martedì 5 aprile 2011

Scrivere con i bambini


Sarà che a noi ci hanno ammorbati di pensierini e temi per tutta la carriera scolastica, ma in questi anni, quando vedevo i capolavori scritti dai bambini della nostra scuola, fossero cosette sul giornalisno scolastico direttamente fotocopiate scritte a mano, o compiti e lavoretti appesi nei corridoi, mi veniva sempre da pensare quanto scrivono male ' sti bambini olandesi a scuola. Da quelli di 10-11 anni ti aspetteresti che non facciano certi errori di ortografia (si, dico ortografia) e sintassi.

Poi frasette povere, interrotte, non mezzo periodo di un respiro poco poco ampio. Certo, fanno milioni di altre cose e hanno competenze che noi ce le sogniamo però a noi a 7-8 anni davano da fare un tema di 2 pagine sul rapimento di Moro, cosa che io avevo trovato un vero sopruso al punto di ribellarmi dicendo che non me ne fregava niente nè che lo avevano rapito e manco se lo ammazzavano, e la santa zia Filomena rimase assolutamente traumatizzata dicendomi che le avevo dato un dolore al cuore fortissimo. Ma per dire, ditemi se seriamente si può dare un tema del genere a uno dell' età di Orso che ha appena imparato a scrivere, grasso che cola.

Orso che mi dicono ha ancora tanto da fare a livello di motricità fine e ordine, infatti scrive a zampe di gallina peggio. Ma quello che scrive. Sopra un resoconto delle sue vacanze e per uno che ancora legge pochissimo e soprattutto compitando le lettere una a una, io trovo che abbia messo su un gran bel paragrafo strutturato e senza timore di un respiro ampio (si lo, so, sembro la mamma di Mozart, ma ho potuto confrontare con i resoconti esposti di tutta la classe e anche se alcune bambine hanno calligrafie favolose la maggior parte erano mezze parole spezzettate messe in fila).

Quindi per il pomeriggio dei talenti dei genitori oggi pomeriggio per cui come sempre mi hanno incastrata, ho proposto un corso di scrittura per i bambini più grandi e se ne sono iscritti 6.

Con un po' di Propp e un po' di Raperonzolo cercherò di farli riflettere in quest' ora e mezzo sugli elementi salienti di un racconto partendo da favole che conoscono bene. Per poi invitarli a scrivere insieme qualcosa, anche solo una traccia, a cui poi metteranno a casa ognuno il finale che vuole.

Speriamo bene. Ennio comunque si è iscritto per fare il dj e Orso non lo so ancora.

12 commenti:

Anonimo ha detto...

Ma che ha scritto?
alessandra

Mammamsterdam ha detto...

Quello che ha fatto nelle vacanze, solo che nell' originale, con gran fatica l' avevo pure capito, qui faccio troppa fatica, è troppo piccolo, quindi non chiedermi di tradurtelo.

tri mamma ha detto...

hai tempo di passare da me per un caffè e per ritirare un premio???

ciao :D

http://mammainpausacaffe.blogspot.com/2011/04/versatile-blogger.html

Anonimo ha detto...

ciao Barbara,
lungi da me metterti pulci, ma io ho scoperto in quinta elmentare che esiste la disgrafia. È tipica dei maschi, ossia l'80% dei disgrafici sono maschi, che non hanno la motricità fine (e infatti la rieducazione prevede perline, spirograph,trottole minuscole..)ma può essere rieducata. Leggi ,quando hai tempo, il sito della Angris, è illuminante.
(com'è finita da noi? figlio 13enne, due anni di rieducazione, se vuole ora scrive bene, ma se si lascia andare è disordinato).
cari saluti
Paola

stefafra ha detto...

Io sono femmina e disgrafica, scrivo come una gallina, e in piú sono sempre stata un disastro in disegno.
Farmi scrivere una pagina, che dico, una riga scritta in modo leggibile dal prossimo é sempre stata una tortura.
A scuola facevo i temi "in brutta" in 10 minuti, poi spendevo il resto del tempo uso amanuense a tentare di ricopiarlo "in bella" in modo che l'insegnante riuscisse a leggerlo. Insegnante che poi si lamentava che non riusciva a leggerlo lo stesso. Aargh.
A volte i miei numeri sono cosí brutti che non riesco a distinguere i miei 3 dai 5 dai 9. Prendo appunti e non riesco a rileggerli, a volte.
In compenso adoro trafficare manualmente con tutto ció che é piccolo, perline, fimo (la pasta plastica da cuocere in forno), aggiustare cose elettriche, e parecchie cose che faccio a lavorare (preparare vetrini, isolare funghi, etc etc) implicano movimenti precisi e piccoli.Non ho mai capito perché posso modellare un qualcosa, ma non disegnarlo.
Ho l'idea che siano due circuiti diversi nel cervello.
Quanto ad altri tipi di motilitá, sono sempre stata definita dai miei e dagli insegnanti di ginnastica vari "imbranata", "impedita", "intera", "una polenta", "un sacco di patate", e via andando. Agile come un gatto di piombo, insomma.

Chiara ha detto...

Standing ovation per la bambina Barbara che rifiuta di scrivere il tema su Moro. E ovviamente m'inchino alla grande Barbara che s'inventa un corso di scrittura per bambini. Vorrei avera la metà della tua forza.
Chiara

Mammamsterdam ha detto...

Care, grazie per avermi insegnato una parola nuova che non conoscevo, allora mi sa che ero disgrafica pure io e la motricità fine in effetti l' ho imparata mettendomi le lenti a contatto.

Come dici tu Stefafra, disegno tecnico per 5 anni un dramma, io credevo fosse una questione di occhi, sono miope ed astigmatica, ma evidentemente c' era dell' altro e il goffa, imbranata ecc. si, me lo ricordo.

Comunque disgrafia me la ricordo per il ricettario delle parole difficili.

stefafra ha detto...

Il disegno tecnico mi veniva bene, basta che non dovessi scriverci sopra niente, il disegno "normale" mi veniva, diciamo, astratto....
Poi finalmente uno dei miei insegnanti mi diede un libro che insegnava come scomporre le forme complicate nei loro elementi geometrici, e mi aiutó tantissimo a capire come dietro a un "fiore" ci siano un cerchio nel mezzo, e una serie di ovali a fare i petali. Un uccellino un paio di ovali e qualche punta e triangolo qua e lá.
Mi sa che la gente "normale" a questo arriva senza bisogno che glielo spieghino....io nó. Mia madre é bravissima a disegnare, e come tante cose che ti vengono bene ti vengono bene e basta, non sai spiegare come farle a qualcun'altro.

Miranda ha detto...

ciao Barbara, posso uscire un po' fuori tema? il tuo post mi ha riportato alla mente il problema che quotidianamente mi pongo: coem gestirò mia figlia e i suoi compiti a casa? cioè io mi dico che dovrò essere io o suo padre, prima dellas cuola,ad insegnarle a scrivere e poi a seguirla nei compiti, nello studio, temi o frasette che siano....io sto (ci provo almeno) studiando l'Olandese, proprio per questo perchè voglio essere presente in queste tappe fondamentali e non ritrovarmi nel paradosso degli italo-americani che si sono fatti insegnare a leggere dai figli, ma come si fa a farlo bene? so che il tuo Olandese era ottimo anche prima di fare i figli, ma hai consigli in questo senso? come posso correggerle un errore di ortografia in una lingua che anche se la imparo bene, sarà sempre una lingua appresa postuma, con tutto quello che ne consegue (posto che stiamo orientandoci a non farla crescere sotto una campana mandandola nelle scuole internazionalli che farebbero più comodo a noi che a lei proprio per questo motivo)

Mammamsterdam ha detto...

Miranda, non te lo porre il problema. A scuola male che vada i compiti (simbolici e li potresti fare anche tu già adesso) glieli cominciano a dare a 9 anni, ma forse anche dopo, in fondo ci stanno fino alle 3 di pomeriggio.

E da qui a nove anni, con tutta la socializzazione che i figli ti procurano non appena cominciano a parlare e camminare, vuoi che non l' hai imparato benissimo l' olandese? Ancora di più se ti dai da fare nella scuola stessa. Per esempio da noi io vorrei organizzare dei corsi di conversazione per le madri che fanno la sorveglianza a pranzo, che parlano pochissimo olandese anche dopo decenni, per renderle più sicure di sè e per dare qualcosa in cambio.

Altre scuole hanno il caffè per i genitori, da Giulia si fanno reciprocamente i corsi di cucina, è un mondo che ti arricchisce. Se poi dall' Olanda andate altrove fai ancora a tempo a metterla alla scuola internazionale, giustamente.

Miranda ha detto...

Grazie, la tua risposta mi tranquillizza a metà, perchè è vero che con i figli si socializza con gli altri genitori e si entra in un nuovo mondo ecc. infatti anche a me anche sta succedendo, solo che mi ritrovo a frequentare quasi esclusivamente expat e/o italiani, forse quando andrà a scuola cambierà.
Per quanto riguarda la scuola internazionale la decisione non è presa definitivamente, ma probabilmente la scarteremo proprio per non ghettizzarla, andarsene dall'Olanda...per il momento...non credo...poi chissà!

adriana ha detto...

questo corso di scrittura creativa lo dovremmo fare anche noi grandi, forse, non dovremmo decifrare le caxxate che i colleghi scrivono nelle relazione tecniche delle loro "missioni" (oggi proprio sto diventando cinese per capirci q/cosa!).
In bocca al lupo! lavorare con i piccoli è sempre una splendida occasione.