giovedì 1 dicembre 2011

Quando i tuoi vicini si pestano o si sparano

Chiara con un suo post di oggi mi ha ricordato qualcosa che volevo scrivere da un saccaccio di tempo. Perché in Olanda il concetto di vicinato è ritualizzato nell' espressione: un buon vicino è meglio di un amico lontano.

Poi, ho scoperto, a rigore il tuo vicino al massimo è quello di destra e quello di sinistra. Se ti danno fastidio, o ci parli da dietro lo steccato in giardino, quelli di dietro. E giusto se abiti in una strada piccola e stretta con un giardinetto davanti, come quelle nella strada dietro casa mia, al massimo quello di fronte. Quindi la maggior parte della gente di cui io parlerei tranquillamente come dei miei vicini, forse non si considerano tali. E certe volte magari è meglio.

Perché con tutti i traslochi che abbiamo fatto in Olanda io di vicini ne ho avuti di tutti i tipi e tutte le misure. In genere ci si fa bellamente i fatti propri, ci si scambiano le chiavi di emergenza che si tengono rigorosamente nell' armadietto delle valvole elettriche, ci si riceve e accoglie la posta e i pacchetti.

La prtima casa autonoma del capo studente era in una strada tremenda, per carità, caruccia, casette, giardinetti, sempre più studenti, ma il capo ha dovuto chiamare alcune volte la polizia, una volta perchè la coppia tossica che abitava di fronte ha litigato e lui ha sfondato il vetro della finestrona davanti lanciando lei, come sosteneva lei alla polizia, mentre lui sosteneva che era lei che aveva avuto un bad trip e si era messa a menare il vetro, fatto sta che la settimana dopo, lei con un braccio vistosamente fasciato, si baciavano per strada. In quella via ci sono state anche due sparatorie, regolamenti nel mondo della droga, dicevano i giornali. Ma noi ci abbiamo abitato senza fastidi, io rientravo da sola di notte in bici e niente di che, tranne un altro vicino tossico che aveva il vizio di entrare nelle case a rubare, ma poi se ne è andato e pure quella è passata.

Con una vicina anni fa, che riusciva da brava madre tedesca a mettere a dormire il figlio treenne per le 20, avevamo l' accordo che le sere che lei aveva qualche riunione di lavoro, mi portava il baby-fono e così se sentivo qualcosa che non andava con il bambino correvo a vedere o la chiamavo. È successo una volta sola che l' ho sentito parlare nel sonno, ma quando sono arrivata già ridormiva. Io la ammiravo perché all' epoca ero molto più neurotica di lei sul lasciare i figli piccoli soli, mentre adesso lo faccio tranquillamente, pure Orso ieri è andato a musica dietro casa con le chiavi perché per quando avrebbe finito io ero a portare il fratello a calcio. E venerdì scorso, quando dovevo lavorare e il capo si sarebbe prelevato i figli al rientro dai vari amici, e Ennio è riuscito a litigare con l' amico il giorno prima e con la madre abbiamo deciso che era meglio tenerli lontani per qualche giorno, io l' ho lasciato da solo a casa, con una bistecca già rigirata che doveva solo far cuocere 3 minuti (messi sul timer) e poi tagliarsela e mangiarsela, e poteva guardare un film e poi mettersi nel mio letto a leggere, pure questa l' ho fatta. Sapendo che se ci sono problemi va dalla vicina, quella con cui ci portiamo a giorni alterni i figli a scuola e che ha le mie chiavi.

Con altri vicini abbiamo fatto feste collettive, abbiamo avuto rapporti di lavoro o ci siamo educatamente ignorati perché mica ce l' ha prescritto il dottore di volerci bene. Altri sono tuttora i miei migliori amici.

Poi ci sono alcuni casi in cui veramente non ho saputo cosa fare. Tipo la vicina bipolare che poi si è data una gran calmata, e che una mia amica aveva ribattezzato Isterix. O l' altra, un donnone con una vocina dolce, terrorizzata e insultata dai vicini del piano di sotto, poi ho scoperto da una conoscenza comune che il marito la pestava regolarmente, che il figlio grande la insultava pesantemente e sta sotto osservazione dei servizi sociali a scuola, povero ragazzino, un nerd tutto chiuso in se stesso, e lei non lo lascia sto marito anche se forse economicamente potrebbe farcela, a parte che compensa con i figli con giochi costosissimi e computerizzati che li tappano in casa sempre più.

A quell' epoca mi facevo i fatti miei, non ne ho mai parlato, ci siamo dette alcune volte di organizzarci con i bambini per farli giocare insieme poi non se ne fece nulla.

Finché un giorno Isterix non mi ferma al cancello e con tutto un tono cospiratorio mi racconta che:
il weekend precedente, che non c' eravamo, moglie maltrattata e il marito hanno fatto una scenata ai famosi vicini di sotto che in teoria li terrorizzavano, lei si è messa a urlare contro la bambina, si sono insultati pesantemente e menati, è arrivata la polizia (non per la prima volta, pare, avevano già avuto altre liti), è arrivata l' ambulanza per il vicino, loro sono stati una notte in guardina, non ho capito bene chi si fosse occupato dei loro bambini (uno un po' più grande e uno un po' più piccolo dei miei) quella notte.

Ovviamente, raccontata da chi me l' ha raccontata un margine di dubbio ce l' avevo, ho controllato su Facebook ma erano scomparsi entrambi, poi ricomparsi. Ho chiesto cautamente alla conoscenza comune se li avesse sentiti ultimamente, e lei mi fa: si, mi ha raccontato una storia incredibile e secondo me lei davvero non ci sta di testa se è vera.

Io ho continuato a salutare indifferentemente tutti i vicini che conosco quando li incrocio, solo con una ci siamo detti tre cose in più, tra cui che aspettava i risultati di esami per un sospetto tumore.

E mi chiedo: ma io che devo fare con questo tipo di vicini qui? Quella con gli esami in corso, che mi sembrano tanto carucci lei e il marito, vorrei scampanellarla per sentire come sta o invitarla a un caffè, quelli dietro casa mia che si urlano contro giorno e notte, non passa settimana che sento dei bambini urlare e manco so chi siano e dove esattamente abitino, per fortuna con il capo ci siamo fatti entrambi l' idea che sia si una famiglia difficile, ma che si sfoghino appunto urlando e basta.

Ma mi sento completamente impotente in queste situazioni: se so che ho un vicino violento che pesta la moglie e terrorizza i figli, so che il figlio grande ne patisce da matti ma ha le reazioni "sbagliate" (e d' altronde che deve fare un bambino? Secondo me ce l' ha con la madre che non decide di darci un taglio, come se poi fosse facile), figlio piccolo è un bambino dolcissimo e timido e non avrei nulla in contrario se venisse a giocare con i miei e forse avrei dovuto proprio proporlo. Ma posso salvare gente che non conosco o finisco solo per complicarmi la vita ed entrare nei casini di gente che sta male, e incasinarmi la mia di vita?

Finora la mia disponibilità non l' ho mai nascosta, ma mi rendo conto che quando arrivi per ultima ad abitare in un posto ci sono un sacco di cose che non sai sulle reciproche relazioni tra i tuoi vicini, e alla fine, se quando ho inaugurato casa e ho lasciato un biglietto ai vicini invitandoli a prendersi un caffè ed è venuta solo lei, forse devo fare come gli altri vicini, che hanno infilato un biglietto di Natale lo scorso anno tre case più e tre case più giù ed adeguarmi. Almeno fino alla volta in cui magari tocca a me chiamarla la polizia.

E voi che vivete in città o in campagna, avete un minimo di radicamento sociale e familiare o manco per niente dove abitate, come vi regolate con i vicini? E i casi di coscienza li avete mai avuti?

9 commenti:

luby ha detto...

Che tasto dolente....
Vediamo...
Io sto cambiando casa di continuo ed ho deciso di non voler instaurare un rapporto con i vicini per un solo motivo:
Non mi voglio affezionare!!!!
Ci rimango troppo male quando poi me ne vado :(

Si anche io ho avuto dei pazzi che:
A) si pestavano di notte!
B) uno a tagliato un orecchio al marito
C) lei non Sto arrivando! Parkare con un tono normale, urla e basta!
D) lei fa dalle cinque alle 10 lavatrici al giorno, ripeto, al giorno
Ultimi, arrivati ieri freschi freschi.... Lei tieni i tacchi tutto il di e tutta la sera. Risultato: io a mezzanotte ero sveglia s sentire tic tac tic tac!!!!!!!!

Insomma i matti ci sono eccome e non solo in olanda ;)
A me piace avere rapporti sociali ma con loro proprio no....

Anonimo ha detto...

Ho avuto dei vicini di peste per i quali abbiamo cambiato casa dopo 3 anni, e gli ultimi che rimpiango tanto, avevamo i figli gemelli, un'osmosi continua tra le case e i giardini, e siamo diventati amici davvero. Poi abbiamo cambiato regione, adesso ho rapporti cordiali ma non amicali, e la mia vicina Roberta mi manca!! Per quanto riguarda la tua situazione, in effetti bisognerebbe a volte reprimere l'impulso a occuparsi dei loro problemi.
saluti cari,
Paola

merendasinoira ha detto...

avrei da scriverci un libro, sui vicini di quando stavo in condominio in città...
qui ora in piccolo condominio di collina, mah... l'età media degli altri 5 alloggi è 77.. ce ne son due che sono soli e ultraottantenni equando non captiamo movimenti o suoni per due giorni di fila ci chiediamo se chiamare i pompieri... gli altri son un po' più giovani ma di quelli che si fan i caxxi tuoi da dietro le tendine.. arrivati qui abbiamo tentato di fare un aperitivo o un tè... ci han presi per matti... auguro lunga vita a tutti ma spero in un ricambio rapido,che le uniche volte che mi han permesso di entrare negli altri alloggi è stato perché qualche nonnetto si era sfracanato a terra e serviva forza giovane... ^^

lulli ha detto...

io vivo in un palazzo di 12 appartamenti, noi siamo l'unico appartamento di studenti, per il resto solo famiglie.
i vicini mi sembrano tutti carini, però in corso c'è una specie di guerra interna, vengono attaccati biglietti in cui vicino x viene accusato di rubare elettricità in cantina, o vicino y di non fare il winterdienst (ossia spalare la neve dal vialetto e dal giardino) ma di intascarsi i soldi e basta.. da quello che ho capito sono tutti contro vicino y, e infatti non prendono per esempio i suoi pacchetti. noi ci teniamo fuori da questi litigi e prendiamo i pacchi di tutti, e vicino y la settimana scorsa ci ha regalato una scatola di raffaello per ringraziarci.
sotto di noi vive una famiglia con due bimbi piccoli, una ha due mesi e le coliche, qualche settimana fa una sera ha suonato il papà con una bottiglia di prosecco e dei tappi per le orecchie per scusarsi del fatto che la bimba pianga forte, io quasi non ci credevo!

mammainrenania ha detto...

Parlando dei vicini in Italia,ci conosciamo tutti: giovane coppia con figli, ragazza madre,coppia con figlia di lei, single gay, single maschio etero, coppia senza figli, coppia senior con figli grandi, coppia con figlia. Gli unici che guardiamo con sospetto è la coppia con figlia e nessuna relazione sociale. Pensiamo che bevano e lei è davvero un pò svampita, ma finora nessuna scena drammatica. A parte qualche diverbio in riunione condominiale, i rapporti sono molto distesi, organizziamo 3 o 4 BBQ all'anno e vengono anche quelli che hanno abitato al condominio precedentemente. Durante quelle occasioni ci si prende per i fondelli su -quasi- tutto.

mammainrenania ha detto...

In Germania, annovero una sciroppata che teneva i tacchi di giorno e di notte e se ne è sbattuta totalmente delle nostre proteste, un'altra che ha iniziato una crociata contro chi fumando in casa, avvelenava la tromba delle scale. Finestre delle scale aperte notte e giorno,un freddo filtrava da quelle porte! Quelle di compensato, tristi che in italia non ha più nessuno...Su alcune finiture interne standard la Germania è davvero terzo mondo...
comunque nulla di particolarmente truce...

Matteo ha detto...

Io dei miei vicini conosco solamente il nome e non di tutti. Prima un rapporto col vicinato ce l'avevo, poi ci siamo trasferiti e a 20 e passa anni non ti viene voglia di socializzare. Già ce l'hai le tue amicizie, i tuoi impegni e a meno che non ci pensi il caso, rapporti nuovi non li costruisci.

Amedeo ha detto...

Anche se la mia vita è a Roma, il mio letto ufficiale (+ famiglia) sono in aperta campagna lepina.
I vicini? Dio ce ne scansi e liberi.

Uno è mia cugina, con marito e tre figli. Vi basti sapere che, quando un bambino chiese a sua figlia di 5 anni "Come si chiama il tuo nuovo gatto?", lei rispose: "La fregna che te cieca" - non per offenderlo, era davvero il nome del gatto! Sua nonna glielo ripete ogni giorno assai spesso.
Altri vicini sono di fronte il balcone della mia stanza. In estate, giuro, mi svegliano tutti i giorni intorno alle 8 con bestemmie - dei bambini, prima che dei genitori - e parolacce varie. Le comunicazione dei due bambini con la madre si svolge tra insulti vari, quali "puttana", "deficiente", e varie ed eventuali.
Dietro casa, invece, ho una coppia mista, italiano lui russa lei. Lui è un maschilista puro. Si tira avanti tra botte e denunce reciproche.

Insomma. Capite perchè non mi cago nessuno, no?

MAQ ha detto...

ti leggo e rivedo casa tua...
nostalgia!!!