venerdì 12 novembre 2010

Design fai-da-te da museo


Ieri ho accompagnato la classe di Ennio a una visita all'Hermitage, l'ultimo museo aperto ad Amsterdam che ha un successo enorme, perché tutti gli altri sono chiusi o quasi per restauri.

Dell'Hermitage e delle sue collezioni e mostre c'è parecchio da dire, ma quello che mi hanno colpito sono state alcune soluzioni di arredo della parte dedicata ai bambini, ovvero tre piani di atelier e una saletta mensa con dei tavoli meravigliosi fatti in multiplex, che porca miseria non ho fotografato, per farli aspettare, mangiarsi i panini e parcheggiarli un minimo.

Mi hanno colpito perché sono assolutamente bellissime e fatte con materiali ancora più semplici, il tipo di cose che chiunque si potrebbe fare in casa da sé.


Innanzitutto la segnaletica, semplici viti colorate con il buco a stella che formano scritte decorative e pratiche su porte dei bagni, pareti, come indicazioni ecc.

Sulle porte dei bagni quello dei maschi era indicato da un cerchietto (testa) sopra un triangolo isoscele con il lato piccolo in alto, in rosso, e quello delle femmine con lo stesso cerchietto e il trangolo capovolto, tipo vestitino, in verde.

L'altra cosa bellissima, qui la vedete meglio, è la parete attaccapanni. Hanno praticamente preso qualsiasi cosa appendibile al muro, fermaporta, anelli da tenda, ganci di tutti i tipi, li hanno verniciati con un colore allegro ma opacissimo, e li hanno avvitati al muro. Più bello di così non si può e l'anello portabastone della tenda secondo me è ideale per farci passare un foulard leggero nel buco.

Intorno al vano dell'ascensore hanno appeso tutta una serie di cornici vuote dello stesso colore della parete circostante. Avvitate saldamente possono essere usate persino come corrimano, anche se io ci vedo bene anche degli elastici semplici fissati sul retro, in modo da infilarci foto, cartoline e piccoli oggetti tipo le chivi, ma si perderebbe, lo concedo, il minimalismo che qui è così bello. A me piacerebbe anche in un color tabacco o antrcite, sempre opaco, che con la luce che cade dal lucernario in alto secondo me sarebbe bellissimo.


E per finire l'illuminazione della saletta mensa (e ecco che si vedono un pochino anche i tavoli che mi piacevano tanto) perché è la versione migliorata di qualcosa che stavo pensando per la nostra zona giorno. Io volevo infilare una di quelle rotaie a cui appendere diversi punti luce da spostare sopra il tavolo ogni volta che sposto il tavolo stesso (perché io se ogni paio di settimane non sposto mobili non sono contenta, e il tavolo è l'unica cosa che mi è rimasta da spostare in cucina).

Qui il soffitto è coperto da una pannellatura color legno da cui con discrezione escono i fili. Il tutto mi sembra eccessivo per una stanza bassa come la nostra, ma l'effetto è bello, e anche se queste lampade così nude, con solo un filo e portalampada colorati, come se ne vedono spesso qui, mi sembra molto triste, qui, anche se con tutto quel bianco fa veramente cella d'isolamente Baader-Mainhoff, l'effetto generale posso solo definirlo smashing.

Questo tipo di soluzioni secondo me concentrano il bello e il brutto di certo design nordico, non solo olandese, ma in maggioranza si. È tutto basato sull'idea, la facilità di esecuzione e la reperibilità dei materiali e non sulla tradizione industriale e artigianale (quei primi servizi in acciaio quadrati di Alessi negli anni 70, erano tecnicamente difficilissimi da fare, per esempio, ma all'epoca Alessi ne aveva fatte di pentole e metallistica varia per non farsi spaventare dall'esecuzione).

D'altronde il bello e democratico di queste idee è che con un minimo di manualità e senza bisogno di attrezzature speciali, chiunque può riprenderle, adattarle alla propria casa e magari migliorarle o sputtanarle per sempre (come per esempio ho fatto io con l'idea dell'elastico portaoggetti, che di suo non è sbagliata (e infatti qualcuno di Droog Design l'aveva già fatto), ma applicata alle cornici non le migliora esteticamente).


Vi posto qualche foto dell'atelier in cui i bambini hanno fatto con il Das delle medaglie commemorative tipo quelle esposte. Qui il mio eroe con la sua tartaruga, che nelle intenzioni originarie era una maquette di un tavolo con le sedie intorno, ma tutti abbiamo detto: "oh, ma stai facendo una tartaruga" e alla fine l'ha adattata a tartaruga. Variazioni in corso d'opera, mi pare si chiamino.

4 commenti:

barbara ha detto...

POssibile che a nessun ragazzino sia venuto in mente di utilizzarla come parete da free climbing? O sono olandesi e inquadrati a tal punto?

Rabb-it ha detto...

Uh... era "a proposito di Henry" la scena del tavolo tartaruga?
No che mi sembra di ricordare una scena, del tipo che lui entra in casa e vedendo il tavolo, che non ricordava di aver comprato, esclama: Quello che è? una tartaruga?

O una cosa del genere.
Non ho voglia di rivedermi il film per controllare.

No lo dico nel caso ad Ennio serva un alibi per aver fatto una tartaruga che ricorda un tavolo. :-P
Ma ho l'idea che non gli occorra proprio alcun alibi.
^_^

mamikazen ha detto...

Ecco, io invece stamattina ho preparato i sax-balloon per una classe che mi viene prossimamente, e ho avuto un gruppetto di tre-quattro e cinquenni fikissimi che già sapevano cos'è un compositore, e si sono spalmati i colori acrilici fin sui capelli godendo come matti.
Certo che se avessi per le mani un museo così ne inventerei, di cose... slurp... :P

bismama 2.0 ha detto...

Quoto barbara....all'inizio pure io pensavo al free climbing!! :DDD Però davvero bello!