lunedì 8 settembre 2008

Letture: La buona e brava gente della nazione


Ecco, io non sono la persona adatta per i romanzi nichilisti. Un po', perché pur essendo capace di pippe mentali e momenti di alienzazione incredibile in gioventù, ne sono venuta fuori con le occasionali ricadute, un po' come tutti. Poi, perché penso che ci si diverte un sacco di più a risolversi, a fare, ad agire in modo costruttivo. Poi perché il whisky mi fa schifo e le nottate in discoteca a stordirsi sono una perdita di tempo, meglio a casa con un bel libro. Poi perché i ricchi annoiati mi fanno un baffo. Per dire, Less than zero e The rules of attraction li avrò anche letti, cercando di scordarmeli subito dopo, ma mi hanno depressa per dei mesi. E in genere, gente in questo tipo di situazione, veri o letterari o di fantasia, mi suscitano un'unica reazione: in miniera, e poi ne riparliamo.

E allora com'è che mi sono letta tutto d'un fiato La buona e brava gente della nazione, romanzo scritto da Romolo Bugaro, padovano e avvocato? com'è che con tutto l'accidenti che ho da fare e ho pure fatto, ieri, mi staccavo di malavoglia da un romanzo che all'inizio mi descrive solo scene e considerazioni che mi dico "ma chi me lo fa fare?", sempre combattuta tra la voglia di buttarlo giù (e come lo capisco, che è finito a 2 euri nella cassettina dei libri usati, chi lo ha comprato si sarà pentito pure lui o lei a questo punto) e comunque la spinta a riprenderlo in mano e vedere se se ne esce, da questo pantano di ignavia, di sbronze inutili a oltranza, di sesso stufo.

Beh, innanzitutto il fatto che è scritto splendidamente. Nulla è superfluo, neanche le scene, gli aggettivi, i giri di frase che ti dici eccheppalle. Uno scrittore che dice egli, ma si può? Ma scrivi come mangi, anche se fai l'avvocato (i protagonisti, o il protagonista cum alter ego, se vogliamo, sono avvocati padovani pure loro), che già dire, avvocato e padovano insieme, ti crea un cortocircuito, persino io che frequento poco gli avvocati e ancor meno i padovani, mi immagino subito un certo ambiente, frequentazioni, spleen e tipi umani che corrispondono perfettamente a quanto scrive Bugaro. O forse chissà, me li ha inculcati lui.

Insomma, leggetevelo, soprattutto se non vi piacciono i romanzi nichilisti. Se poi vi piacciono e ve li andate a cercare con il lanternino, allora lo avrete già letto. So solo che mi è venuta improvvisamente voglia di leggermi qualcos'alro di quest'uomo e se non sbaglio nella solita cassettina c'era anche Il venditore di libri usati di fantascienza, che mi precipiterò a prendere.

Perché davvero, solo per i titoli, quest'uomo andrebbe letto. Infatti stanotte mi ci sono dovuta svegliare e tutta l'ultima parte l'ho letta con un lumino disceto a batterie, che anche se in teoria serve a leggere al buio senza accendere la luce, mi avrà privata di quel paio di diottrie che mi restano. che con la casa in fase di smontaggio, le cose che si rompono, non c'è più un buco in cui mettermi con una lampada buona, avvolta in una coperta. e persino per questo libro, sedermi a tavolino alle 3 di notte, mi sembra troppo. Ma stavo per farlo.

2 commenti:

kiktas ha detto...

ciao!
sono stata in vacanza, in grecia! ora recupero... ehehe
è bellissimo innamorarsi così di un libro, non capita spesso ma da davvero forti emozioni!

andrea pagliantini ha detto...

Scusami se irropo totalmente fuori tema, ma come ti avevo promesso, ti annuncio la vincitrice del Palio delle Botti di Avio.
E' la tua Corropoli, l'Abruzzo è vincente.