo io un post cazzariello del venerdì.

E poi sarà il caso per una volta di dare soddisfazione a tutti quelli che nei referrer almeno quelle 5-6 volte al giorno inseriscono come termine di ricerca robe come pompino, per entrare nel sex-shop per prenotere la merce (ecco, adesso posso dirtelo, clicca sull'immagine sopra e vedi), culo amante marito (e a me lo vieni a chiedere), madre esibizionista (sei decisamente nel posto giusto, ma magari non nel senso che intendi tu), eccetera eccetera, che uno cerca un po'di brivido erotico su internet e si ritrova qui, capite che mi dispiaceva deludere la gente. et voilà.

Perché come forse ho detto, il nostro ufficio si trova al confine tra piazza Dam e quartiere a luci rosse, ed arrivarci dalla stazione significa per me farmi la Warmoesstraat in bici, scampanellando alle pecore che vagolano per strada invece che sul marciapiede, se non vogliono farsi mettere sotto.

La Wamoesstraat che è quella via senza vetrine con donzelle ma con tanti negozi di vario tipo, quelli che abitando ad Amsterdam manco ci metti piede, però i turisti li conoscono tutti, e alcuni ristoranti che persino noi locali ci andiamo con piacere.

Cito, ma non è esaustiva come lista, il ristorante specializzato in fondute, il negozio storico di caffé e te, la condomerie con profilattici di tutte le forme, colori e sapori, il negozio che sembra uno di quegli stilisti minimal vagamente giapponesi poi se guardi bene quella camicia bianca asimmetrica appesa in aria è una camicia di forza per giochini di dominanza (mi pare sia lì abbiamo comprato pure la frusta per la scorsa produzione tetrale), la bottega di machere della commedia dell'arte in pelle di Juan Carlos Tajez, I love you di cui avevo già parlato un paio di annetti fa, etceterà etceterà.

Insomma, sabato scorso mentre arrivvo in ritardo alla riunione, scampanellando e sfanculando i turisti stronchi formato percoroni per strada, mi cade l'occhio su una vetrina nuova.

"Toh, mi faccio, ma sti negozi di iPod e telefonini non hanno più limiti?"

Al ritorno ho guardato meglio: e sissignore, si trattava di questo. che una come me che il telefonino l'ha adottato tardi e controvoglia, un iPod non ce l'ha e manco saprebbe usarlo e un vibrstore neanche appartiene alle sue priorità essenziali, che dirvi: ho spalancato gli occhioni ed ho esclamato:
"OHMIBOD"!

Che di gadget che aprono una nuova dimensione ludica alle telefonate in cellulare e alla musica in iPod se ne sentiva enormemente la mancanza.

E forse, in nome del nonlofoperpiacermio, ma esattamente per voi, miei amati lettori, forse è il caso che contatti la ditta e gli proponga una botta di giornalismo partecipativo. Che dirvi, it's a tough job, but someone gotta do it, se volete mi sacrifico.

Poi, se del caso, vi riferisco. Oppure, se decidete di provarci, fateci sapere, anche anonimamente.

9 commenti:

emily ha detto...

oh ma il bello è che passo io x assatanata del blog!!!!!
senti, che ti devo dire...prova che poi mi dici!!!!

Lanterna ha detto...

Ci ho messo un po' a capire cos'era. Si vede proprio che sono una ragazza di campagna ;-)

Mammamsterdam ha detto...

Eh, ma io l'ho capito giusto perché hanno un sito tanto esaustivo come spiegazioni. Però non fai a tempo ad adeguarti alla modernità che ti salta fuori una roba del genere.

francesca ha detto...

Io l'ho capito solo dopo aver letto i primi commenti!
E mi associo prova e facci sapere!!
Francesca

Mammamsterdam ha detto...

No, fate voi la cosa santa di cliccare sul logo e perder un paio di minuti sul quel sito, perché sto facendo l'esperimento di capire come funzionano queste cose che generi clic sul loro prodotto. L'ho messo su in fretta e in furia e sono sicura di commettere errori.

Poi io col credito clicchi mi compro l'aggeggio e vi saprò dare indicazioni dettagliate.

Extramamma ha detto...

Non ho capito se "feel the music" sia un eufemismo, vista la posizione prona della signorina che pubblicizza.

Cambiando argomento grazie del commento sul mio blog e la storia di Dixon!

MarinaV ha detto...

Ecco, se Don Stalin fosse una donna, glielo avrei regalato di cuore!

mamikazen ha detto...

cliccare ho cliccato parecchio.
molto carino quella specie di fagiolo con le mutandine, che finché te lo infili a una festa o a un concerto posso capire il divertimento, ma quello che si collega al celluare, ecco, fammi capire, se poi è una telefonata di lavoro come cavolo fai a restare concentrata, e comunque ogni tanto mi chiamano degli scocciatori talmente deprimenti che altro che minibod portatile da cellulare, manco uno stallone dal vivo, manco.

graz ha detto...

Ussignur ... letto il post troppo di fretta mi sa. OK, ci torno

:-) /graz