venerdì 15 gennaio 2010

E il terrorismo nero ce lo siamo scordati? (per la serie: non ci siamo fatti mancare proprio niente)

Non è solo dall'anniversario di piazza Fontana, ma già sempre più spesso, a proposito e a sproposito, si cita la stagione degli anni di piombo. Questo non mi sorprende perché, per quanto all'epoca fossi bambina e vivessi nella provincia abruzzese sicura e tranquilla, persino io so che è un periodo della nostra storia recente con cui non abbiamo mai davvero fatto i conti.

Non abbiamo mai davvero fatto i conti con questo periodo, come non li abbiamo fatti con il fascismo grazie al rivolgimento di culo per cui quelli che ci venivano ad invadere per liberare il resto dell'Europa non allineato con il nazifascismo si sono invece ritrovati accolti da Alleati e liberatori e ci è voluta tutta la nostra ben nota paraculaggine italiana perché fosse questa la versione passata alla storia.

Con tutto che sappiamo benissimo, a volerci far caso, che questo processo di liberazione è stato tutt'altro che indolore, tutt'altro che semplice, tutt'altro che chiaro, ma semplifichiamoci la vita, gli alleati ci hanno liberato da sud, i partigiani da nord, e noi siamo tutti buoni e vittime del fascismo come il resto, che in quegli anni però ci combatteva.

Fa nulla perché siamo in ottima compagnia, l'Austria è un altro paese che con questo suo passato ha preferito non fare i conti e raccontarsi le storielle rassicuranti a cui con il passare del tempo credono tutti. Mica come la Germania, che ci hanno messo 50 anni a liberarsi di questa pesante eredità (che, lo ricordo, noi finché a Benito faceva comodo abbiamo condiviso), ma che con sudore, lacrime e sangue i conti li hanno fatti e chiusi come si deve.

In quest'ottica capite che delicatezza, che signorilità, che potenza argomentativa sia stato dare del kapò a Schulz. Questo lo dico perché un paio di sere fa Videocracy alla fine l'ho visto, e la faccia di Fini in quell'occasione è stata un poema. Che volendo ci dice pure tutto quello che sta succedendo oggi tra i due alleati. Ma meglio che non divaghi.

Ora, specie nell'anniversario di piazza Fontana, con tutta la cronaca duomistica che è seguita, a me sorprende come nessuno dei Soloni che ci ammaestrano abbia fatto lo sforzo di ricordarsi che la nostra stagione degli anni di piombo sia stata inaugurata dal terrorismo nero. Un terrorismo di cui ancora bisogna dire ad alta voce i mandanti, perché mandanti ne ha avuto. E i cui responsabili accertati non mi pare siano stati mai perseguiti dalla giustizia o linciati mediaticamente nella misura in cui, per usare un'espressione vintage dell'epoca, nella misura in cui, dicevo, è avvenuto alla controparte.

Vabbé, mi si dirà, ma quelli erano comunisti e per fortuna che S c'è a salvarci da oltre vent'anni dal comunismo. Peccato abbia iniziato all'epoca della caduta del muro di Berlino, il che mi ricorda un po' la trasformazione chimica invasore->alleato di cui dicevo sopra. Ma non stiamo a farne questioni di lana caprina.

Terrorismo rosso, terrorismo nero, se chiedi agli italiani chi abbia messo la bomba alla stazione di Bologna ti dicono per il 70% che sono state le BR. Che ti vuoi discutere.

Tutto questo mi sono decisa a scriverlo perché ieri alla libreria Fort van Sjakoo in cui sono entrata per la prima volta, dopo 15 anni di Amsterdam (e a cui dedicherò un post a parte prima o poi), ho trovato un librino in inglese, di tale Stuart Christie, intitolato: Stefano delle Chiaie, portrait of a black terrorist.

E meno male che esistono le lingue straniere e la capacità di leggersi, ascoltarsi, vedersi tutto quello che i media in Italia dimenticano di ricordarci, e noi poveri, con la memoria corta.

Adesso me lo leggo criticmente e vi saprò dire. Perché tra i miei infiniti difetti a suo tempo io ho pure seguito un corso monografico di storia contemporanea sul terrorismo e fa solo bene, a ventanni di distanza, ripassarsele le cose.

Vi traduco solo brevemente questa nota introduttiva a pag. 1:

"FASCISMO
Il fascismo è un movimento populista, collettivista e statalista opposto ai 'monopoli' capitalismo e comunismo. Sebbene il fascismo recluti proseliti da tutte le classi sociali esso attrae soprattutto la classe media in quanto sembra offrire una "alternativa al bolscevismo" e al contempo permette loro di mantenere i propri interessi ponendosi come la Terza Forza tra multinazionalismo e capitalismo di stato.
Il fascismo (corsivo mio) si nutre dell'insoddisfazione, del rancore, di un nazionalismo esagerato, dell'anticomunismo e del pregiudizio razziale: tutti elementi che fioriscono in tempi di insicurezza politica e sociale.
Il fascismo non ha mai prodotto un sistema razionale di idee e attrae particolarmente coloro a cui manca l'abilità critica, nel valutare una situazione e le proprie emozioni, di mettere insieme tutti i fatti e i fattori di rilievo; gente che o per abitudine o per inerzia è diventata completamente dipendente da altri per ottenere le proprie opinioni e che trova comoda e vantaggiosa l'obbedienza acritica all'autorità."

Vi ricorda qualcuno? No, per dire.

Per questo vi dico pure che a seguito di questo post per un po'di tempo i commenti anonimi manco li leggo, li cancello direttamente. Lo dico soprattutto alla mia mamma, che nel frattempo le ho spiegato come potrebbe commentare anche senza farsi un profilo, ma per stavolta ma', meglio soprassedere.

18 commenti:

supermambanana ha detto...

"Il fascismo non ha mai prodotto un sistema razionale di idee e attrae particolarmente coloro a cui manca l'abilità critica, nel valutare una situazione e le proprie emozioni, di mettere insieme tutti i fatti e i fattori di rilievo"

ecco, appunto, il mio mantra. Capisci bene quindi che, soprattutto ora in cui i fucili non si usano piu' che son volgari, l'arma e' quella dell'affossare le abilita' critiche, il critical thinking. Per cui quello di cui io mi sorprendo e che tu o altri si sorprendano che nessuno "abbia fatto lo sforzo di ricordarsi... [x]", per ogni [x], perche' le abilita' per fare questo sforzo come altri sforzi che vadano al di la' di decidere su chi espellere dal grande fratello, o (a) le abbiamo perse, o (b) non le abbiamo mai sviluppate se per iattura del destino siamo nati troppo di recente, o (c) semplicemente non le vogliamo applicare perche' fa fatica e la fatica, come i fucili, sono volgari oggigiorno, o (d) non le vogliamo applicare perche' ci fa comodo (ti dice niente il nome Minzolini?)

Pythya ha detto...

Oh, sfondi una porta aperta. Ricordati che insegno storia, e nel quinto liceo programmaticamente arrivo agli anni 70 in Italia. La stagione delgi anni di piombo per gli storici comincia con Piazza Fontana e finisce con Bologna (e quella me la ricordo bene, ci sono passata in treno 3 giorni dopo la strage. 2 agosto 1980). Da Delle Chiaie a Gladio, dalla banda della Magliana a Fioravanti; molti aspetti della nostra recente storia NOn sono ancora chiari, su molti c'è il segreto di stato e questa la dice lunga. Quest'anno a scuola organizziamo io ed un mio collega un corso di approfondimento sugli anni di piombo riservato al triennio, con una appendice sui simpatici annni 70 in sudamerica...voglio vedere poi se attribuiscono alle BR anche piazza fontana....Il problema, come sempre, è la disinformazione, cronica nella scuola e nella società italiana. Segnalazione: Patrick Fogli, Il tempo infranto. Romanzo neanche tanto romanzato sulla strage di BOlogna, stra servizi segreti "deviati" e altre amenità...ciao ciao Monica

bacco1977 ha detto...

Il post e' lungo mamma. CI sono un po' di cose su cui un "fascista" come me dovrebbe rispondere.

Non rispondo sulle stragi(di stato). Ho le mie idee a riguardo ma di fatto e' un periodo che non ho vissuto, troppo complesso.

Per quanto riguarda il fascismo. I conti con la nostra storia li faremo quando accetteremo le seguenti cose:

"
L'Italia era un paese a stramaggioranza fascista.

L'italia ha dichiarato guerra a mezzo mondo e l'ha persa. Tutta l'italia ha perso la guerra. Non una parte

Noi eravamo i cattivi. I buoni erano altri.

I partigiani erano eroi, ma erano un stragrandissima minoranza.
Molti, aggregatisi alla fine, non furono altro che criminali di guerra approfittatori. Fascisti diventati improvvisamente partigiani che perpetuarono gli stessi crimini che perpetuavano prima semplicemente sotto un altro colore.
Altri invece si aggregarono quasi epr ripicca contro coloro che durante ilr egime avevano posizioni piu' alte. invidia insomma.
I partigiani da ricordare con sommo rispetto ed eterna memoria sono pochi.


Siamo un popolo di facce da culo voltagabbana. i migliori venditori d'auto del mondo insomma . Berlusconi e' noi.

Il 25 Aprile dovremmo fare mea culpa, e non festeggiare una liberazione che nessuno voleva ma che sapemmo volgere a nostro vantaggio come ottimi voltagabbana

Il 25 aprile dovrebbe diventare il giorni in cui l'Italia intera dice: Eravamo fascisti , abbiamo sbagliato. E' stato il piu' grosso errore della nostra storia
".
Solo in questo modo faremo i conti con la storia e metteremmo la parola fine.

Personalmente, preferisco stare con chi ha perso ed ammettere che una buona parte del fascismo fu un errore, che eravamo i cattivi e che siamo usciti sconfitti da una guerra che non avremmo mai dovuto combattere.
E visto che i miei nonni l'hanno dovuta combattere,il 25 aprile preferisco stare con chi ha perso. Cioe' i miei nonni.

A ricordarmi di non commettere mai piu' gli errori che loro, i miei nonni , commisero.

Un saluto da Sal.. ehm Dublino :D

emily ha detto...

troppo forte mammam, sei veramente una mente incredibile. sto facendo girare il tuo libro, piace a tutti.

mammaemigrata ha detto...

Per quanto riguarda il periodo terrorista che l'Italia ha attraversato (rosso o nero poco importa, sempre di estremismi si trattava e, purtroppo, si tratta ancora), trovo che la cosa peggiore è che, almeno per quanto riguarda me, a scuola non se ne parla abbastanza. Di quanto mi ricordo, si è speso un sacco di tempo a conoscere a memoria i sette re di roma, e in men che non si dica, ci siamo ritrovati alla maturità senza avere nemmeno il tempo per affrontare i temi scottanti del dopoguerra, che pure erano già "lontani" da noi. Si è parlato pochissimo anche della caduta del muro e di cosa voleva dire cortina di ferro, perestrojka e altri termini che pure facevano parte del nostro quotidiano. Abbiamo frequentato la scuola in un periodo storico importantissimo, e nessun prof ritenne importante commentarlo "in diretta". E credo che se oggi chiedi a un adolescente italiano del terrorismo in Italia, probabilmente ti risponderà che in qualche modo c'entrano Bin Laden e gli americani che gli fan la guerra. Come dici tu, non abbiamo speso abbastanza tempo a riflettere, a fare anche i dovuti "mea culpa", ci siamo scrollati di dosso tante cose gravissime, forse per la mentalità, non so, il fatto è che si continua a farlo ancora ora e in peggio... è una cosa gravissima perchè è come se perdessimo una parte della coscienza... però dico anche che meno male che oggi le fonti di informazione sono tante e chi ha voglia di approfondire può farlo....

Chiara ha detto...

http://3.bp.blogspot.com/_9ORnLlKv4yA/S09byVv8fkI/AAAAAAAAA1o/R9B6rvu9Jm4/s1600-h/haiti_anticapitalismo.png

Come si può ben notare, anche di fronte alle disgrazie, bisogna sempre sottolineare da che parte si sta.

Pythya ha detto...

Scusa, B., se posso, decidi tu se pubblicare, faccio quale puntualizzazione al post di Bacco1977 (e non commentare E TI PAREVA!!!!)
Se posso, Bacco, qualche puntualizzazione, da prof di storia come dicevo. VERO che l'Italia era a stragrandissima maggioranza fascista, verissimo. Almeno fino al 38 con le leggi razziali (il direttore della camera del fascio di Roma era ebreo...molti ebrei italiani erano pluridecorati della prima guerra del resto). Dopo il 38 il dissenso aumenta, non tutti condividevano il Patto d'Acciaio (da Ciano in giù) all'interno del PNF. E poi la guerra ("basteranno aualche migliaio di morti da gettare sul tavole dei vincitori" Mussolini dixit); il disastro e la fame (infatti gli stessi fascisti sfiduciarono Mussolini nel 43). Erroraccio quello dell'armistizio, insomma, abbiamo fatto i valtagabbana. MA la Resistenza era partita nel 43, financo nel remotissimo Abruzzo (brigata partigiana Maiella, la più meridionale d'Italia); e avevano il sostegno e la solidarietà della maggioranza della popolazione. La minoranza erano i disperati della Repubblica di Salò. E stavano dalla parte sbagliata (in nome di principi discutibili, dico) partecipando anche alla razzia del Ghetto di Roma. Quindi è giusto festeggiare il 25 aprile, perché molte citta italiane si sono liberate da sole, con le loro forze.
Poi possiamo discutere del resto, dalle rappresaglie a piazzale Loreto, dei tanti errori dei partigiani eccetera. I miei nonni hanno combattuto in montagna, ecco perché io festeggio il 25 aprile (dopo che avevano disertato, mio nonno tornò a casa con mezzi di fortuna dalla Grecia).
HAI comunque ragione. I conti col fascismo non li abbiamo ancora fatti, figuriamoci con la storia più recente. Basta vedere con quale leggerezza si inneggi a Mussolini su FB, tra i miei diciottenni (ai quali ricordo che se si inneggia a Mussolini lo si deve prendere in toto, leggi razziali e sfacelo della guerra compresi).
Salutami la bellissima Irlanda (da turista ho amato tutta la zona Nord, ovest ed est): da Stalingrado ...ehm scusa, dall'Abruzzo, Monica.

Mammamsterdam ha detto...

Io magari, con mezza famiglia dietro l'ex cortina di ferro un'idea di cosa sia un regime dittatoriale ce l'ho e molto diretta.

quindi a Bacco posso rispondere serenissimamente: in una ditttatura per forza ci sono le maggioranze bulgare. Da qui a dire che la stramaggioranza degli italiani era per il fascismo è come dire che quelli che ha mandato al gulag erano per Stalin.

Le purghe, il delitto Matteotti, la stampa asservita al regime, fuorusciti come Salvemini: ci sono stati e quindi già questo dimostra che tutto questo consenso non era totale.

Mia zia che era maestra elementare in un paese (come un quarto di quel lato lì della famiglia, tutti impiegati nella Pubblica Distruzione, scusa Monica) ha dovuto fare il giuramento al regime come tutti. Se si fosse rifiutata, zoppa, nubile e senza grandi mezzi, non slo si ritrovava sulla strada lei, ma ci finivano pure i nipoti orfani e la sorella.

Tra parenesi, grazie a Mussolini mio nonno è morto in Africa e non sappiamo manco dove è seppellito. Mia nonna non ha mai preso una lira di pensione, ho dei carteggi che in confronto certe cose che scrive Camilleri sono Svezia.

Insomma, i fatti li sappiamo poco perché non ce li insegnano e non li vogliamo sapere.

A me del brano che ho citato nel post piace in particolare il punto in cui dice: il fascismo non ha mai prodotto un sistema razionale di idee. Mi piace perché quando anni fa chiesi a mio fratello perché votava Fini (per tutta l'adolescena, particolarmente lunga e tormentata nel soggetto si definiva direttamente fascista), quali valori riconosceva come propri: beh, non è che la risposta si capisse, e sui valori era chiaro solo che avevamo esattamente gli stessi, quindi qui qualcosa non mi torna.

A me, che manco ho voglia di definirmi di sinistra, però saprei dirlo, se interrogata, quali valori del sol dell'avvenire riconosco come miei nonostante tutto: le dittature che ho vissuto sulla pelle mia e dei miei, la mancanza di un partito che mi rappresenti e la vergogna che sta continuando ad essere il PD.

E tutte le umane miserie che conosciamo, ma, ripeto, pare che a destra le miserie umano conoscano solo quelle degli altri e non può essere così, perché siamo, appunto, tutti umani. A volte forse troppo umani.

bacco1977 ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Pythya ha detto...

Sono perfettamente d'accordo sulla pubblica Distruzione, soprattutto ora. Ah, comunque i prof universitari in tutta Italia che NON giurarono per il Fascismo furono solo 21. Un po per bisogno, un po per vigliaccheria, un po perché ci credevano, firmavano tutti. E io, sono di sinistra? Boh che ne so, non lo so più. L'attuale partito di maggioranza, il cosiddetto PD, mi fa ridere. Il PDL mi agghiaccia. Leggo vari quotidiani on line, tra cui IL FATTO, giornale che non si avvale di contributi pubblici, che insiste sulla legalità. Ecco, questo per il momento è il mio valore principale. La legalità, il rispetto delle regole. Saremmo davvero un paese migliore, se tutti rispettassimo regole che già esistono, come quelle della nostra Carta Costituzionale. O forse lo è sempre stato, come valore, e pensavo che fosse scontato rispettarlo. Non so. Oggi qui in italia si fa un po fatica a parlare di legalità...

Mammamsterdam ha detto...

Bacco, ieri non l'ho fatto per fretta (cioè, l'ho cancellato percé rischiava di andare per le lunghe) e stamattina prima di moderare il tuo ultimo commento, che mi ha pure chiarito un paio di cose che non erano chiarissime, mi stavo proprio dicendo; sarà comunque il caso di ringraziare Bacco perché ci mette la faccia nell'argomentare opinioni che rischia la gente gli salti addosso (anche se la gente che conosco che commenta questo blog sono in genere personcine civili ed educate, nonché abituate ad argomentare). adesso ci metti anche il nome e solo per quelo vai rispettato.

(Sul nome ai figli, è una cosa controversa in famiglia, mia madre ha sempre trovato iettatorio dare a mio fratello il nome del nonno di cui sopra, e ancora oggi si chiede se non avesse avuto ragione. Noi siamo giunti ala conclusione che è meglio non dare nomi di parenti troppo sfigati, agari meglio quelli dei cuorcontento. insomma, auguri per la figlia, che io vorrei chiamare come la prozia maestra, ma al capo non piace Filomena. E neanche Philo, se proprio la vogliamo fare più chic).

bacco1977 ha detto...

ma figurati. Grazie mille.
Ho solo cercato di argomentare.
Sono quasi passati 100 anni dalla marcia su roma.
Speriamo di riuscire as archiviare tutto definitivamente.

(la mia bisnonna si chiamava Beatrice, ed anche mamma. Credi che potra' avere difficolta' una mia eventuale figlia ad integrarsi con un nome cosi' italiano?)

Mammamsterdam ha detto...

Il nome è bellissimo e integrabile, piuttosto chiediti tu, se resti lì, se hai voglia di sentirla chiamare Bea con l'accento locale.

(È il motivo per cui non chiamerei Silvia una figlia, nome che amo, perché me la sentirei chiamare selfi-ja a tutto spiano).

Adam's Rib ha detto...

... Eccome se mi ricorda qualcuno. Purtroppo. La situazione è talmente imbarazzante che sovente mi mancano le parole, mentre dentro è tutto un ribollire di rabbia.

graz ha detto...

Arrivo tardi, è stato detto tutto e non trovo niente da aggiungere. Quoto Adam's "sovente mi mancano le parole mentre dentro è tutto un ribollire di rabbia".

Precisamente.

Comunque BELLO. Il post e la discussione che ne è seguita.

/graz

Mammamsterdam ha detto...

Si, lo volevo dire anch'io che bello. Proprio di quelle discussioni utili e civili che delle volta una sta lì a scrivere un post, si sente scema, poi ti accorgi che invece hai scritto una cosa seria.

Il libro ancora non lo comincio (lo dovrei ritrovare prima), ma vedremo come va a finire.

LGO ha detto...

Ma come, l'hai già perso????
Sì, bella la discussione ma torniamo a razzo al tuo corsivo (si nutre dell'insoddisfazione, del rancore, di un nazionalismo esagerato, dell'anticomunismo e del pregiudizio razziale: tutti elementi che fioriscono in tempi di insicurezza politica e sociale). Oddio se non ricorda qualcosa!
E pensando ad allora e guardando a quello che succede ora, come si fa ad evitare di ripetere gli stessi errori? Come si fa, non dico a tirarsene fuori, ma a manifestare il dissenso (si può dire così?), e farsi sentire?

stefafra ha detto...

Sembra una definizione della lega....che infatti attrae tanti che sono fondamentalmente fascisti ma non lo ammettono.
Per esempio mia madre: dopo frequentazioni passate com MIS e altra fascistaggine assortita adesso si è allegramente buttata in politica, con la lega!
Le voglio tanto bene, è la mia mamma, ma è dura, è tanto dura da digerire.