martedì 12 aprile 2011

Come scegliere la scuola adatta ai tuoi figli?



Insieme ad alcune blogger abbiamo deciso di dedicare il 12 aprile a una riflessione sulla scuola italiana. Siccome sulla scuola italiana posso dire poco per esperienza diretta, ma posso fare un confronto su come funziona la scuola olandese, mi è sembrato utile riportare i dati di alcuni studi pubblicati qui in Olanda.

Comincio dandovi un piccolo quadro di riferimento: nei Paesi Bassi non esiste davvero la dicotomia scuola pubblica-scuola privata oerchè tutte le scuole sono finanziate dallo stato, ma sono i genitori a scegliere l' indirizzo che desiderano per i propri figli. Vivendo ad Amsterdam io sono nella posizione privilegiata di avere molta scelta, ma vivendo ad Amsterdam sono anche costretta a tener conto di tutta una serie di problemi che le scuole nelle grandi città hanno. Uno dei problemi fondamentali è quello che qui chiamano la fuga bianca, ovvero i genitori olandesi di livello socio-culturale medio alto fanno di tutto per scegliere la scuola perfetta per i propri figli, a volte spupazzandoseli per anni avanti e indietro verso scuole lontanissime che a loro avviso offrono migliori garanzie.

Per il resto ovunque ci sia un gruppo di genitori abbastanza grande da richiedere un tipo di scuola che in quella zona non si trova, o non offre abastanza posti per la richiesta, quesit possono fare domanda per la fondazione di una scuola. In realtà quello che succede più spesso è che i genitori si costituiscono in una fondazione o si rivolgono a una fondazione scolastica già esistente.

Si può scegliere per un tipo di scuola confessionale (protestante, cattolica, e da un po' di tempo, ma sono cifre irrilevanti se pensiamo al numero di scuole protestanti che esistono) anche islamiche, o induiste.

Si può anche scegliere per uno specifico indirizzo didattico come Montessori, Dalton, Steiner, Jenaplan, che in generale puntano a una maggiore responsabilizzazione del bambino. In genere il tipo dio scuola rappresenta il tipo di genitori che la scelgono, per esempio la Dalton viene preferita da genitori con professioni libere o artistiche. In generale inoltre i genitori tendono a mandare i figli al tipo di scuola che hanno frequentato loro.

La vogliamo dire tutta com' è? Noi genitori potendo scegliere mandiamo i figli in scuole in cui gli altri genitori sono il nostro tipo di gente e questo è quanto. eppure è un ragionamento sbagliato, perchè i nostri figli cresceranno in un' ambiente molto più diversificato del nostro e quindi anche la scuola con tanti ragazzini di famiglia straniera è un arricchimento. (Se non ci credete guardatevi la carriera scolastica del Trota e riparliamone).

E infatti le ricerche che ho letto su Vrij Nederland, il mio settimanale di riferimento, è che alla fine è proprio questo che conta: i genitori devono aver fiducia nella scuola e questa fiducia (o mancanza di) il bambino la percepisce immancabilmente. Inutile stare a guardare i risultati del test Cito, che paragona i risultati dei bambini di tutti i Paesi Bassi e scegliere la scuola con i risultati più alti. Inutile sfiancarsi sulle liste d' attesa della scuola pienissima e rischiestissima, perchè se pure l' ex- ministro delle Finanze (che incidentalmente, abita dalle mie parti) ci manda i figli allora è buona.

Il successo scolastico di un bambino, mostrano i dati dei ricercatori, dipende all' 80% dal bagaglio culturale che gli viene da casa sua. Se i genitori sono laureati, hanno libri in casa, offrono stimoli educativi e culturali ai figli, li portano in giro, questi sono i bambini che faranno il ginnasio e l' università. La scuola incide per un 20% di cui il 10% dipende dall' insegnante, che siccome qui cambia tutti gli anni, è l' elemento su cui i genitori hanno meno potere decisionale.

Insomma, vale la pena di sbattersi tanto per un misero 10% di influenza? Vale la pena di pagare rette altissime o portare i figli avanti e indrè se poi il grosso del risultato dipende da noi?

Aggiungiamo che il livello delle scuole elementari (dai 4 ai 12 anni) nei Paesi Bassi è generalmente buono, hanno risorse e se decidono di usarle per una pulizia impeccabile o per l' insegnante di musica, questa è una scelta che le scuole possono fare autonomamente.

A mio avviso e anche a detta dei ricercatori, la scuola vicino casa è importantissima, perchè non solo la vita sociale dei bambini si svolge quasi tutta a scuola, ma anche per la loro autonomia arriverà un giorno in cui vorranno/potranno volerci andare da soli, magari in bici, magari con l' amichetto, magari con un telefonino in tasca per non morire noi d' infarto nel frattempo, ma è bene che si pensi subito che questo momento verrà. Non sempre è possibile, a volte è più comoda una scuola vicino al lavoro dei genitori, se questo è possibile burocraticamente non è un' opzione da trascurare.

Perchè dei genitori che si semplificano la vita sono anche un bel vantaggio per i bambini. Da pareggiare con la fiducia che i genitori hanno nella scuola (e sto pensando a Roberta che si spupazza dei gran km. per portare Sveva a una scuola di paese bellissima che la convince pienamente).

Allora, prima di porsi il problema a quale scuola iscrivere i miei figli, meglio ragionare in famiglia su questi aspetti:
1) cos' è importante per te relativamente all' istruzione dei tuoi figli?
2) quali elementi della scuola pensi siano importanti? La collocazione? Gli insegnanti? La direzione? L'edificio? C' è una palestra e come viene usata?
3) Che tipo è mio figlio? Non sto scegliendo soprattutto la scuola del primo e poi i fratelli vanno anche loro lì e buonanotte? Quersto forse è importante se si sceglie un indirizzo pedagogico che puntano all' autonomia di lavoro del bambino, perchè non tutti i bambini ce la possono fare, altri reagiscono meglio con un tipo di insegnamento più classico e meno interattivo.

Insomma, prima di precipitarci a iscrivere i figli alla scuola privata con giardino, doposcuola e insegnanti magari sottopagati,come spesso avviene nelle scuole private italiane, pensiamo seriamente a cosa stiamo dando noi in prima persona ai nostri figli. Nonostante tutto, chi sceglie per una carriera nell' insegnamento in genere è una persona motivata e che ama il proprio lavoro e sono queste persone a tirare su la scuola come istituzione anche nei momenti bui. Parliamo con gli altri genitori senza mai dimenticarci che i nostri valori possono anche non essere i loro. E parliamo soprattutto con chi ci lavora in quella scuola per capire fino a che punto sono aperti alla collaborazione con i genitori.

La cosa peggiore che possiamo fare è quella di credere che possiamo delegare i nostri doveri formativi nei confronti dei figli alla scuola, qualunque scuola, anche la migliore. (Per me fa parte dei miei doveri educativi il fatto che imparino anche a leggere la musica e mi sbatto tutti i giovedì pomeriggio a questo scopo).

Insomma, ognuno deve scegliere per se, ma senza commettere l' errore di pensare che la scuola sia l' elemento fondamentale della vita dei nostri figli. Certe scuole insegnano soprattutto come si sta al mondo a scuola e non è detto che i cocchi delle maestre davvero siano bambini più svelti o più studiosi di altri. Sono solo bambini che hanno interiorizzato bene quelle che sono alcune aspettative della scuola e si adeguano, ma non necessariamente imparano anche abilità sociali più utili nella vita.

La funzione fondamentale della scuola, e questo è un mio parere personalissimo, è che permette a quantitativi davvero grandi di bambini di interagire tra loro per tante ore. Gli dà il senso degli orari, del calendario, dei doveri da svolgere. Ed è questa la cosa fondamentale per prepararci alla vita.

Vi lascio con una massima di mio padre, insegnante di applicazioni tecniche in una media di paese vecchio stampo, di quelle a cui i genitori gli affidavano i figli dicendo: professò, se non si comporta bene dagli tu uno schiaffatone.

Lui invece si prendeva a fare dei lavoretti, pagandoli, dei ragazzi di famiglie disastrate al pomeriggio, perchè potessero partecipare alle gite scolastiche, comprava le pizzette a quei bambini che arrivavano a scuola senza colazione e senza merenda, parlava con dei genitori analfabeti e che parlavano solo un dialetto stretto come lui peraltro, convincendoli a far andare avanti le figli che andavano bene a scuola anche se femmine, e a avviare a una professione il maschio che doveva assolutamente prendere un diploma, ma era fatica persa.

Ecco, lui diceva sempre che i primi nella scuola sono gli ultimi nella società. Io non sono completamente d' accordo con lui o dovrei prendere atto del mio fallimento, ma proprio perchè sono cresciuta in una famiglia di insegnanti da 4 generazioni e in un ambiente abbastanza retrogrado, mi rendo conto della goccia di verità che c' è in un' affermazione del genere.

E dico quindi che parte tutto da noi genitori, la scuola è un obbligo, può essere una benedizione, è sicuramente un enorme strumento di emancipazione, è una palestra di comportamento. Allora andiamo a guardare se la scuola a cui mandiamo i nostri figli ci convince, il resto poi tocca costruirlo giorno dopo giorno. Perchè se deleghiamo alla scuola a cuor contento, stiamo facendo un cattivo servizio ai nostri figli.

Mi scuso se questo post risulta un pelo incoerente, ma credo non basti questo spazio per riordinare quello che penso e so della scuola, anche eprchè spesso mi contraddico da sola. Ma ci ho provato come spunto per sentire cosa ne pensate voi invece. E vi lascio invece questo post bellissimo, perchè parla di tutto quello che avevo ai margini del cervello mentre scrivevo questo post, ma che ho preferito lasciar perdere per questa volta.
http://genitoricrescono.com/e-se-un-figlio-non-studia/

8 commenti:

luby ha detto...

se avessi un figlio lo manderei dritto in una scuola con insegnanti come il tuo papà!!!!
viaggio sui bus,carichi di maestre,professori...sentissi con le tue orecchie che dicono...
"che palle stì ragazzini,se studiano bene altrimenti chissene,a fine mese a me lo stipendio lo danno lo stesso" ecco cosa devo sentire spessissimo...che tristezza credimi!
voglio per mio figlio una persona come tuo padre perchè quelli come lui mi hanno insegnato non solo a studiare sui libri,ma ad amarli,rispettarli e farmi capire che persona volevo diventare.
quelli come lui amavano davvero bambini e lavoro.
quelli che se da loro ho ricevuto uno schiaffo tra capo e collo...hanno fatto bene a darmelo,me lo sono meritato ed i miei errori non li ho più commessi!!!
sono all'antica? fiera e me ne vanto.
complimenti a tuo padre,di certo con un cuore d'oro.

luciebasta ha detto...

Non sei stata per niente incoerente, anzi a me il tuo post ha ampliato di molto le vedute, soprattutto sul fatto che spesso si sceglie la scuola dei figli per come siamo fatti noi, il chè è più che legittimo basta che non sia esclusivo!
Grazie!

pollywantsacracker ha detto...

bel post.
sai cosa mi spaventa tanto? il dare ai voti, alla scuola, persino alla paura della frugalità della pubblica più peso di quanto non meritino. certo, sti cazzi se è importante imparare a scrivere alle elementari.
però mi viene in mente un documentario che ho visto tanti anni fa: bowling a columbine, mi sembra.
mi ha terrorizzato il fatto che il target adolescenti è talmente importante per il sistema che si da un valoro spropositato ad essere figo, popolare. è un valore anche per gli adulti, per i genitori. ma è un falso valore. un valore indotto probabilmente dalle corporation (scusa se vado a parare sul filosofico). e se sei uno sfigato, tale rimarrai. e c'è gente che accumula una rabbia tale che ammazza. pensavo a questo.
ciao

pollywantsacracker ha detto...

ma mi ha cancellato il commento o lo stai moderando?

emily ha detto...

i miei complimenti barbarella, questo post mi è piaciuto tanto.
e adesso vado a vedere quel link che ne ho taaaaaaaaanto bisogno!!!!

Elisa ha detto...

Belle considerazioni e un post utilissimo per me che ho appena iscritto il bimbo a scuola.
Con tutta la scelta, tutti consigli, tutte le informazioni, alla fine abbiamo scelto l'openbaare school del nostro quartiere. Carina, con una bella atmosfera ed una palestra grande. Soprattutto dove andranno anche i suoi amichetti dell'asilo e vicini di casa.
Un saluto

Anonimo ha detto...

Quelli che saranno i compagni di classe, secondo me contano. Perché se ti fai in quattro per far capire a tuo figlio certe cose, dargli certi valori o certe regole (rispetto delle altre persone o delle loro proprietà, condividere, aiutare gli altri tanto per dirne qualcuna a caso) e poi si ritrova in classe alcuni o tanti bambini che discorsi del genere non li hanno mai sentiti e non li sentiranno mai, come potrà trovarsi bene con loro, diventare loro amico se non diventando uno di loro (cioè ignorando quello che cerco di insegnargli)? Secondo me non deve essere troppo grande la distanza tra la realtà che i bambini vedono a casa e quella che hanno davanti a scuola, altrimenti non potranno sentirsi a loro agio e non potranno integrarsi. Ale

Mariangela ha detto...

Bellissimo post :) Sono d'accordo sul fatto che la scuola deve innanzitutto insegnare a stare al mondo e che non si debba lasciare l'istruzione dei nostri figli in mano agli insegnanti pensando che se ne debbano solo occupare loro.

Penso che sceglierò una scuola che sia comoda vicina al luogo di lavoro o a casa, sicuramente credo che sarà meglio di una qualsiasi scuola italiana, purtroppo!

A fare la differenza sono sempre i professori, come ad esempio tuo padre, io mi ritengo abbastanza fortunata, ne ho avuto alcuni davvero magnifici, ma devono essere supportati da una buona organizzazione didattica che in Italia manca completamente.