giovedì 20 marzo 2008

Viaggio in treno

Per una serie di fortunate coincidenze, le vacanze scolastiche di Pasqua quest'anno vanno da mercoledi a mercoledi. Quindi ieri ho portato gli gnorpoli in treno dai nonni, su a nord, per una sana settimana in campagna. Sapevamo già che erano nati 17 agnellini, ma oggi pomeriggio un aggiornamento ultimo minuto di Ennio mi ha informata anche della nascita di un vitellino. ecco, per dire che queste settimane bucoliche fanno un gran bene a tutti.

Ai nonni che se li godono come e quanto vogliono, senza interferenze da parte nostra.

Ai cuccioli, che si divertono un sacco, stanno tutto il giorno fuori nel giardinone recintato, o vanno a spasso nel bosco, o accompagnano il nonno alla fattoria dei suoi amici con le bestie in comune 9ah, questi veterinari e prof. dott. all'Università che si divertono a fare i country boys.

A me che per un po'recupero la gratuità dell'esistenza. Riesco a fare in santa pace dei discorsi seri con il capo quando serve e ci fa comodo, non quando i mostri dormono e anch'io sono un po'marinata. Non sono legata da orari.

E poi la cosa migliore e che li restituiscono sempre con un upgrade. Una volta li svezzano dai pannolini, l'altra gli insegnano ad andare in bagno da soli (Orso ha tenuto duro per un paio di mesi e per un paio di mesi un giocattolo in confezione regalo lo guardava dall'alto dello sciacquone in attesa che decidesse di produrre qualosa di consistente le luogo ad esso preposto), imparano ad andare in bici senza rotelle.

Stavolta tocca alle lezioni di nuoto, un obbligo morale e sociale per il genitorie batavo, a cui finora riesco a sfuggire. Scusate, ma quest'ira di dio di liste di attesa di mesi, sbattimenti settimanali per 20 minuti di lezione, diploma A e poi diploma B e poi diploma C e poi imparare a nuotare vestiti (e il saccone di vestiti gocciolanti chi lo deve portare a casa?) Meglio i nonni, che abitano in paese, tutto è vicino e in più hanno la macchina (no, dico, mia suocera ha 3 supermercati nel giro di 100 mt. da casa e ci va in macchina, beata lei). E forse a togliere a Ennio il vezzo di ciucciarsi il pollice che ha quattro incisivi nuovi storti ed è ora (ho messo nello zaino il liquido schifoso, Orso se lo fa mettere volentieri al mignolo pensando sia smalto, Ennio secondo me ha capito che qualcosa c'è sotto).

Il capo ci porta alla stazione, trova un buchino di parchegio, mette le doppie frecce, che c'era traffico e si sta stressando come un pazzo (ma di che? Se perdiamo il treno dopo mezz'ora prendiamo il successivo e che ci vuole?), mi porta gli gnorpoli al binario, mentre io rompo la borsona in cui ho ficcato zainetti, borsa panini e il vaso di bulbi fioriti per oma e litigo con la macchinetta per i bigietti, che alla fine mi fa bene quelli dei cuccioli ma rifiuta di riconoscere le mie tessere. Bancomat, carta di credito, nulla, ha deciso che non mi vuole conoscere.

Come dio vuole faccio il mio biglietto, il treno parte 4 minuti dopo quello che mi ricordavo e saliamo a bordo. Parte in ritardo e dopo 20 minuti, a Hilversum, scendiamo ed ovviamente abbiamo perso la coincidenza. Quindi la mezóra ci tocca. Stazione scassata in restauro, li trascino a un caffé per il cioccolato caldo che mi chiedono a gran voce contro il freddo. Usciamo e si mette a nevicare. Nevica fino al momento in cui saliamo sul prossimo treno, un Amsterdam-Berlino-Stettino che alla stazione successiva abbandoniamo per prendere la coincidenza seria. el momento in cui esce dalla stazione, spunta il sole.

Ad Amersfoort sul binario ci sono milioni di vecchi in attesa del treno. Ennio insiste per passare davanti a tutti e io conto sulla spontaneità del bambino che nessuno si offenda, raccomandandogli di prendere i primi tre posti vicini che trova.

Mi va male, lui decide che in tre stiamo bene su un sedile doppio, ed ha ragione, che li incastro e non mi sfuggono più. Giochiamo, mangiamo mandarini e caramelle al Ribes del dott. Leone, andiamo varie volte in vari turni al bagno e ci raccontiamo storie (quella del principe che voleva un cavallo alato e incontra il passerotto magico che gli mette incinta la cavalla per accontentarlo. La fase del corteggiamento del passerotto è quella in cui mi sono divertita di più. Inventata lì per lì, of course).

(Ma perché il treno è così pieno da scoppiare di anziani, me lo spiegate? Tutti con la tessera per la riduzione, quindi recidivi).

Poi mi chiama un cliente che entro 15 minuti ha bisogno di un interprete inglese-italia no. E gliela pure trovo, ma in quel quarto d'ora di telefonate i mostri mi sfuggono, scappano per tre o quattro vagoni successivi, vado a cercarli ed Orso è scomparso, imboscato sotto dei sedili. Io minaccio di risalire immediatamente sul treno come arriviamo e non andare più dai nonni, e funziona. Funziona sempre.

Poi a un certo punto come dio vuole arriviamo, alla stazione li consegno ad Opa, mi faccio un grasso giro nel centro di Groningen e senza fretta torno a casa. Sbaglio treno e mi tocca rientrare in metro, congelandomi davanti al World Trade Center. mi facio un grasso bagno caldo, mi ficco a letto e iaddormento libera. Per due giorni, ma libera. Ed è tutto un altro dormire.

2 commenti:

Burde.it ha detto...

barbara scrivi davvero benissimo e non sia quanto ti capisco...riposati il più possibile! io lo farò di sicuro ho OMA a casa e sebbene avere la suocera in casa quando ti sei abituato ad averla a 1200 km da casa sia un pò scioccante, fioccano i lati positivi...

animapunk ha detto...

ma nuotano vestiti? come mai? forse per saperlo fare in caso di necessità?
riposati, e speriamo che tornino svezzati da qualche altro problemino da sistemare!!
oggi commento tutto insieme, dal lavoro non accedo ai commenti (si vede che l'amministratore del sistema ha deciso che non se po' fa')