domenica 17 maggio 2009

La saracinesca

Da quel lunedi del 6 aprile, quando mia madre mi ha chiamata per dire che zia Vittoria era rimasta sotto la casa crollata ad Onna, ho pianto un momento in macchina con Berend e poi ho calato la saracinesca.

Sono stata in TV, alla radio, a raccontare com'è la mia zona, cosa aspettarsi, come stava andando. Lucida, tranquilla, con la voce ferma.

Da allora ho organizzato la serata di raccolta fondi sull'Abruzzo, ho raccontato e scritto a infinite persone che mi chiedevano come fosse andata com'era andata.

Leggo parlo, telefono, mi informo, so più cose di quelle che vorrei sapere su cosa sta succedendo davvero da quelle parti.

Poi oggi parlando con una mamma che non conoscevo, a una riunione di famiglie italiane a cui sono andata 3/4 d'ora 3 con Orso che recalcitrava, la saracinesca si è alzata un pochino.

Poi si è alzata ancora di più quando ho raccontato un po' di cose a Ruvy e Silvia, con cui stavamo concordando come devo muovermi ora che scendo per quanto riguarda i contatti per consegnare le donazioni.

Flavia me l'ha pure detto ieri, che adesso che scendo sarà un bel botto. Lo so. Ma non posso continuare a nascondere la testa sotto la sabbia.

E so già che comunque vada, qualunque cosa faremo, con la fondazione per dare dall'Olanda l'aiuto che possiamo, o con il libro, ci saranno un gruppo di persone, alcune le conosciamo già, che staranno a puntae il dito, a dire che i soldi ce li siamo intascati noi, che io non ho diritto di raccontare quello che voglio raccontare, visto che non sono poi veramente di quelle parti, non ci abito e scrivo cazzate.

Va bene. Come dicono gli olandesi, dat heb ik er voor over, letteralmente: per questa cosa, quello che voglio metterci di mio dentro mi avanza comunque tanto vale mettercelo. è sempre meglio che non mettercelo.

A me basta che prima o poi la saracinesca venga tutta su, che io possa piangere quello che ho da piangerci, e poi la vita va avanti, e, in genere, a crederci e a fare, la vita porta sempre qualcosa di buono.

Uno si chiede perché il buono non possa venire anche gratis, ma questo, è uno dei misteri della vita.

15 commenti:

Andrea Pagliantini ha detto...

un abbraccio forte Barbarina

enikő ha detto...

Hai ragione, la saracinesca va alzata. Noi si può andare avanti negando l'evidenza. Quando verrai giù? Sara dura ma prima o poi lo devi affrontare.
Io ci vado mercoledì all'Aquila a portare un pò di cose mandate da un gruppetto di signore di Firenze.

Ciao. :)

emily ha detto...

già. con questo terremoto sembra che venga fuori il meglio e il peggio delle persone.
ma tu tira fuori quello che ti pare, che tanto far contenti tutti è impossibile.

Mammamsterdam ha detto...

Siete veramente tutti tanto carini, grazie.

sabrina ha detto...

ciao
eh, hai proprio ragione... me lo chiedo anche io perche non ci ho pensato a scriverti quando ho deciso di venire ad amsterdam...
ma anche io visito i blog delle mie "colleghe" con discontinuita, e un po' per caso...
quindi proprio non ci ho pensato...
pazienza, sara' per la prossima volta. intanto ti rigrazio per le belle cose che hai scritto su vivere semplice, sai, sono perfettamente daccordo con te!
ciao
sabrina

Barbara ha detto...

La saracinesca si alzerà quando sarà il momento; continua così, a fare quello che puoi, senza curarti dei tanti o pochi imbecilli che parlano tanto per parlare.
Se e quando ne avrai voglia, passa dal mio blog, ci sono due premi che ti aspettano!
Un bacio.

LaRitale ha detto...

Ti capisco, a volte il dolore sembra troppo grande per riuscire ad esprimerlo a farlo uscire, anche per una saracinesca! Trovo che sia una sensazione molto delicata, ma vedrai che verrá fuori quando sará il momento.

ZiaCris ha detto...

E' il tenere tutto dentro che scalfisce la sicurezza di una persona. La saracinesca va sollevata e va lasciato uscire tutto quello che deve usicre, lacrime urla, astio nei confronti di chi punta il dito e non fa nulla, rabbia del "perchè a noi sì e ad altri no", tutto, tutto va fatto uscire per essere metabolizzato al meglio, per essere al meglio al tuo ritorno, per dare veramenteconforto a chi ti sta aspettando

Pythya ha detto...

Lo sai come vanno ste cose. Comunque fai, qualcuno seduto per terra da una vita ti criticherà.
Quando arrivi, fai una telefonata, e, by the way, aspettati il peggio. Forse, allora, la saracinesca si alzerà.

cecile ha detto...

off-topic forse, ma cmque:

Long Version of the Stefano Corradino's concert. Orvieto for Abruzzo

http://www.youtube.com/watch?v=WFw2IqXFNt0

-c-

wwm ha detto...

io ti abbraccio forte sai?
perchè te lo meriti.
ecco.

Lanterna ha detto...

Io ho ancora tante di quelle saracinesche chiuse... chissà se si alzeranno. Il fatto è anche che io non piango, mi arrabbio e forse è questo a saldare la saracinesca. Chissà...
Un bacione
Chiara

Il capo ha detto...

Sii brava, bellezza!

Mammamsterdam ha detto...

amore, ma come sono felice che mi commenti.

LGO ha detto...

Pazienza per le persone che puntano il dito, in genere sono della razza che qualcosa da puntare lo trova sempre. E questa saracinesca...tanto prima o poi bisogna provarci. Se non ci riesci, ti puoi sempre fermare all'ultimo minuto, a chi devi rendere conto, se non a te stessa? Un abbraccio.