giovedì 11 ottobre 2007

Caviale iraniano

Certe cose non succedono per caso: a giugno ho ordinato alla sorella di M. che sarebbe venuta in visita dall'Iran del caviale. Per motivi di visto arrivano solo adesso, proprio oggi che ho appena trovato il burro da latte non pastorizzato al negozio turco Genco.

Purtroppo una considerazione di ordine estetico mi blocca dal precipitarmi sull'ambito vasetto: è troppo carino, così impachettato in carta stampata a caratteri persiani e la cordicella fermata dal piombino. Devo prima fotografarlo, e prima o poi spero di riuscire a trovare il sistema per appiccicare foto su questi post, non ne vengo a capo.

E lunedi vado a Mosca, chissà non riesca a procurarmi il caviale di salmone, che mi piace tanto e quello dell'Ikea proprio non c'è paragone con i caviali clandestini che hanno nutrito la mia infanzia.

Ma adesso esco, e la foto deve aspettare. Chi ha una ricetta di blini o altri usi nobili del caviale? Anche se per me la cosa migliore è scucchiaiarmelo direttamente dal vasetto, e poi un giro di leccata sul fondo.

3 commenti:

MarinaV ha detto...

Se ti spiego come mettere le foto sul blog, ci pappiamo un po' di caviale insieme? ;)

De kokende mamma ha detto...

mannaggia me e la mia boccaccia, certo che ce lo mangiamo insieme. Però se mi volessi bene davvero me lo insegneresti gratis (vabbé, ce provo). Vabbé, ti voglio bene anch'io. Con blini?

Vic ha detto...

Per me ormai l'unico modo che riesco a immaginare per gustarsi il caviale è a enormi cucchiaiate su delle belle fette di pane casareccio imburrato, come facemmo a casa tua a Tortoreto tanti anni fa con tuo padre. Mia madre (mia madre! ti rendi conto! non una persona che si impressiona facilmente) ancora se ne ricorda, come pure mio padre, per il quale sia il caviale, sia il modo in cui mia madre se l'è gustato hanno ormai assunto una dimensione mitologica.
I minicrostini con quattro pallette disposte in modo artistico li lasciamo alle riviste di cucina snob.
Vic