lunedì 24 agosto 2009

Meno 31 e Il manuale della mamma dello sposo

L'anno scorso a luglio ho messo sul blog un contatorino che oggi sta a 99968. Mi sembra un'enormità, ma mi fa ovviamente anche un gran piacere.

Se il visitatore/la visitatrice numero 99999 si fa viva con un commento, o una mail a orsovolante(chiocciola)gmail.com, e magari mi racconta mezza cosa di sé, cerco di farmi venire in mente qualcosa di carino e personalizzato per festeggiare.

Magari uno dei miei libelli amicorum. Qui sotto, tanto per darvi un'idea, il Manuale della madre dello sposo, scritto una volta per l'amica Laura.


Introduzione
Eh, si, i figli. Giusto quando si pensava di essersi tolte un peso, averli tirati su nel migliore dei modi, seguiti negli studi, avviati ad una professione dignitosa, ecco che ti fanno l’ultimo sgambetto: si sposano.

E non ci si lasci immediatamente andare a considerazioni sentimentali e lodevolissime sul tenore: il mio bambino si sposa (pronunciato a seconda dei casi con un sospiro di sollievo, una furtiva lacrima, un moto stizzito o alzando occhi imploranti al Cielo, che contempli di lassù le miserie di quaggiù con occhio benevolo), perché ciò ci distrae dalle impellenti necessità di sopravvivenza.

Non si dimentichi infatti che un figlio che si sposa, trasforma automaticamente la madre in madre dello sposo. E per meglio figurare in tale veste, non basta abbandonarsi alla spontaneità del momento (guai, anzi, perché nulla è meno spontaneo di un matrimonio) ma occorre approntare per tempo il proprio contegno o affidarsi alle cure di un rinomato mother of the bridegroom-planner professionista.

Questa guida quindi intende proporsi come un utile strumento alle imminenti madri dello sposo, sottoponendo alla loro attenzione una serie di punti essenziali alla loro posizione. Ognuna potrà chiarirsi le idee e decidere quale atteggiamento si confà meglio alla propria disposizione di carattere, complessione fisica e situazione. Lasciamo le successive conclusioni alla sensibilità individuale o alla competenza professionale del planner consultato.

Auguri e nipoti maschi,
L’Autrice

Preparativi
La madre dello sposo raggiunge picchi di stress da preparativi notevolmente inferiori a quelli della madre della sposa. La pressione non le si alza, gli attacchi di bulimia non sopravvengono, le notti insonni sono ridotte al minimo. Ciò le permette di arrivare radiosa al grande giorno. Anche perché non c’è rischio che lo sposo, al momento della vestizione, smagli tutte le calze per il nervoso.

La madre dello sposo parla con nonchalance dei preparativi alle amiche.

La madre dello sposo accetterà con grazia l’invito a un thé con la mamma della sposa, solamente per puntualizzare di lavarsi le mani da tutti i preparativi che la seccano. “È il suo giorno” dirà, sorridendo intenerita, della sposa “chi meglio della mamma può consigliarla e assisterla?

La madre dello sposo, può appellarsi ad antiche tradizioni di famiglia per imporre il suo parere sui dettagli che le premono. Dopotutto, non saranno certo suo figlio o suo marito a smentirla, che ne sanno gli uomini di tradizioni di famiglia?

La madre dello sposo è esente, se lo desidera, dalla partecipazione alla scelta del vestito da sposa.

La madre dello sposo, che lo desideri o meno, non è tenuta a sindacare sulla scelta dell’abito dello sposo. Ci pensa la futura sposa con SUA mamma.

La madre dello sposo non è tenuta, qualora non lo desideri, a ricamare personalmente per lunghi anni il lenzuolo nuziale. Viceversa, qualora invece lo desideri, la sua scelta si impone sul lenzuolo della madre della sposa.

La madre dello sposo può fare a meno di partecipare a lunghe spedizioni sulle bomboniere, ma ha diritto di veto.

La madre dello sposo può approfittarne per baciare chi vuole e farsi baciare da chi vuole. Viceversa, richiedendo il suo ruolo una presenza più discreta di quella della madre della sposa, ella può eclissarsi con discrezione per evitare i baci indigesti.

Stato d’animo
La madre dello sposo può piangere in chiesa, ma con discrezione. Si consiglia un fazzolettino bordato di pizzo - eventualmente tratto dai campioni di prova scartati delle bomboniere - al posto dei Kleenex. Tener conto di commozioni impreviste nella scelta di mascara e eyeliner.

La madre dello sposo, qualora interrogata, dichiari: “Questo per me è un giorno splendido, perché ho acquistato una figlia”. E si sa che le figlie non sono mai gratis.

La madre dello sposo, qualora non interrogata, si astenga da commenti. Se interrogata si rifugi dietro un signorile no comment.

La madre dello sposo può commuoversi al ricordo del figlio neonato.”Come crescono in fretta” sospirerà, senza aggiungere “Mi sembra ieri che gli cambiavo il pannolino”.

La madre dello sposo non assume automaticamente il ruolo di matrona per il semplice fatto che il figlio si sposi.

Conclusioni
Un figlio che si sposa può scombussolare un po’ la madre, per tanti motivi. Ma la madre dello sposo ha l’innegabile vantaggio sulla controparte di tenersi ai margini dell’organizzazione, risparmiar tempo e fatica e ricevere comunque la sua dose di complimenti e rallegramenti.

Tutti gli sfoghi emotivi del futuro sposo possono essere dirottati sul padre (“Sono cose da uomini”), le considerazioni finanziarie anche, e quindi la madre dello sposo può dedicare le energie da lei preventivate per l’evento a se stessa: scelga un vestito che le piace, si faccia fare un preventivo da parrucchiera, visagista e manicure, parli solo se interrogata e sempre in modo enigmatico.

Non essendo coinvolta eccessivamente nei preparativi può dedicare le due settimane precedenti l’evento a una visita alle terme per presentarsi radiosa il giorno dell’evento. Tenga presente che la madre della sposa sarà invece piena di occhiaie, insonne e con i nervi a fior di pelle. Solo per questo motivo ci si potrebbero augurare figli maschi.

Tanti auguri e buon divertimento

14 commenti:

dancerjude ha detto...

beh, io ora ero il 99972, ma facendo un refresh sono diventato il 99973...
il contatorino è un pò fallace, ma fa niente...
bello il tuo blog, specialmente per chi, come me, vorrebbe capire (ma non sempre ci riesce) come si vive fuori dall'Italia, paese ormai decadente da cui io vorrei scappare (mentre invece mia moglie no)...

Mammamsterdam ha detto...

Infatti questo contatorino non lo capisco e contraddice l'altro, ma era la scusa per tirarmela.
Forse tua moglie vede nel vivere in Italia altri vantaggi che contano anche loro, o magari è più relista e vede benissimo gli svantaggi iniziali del trasferirsi, che non è tutto rose e fiori neanche qui.

Trasparelena ha detto...

io son la 99990, vale? eh mi sa di no! :-)
comunque sono un po' invidiosa, io in 2 anni sono appena a 20000 accessi (circa)

dancerjude ha detto...

beh mia moglie è stanca di ricominciare sempre tutto, poi in terra straniera peraltro, e nonostante le condizioni dello stato sociale italiano, preferisce adeguarsi alla situazione attuale piuttosto che avventurarsi in una cultura divera, un clima meno favorevole e una lingua nuova... per alcuni versi le dò ragione, anche io nutro tanti dubbi, ma la voglia di vivere in un posto dove le condizioni dello stato siano migliori mi fa tante volte pensare a questo spostamento... tra l'altro se si dovesse fare sarebbe questo il momento giusto visto che mio figlio è ancora piccolo... mah, chissà, vedremo, anche se non credo comunque...e aggiungo purtroppo...

graz ha detto...

Porca paletta che traffico!! è mezzogiorno ed il contatorino dice 100041!!! Peggio che sul passante di Mestre!!!

Vabbè così non ti debbo dire niente di me ;-))))

/graz

Gìa ha detto...

ciao mammamsterdam. io sono la 100044.mi piace molto leggerti. pensare a tutte le cose che fai a volte mi fa sentire un po' "mareata" (io sto vicinissima a venezia), ma sicuramente la prossima volta che vengo ad amsterdam controllo se state dando uno spettacolo teatrale... :-)

francesca ha detto...

Troppo tardi 100059 !!
Ciao Francesca

zauberei ha detto...

Sto fori tempo massimo ma auguriiiiiiiii
i 100000 sono sempre un momento commovente:)
Detto ciò cara mia L'olanda ti ha olandato il cervello! E mo vediamo che te fa er meticciato quando te crescheno i figghi.
Le madri delli sposi italici, sono sollevate per la lontananza dai preparativi tuttavia non sono meno isteriche delle mamme delle spose, essendo che volevano il figlio in casa fino alla morte.
Suggerirei un punto in cui dici più o meno: alla madre della sposa è proibito portare la kolt in chiesa.

Mammamsterdam ha detto...

Zau, a miiiaa? io che già piango adesso se penso che verso i 18 anni mi escono di casa. Chissà quando mi riportano qualche cretina a casa (il cretino no, per favore, meglio un maschio intelligente e se dio vole bonazzo per genero, che una cretina).

Comunque, sulle madri: e infatti il mio è un manualetto di comportamento, vuoi che non le saccio? Semmai ci metto un capitolo sullo zen e gli esercizi di respirazione, bottarella di yoga, ritiro in un ashram al posto della biutifarm.

Magari si ripigliano in tempo per la cerimonia e altrimenti niente come una botta di cari, vecchi psicofarmaci.

MarinaV ha detto...

Ba,
quando hai tempo, scrivi anche un manuale della madre del neopadre? Così il cerchio è chiuso... ;)

Chiara ha detto...

Beh, se la madre dello sposo si astiene dal lasciarsi coinvolgere è perché non è ancora divenuta suocera. Prego ogni giorno affinché la madre del mio fidanzato sia in futuro equa e liberale...ci metto anche del mio, venendole incontro (dipende).
Sono capitata quasi per caso in questo blog e devo dire che sono molto contenta d'averlo trovato :)

Tenedle ha detto...

haal 10000 !!

Andrea Matranga ha detto...

ciao Barbara. Li meriti tutti questi
100298 visite. baci per tuta la cucciolata ..fatti viva più spesso.

Mammamsterdam ha detto...

Ecche è sto record di visite e commenti, devo farlo più spesso. Vabbé, fra breve vi prometto un candy, così posso dire di averne fatto anch'io.

Marina, di madri del neopadre ne conosco bene una molto atipica, che devo fare?

Comunque, a tutti, guardate che a pagamento io vi scrivo tutti i libelli e manuali semiseri che vilete. Pure quelli seri, se l'argomento mi appassiona, toh.

Tanto, come diceva il mio collega thai alla fabbrica di diamanti, che saeva tre frssi in inglese, ma efficaci, devo dire, visto che vendeva più di tutti:

"You buy, I sell, give me credit card".