domenica 1 giugno 2008

Piccoli ospiti


Gli Gnorpoli sono da un pezzo abituati ad andare a dormire da qualcunol, e gli piace parecchio. Ennio tra i vari amichetti probabilmente è stato il primo. Orso, suo malgrado anche: quando aveva tre anni mi sono ritrovata con un moemento di impasse, Ennio già era stato smistato, e incontrando la mia consuocera all'asilo di mattina, le chiedo al volo se potevo spedirle Orso a dormire la sera stessa. Così anche Orso ha avuto il suo battesimo da ospite.

Avere dei piccoli ospiti da un lato ti espone al rischio di qualcuno che si sveglia di notte e vuole la mamma, e comunque alla certezza di sonni tardivi e risvegli antelucani. Però i bambini mangiano più volentieri, si sottopongono di buon grado alle routine serali e imparano anche che in altre case i rituali possono essere diversi. E sparecchiano.

In genere si fa il lettone con i materassi a terra e si dorme accampati. I bisbigli, le chiacchiere, qualche volta una risata omerica "Dormite", gli busso contro il muro.

La settinmana scorsa abbiamo invitato Lotte, che dopo quella visita estemporaea di Orso l'anno scorso aveva una gran voglia anche lei di venire a dormire da noi. Orso, orgogliosissimo. Aveva un'ospite. Tutta sua.

"Mamma, stasera quando viene Lotte ci dobbiamo fare il bagno insieme".
"Certo amore, con tutti i giocattoli".

"Però la nostra vasca è troppo piccola per tre".
Ci pensa sopra.
"Ennio può andare a farsi il bagno per primo, e intanto io e Lotte mangiamo molto, molto lentamente, e poi ci andiamo noi a fare il bagno".

Io e il capo ridiamo sotto i baffi. Se l'è studiata benissimo.

"E Lotte dorme nel mio letto di sopra".
"Ma forse Lotte non ci è abituata a dormire sopra e potrebbe cadere, sai che facciamo, facciamo un lettone grande per terra".

"E Ennio dorme con voi".
E la sera, tutti sul divano a guardarsi un film e il fratellino di Lotte che la cerca:
"Lotte è qui, è seduta accanto a me. Accanto a Orso".

Povera Lotte, neanche 4 anni e ha già l'amico italiano possessivo.

Ieri invece è venuto Julian. Che aveva invitato Ennio a giocare da lui domenica, e allora colgo la palla al balzo e dico ai suoi di portarcelo a dormire. Arriva con un borsone verde lucido ad aerei bellissimo e il suo pupazzo-lepre Haas.

Anche Julian lo scorso weekend ha avuto il battesimo del fuoco: è andato a dormire da Marlou. La mattina in realtà era ancora perplesso, non era sicuro poi di volerci davvero andare. Ma è poi andata benissimo.

Così ha passato un venerdi e un sabato a friggere di impazienza per venire da noi, i suoi ne hanno approfittato per andare a cena fuori, loro hanno giocato, mangiato, sparecchiato, si sono lavati i denti e hanno visto che Julian si fa dare l'ultima spazzolata correttiva spontaneamente e allora anche loro, per una volta, non hanno fatto storie.

Ennio ha assaggiato il dentifricio di Julian, che pizzica un po' ma è da bambino grande. Abbiamo fatto un po' fatica a farli addormentare e stamattina si sono alzati alle 7. adesso sono a farsi il bagno e fra un po' li consegniamo ai genitori di Julian così noi possiamo dedicare la mattinata alla casa e agli amici architetti che vengono a guardare.

Che i bambini si divertiranno tanto a farsi visita, ma anche ai genitori a volte fa comodo.

5 commenti:

barbaraland ha detto...

Come sempre mi offri spunti di riflessione! Deve essere un'esperienza molto costruttiva! credo che insegni ai bambini a socializzare e a crescere insieme agli altri. Non ricordo di avere mai avuto un'esperienza simile quando ero piccola, forse perchè ero una bambina! complimenti quindi ai genitori di Lotte! (quella del bagno insieme è troppo forte!)

barbaraland ha detto...

P.s. Se avrò l'opportunità è un'esperienza che farò provare anche a mia figlia! (magari inizio con l'ospitare, visto che non ha mai dormito senza di me....ma ancora c'è tempo! ha solo due anni e mezzo!)

Mammamsterdam ha detto...

in effetti nemmeno io potevo mai andare a dormire da altri. Credo sia proprio una questione di mentalità, specie da noi a sud. Ricordo che una volta in quinta liceo si parlava di fare la notttata a casa di una compagna prima di partire alle 5 per la gita, e mio padre si oppose dicendo che non sapevamo che gente erano e CHE MALATTIE AVEVANO.

Per dire, la mentalità.

CIAO,
Ba

Roberta Filava ha detto...

..io forse lascer� sveva dalla nonna in campeggio una settimana, e dico forse perch� cambio idea ogni giorno perch� anche se sono certa che farebbe la brava come a scuola io mi sentirei persa senza di lei. Solo la necessit� mi costringer� a decidere. E' normale tutto ci� o sbaglio?
mi sa che devo iniziare a soffrire in silenzio e lasciarla andare...
baci
roberta

Mammamsterdam ha detto...

Siamo noi madri a fare la fatica maggiore. Anche se ci seppelliamo di lavoro, la sera mi viene sempre da andare a guardare se dormono bene.

Ma a loro fa benissimo, trovo che a questa età (a tutte le età) i nonni abbiano tanto da dare e da insegnare ai piccoli e devono avere questa opportunità di farlo senza noi fra i piedi.

Io ho ricordi splendidi delle vacanze con i nonni e voglio che anche i miei figli ce li abbiano. Infatti mia madre parla di portarsi Ennio in Abruzzo un paio di settimane, e anche se cio' significa cumuli di rogne e passaporto da fare, devo davvero provarci.

Fallo, serve a noi e serve a loro.