sabato 22 novembre 2008

Gender studies: la principessa degli elfi

Hai voglia a comprare alle belve cucinette, bambolotti e altri giochi oltre la differenza di genere. Lego, Lego Lego, costruzioni e trenini sono ancora il modo per levarseli di torno un paio d'ore senza sentirli manco parlare. Il resto giace e viene riesumato solo durante il trasloco.

(Eppure al nido giocavano entrambi così volentieri con la cucina, mi riferivano le maestre. A casa no).

Il bello dei bambini però è che con uno spago e un barattolo se li fanno loro i giochi più belli. E in compagnia, cominciano a nascondersi e rincorrersi e i giocattoli manco servono più.

Ultimamente stiamo organizzandoci spesso in compagnia dell'amichetta A.: venerdi scorso è venuta lei a dormire, ieri sono rimasti loro, sabato torna lei. Giocano felici, si vogliono un gran bene (A., di una settimana più giovane di Orso è una specie di gemella, però è segretamente innamorata di Ennio) e la compagnia gli stuzzica l'appetito a tutti e tre. La mamma di A. ha riferito stamane che hanno tutti e tre fatto doppia cena e doppia colazione, e che la prossima volta che vengono i miei figli fa direttamente due kg. di pasta e buonanotte.

A possiede anche lei un trenino di legno, con cui fanno grandi lavori pubblici, ma riesce anche a metterli a disegnare, ed infatti oggi mi hano riportato una collezione degna del Tate.

Venerdì scorso, però, la partenza è stata un pelo difficile: i maschi recuperati dal doposcuola a fatica, che ci si divertivano troppo, lei felicissima e in fibrillazione all'idea di dormire con Ennio (e Orso anche, ma questo conta meno).

Orso urlante dall'indignazione per aver dovuto mollare il giochino al computer. Che sono rimasta apposta ad aspettare la fine del turno di Marilou, in modo da potergli far fare un paio di minuti simbolici per togliermi il pensiero, che effettivamente con la storia dei turni da 10 minuti (usano una sveglietta da cucina allo scopo) lui deve andar via proprio ogni volta che sta quasi per toccare a lui.

La macchina rischiava di sbandare per le urla di gioia e non. Ho tentato di distrarli proponendo, una volta arrivati a casa, di rimettere insieme il castello di legno appena riesumato da una delle scatole del trasloco.

"Siiii,"fa Ennio entusiasta "io gioco con il cavaliere e, oh scusa A. non abbiamo nessuna principessa per te. Però puoi fare il drago, abbiamo una mamma drago e un baby-drago".

E restituito a Cesare quel che e di Cesare e le competenze materne a chi di dovere, abbiamo passato tutti una bellissima serata.

Stanotte Sinterklaas metterà nella scarpa di Orso una principessa degli elfi con delle ali stupende. Che le altre principesse della serie erano delle cretine in crinolina disneyana, e differenza di genere o meno mi rifiuto di vedere i miei figli giocare con tipi del genere.