martedì 30 settembre 2008

Lo jutter di Texel



Texel è quest'isolotto, il più grande delle isole frisoni, le isole Wadden, a nord del Noord-Holland, dove sono stata lo scorso weekend.

In realtà lo conoscevo già, c'ero stata un paio di volte brevemente all'epoca in cui facevo la guida per le vacanze in bici e battello, e se vi capita fatelo (http://www.cycletours.nl/), non mi pagano per dirlo, ero io entusiasta del tipo di esperienza.

Tra la terraferma e le isole Wadden c'è il wad, che è questa specie di fondale influenzatissimo dalle maree, a volte è asciutto e si formano banchi di sabbia, in genere in estate, a volte bagnato. Per le navi tengono dragati dei canali, ma si tratta di un terreno quanto mai mutevole, regno incontrastato delle foche. In estate si possono fare anche delle escursioni guidate, con gli stivaloni, oppure scalzi e in certi punti si arriva all'acqua fino a quasi le ascelle, in altri si sta asciutti. Spero di non doverlo mai fare con le mestruazioni, ma l'idea mi attira.

Venendo dal mare da nord la prima cosa che si vede dell'Olanda sono le isole Wadden. In inverno nel passato erano completamente isolate dalla terraferma e gli abitanti dovevano arrangiarsi, e lo facevano benissimo approfittando dei relitti alla deriva. A volte li prvocavano, facendo luci di notte in modo che i poveri navigante pensassero di accostarsi a un porto, invece affondavano e se ci provavano a nuotare fino a riva li finivano con una botta di bastone di piombo alla nuca, non sia mai gli venisse in mente di reclamare le merci. poi hanno costruito il faro e i naufragi hanno ritrovato la spontaneità primeva.

Uno jutter è appunto questo spigolatore di naufragi: dopo il maltempo va a farsi il giro dei punti che sa lui sulla spiaggia, per vedere il mare cosa gli ha portato. Soprattutto adesso che ci sono i container che si sciolgono, i bischeri di città che si fanno la barca e partono freschi freschi senza guardare i venti e le correnti e si incagliano, affondano, ne fanno di tutti i colori e vanno salvati, abbandonando la nave.

Ecco, tra le altre cose a Texel ci siamo stati a fare un giro con questo jutter, Maarten, che ci ha raccontato come è cresciuto su Texel, raccogliendo, trafficando, riparando, riciclando. Come dice lui:
"Tenersi occupati va bene, purché non degeneri in lavoro".

A me però sembra che stia sempre a fare qualcosa. Vicino al parcheggio del palo 33 ha l'insegna con gli orari in cui fa i tour, a seconda della marea. Il cartello è il timone di un'imbarcazione che ha trovato sempre dopo una tempesta.

"Il timone ce l'ho. Adesso mi tocca solo aspettare che mi arrivi anche la barca".

Da piccolo Maarten e i fratelli, che erano famiglie poverissime, metteva le trappole per conigli, abbondantissimi sull'isola, e vivevano di quelli, pesce e molluschi, alghe commestibili e tutte le more e le bacche che crescono sulle dune. Da grandi, il colpaccio che hanno fatto è stato quando si è staccato un container di sigarette marca Hollywood. le hanno vendute e ci si sono comprati una barca. Una stecca, per ricordo, sta sulla mensola sopra la porta della sua baracca.

La baracca di Martin, ecco, sembra un'installazione di Tracy Emin, ma senza le macchie di sperma, quindi meglio. Una delle estremità della baracca è rappresentata dalla cabina di pilotaggio di un'imbarcazione, compresa di radio e toilette ad effetto sottovuoto.

C'è una collezione enorme di boe in tutte le sfumature, giubbotti di salvataggio, la ringhiera di una barca da mezzo milione affondata, che lui ha appesa al muro come appendino. cordini con una collezione di spazzolini da denti e un'altro di ciucci attraversano il soffitto come decorazioni natalizie. Un tavolone lunghissimo con panche di legno alla deriva e rivestite di un cuscinone coperto di vela. I rocchettoni di legno dei cavi fanno da tavolinetti. Lì ci offre il liquore dello jutter, che è marrone scuro ma sa di centerba, solo molto meno forte.

Maarten su un terreno tra le dune ha due cavalli neri e bianchi, del tipo che tiravano i carrozzoni degli zingari. Li è andati a prendere in Inghilterra. Con pezzi di scarto si è fatto un carro, e quando trova qualcosa va con cavalli e carro tra le dune a recuperarli.

"Quella tavola lì è un pezzo di molo, levigato dal mare. Una volta ci facevamo il fuoco, adesso invece la gente di città la comprano a 100 euro per fare una panchetta in giardino. E io gliele vendo".

I mozzi delle ruote del carro sono coperti con bottiglie di PVC tagliate ad hoc, le ruote davanti e quelle dietro sono di due misure diverse, ma con un altro pezzo di recupero ha fatto un giunto per metterle in pari. una tanica tagliata all'imboccatura fa da pattumiera, affiancata da due pezzi di tubi in PVC in cui buttare i bicchieri delle bibite che offre ai turisti in gita "che così non perdo tempo a dividere la monnezza".

Infatti il carro lo usa anche per far fare i giri ai turisti. Il suo sogno però è quello di ricomprarsi una vecchia barca di salvataggio finlandese che adesso sta su Ameland, sempre per portare a spasso i turisti.

"Così li porto a farsi un giro al largo, finché non mi si mettono a vomitare dal mal di mare, e lì mi pagano il doppio per riportarli indietro. Così siamo contenti tutti e due".

Insomma, da piccolo cacciava i conigli per sopravvivere, adesso fa un po' lo stesso con i turisti. Dagli torto. In inverno invece salda, aggiusta, mette insieme e ricicla. In terraferma ci va poco che il limite sulla provinciale è 80 km. all'ora e lui non ci è abituato, sull'isola vanno a 40.

Secondo me, tra i turisti, i giri con i racconti, le casette di madre, zie, nonne e fratelli che si sono venduti agli immobiliaristi che ci hanno fatto gli chalet e le villette per villeggianti, si è fatto un sacco di soldi. Va in giro con questa tuta rossa nuovissima, un paio di stivaloni di gomma e questa cuffia lercia in testa.

Un fenomeno questo Maarten. Parla in un dialetto del nord, che mi ricorda tanto quello di Groningen, che sta sempre in cima, però a destra, fino a che non mi ricordo che la punta del Noord Holland la chiamano anche Frisia occidentale. Affinità.

A parte quel paio di battute standard che tutte le guide sviuluppano con il tempo, emerge il carattere di quest'uomo, che vive ai margini del mondo e della società consumistica, con cui però fa dei grandi affari. Che ha visto la sua isola da un banco di sabbia di foche e conigli e dune, diventare una secie di parco disneyland per turisti di città. Che qui è nato e qui vuole morire.

All'inizio del tour mi dicevo: vedrai che sotto sotto ha un dottorato in antropologia e un loft minimalistico di 240 metri in terraferma. Mwah, diciamo che casa sua da fuori ha un aspetto molto più ordinato e borghese di quanto il capanno e il piazzale stracolmo di rommici farebbero pensare. Secondo me sua moglie gli ha concesso baracca e piazzale, purché non le entri in salotto senza pattine.

Insomma, se andate a Texel, andate a farvi un tour con lui, che merita. Le cose serie che ho imparato le racconto un'altra volta.



Cose pratiche:
se non avete una barca voi, a Texel ci si arriva prendendo il traghetto da Den Helder, andata e ritorno costano € 35 per una macchina, si fa un biglietto unico all'andata. Parcheggiare anche solo per un weekend al porto costa di più. In 20 minuti di navigazione si arriva, sono 2,5 km.

Credits foto: parco vacanze de Krim, si quello dei lettinimini

6 commenti:

graz ha detto...

Le adoro (Texel un pò di meno per la verità), le chiamo 'finis terrae' per la sensazione che mi danno. Hai scritto un pezzo bellissimo, grazie.

("La baracca di Martin, ecco, sembra un'installazione di Tracy Emin, ma senza le macchie di sperma, quindi meglio." io questa donnina qua la mangerei di baci)

graz

Extramamma ha detto...

Mi ha colpito molto la storia delle pattine!!! Pianificheremo un tour quest'estate, dirò che sono amica tua, mi farò invitare in casa e scopriremo la verità su queste misteriose pattine, vero deja-vu anni'60. Nel frattempo complimenti per il reportage!!! Ciao :-)) p

Mammamsterdam ha detto...

Eeh, lo sapevo che lo sperma sarebbe piaciuto. L'ha capito Tracy Emin, vuoi che non ci arrivassi pure io?

Chantilly ha detto...

fantastico questo personaggio!
in effetti l'immagine di lui con le pattine in casa è sconquassante!
sai che sono 3/4 che tengo la pubblicita dei giri in bici in Olanda? lo voglio assolutamente fare, mi sembra veramente fantastico. un giorno...

lavaligiadicartone ha detto...

Questo e` un post che avevo letto a Settmbre e che rileggo oggi con rinnovato piacere perche` sto pianificando la venuta del parentado ad Agosto...e l'anno scorso ad Aprile hanno visto solo Amsterdam...quindi avevo pensato ad utrecht e a texel...
Bellissimo questo post, degno delle migliori guide turistiche :)

Anonimo ha detto...

io e la mia dolce meta' ci siamo andati due volte in moto la prima per scherzo quasi, abbiamo scelto l'isola su google earth, la seconda perché ce ne siamo innamorati sia del bellissimo posto, sia della gente cordiale... ora stiamo cercando di tornarci, sempre in moto! bel racconto cmq! by lorishonda!