domenica 7 febbraio 2010

La zia preferita

Il capo è il primo di quattro, il capobranco, fratello maggiore che si sente responsabile della felicità e benessere del resto. Con l'età e il branchetto suo un pochino gli è passata, ma quando si è in due capobranchi ad accoppiarsi i primi anni non sono semplici, perché il mondo sta lì ad aver bisogno di te e noi non ce la facciamo a dire di no. Poi capisci che non è così, che il mondo se la cava benissimo per fatti suoi. E la settimana scorsa ho detto all'amica traslocante di scordarselo che le vengo a dare una mano. Ma si diceva del capo.

I quattro figli, si maligna, sono stati fatti all'insegna dello "speriamo che sia femmina" e al numero quattro ci sono anche riusciti. È un miracolo che mia cognata sia venuta su così bene, con i fratelli che ha: di tutte le canzoncine per bambini ha sempre imparato prima la versione oscena per poi capire che ce n'era anche una socialmente accettabile. È quella dei quattro che ha fatto più fatica a farsi un posto suo nel villaggetto, è quella che ha girato più di tutti, è quella che si è laureata prima di tutti e poi ci ha messo una vita a capire cosa volesse.

Cioè, terza generazione veterinario della famiglia, laureatasi poco prima che il padre andasse in pensione, che poi il padre se lei avesse manifestato l'idea di prendere il suo posto un altro paio di anni l'ambulatorio lo avrebbe tenuto. Quando hanno mollato sua madre si è persino tenuta un tavolo operatorio perché non si sa mai, può sempre servire, povera figlia. Ma lei ha passato alcuni anni a fare la sostituta di veterinari che andavano in vacanza (c'è un sito apposito), è tornata a vivere in famiglia per lavorare in un ambulatorio vicino casa, alla fine se ne è andata in culo al mondo a est, ha un lavoro che le piace, un appartementino tutto suo, si è fidanzata con il fratello di una compagna di scuola del villaggetto e si aspettano sviluppi.

Le vacanze, come sempre da quando era studente, se ne va in posti caldi e selvatici a castrare cani e gatti randagi con un programma apposito di cui fa parte.

Anche per questo ieri non era alla festa.

Uno dei titoli di merito maggiori, però, agli occhi dei nipoti, è Belle. Belle è la sua coniglietta. Perché un veterinario, seppure con una vita tutta da organizzare, senza un animaletto suo, a me mi insospettisce.

Belle che un anno è stata la protagonista di una delle geniali cartoline di Natale autoprodotte di mia suocera. Sul lato davanti c'era una foto di belle con cappello da babbo natale in testa. Con la scritta: cosa mangiamo a natale? Sul lato dietro c'era un piatto di portata con dei resti di patate e un cappello moscio da babbo Natale.

Insomma, non è solo per Belle, non è solo perché è l'unica, ma è proprio per le sue infinite doti intrinseche che lei è la zia preferita.

5 commenti:

graz ha detto...

O io non ho capito o a me il biglietto mi sembra parecchio macabro ... sarà che abbiamo avuto - illo tempore - una coniglietta e da allora più nessuno mangia coniglio dalle nostre parti!

Ed il capo? ha apprezzato la festa???

(fagli i nostri auguri :-))) )


/graz

emily ha detto...

uauuaauua barbara sei un mito....io invece nn la reggo proprio mia cognata, quando dio ha distribuito il cervello lei era allo specchio a truccarsi ( vecchia battuta di mio marito- suo fratello....)

mamikazen ha detto...

NOoooooooooooo!
E io che pensavo di avere la suocera migliore del mondo!!!!!! ma la tua è strepitosa!
Certo che passare le vacanze in posti caldi a castrare cani e gatti... santa veterinaria, gran donna.

Lanterna ha detto...

Hm, non è che le Cascine Orsine dove sto io potrebbero passare per luoghi caldi e selvatici bisognosi di castrazioni? Si può fare anche privatamente: io dò ospitalità e vitto a tua cognata (se vuole anche la macchina) e lei mi sterilizza quei 5-6 gatti sul tavolo della cucina. No, eh?
Vabbe', io ci ho provato... ;-)

Anonimo ha detto...

AHAHAHAH, bellissima la cartolina!!!Roberta