sabato 5 luglio 2008

Sto lat (100 anni)

"Domani c'è da noi una cena di femmine, ci vieni a fare lo strip tease?"
"Femmine, che femmine?"
"Il compleanno di Marta"
"Aaah. No, comunque non ci vengo".

Poi quando si è affacciato un attimo per dirmi una cosa è stato accolto da grandi ululati e agitar d'ali (col pugno sotto le ascelle e su e giù con i gomiti, per capirci). Il capo, che è un uomo carino, ma di fondo introverso, ha sorriso, salutato ed ha battuto in ritirata.

L'ho inseguito dietro alla lavatrice per spiegargli che ci stavano facendo un resoconto interculturale su come si ubriacano gli ucraini maschi e quelli femmina. I maschi, omoni giganteschi, tirano giù una wodka dietro l'altra e poi si mettono a piangere di commozione. Le femmine, senza perdere una goccia di decoro e attenzione per gli ospiti e il buffet impeccabile, tirano giù una wodka dopo l'altra per poi guardare d'improvviso negli occhi l'ospite e sbattere le ali come sopra, ululando 'Yiiihhaaah", come un cow-boy sbronzo.

A quel punto della sua storia ucraina l'amica Wanda ha tirato per la giacchetta il suo uomo dicendo "ce ne andiamo. Ora" che l'amica Wanda è donna di mondo e sa quando ormai è quasi troppo tardi.
"Ma no, stiamo così bene, perché?" chiede il suo ingenuo accompagnatore anglo-zelandese, che sarà pure abituato a qualche drinking binge da vero maschio, ma deve ancora imparare un paio di cose sulla wodka.

Questo il tenore della serata. C'è da dire che le ho accolte tutte con un bicchiere della mia sangria corretta al rum, che le insalatine e i couscous erano buoni, che la torta (una torta senza farina di grano, senza uova, senza zucchero "quanti ingredienti si possono togliere da una torta prima che smetta di essere torta?" si è chiesta Eia, l'autrice finlandese della stessa, che ho visto otto anni fa l'ultima volta, ma di cui mi ricordo e ho citato ieri le battute geniali di allora che ancora ricordo a memoria) una meraviglia e che di sangria non ne è rimasta una goccia, che abbiamo cantato tanti auguri a te in 6 lingue (finlandese, brasiliano, inglese, francese, italiano, serbo-croato)+ sto lat che è la canzone di circostanza polacca e Er is een jarig hurrà hurrà che è la controparte olandese.

Che abbiamo riso incredibilmente. che abbiamo parlato di arte, uomini, antropologia, fotografia, figli, uomini, dottorati, madri italiane, suocere italiane, madri polacche in un crescendo di orrori che ci facevano ridere ancora di più, di mariti olandesi (e lì qualcuno ha cominicato a chiedere con discrezione dove fosse il bagno), riordinato e dormito come angeli fino a mattina inoltrata.

Poi mi chiedono perché adoro le cene tra donne. C'è da dire che le olandesi erano solo due.

4 commenti:

barbaraland ha detto...

Io non sono astemia, ma mi sento già brilla, soltanto a leggere questo post!! :-) Quanto mi sarebbe piaciuto sentire il tanti auguri in sei lingue!! quattro di esse le conosco, mi mancano il finlandese e il serbo-croato. Chissà cosa avete detto delle madri italiane e soprattutto delle suocere italiane!! per fortuna la mia non è italiana!! ;-) A presto. B

mamikazen ha detto...

Sangria.
Ecco cosa mi ci vorrebbe. :-)

KIARAYUKI ha detto...

hO LETTO SOLO ADESSO UN TUO COMMENTO CHE MI HAI LASCIATO A MAGGIO... E' DAVVERO BELLISSIMO E MI HA RINCUORATA E DATO FORZA E CORAGGIO, OLTRE CHE SAGGI CONSIGLI. QUINDI TI VOLEVO RINGRAZIARE E MANDARTI UN ABBRACCIONE FORTISSIMO! DEVI ESSERE UNA DONNA FANTASTICA!!! KIARA

Mammamsterdam ha detto...

Ciao Kiara, mi fa piacere sentirti.
Mami, dai che fra un po'scendo, niente niente riusciamo a farcela, la sangria.