È una scocciatura perché tra andare e tornare mi porta via anche tre ore e di solito piove. Ma mi dispiace perché così conosci i bambini, ai miei figli piace vedermi lì a fare il capo e poi stavolta ci sono i piccoli, quelli più piccoli dei miei, e a me questi 4- e 5-enni fanno troppa tenerezza.
Il capo negli ultimi giorni ha invece aiutato ad organizzare la prima serata informazioni per i genitori e ci siamo andati ieri, mente Pietro ci teneva le belve facendole suonare e giocando a scacchi con Ennio.
Significa che i genitori vengono accolti con caffé, te, succo di frutta e biscottini e vengono informati di cosa accadrà nel corso dell'anno. A cosa serve il comitato genitori, chi vuole dare una mano e per esempio viene a leggere ad alta voce ai bambini), presentare il bilancio del contributo annuale (per le feste, le gite e i regali di Sinterklaas, che si pagano una volta sola e non ad hoc) e di quello per la sorveglianza durante il pranzo.
Il tutto tenendo presente che la settimana scorsa abbiamo fatto il colloquio iniziale individuale in cui si parla del bambino e si concorda l'approccio migliore se ci sono cose da segnalare, in modo che casa e scuola siano sulla stessa linea o quantomeno concordino di non esserlo e dio provvede.
A me, lo dico subito, hanno impressionato le lavagne elettroniche. Sembrano delle semplici lavagne bianche a pennarelli che all'occorrenza fanno da schermo per un beamer che ci sta sopra. Ma in realta una volta collegate funzionano da megaschermo del computer con touch screen. La maestra ci apriva e chiudeva per esempio gli esempi del piano settimanale dei bambini toccando la lavagna, e apriva altri documenti toccandoli. Poi magari sul documento proiettato scriveva cose in pennarelli colorati, o anche solo con il dito. LA VOGLIOOOOOOOOOO.
Ora è vero che abbiamo una scuola nuova di pacca e con aule grandi. Ma voglio dire, è una cosa meravigliosa proprio come vengono pensate le aule. Io non lo sapevo, ma ho scoperto che l'altezza di banchi e sedie varia e le varie misure sono contrassegnate da tappi di un colore specifico. Ennio adesso è arrivato al verde. Cioè, mano a mano che il bambino cresce sale di colore, così sa sempre, anche in una nuova disposizione dell'aula, quale misura fa per lui. Per me è strabiliante, che vi devo dire.
Il metodo Dalton prevede una pianificazione individuale settimanale divisa tra i momenti di istruzione con la maestra, lavoro individuale, di coppia e di gruppo durante il quale la maestra gira per i banchi. Ogni bambino ha un cubo di legno col semaforo per indicare se sta lavorando e non vuole essere disturbato (rosso), sta lavorando ma vuole fare domande (punto interrogativo) o se lo si può coinvolgere in altro (verde).
I tavoli sono riuniti in gruppetti da 4 a 6, ci sono poi altri due banchi con il computer che l'altro giorno a ricreazione due signori con un foglietto che riassumeva le mancanze e i problemi di ogni aula venivano ad aggiustare, il tavolo per l'istruzione con la maestra e la cattedra con il suo computer sopra, messa in un angolo. Una libreria con tutte le copie dei metodi che usano, mentre i quaderni di calligrafia, composizione ecc. se li tengono insieme ai tesori in due cassetti nel banco. La scuola gli passa tutto, la mattina nello zaino tocca mettergli solo merenda e pranzo, e gli indumenti e l'asciugamano per ginnastica il mercoledi e venerdi.
I corridoi sono ampi e attrezzati: al primo piano c'è una piccola biblioteca scolastica vicino a quelli dai 6 agli 8 anni, al piano di sopra un tavolo a serpentono che 8 computer per i grandi. Tra le aule della materna invece sono piazzate della casette in laminato per entrare, uscire, giocare o stare in pace dal mondo.
Chi si comporta particolarmente bene può uscire in corridoio a fare i suoi lavoretti.
Le maestre una volta usciti i bambini alle 14.30 passano il pomeriggio a rimettere a posto l'aula, preparare il materiale per il giorno dopo, correggere, fare schede. Certe volte arrivo a riprendermi i bambini dal doposcuola alle 18.30 e ancora stanno lì, per non parlare delle sere in cui appunto ci ricevono o si organizzano altre cose.
Ieri alla fine ci è toccato a tutti rimettere a posto i bellissimi banchi nell'ingresso, che hanno un sistema di colori e incastro, ma sono pesantissimi, e che vengono usati dal doposcuola per mangiare e fare attività, infatti al pomeriggio Orso sta sempre lì con i lego, i disegni, la plastilina o quant'altro.
Per carità, ci sono anche scuole vecchie, con banchi molto usati ecc. ma il fatto che tutte le scuole abbiamo un budget per la pulizia, manutenzione, materiali, aggiornamento per insegnanti e genitori che aiutano, perfino per i gessetti da terra, le corde per saltare e i palloni che si bucano a ricreazione e che adesso ci sono avanzati dei soldi per rifare nel nuovo cortile dei giochi, scivolo, casetta (le panchine ho proposto io di farle noi genitori e i bambini più interessati in viti e trapani come attività) a me sembra fantastico.
E mi sembra fantastico anche che ricomincino a fare i pomeriggi dei talenti dei genitori, ovvero chi ha voglia di guidare i bambini in una qualche attività (lavoretti, lotta, ceramica, coro, persino una lezione di storia dell'arte seguitissima) propone, si organizza i materiali e ha poi un'ora e un quarto per gestire, con l'aiuto delle maestre, i bambini che si iscrivono al suo corso. Si farà forse 4 volte all'anno, ma è fantastico.
Per cui ho proposto di cercare e usare anche una cosa simile su base settimanale da integrare al programma, visto che abbiamo tutta una serie di genitori, da quelli native speaker di inglese che potrebbero venire a leggere 15 minuti nella loro lingua un libro che i bambini già conoscono in modo da avviargli l'accento, al padre innamorato della matematica che vorrebbe tenere un'oretta dopo la scuola di giochi matematici con i bambini che ne hanno voglia.
Ma anche un gruppo di scacchi non mi sembra male, se ci sapessi giocare. Sono sicura che qualcuno si trova.
Intanto ho proposto teatro e latticini, ovvero fare insieme burro, yogurth e formaggio ed eventualmente andare insieme alla fattoria per visitarla e prendere il latte. Due attività che mi sembra si completino a vicenda.
Tutto questo, mi ricorda il capo, va benissimo, ma non devo aspettarmi che me lo organizzino le maestre, loro al massimo approvano la proposta e ci mettiamo d'accordo sui tempi e luoghi, e poi me la suono e me la canto io.

