venerdì 23 novembre 2007

Da evitare come la peste

Stasera, non dico come e ospite di chi che non è carino, perché in fondo la compagnia è stata piacevolissima, ho finalmente cenato da Pasta e Basta, sullo Spieghelgracht, nella stradina degli antiquari di fronte all'ingresso principale (ora chiuso causa restauri) del Rijksmuseum. Meglio specificare, che sennò magari qualcuno si sbaglia e ci finisce dentro.

Vuoi che non avessi già sentito parlare di questa formula di ristorazione che prevede camerieri/e che cantano pezzi d'opera tra una portata e l'altra? Tra l'altro un paio di anni fa ci è andata a mangiare mia suocera con le sue amiche dell'hockey e le era piaciuto molto, quindi già un buon motivo per sapere che doveva essere una schifezza. Nulla contro mia suocera, che è una santa donna, la ammiro e le voglio un gran bene, ma tanto è notorio che su cibo e ristoranti, anche se spesso ci piacciono le stesse cose, abbiamo una filosofia di fondo diversa.

Io benedico anzi mia suocera e le bacio i piedi devotamente, perché frequentando lei capisco chi sono i miei polli quando devo scrivere un'articolo. Sempre utile conoscere il proprio pubblico, cosa che con il blog funziona un pelo giusto con chi mi lascia commenti, (del che ringrazio).

Poi di Pasta e Basta, francamente, un altro episodio ci aveva suggerito di dubitare anche della part II della formula, ovvero la musica. A tutt'altra cena di gala, il proprietario che manco so chi sia (dio lo perdoni per i soldi che si sta facendo alle spalle dei fessi, perché c'è da dire che è un ristorante ben frequentato e recensito, che devo dire, chi è causa del suo mal pianga sé stesso) dicevo si era portato dietro una sbarba e come supplemento a sorpresa dell'intrattenimento di quell'altra cena, dopo averci detto brevemente chi era e che faceva, l'ha fatta cantare. La sbarba, giovane, bionda, bellina e in abito da sera, ha annunciato che avrebbe cantato l'aria "XXX" di Verdi e il mio capo ha immediatamente corretto, a mio esclusivo uso e consumo "Rossini", che voglio dire, la differenza tra Verdi e Rossini la capisco persino io. Anche lì, saremo noiosi, ma o sai fare un mestiere e sai quello che fai, o resta a casa. Che poi non cantava PROPRIO male, ma tanto per dire che tipo di locale è.

Insomma, stasera entriamo in ottima e numerosa compagnia, soffitti bassi e opprimenti ma in fondo bel localino, ci sediamo, tutti camerieri/e giovani e belli e una tipa bionda, giovane e mostruosamente decisa alla porta che ci mette a sedere e ci azzittisce per microfono quando qualcuno canta. C'è un piano a coda con il coperchio alzato che ospita una selezione i antipasti. Scommetto che è solo l'involucro e al posto dei tasti bianchi e neri c'è una tastiera Roland o simili. Che date le premesse....

Ci portano una serie di antipasti, OK, più o meno commestibili. Le coZZe, in questo paese vegono bene per forza se non cominciano a sputtanarle con il porro, e infatti si fanno mangiare, funghetti trifolacchiati, verdurine al dente, una fettina di salame, buono. cioè, ok, commestibile, si ciacchiera e mi distraggo. poi annunciano la pasta al pollo e tutti gli/le italiani/e presenti li vedo storcere il labbro, del tipo "Ma ho capito bene?", purtroppo si.

Arriva un piattone con poca pasta scotta, un mucchio di pollo a tocchetti, pomodori secchi, prezzemolo tritato e altre puttanate, che bastava lo dividessero in due e tenessero il dente avevi fatto pasta aglio olio parmigiano grattato con i buchi grossi della grattugia quadrata e prezzemolo e un secondo di pollo e pomodori secchi cum puttanate che però in quel modo andava bene. Invece no, me li hanno dovuti mettere insieme. Piatto di dessert misti con tiramisu (buono ma un cucchiaio a testa), bigné scongelati, una fettina di parfait anch'èeso scongelato e alcune fruttine qui e lì per far scena.

Torno allegra a casa in bici, che oggi è stato un pomeriggio splendido e una notte dolcechiaraesenzavento che quando pedali lungo il canale e vedi l'acqua ferma e immobile rendi grazie al signore o chi per esso. Mi metto a letto. Ne esco di corsa raggiungendo a malapena il bagno al piano di sopra. Mi fermo qui, ma era peggio della maledizione di Tutankamon. Col che mi convinco definitivamente che Pasta e Basta per me è un capitolo chiuso. E così spero anche di voi.

5 commenti:

De kokende mamma ha detto...

Poscritto, la pasta inoltre era totalmente sciapa, ma a parte tutto cantavano bene, anche se non solo italiano, e la serata mi si è decisamente illuminta quando un'altra sbarba ha cantato "Leather" di Tori Amos che piace davvero tanto, e ne ha fatto un'interpretazione molto originale.

MarinaV ha detto...

Certo che se avessi chiesto un po' in giro ti saresti evitata la nottata in bagno...

farouche ha detto...

le mie esperienze di cucina italiana in Olanda sono due:

1) Pizzeria Costa Smeralda, Zutphen. che fesseria che ho fatto!!!!!!

2) Café Odessa, Nijmegen. tre anni fa ci ho gustato degli spaghetti alla panna (e altre diavolerie che adesso non ricordo) accettabili, appena appena scotti, e un tiramisù divino per sapore e diabolico per dimensioni (sul menu era indicato come "Tiramisaurus Rex", e ho detto tutto). adesso ha cambiato gestione, non so se il cuoco è rimasto lo stesso.

comunque, dopo queste due esperienze, in genere mi astengo.

De kokende mamma ha detto...

si, ma proprio io che per anni ho evitato i ristoranti italiani in Olanda, diobono. Comunque il Tiramisaurus rex mi sembra pura poesia.

farouche ha detto...

lo era, credimi, lo era...