lunedì 1 marzo 2010

Troppo lontano da casa

Io mercoledi vado a votare per le elezioni del comune di Amsterdam, le uniche elezioni per cui qui, con la nazionalità italiana, posso votare.

In questo paese in cui lavoro, produco e pago le tasse, posso votare. In questo paese in cui posso stare senza permessi di soggiorno, grazie alla Ue tanto bistrattata, mi sono scontrata tante volte con funzionari che pur riconoscendo la mia esenzione dal permesso di soggiorno, insistevano perché lo mostrassi per piccole questioni amministrative triviali in quanto per loro era più facile ed era più facile far perdere una giornata a me per farlo che perdere 5 minuti loro per farmene fare a meno. In questo paese che mi ha dato tanto e mi ha permesso di sviluppare talenti che in Italia sarebbero rimasti latenti e non avrebbero potuto cambiarmi tanto a fondo, io sto bene ma vivo portandomi continuamente sulle spalle un peso extra che ho voluto quantificare in 35 kg.

Una quantificazione arbitraria, ma vivere fuori ti costa esattamente quella fatica lì in più, quello sforzo di capire il mondo e la gente che ti circonda in più, quel perso che ti fa piegare la schiena e dolere il collo, ti insidia le articolazioni e ti fa schiantare al suolo. Giorno e notte, mentre sei sveglia e mentre dormi.

E io ho anche la presunzione di dire che questo paese grazie alla mia sola presenza è migliorato un pochino, almeno quel pochino quantificabile in 35 kg. che io oltre alle tasse che pago e al lavoro e al giro economico che produco per il fatto di vivere, lavorare e consumare qui, sto dando parecchio agli autoctoni. Anche se loro mi stancano, non li capisco, non mi vogliono capire. Ma andiamo avanti, insieme, prendendosi ognuno il buono dell'altro.

In questo sono una privilegiata.

Allora in qusto momento voglio ricordare tutti gli emigranti, legali e illegali, volontari e involontari, felici e infelici, produttivi e sfruttati e comunque come tutti noi essere umani, che per caso, scelta, digrazia o fatalità si trovano o si sono trovati troppo lontani da casa.

A star lontani da casa si fa fatica comunque. Ma il saldo in fondo è positivo per tutti. Agli emigrati che oggi scioperano auguro quel saldo positivo di trovarselo in tutti i sensi, non troppo in fondo e non troppo lontano. E li ringrazio perché stanno scioperando anche per me e per tutti noi. Pensiamoci per cortesia.

16 commenti:

francesca ha detto...

Come mi ritrovo nel tuo post! Ed oggi come mi pesano sti 35kg.....
Francesca

mugs for two ha detto...

Bellissimo questo post, lo condivido pienamente. Grazie!

Paola ha detto...

Stavo per scrivere questo post, ma ci hai gia' pensato tu e ora dovro' trovare un'altra scusa per fare le pulizie bloggherecce di primavera... :)

Mammamsterdam ha detto...

Paola, tu non devi fare le pulizie di primavera, devi solo uscire dal letargo e rimetterti a scrivere qualcosa di quelle cose carucce che sai scrivere tu. Che sono già un po' troppe volte che clicco per nulla:-).

Mo non dar la colpa al mio post, per piacere.

mogliedaunavita ha detto...

ecco. di nuovo mi compiaccio che esistano teste così, che in giro non ce ne sono tante. e col fiato sospeso ringrazio il mio ex clandestino che per stare col mio babbo non ha scioperato. io senza lui non sono più figlia. e lui con noi non è più clandestino. grazie per le parole scritte. silvia

Anonimo ha detto...

mi ritrovo pienamente nel tuo post, anche se ormai ho preso la cittadinanza statunitense, m viene ricordato tutti i giorni che non sono nata qui...Roberta

wwm ha detto...

Presente. Io espatriata. COn il bello e il brutto di questo stato.
La lontananza e quel peso.

Grazie.

Paleomichi ha detto...

Non mi sarebbe mai venuta in mente l'idea dei 35 kg, ma è assolutamente calzante. mi sento proprio così. Che dici, si riesce a "dimagrire"?

Anonimo ha detto...

sottoscrivo anch'io, migrata da poco... e questi ultimi anni i 35 kg in più me li sentivo in Italia. Qui mi sembra di poter camminare un po' più dritta.
Luisa

_SaRaksha_ ha detto...

35 kg in più forse, ma anche 150 neuroni in più per essere figlia del mondo.

mammaemigrata ha detto...

Emigrata e privilegiata anch'io. E totalmente d'accordo con il tuo post.

Morgaine le Fée ha detto...

Anch'io sono emigrata-privilegiata, ormai da dieci anni e passado per altri due Paesi.
È passato cosí tanto tempo che quel concetto di 'casa' ormai non so piú qual é. La mia casa sono i posti dove ci sono i miei affetti, ma sono sparsi in tanti pezzetti in tanti posti del mondo, e da alcuni di quelli che ci sono in Italia ho avuto delusioni importanti.
Tutto per dire che questi 35 kg me li sento addosso anche quando vado in Italia, non é che lí scompaiono per incanto. E sí, tanta solidarietá ai lavoratori stranieri in italia, e specialmente alla morosa di mio papá, che é romena e viene schiavizzata per fare fare lavori molto duri.

Anonimo ha detto...

Scusa ma non hai il permesso di soggiorno? Mi compaiono dei punti di domanda giganteschi...Come fai?
Io abito in Olanda da 16 anni e devo rinnovare il permesso ogni 4 anni... mi sono così rotta di inviare tutte le scartoffie che ho deciso di chiedere il passaporto olandese.In questi tempi Wilderiani sarà una libidine!

Mammamsterdam ha detto...

Eh, guarda, il permesso di soggiorno è una cosa su cui mi rendono la vita difficile da quandto sto qui ed era ancora per poco obbligatorio. Dopo svariate scene con la polizia stranieri di Groningen che la metà basta per farci un romanzo d'appendice, sono tornata ad Amsterdam, chiedo di rifarlo qui, mi mandano (per sbaglio, poi si scopre) una lettera minatoria cattivissima in cui mi convocano 3 gg. dopo alle 8 di mattina dalla polizia per chiarire la mia posizione, quando a quei tempi per avere un apuntamento ci volevano mesi, e trovo un tipetto simpatico mezzo addormentato, che mi dice: ma no, quella lettera è uno sbaglio, ti abbiamo inserita male nel sistema adesso chiamo la collega ad aiutarmi, la collega quando lui dice: ho qui un problema con un'italiana sposata con un olandese gli fa: e che probema c'è, volendo sono esenti e io mi sono detta a-ha.

Per cui quella volta mi hanno dato un permesso di 5 anni per via che avevo la ditta (basta tutto il tran tran con lo stipendio di mio marito e lui che deve prendere il giorno libro per accompagnarmi e giustificare la mia presenza su questa terra) e quando è scaduto, che avevo iniziato di nuovo con le scsrtoffie per rifarlo proprio nel periodo in cui hanno passato tutto dalla polizia all'IND e io avevo appena partorito, mi sono scocciata e ho detto che per principio col cavolo, io non lo facevo.

Poi un paio di anni dopo riarriva una lettera minatoria a mio marito in cui lo informano che non essendo in dossier nessuna documentazione sul titolo di soggiorno del suo partner (ovvero io, la fattrice di figli) dovevamo o portarglielo o restituire tutti gli assegni familiari ricevuti, che per pochi che sono tutti insieme è sempre una batosta.

Fattogli presente che io non ero obbligata ad alcun titolo di soggiorno hanno detto: ah ja, nee, ja, klopt toch, in effetti è una situazione un po' doppia, si potrebbe in effetti risolvere ma ci dovremmo lavorare (e non sia mai) faccia una cosa, vada pure a farselo sto permesso di soggiorno e la perdoniamo. Cosa che mi sono sbattuta (andare a Hoofddorp), mi hanno messo una pecetta su un passaporto che sarebbe scaduto due mesi dopo, poi mi sono persa il passaporto, poi non mi volvano denunciare la scomparsa per via: che la polizia esiste per risolvere crimini e non i suoi problemi amministrativi, signora, che nel frattempo mi sono inventata qualcosa ma sempre senza passaporto sto però ho le foto mie e dei bambini (a norma, che c'è pure questa, la norma italiana e diversa da quella olandese per fortuna c'è un fotografo che me le fa uguale) pronte da un anno e fra un po' tocca rifarle che sono cresciuti e cambiati e insomma, non mi fate parlare di certe cose che mi verrebbe da invocare Brunetta anche se lo so che è peccato.

E visto che adesso la patente NL ce l'ho, che sono bene o male in regola con tutto, se non si inventano dell'altro per rompermi l'anima io il permesso di soggiorno col cavolo che lo rifaccio o le richiedo io indietro tutte le tasse mie che vanno a finanziare i progetti Ue truffaldini che non servono a nessuno, solo agli amici di. Eccheccavolo, ce l'abbiamo o non ce l'abbiamo la Ue? E se si, che ce l'abbiamo a fare? (Ok, c'è un'ambiguità nella formulazione, questa è la fregatura, perché parlano di libero movimento delle persone ma non di libero stanziamento e allora finché ci muoviamo siamo salvi, se ti fermi è la fine).

Anonimo ha detto...

No.. Hoofddorp che incubo non so se sono in grado di affrontarlo... già quando sono arrivata in Olanda per la prima volta e ho chiesto il permesso di soggiorno me l'hanno rifiutato e mi hanno detto che avevo un mese di tempo per lasciare il paese. Che mi facevo dei film in testa di me misera tapina con le manette alla frontiera sul bus dell'Eurolines... Esperienza traumatizzante!Grazie del consiglio!Come al solito in Olanda la teoria viene universalmente abbracciata ma poi quando si passa alla pratica è tutta un'altra cosa! Tu te ne sbatti altamente e hai pienamente ragione! Sublime!
... in ogni caso proverò ad affrontare il fantozziano processo per il passaporto... bah..ieri quando sono andata a votare, gli scrutatori avevano un quadernino plastificato con tutte le fotocopie dei documenti degli stranieri che abitano nel'amena Amsterdam Noord... gli presento il mio passaporto italiano e la siura batava cerca per 10 minuti tra quelli della Lettonia ... Europa? Olanda? Italia, Lettonia...ugualo! ...mah...ai posteri l'ardua sentenza...

Mammamsterdam ha detto...

Noo, ma stai ad Amsterdam Noord pure tu, e fatti vedere per un caffé, io abito sputata di fronte al Dirk, oppure ce lo andiamo a prendere da Silvia al Ponte in Ijplein vicino al traghetto. Scrivimi su orsovolante@gmail.com.

A me non hanno controllato niente perché ho presentato la patente NL (per fortuna) e sapevo già che col passaporto scaduto e la carta d'identità italiana che non conoscono mi creavo dei casini con altri documenti, ma questa del quadernino non la sapevo.