domenica 15 giugno 2008

Paolo Nori ad Amsterdam

Ieri sera, alla Libreria Bonardi di Amsterdam (e se non ci siete consiglio di scrivergli e farvi mettere sulla mailing list: lb@bonardi.nl) c'è stata una lettura di/con Paolo Nori.

Marina Warner, la proprietaria della libreria ha invitato Nori come regalo per sé stessa, dice, che ha voluto condividere con noi, del che la ringraziamo ancora. Che è stata una gran bella serata e il vino e il salame erano buoni.

Ora, chi non la conosca, c'è da dire che Marina è la persona più pudica, introversa e meno protagonista che io conosca. Lasciatela in pace con i suoi libri, che lei è felice. È anche una enorme conoscitrice di letteratura italiana e sua diffusione nei Paesi Bassi, e tira e vai, quest'anno la Repubblica Italiana l'ha nominata cavaliere per i suoi meriti culturali.

Per dire, il cavalierato come istituto, se uno pensa chi è il decorato medio, che gli amici fanno lobby e allora gli danno un cavalierato per levarselo di torno, poi invece se lo ritrovano più intorno che mai, il cavalierato è stato riabilitato in un colpo solo. Ma lei, Marina, la tiene nascosta, quella pecetta lì. È una che preferisce star zitta.

Ieri invece era loquace. Ha fatto una bella introduzione, tanto prolissa, per lei, che dico è lei. Ha riunito in libreria i noriani che si è allevata nel tempo, e anche quelli che lo sono diventati per conto loro. Comunuqe noi siamo andati in massa che ci aveva promesso il salame, poi c'erano anche il parmigiano, in quanto Nori dice sempre che è di Parma, e la frittata di Pinuccia, lei invece è di Canelli, ma non c'entra adesso.

Prima tra tutti io, ero lì che la libreria era ancora chiusa, per una volta sono arrivata per prima, e son soddisfazioni anche queste. E sono riuscita a intervistare Nori, intervista che andrà in onda martedi prossimo su Radio Onda Italiana, ma su questo vi aggiorno martedi.

Nori, cosa dire di Nori. A me Nori l'ha fatto conoscere proprio Marina, come scrittore. Ha adottato la tecnica dello spacciatore. Prima mi ha prestato un paio di libri (Bassotuba non c'è, Spinoza, Grandi ustionati). Poi ha chiuso i rifornimenti e i libri, se volevo sapere cosa ne era di Learco Ferrari, me li sono dovuta comprare. Storia della Russia e dell'Italia l'avrò regalato a un mucchio di gente, che questi sono i pericoli quando una da giovane studia russo. Poi le piace Nori che ha studiato russo anche lui.

Allora, chi ha letto i suoi libri, magari ne ha ascoltato la voce sui CD, quello di Learco, tutto Learco in un'ora, e quello in cui legge dei racconti di Aldo Gianolio accompagnato dal jazz, si fa un'idea di Nori, come scrittore e performer. E tranquilli, corrisponde. You see what you get.

Poi c'è il Nori che si conosce di persona, una personcina deliziosa, un pelo taciturna, divagante. Fosse un bambino, direi: un bambino sognatore. Che ci sono i bambini pensatori, quelli attivi, quelli vivaci, quelli leader. Però ci sono anche i bambini sognatori, quelli che in genere ti rispondono ad hoc, ma un secondo dopo ci ripensano: dov'eravamo rimasti?

Che tu sei lì a parlare con uno di questi bambini sognatori e gli dici, per esempio, ma che bel treno hai costruito, e lui guarda il treno: ah, il treno, vero, l'ho costruito io. E capisci che nella sua testa stava risolvendosi un problema di aggancio dell'ala dell'aereo lego, dico il bambino sognatore, non Nori che magari con i lego non ci gioca al momento, il bambino sognatore nella sua testa stava già pensando all'aereo che avrebbe costruito dopo il treno. O forse insieme al treno, ai bambini sognatori queto discorso della consequenzialità delle cose, non è che li prenda tanto. Non è molto rilevante.

E se io leggo Nori, non so, mi viene il dubbio che anche per lui il discorso della consequenzialità delle cose non importi molto. Allora io trovo che Paolo Nori sia un grande scrittore, una persona deliziosa e anche molto sensibile (in caso fosse sfuggito a chi ha letto i suoi libri, poi se non li avete mai letti peggio per voi, ma rimediare, si fa presto), e se qualcuno pensa ancora che leggendosi Nori scrittore e personaggio poi in realtà si stia leggendo anche i fatti di Paolo Nori in carne ed ossa, da un lato è vero, che tutto nella vita è letteratura, ma dall'altro è una balla gigantesca, che la letteratura non ha niente a che fare con la vita, se non che qualche volta sono omonimi.

Ma succede per caso, uno di quegli errori anagrafici che un lettore serio ovviamente non prende in considerazione

A me, tanto per farne un egodocumento, ha fatto molto piacere ieri conoscere un tipo che era qui ad Amsterdam per caso, chiacchierarci per scoprire che ci piacciono gli stessi autori russi, tutto il periodo inizio secolo con gli -ismi he non finivano mai, che ha studiato russo nel periodo in cui lo studiavo io e nessuno capiva veramente bene cosa cavolo ti metti a studiare russo a fare. E nessuno ci credeva, se io dicevo che a me piacevano i grandi romanzi russi, e anche le Fiabe della vecchia Russia, che mia madre me le aveva regalate da piccola, che ero un po' sognatrice anch'io, solo non avevo il lego. Però avevo i libri russi per casa e me li leggevo.

Che è la sentimentale anima slava che mi frega. In fondo quasi un peccato che Nori lo abbia conosciuto prima come scrittore e poi come persona.

(E allora stavolta l'etichetta del post ve la traduco translitterata: Isskustvo kak priom, che non so come mettere la dieresi).

4 commenti:

chiaradavinci ha detto...

io invece ho conosciuto prima Nori persona e poi Nori scrittore. l'ho sentito leggere un suo pezzo anni fa, durante una conferenza dedicata alla traduzione letteraria e lui era il meno letterario e polveroso di tutti, mi ha fatto molta tenerezza e mi è piaciuto molto, come persona. mi ero sempre ripromessa di leggere qualcosa di suo, ma ho avuto altre urgenze lettararie in questi utlimi due anni e Nori però era lì, che dicevo che lo dovevo leggere prima o poi perché probabilmente mi piaceva. però avevo un po' di paura. sai, a volte succede che ammiri tanto una persona famosa (scrittore, attore, sportivo, quel che vuoi), poi la conosci e ci rimani male, dici: "mamma mia quant'è distante dalla sua immagine pubblica". e con Nori avevo paura di fare il contrario, di rimanerci male perché una persona così deliziosa magari scriveva male. però ci speravo e me lo lasciavo da parte, tra quelli da leggere prima o poi (per dire, insieme a Dostoievski, mettile tu le dieresi dove vanno).
poi un giorno mio marito arriva a casa con l'ultimo di Nori, attratto dalla copertina con l'Irma con su il cappello dell'Armata Rossa simile al mio della Vopo: "ho scorso le pagine e non ci ho capito nulla, per me ti piace". e mi è piaciuto da morire, tanto che mi sa che leggerò un po' tutto di lui.
sono contenta per te e spero di ascoltare presto l'intervista.

eio ha detto...

mi sarebbe piaciuto esserci.

Mammamsterdam ha detto...

Alessandro: c'eri, abbiamo brevemente parlato di te.
Chiara: sono d'accordo con quello che dici, conosci una persona famosa, carina e poi temi che invece non sia come te la immagini dall'immagine pubblica. Però con gli scrittori non mi succede molto, capisci parecchio di una persona da come scrive (per esempio, voi due che non vi conosco né di persona, né di voce ma solo per iscritto, penso mi piacereste un sacco anche dal vivo).

Ha parlato anche di letterarietà e relativa polverosità (e le traduttrici letterarie presenti erano tutte d'accordo, poi per il fatto che loro devono sempre giustificare le ripetizioni o le parole troppo semplici).

Insomma, sono contenta di fare traduzioni commerciali. Il solito discorso, uno si illude sempre he quello letterario sia un mondo meno ctonio di quello del vil commercio e non lo è, preferisco guadagnarmi da vivere con il commercio. Almeno so quello che faccio.

Comunque mi sono presa un mucchio di libri che non avevo o che mi aveva prestato Marina e adesso vorrei rileggerli, vi farò sapere.

mamikazen ha detto...

Son contenta che sia una bella persona anche dal vivo, oltre che dal libro.
Ma la gatta Paolo non c'era?