lunedì 10 gennaio 2011

La pillola è come l'antibiotico?

Vi giro questa notizia qui
secondo la quale le minorenni usano come contraccettivo soprattutto la pillola del giorno dopo.

E io mi chiedo chi gliela prescriverà mai, se sento tutte le storie di gente che in Italia per avere una pillola del giorno dopo richia di far prima a partorire che non a trovarla. E mi chiedo se i farmacisti obiettori fanno fatica solo con questo preparato qui, che ce ne sono di cose potenzialmente tossiche, velenose e insalubri che si vendono in farmacia e mi chiedo se il farmacista obiettore ogni volta fa l'atto di contrizione, o non le tiene mai tra le scorte.

Me lo chiedo perché io sono una figlia della necessità di informazioni sulla contraccezione, da quando ho 12-13 anni leggevo e mi informavo, poi magari per tanti altri motivi mi mancava la necessità fondamentale.

Però siccome meglio prevenire che curare, e siccome quandos studiavo all'Aquila non avevo uno straccio di ragazzo ma abitavo a fianco all'AIED, una volta ci sono andata a informarmi sulla pillola e mi hanno dato una tale sfilza di analisi da fare, che io, che odio le punture e i prelievi di sangue, non avendo una necessità rapida e contingente, mi sono scoraggiata e ho lasciato perdere.

Cioè, farmi l'impegnativa, mollare mezzo litro di sangue la mattina presto a digiuno in un altro paese e non ho la macchina, tornare a prendere le analisi, portarle dal medico e attendere il verdetto mi sembrava una roba inutilmente complicata. E che necessariamente coinvolgeva la collaborazione dei miei genitori che io invece se sono abbastanza adulta da farmi prescrivere la pillola vorrei arrangiarmi da sola, grazie tante.

Poi in Olanda per tanti altri motivi di ormoni e acne e svenimenti strani, su consiglio di mia madre al telefono che mi faceva: ma ho letto un articolo, vedi un po' se non ti puoi far dare la pillola, mi hanno prescritto la Diane, che chi se la ricorda sa che era una bomba di ormoni, altro che la trifasica. E la ginecologa, italiana oltretutto, che me l'ha prescritta mi ha spiegato: prescrivere la pillola è come prescrivere l'antibiotico, se non hai controindicazioni note comincia e tieni d'occhio la questione. Qualsiasi cosa strana che ti capita di notare chiamami o precipitati qui e vediamo cos'è, ma se la tolleri ci vediamo fra tre mesi.

A me la Diane come l'acqua fresca, niente ritenzioni idriche, niente emicranie, niente di niente, giusto quel paio di chili in più, ma che potevano dipendere da un mucchio di altre cose. L'ho presa per anni, mai avuto controindicazioni note, poi mi sono riprodotta e ho preso un'altra strada.

Sto nel sistema sanitario olandese da almeno 15 anni, con molta soddisfazione devo dire, e le volte che mi hanno prewcritto un antibiotico si contano sulle dita di mezza mano.

È chiaro quindi che da anni mi interroghi su questo fatto: ma perché in Italia gli antibiotici te li prescrivono come le palline zigulì e la gente arriva addirittura a prescriverseli da soli, usare gli avanzi alla cavolo e costruire resistenze accertate che abbiamo sempre meno medicine a disposizione a causa dell'uso indiscriminato?

E perché invece un po' di sana contraccezione viene vista come il diavolo, o quantomeno una cosa da complicare al massimo, mentre le prostitute minorenni o meno, le ragazzine di 13 e 14 anni che partoriscono, quelle un po' più grandi che non possono partorire anche se volessero perché non hanno casa, lavoro o un minimo di servizi e certezze nella vita, quelle che in certe province manco potrebbero abortire perché sono tutti obiettori nelle strutture pubbliche e non obiettori in quelle private, ecco questo e altro invece va bene.

Fatemi capire, ma qualcuno ha un problema con il sesso? O con le bronchiti recidive?

20 commenti:

Lumaca a 1000 ha detto...

sarà una frase fatte ma non dimentichiamoci che in italia c'è il vaticano...

supermambanana ha detto...

in Italia ci sono molte questioni come dire strane. Ma non siamo i soli, amici greci mi guardavano basiti al mio 'gli antibiotici farebbero male'. In Italia a Natale ho visto le citta' tappezzate con "Difendi la tua difesa" (i bambini lo ripetevano a mo' di tormentone quando eravamo in giro) come campagna anti-antibiotico (pro-biotico? linguistic pun hehehe) quindi magari qualcuno se n'e' accorto. Ma tanto il problema e' che pure che la televisione dice questo e quello, la zia Bina e la cugina Pina continueranno a dire si ma a me l'antibiotico serve per il pupo con la febbre a 38 che son 3 giorni che non scende (e vagli a dire che sarebbe normale!) che devono essere in piedi domani per partire per le vacanze/andare a un matrimonio/andare a scuola etc quindi ci vorranno un po' di generazioni prima di arrivare a consolidarsi su questa cosa. La contraccezione e' un'altra bella gatta da pelare, ma io ultimamente mi sono fatta una ragione che il fatto che dobbiamo convivere con il vaticano e' come abitare con la suocera in casa (con tutto il rispetto e i distinguo del caso) per quanto uno ci provi alla fine ci sono questioni che gli altri non devono affrontare e amen, dobbiamo imparare strategie di sopravvivenza (e vai a vedere che il tettaculismo e' una di queste strategie, vah). C'e' poi anche da dire che (anche qui con tutti i distinguo del caso) a me l'idea che siano le ragazze a doversi impasticcare, mentre per i ragazzi basterebbe il calzino, mi impensierisce, ecco.

madama bavareisa ha detto...

da lettrice per lo più silenziosa, stavolta passo a commentare.. sarà che con una figlia adolescente inizio da un po' a pormi la questione... il problema è sempre lo stesso, e non è quello delle bronchiti recidive, ma quello di uno stramaledetto falso moralismo e una cattiva educazione. Per paura che permettendo facilmente l'uso della pillola se ne faccian tante picole prostitute, si evita pure di fornire la restante necessaria informazione,e cioè che la pillola,ad esempio, previene gravidanze ma non altre malattie, e si sa quanto i ragazzini sian tendenzialmente scarsi in igiene...oltre che ignoranti in tutto, educati solo da ridicoli quanto pericolosi modelli di machismo.
dal canto mio, che è proprio solo un cantuccio, ho già annunciato a a mi figlia che il giorno che arriva un fidanzato le regalo, nel preciso ordine, un pacchetto di profilattici, e una visita ginecologica. Sul cosa se ne deve fare ho già provveduto, ma credo che abbia già arricchito la teoria coi tanti e fantasiosi racconti di compagne precoci :-)
Non mi aspetto nulla dallo stato, insomma... bello, eh?

فابيو ha detto...

Esco dal lurking per provare un doppio sillogismo carpiato:
1. per farsi prete occorre essere non proprio normali -> le gerarchie ecclesiastiche sono composte da gente tarata
2. la Chiesa cattolica è l'unica lobby con un certo peso in Italia -> i politici, per essere rieletti, hanno bisogno dell'appoggio della Chiesa
1+2 -> la classe politica italiana è ostaggio di un manipolo di gente tarata.
Verrebbe da dire che il problema è la religione, o meglio la sua interferenza sella società cosiddetta civile. In realtà il problema è il popolo bue.

Mammamsterdam ha detto...

Infattin sonon d'accordo sul fatto chea eudcare i figli, almeno su un paio di questioni etiche, il bene e il male, la vita e la morte, siano i genitori, solo che siccome non nasciamo con la scienza infusa, se per far fare due salti a mio figlio ci vuole l'insegnante di ginnastica, per spiegargli slre cose non ho nulla in contrario che lo faccia la scuola. La quale scuola visto che mi impone un obbligo scolastico (non so, ma se io fossi persuasa che i figli me li educo e allevo meglio io e ho le capacità o i soldi per farlo no?) in cambio dovrebbe almeno convincermi che a questo dovere lo assolve, ma qui e di questi tempi si rischierebe un fuori tema mostruoso. Faccisamo finta che abbiamo una scuola.

Detto ciò, ma io lo so benissimo che abbiamo il vaticano in casa che per convincerci che scopare è male, e che anche a scopo riproduttivo fa un po' schifo, non trova di meglio che divfendere i pedofili pur di scoraggiarci dal tutto.

Però mi viene da dire che l'istruzione per il medico e farmacista obiettore la paghiamo pure noi come collettività e che se questi invece di fare il mestiere che hanno liberamente scelto con tutti gli annessi e connessi, forse sarebbe meglio che studiassero da sagrestani se hanno dei problemi di coscienza.

Insomma, come sempre ne va di mezzo la salute e il futuro di persone giovani e meno giovani, solo che dei ragazzi tocca occuprsene noi, vero?

Alora sarebbe bello, e so che è utopico. se tutti facessero del loro: i genitori i genitori, la scuola la scuola, lo stato lo stato e la chiesa la chiesa.

Che mondo noioso che sarebbe, non avremmo niente da raccontarci.

Lumaca a 1000 ha detto...

ps
al tg hanno appena dato la notizia che il papa si oppone all'educazione sessuale nelle scuole europee...
pensavo di essere stata troppo drastica nel mio commento precedente, ma ora confermo tutto con più convinzione!

madama bavareisa ha detto...

noioso? ma no, sicuramente meno "omologato" e non è detto che sarebbe un male! :-)

sul fatto poi che ci sian professionisti pagati da tutti perché si occuoino della nostra salute...eh, è un tasto dolente, perlomeno per me (ho passato la mattinata a organizzarm un cambio di medico...) ..e così a caldo dico: meno male che in certo ambito siamo in grado, come genitori, di sopperire... in altri ahimé mi son già ritrovata a suggerire io pure i percorsi diagnostici, sopperendo alla..pigrizia, imperizia...izia izia... dei suddetti "professionisti". Cosa che, invecchiando, e non essndo medico, mi preoccupa assai...°_O

TopGun ha detto...

Il vaticano incide molto, ma soprattutto sulla vita di facciata delle persone.

Oramai molti giovani, studenti universitari, se ne fregano altamente.
L'unico effetto che provoca il vaticano è la disinformazione.

Io onestamente, come non prendo gli anitbiotici se non per necessità, non farei nemmeno prendere la pillola a la mia ragazza se lei non volesse.
Per paura che gli effetti collaterali sul lungo termine possano essere dannosi.

Ci sono altri sistemi ed onestamente, il cappottino di lattice non è così cattivo quando hai 15\20 anni.

Pillola del giorno dopo, ok se non si usa con frequenza.
Pillola anticoncezionale, è una scelta.
A me nonostante tutto spaventa, ci tengo a tenermela in salute la mia donna :D

Se dipendesse da me, investirei molto molto di più sull'informazione che è carente.
Mtv faceva un programma, Loveline, chi sa se lo fanno ancora.

Domanda scema.
In Olanda come si tratta l'educazione sessuale?(si chiama ancora così vero la materia? :P )

LGO ha detto...

Il Papa ha detto che non solo l'educazione sessuale minaccia la libertà religiosa, anche l'educazione civile. Abbasso le "concezioni della persona presunte neutre".
Siamo già tornati nel medioevo?
Magari, se continua così, ci ritroviamo di nuovo con i dinosauri in giro, almeno ci divertiamo un po'...

mamikazen ha detto...

Sto leggendo un libro in cui un gruppo di ragazze americane di provincia va nella grande mela a cercare lavoro, carriera e amore, chi in un ordine chi nell'altro. Il libro è stato scritto nel 1958. Leggendo mi son resa conto che io nel 2011 ho una preoccupantemente lunga lista di punti di contatto con quelle ragazze che hanno più o meno l'età di mia madre (e io ho una madre anziana). Ma non ci eravamo liberate? Quand'è che ci hanno rimesso in galera e non ce ne siamo accorte???

Byte64 ha detto...

ehm, non è il Vaticano che sta in Italia, casomai è viceversa, se no non si spiega...

;-)

Ma poi, scusate, mi sembra giusto eh, chi meglio di uno che non ha mai fatto sesso (?) e che parla a nome di uno nato con l'inseminazione artificiale (se va bene) potrebbe dispensare utili consigli in materia di contraccezione e vita coniugale?

Mi fermo qua, che poi va a finire che scado nella blasfemia...

cristina ha detto...

credo molto dipenda, come al solito, dalla classe politica e dirigente. Non è che siano pii e devoti, perchè la faccenda potrebbe essere discutibile in un contesto di stato laico, ma umanamanete comprensibile. E' che sono tutti clerici e non fottutamente legati al potere, ricordate la faccenda della case patrimonio della Chiesa vendute sottocosto al politico di turno? ecco il potere temporale della chiesa continua a esistere perchè gli omuncoli che ci dovrebbero governare hanno bisogno di attici in centro. sei un medico lombardo? formigoni è il tuo presidente ? se non sei iscritto all'azione cattolica non fai carriera - verificate gente verificate. La soluzione nell'immediato è nel sistema stesso, hai i soldi? paghi e ottieni quello che vuoi subito, anche dal più convinto farmacista cattolico, se poi glielo chiedi in privato è ancora più facile.
se non hai i soldi? beh non ti resta che provare con dio perchè da mammona la fila è lunga.

Lanterna ha detto...

Premetto: prendo la pillola da 13 anni (con pause-figli) e continuerò finché la mia salute me lo permetterà.
Tuttavia, ho assistito all'epopea di mia cognata, la cui coagulazione è stata rovinata dall'uso di contraccettivi ormonali (cerotto e pillola) e che ora a 28 si ritrova ad aver avuto un'embolia. Predisposizione, sicuramente. Ma questo mi fa pensare che è meglio consigliarli, quegli esami, se no ci si ritrova una ragazza infartuata sulla coscienza, anziché un bambino indesiderato.
Sull'educazione sessuale, sono d'accordo a metà. Nel senso: in un mondo ideale (ma abbastanza vicino a quello che è stato il mio), l'educazione sessuale dovrebbe essere appannaggio della famiglia, come quella sentimentale, etica e civica. Quindi un genitore decente dovrebbe da sempre parlare del fatto che esiste il sesso, esiste per fare i bambini e quindi è difficile fare sesso senza fare bambini, se non si usano protezioni.
Se non ne parlano i genitori, dovrebbe parlarne la scuola. Ma la scuola non può parlare apertamente e approfonditamente di cose che i genitori disapprovano, quindi il cane si morde la coda.
È un po', passami il paragone, come quando nelle commissioni mensa le madri si battono per togliere le verdure dal menu, "tanto i miei non me le mangiano". Non riescono neanche a pensare che esista un altro modo di cucinare, pensare e mangiare.

Mammamsterdam ha detto...

Lanterna, è verissimo quello che dici tu dell'embolia, ma la mia perplessità era proprio sul fatto se con gli esami che ti prescrivono per la pillola questo si possa scoprire o meno. Cioè che non ti controllino davvero certi fattori a rischio ma semplicemente ti rendano la vita difficile con esami che forse più di tanto non ti dicono, e che i veri rischi vanno controllati diversamente, solo che anche lì dovremmo ricordarci noi di andare a richiederli e farli regolarmente e io sono la prima che li trascurerei.

Poi che tutto può succedere e che ci siano genitori in giro che sull'argomento sesso andrebbero fucilati me lo raccontava la mia amica, che dopo aver dedicato tanto tempo ad educare il figlio adolescente alla contrccezione si è ritrovata dover portare lei la sua fidanzatina ad abortire (cosa peraltro contraria al suo sentire)perché la madre di lei ha dichiarato di non voler sapere niente.

Per dire che puoi prevenire ed educare quanto ti pare ma un errore di profilattico o incoscienza può sempre esserci e lì sono cavoli e bisogna sapere in anticipo cosa accetti dalla vita.

(Tipo mio padre che una volta confessò che se dioneliberi fossi rimasta incinta per sbaglio da ragazzina non c'erano decisioni da prendere, per la salute e crescita sana e futuro di un'adolescente lui anche se contrario vedeva solo l'aborto. Ma che in età della ragione voleva che sapessi che su tutte le alternative che io avessi ritenuto compatibili con la mia vita nessuno mi avrebbe chiesto di sposarmi in nome del figlio e che loro mi avrebbe sempre sostenuta emotivamente e finaizariamente su tutto quello che avrei deciso di fare). Una cosa che a suo tempo mi intenerì e commosse, anche se dentro mi me sapevo che era una stazione superata e che i genitori i messaggi important pare te li diano solo quando non servono più, cioè quando ormai avevo il capo e sapevo che il padre dei miei futuri figli poteva essere solo lui.

Mammamsterdam ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
stefafra ha detto...

Per l'embolia, se una é a rischio con la pillola lo é ancora di piú se decide (o se le capita) di restare incinta. Alcuni fattori di rischio sono noti e genetici, altri no, difficile fare previsioni.
Non fumare quando si prende la pillola diminisce il rischio grandemente, ma non lo elimina (in Svizzera se fumi dopo i 35 non te la danno piú, o smetti o ti arrangi altrimenti), non fumare in gravidanza dovrebbe essere ovvio.

monica - pontitibetani ha detto...

vabbè sarò offtopic.
ma la diane l'ho presa anche io e uguale uguale uguale mi informavo in tenera età del corpo delle donne, un maloppazzo dei collettivi femministi americani anni 70.
la ginecologa era una bestiaccia nel'uso della pillola, o forse giovane.

ma lo spaccio di medicine mi piace poco.

forse in italia lo si fa tanto per il gusto di compensare o mortificare il corpo, che per via della faccenduola vaticana, non si DEVE usare mai.

ammalare di troppa medicina si, curare si, infierire si (l'aborto senza soffrire, mai), lasciare andare le englaro di turno mai, lasciare che siano impiantati embrioni sani ...mai ...

insomma roba strana, robaccia italiana.

vi comunico, nel caso ve la forse persa che pare sia massiccio l'ingresso nei consultori dei centri aiuto alla vita, che fanno programmi di autocoscienza sull'aborto permettendo alla repobrobe di diventare consapevoli dell'omicidio commesso, stringendo tutine da bebè, ciucci e orsetti di stoffa. (se trovassi il link....).

oh beh ....
ciao

stefafra ha detto...

La diane me la diede la dermatologa senza fare storie, e avevo solo 13 anni, non chiese neanche il permesso alla mia mamma e non mi fece fare nessun esame, per via del'acne che mi devastava la schiena.
Fece miracoli e nessun effetto collaterale, ne morale ne materiale.
Poi l'ho ripresa anni dopo quando avevo bisogno della pillola per motivi piú "legittimi", ovvero finalmente avevo trovato un'anima gemella. Le pillole a dosaggio piú basso mi davano problemi a meno di non prenderle col cronometro alla mano.
Sinceramente mi fanno piú paura gli antibiotici dati come mentine, una sindrome che é comune a molti paesi, soprattutto del terzo mondo, un mio amico in vacanza in Messico per il mal di gola da aria condizionata andó in farmacia e invece delle solite robette da succhiare si ritrovó con capsulone di antibiotico da ospedale, che la morosa medico riconobbe come tali inorridendo.
Spesso é fatto per ragioni di paramento di didietro, o per ragionamenti del tipo "costo/beneficio" tipo "trattare tutti i malati ricoverati in un certo reparto ogni anno preventivamente costa tot, curarne uno che si becca una infezione costa tot*100, forse é meglio prevenire", a volte anche solo per far star buono il paziente o i di lui genitori o figli preoccupati.
Poi c'é l'uso in agricoltura, che se non é estremo come negli USA é un problema, per esempio in Olanda tutti gli allevatori di polli o suini vengono automaticamente trattati come portatori di batteri resistenti agli antibiotici appena entrano in un ospedale, e quasi sempre lo sono.
L'uso e abuso di antibiotici porta allo sviluppo di resistenze varie, che sono un problema ogni giorno di piú e potrebbero disarmarci a breve tempo contro le infezioni.
E mi fermo che é meglio, sulle resistenze ho lavorato fino a poco tempo fa e tendo a diventare una palla micidiale.

Mammamsterdam ha detto...

eh no, Stefafra, invece siilo la palla micidiale e diccele queste cose, che nessuno le ripete mai abbastanza.

Io ai figli compro solo la carne biologica e anche lì ho dubbi sugli antibiotici. Quindi quello che sai diccelo.

stefafra ha detto...

Gli antibiotici possono essere usati in modo curativo anche in agricoltura biologica, visto che non curare un animale malato é crudeltá verso l'animale, oltre ad essere costoso per l'allevatore. Oppure se eliminare il problema costa poco si elimina l'animale direttamente.
Il problema non sono i residui nella carne, che anche nel convenzionale sono minimerrimi, ma quello che si seleziona in una fattoria con animali sotto antibiotico, che per forza di cose sono pieni di batteri, che per forza di cose vengono selezionati verso l'essere resistenti.
E fanno diventare resistenti pure i batteri del contadino, che li condivide coi suoi animali, impossibile l'isolamento totale. Ma poi li condivide anche con la sua famiglia, e coi vicini di letto in ospedale.
Ma é difficile cambiare la situazione, se non impossibile. E non é col "bio" che si risolve. Sarebbe troppo facile.