domenica 21 marzo 2010

Controllo sociale e giardinaggio

In Olanda si dice: meglio un buon vicino che un amico lontano. Poi il vicino meglio praticarlo poco che si sta tutti meglio. C'è solo una circostanza in cui il vicino si presenta spontaneamente ed è per romperti le scatole.

Perché in questo paese c'è una roba che si chiama controllo sociale e ha aspetti positivi e negativi: quelli positivi è che se vedono robe sospette intorno casa tua, magari sapendo che sei in vacanza, chiamano subito la polizia o vengono a vedere, perché ovviamente il buon vicino oltre a romperti poco le scatole ha sempre di default una chiave di scorta di casa tua appesa nell'armadietto del contatore.

E così vieni a sapere giusto in tempo che è saltata la corrente e tutto il contenuto del tuo congelatore rischiava lentamente ma inesorabilmente di vcenirti incontro a braccia aperte quando rientravi. Per fortuna il vicino ha notato che la lampada antiladro con il timer che avevi messo in corridoio si era spenta, è venuto a controllare, ti ha fatto un collegamento volante dal giardino con una prolunga e il congelatore per il momento è salvo.

Il controllo sociale e la coesione idem sfociano però spesso nei vicini che tra di loro si fanno i fatti tuoi fino a che un'anima pia magari ti dice cosa bolle in pentola e tu ti sai regolare.

Io, che dire, i miei vicini li conosco troppo poco. So che a pianoterra a destra c'è una coppia che ha traslocato all'inizio dell'inverno e ci siamo visti poco. Sopra di loro abita un numero a me imprecisato di gente giovane tra cui una polacca.

A fianco a loro in alto una famiglia con figli quasi coevi ai miei, lei sudafricana e caruccissima. Lui serbo o croato, non so bene e sono quelli con cui vorrei cercare il tempo e le occasioni, vorrei investire di più nella reciproca conoscenza. Ma siamo, appunto straniere.

Dall'altro lato, quella con cui ho più a che fare perché condividiamo il vialetto d'ingresso è la ragazza madre (oddio, ragazza, ha la ma età, appunto, ragazza) di pupo adorabile sui 2 anni, che si è aperta a pianoterra uno studio per attività fisiche varie dallo yoga, al fitness alla zumba e l'altra vicina mi aveva quasi convinta ad andare insieme il venerdì pomeriggio a fare una roba di quelle che volendo dimagrisci e sudi, che anche come orario è precisa che finisco e mi precipito a riprendermi i figli.

Mi ero quasi convinta dicevo, poi mi sono detta che a me in fondo fare esercizi annoia da pazzi e non riesce a motivarmi neanche la scusa che ce l'ho a 20 cm. dalla porta di casa, e che se mi avanza tempo preferirei riprendere la bici, trovarmi un maestro/a di arti marziali come si deve, kung fu, per esempio, che è la cosa che mi piaceva di più in vita mia, o che se proprio devo soffrire e sudare tanto vale riandare da Marghe che mi risistema schiena e articolazioni con il Pilates estremo che mi fa lei.

Mi sono anche detta che dai, forza, un po' di sforzo e anche con la casa se mi dò da fare sono in dirittura di arrivo, che potrei dedicarmi al giardino, che quello davanti da ottobre quando non sta coperto di neve sembra una dependance della discarica comunale rifiuti tossici, per di più con le foglie dall'albero (dei vicini, che per quanto al confine sta dal lato loro e non posso abbatterlo, le foglie del vicino che ti costingono a rastrellarti il giardino, altra causa storica delle faide tra vicini) tutte sparse e marcescenti in giro.

Insomma, se devo spendere tempo e soldi vado a teatro, per esempio, come giovedì scorso, che avevo chiesto a Karolina di venire quelle due ore tra le 19 e le 21 che il capo rientrava tardi. Santa Karolina che non si fa mai intimidire dal mio caos ma con mano sicura lo riporta a proporzioni vivibili, a cui i miei figli, specie Orso quando va a darle i bacetti, le tiran su voglie di maternità in proprio.

Che però si è trovata di mattina anche un lavoro fisso in un locale e mi manda un sms dicendo che non ce la fa ma mi manda Lucas per i bambini. Lucas che è il suo ex, ragazzo dolcissimo, silenzioso e preciso che da un po' di tempo mi mette su portatende e lampade, vernicia dove mi assale lo sconforto, aiuta a rifoderare il divano.

Lucas che ho conosciuto la prima volta una mattina in cui ero disperata che non sapevo a chi lasciare Orso duenne ammalato, e Karolina non poteva, sua sorella neanche, la loro amica neppure e alla fine mi ha proposto Lucas, che manco conoscevo, gli ho mollato al mattino Orso, le istruzioni per la cucina e le chiavi di casa e loro due, che manco avevano una lingua in comune, se la sono spassata da matti.

Ecco, da allora anche Lucas fa parte del nostro menage sotto l'egida di santa Karolina, ci ha sistemato il palco e altre cose dell'Astarotheatro e persino la mia vicina si è fatta aiutare a metter su robe in casa.

Per cui l'altra sera mentre io cucinavo di corsa prima di uscire e mentre poi lui controllava i bambini che alle 20 bisognava portargli via il mio laptop su cui guardavano cartoni a letto, Lucas mi ha rimesso in ordine tutto il giardino davanti, che ormai spuntavano i crochi ed era un peccato non goderseli. E il giorno dopo passava la nettezza grandi carichi e mi ha messo sul marciapiede tutti i rommici da buttar via.

Che la vicina sudafricana su facebook mi ha fatto i complimenti e l'altra incrociata al supermercato mi ha detto che mezzo vicinato le ha detto "che bello era ora". Che un giardino disastrato, bisogna dirlo, è lo scandalo di tutta la strada e se io finora volevo ignorarlo, adesso lo so che il controllo sociale in Olanda esiste, funziona e mi fa girare spaventosamente le palle.

Che dirvi, io quelle due ore lì a Lucas avrei di gran lunga preferito fargli verniciar i due tavoli che attendono e che uno finirà per marcirmi in giardino se non gli dò la mao protettiva. Che poteva montarmi le porte all'armadio. Appendermi dei lampadari. Rimettere insieme la cassettiera che mi serve con urgenza in cucina e sta smontata nella baracca. Che poteva fissarmi al muro la vetrina che non posso rimetterci dentro niente di quello che ho sparso su pavimento e in scatoloni vari per tutta la cucina. Potevo rendermi la casa più vivibile e la vita più facile.

Invece toccava sistemare il giardino, perché le lettere minatorie ancora nn mi arrivano ma i commentini en passant e le occhiate le avevo recepite tutte.

Il giardino me lo sarei voluto fare io con calma alla prima giornata di sole, adesso che la temperatura si è alzata, alla prima giornata di sole che ho liera, avrei voluto. Ma ero consapevolissima del fatto che ciò mi avrebbe allontanato di ulteriori 20 anni le probabilità di contatto con i vicini, che inutile che li invito a prendersi un caffé per conoscerci, con un giardino così non sarebbero venuti perché chissà che gente siamo.

"Si", tentava di spiegarmi la cara amica in visita, "ma in fondo il giardino è tuo e ci fai quello che ti pare, nel giardino di dietro intendo. Quello davanti ce l'hai sulla strada e in fondo sei contenta anche tu che adesso è così bello".

Ecco, io non sono d accordo. Ma se io nel giardino davanti intendo farci stabilmente il deposito rottami di casa mia, perché mai non posso? Perché qui l'ostracismo è una cosa seria. Sti cazzi, posso dirlo? Ho un bel giardino in ordine ma sono incazzata uguale.

9 commenti:

_SaRaksha_ ha detto...

Bhe' ma Lucas puoi sempre richiamarlo per farti aiutare anche con il tavolo, l'armadio e quant'altro. No?

Mammamsterdam ha detto...

Tocca pagarlo, e questo è al momento un argomento interessante.

Lumaca a 1000 ha detto...

il controllo sociale secondo me c'è ovunque...prevalentemente per ciò che è apparenza...

volevo anche ringraziarti per la visita ed i commenti, ti ho risposto anche di là!

Paoletta ha detto...

hahahaha, il mondo alle volte funziona a rovescio!!! nel condominio dove abito io,costruito da poco, al piano terra è venuta ad abitare una giovane coppietta che, ancor prima di arredare casa, si è data da fare(con gran dispendio di mezzi e soldi) e ha sistemato il loro giardinetto che dava sul parcheggio condominiale. Il fazzoletto verde è diventato una bomboniera, veramente carino . . . ebbene? Il vicinato si è lamentato, il motivo: "ma sono proprio strani quei due ragazzi lì, se prima di arredare casa, sistemano il fuori"
morale: certa gente non è mai contenta!!! Suggerirò ai miei vicini-giardinieri di trasferirsi ad Amsterdam!!!

chiara ha detto...

Hai però un bel giardino e cò da molte soddisfazini.
Io non ho un buon vicino , al piano sotto c'è u ufficio con ragazzi giovani ,ma che odiano i rumori causati dai bambini e io ne ho tre, di lato abita una coppia gay, che f festini di un certo tipo tutte le sere... proprio un bel vicinato.

emily ha detto...

io il tuo giardino l'ho visto sotto la neve, quindi nn posso commentare...però anche qui me lo ripetono di continuo, il mio giardino è il piùdisastrato del quartiere.
l'ultima volta al rompiballe che me lo faceva notare gli ho detto che può entrare a sistemare quando vuole....

ITmom ha detto...

sti cazzi, posso dirlo anche io ? io potrei uccidere, quasi l'ho fatto, se qualcuno mette le mani nel mio orto o giardino.... lo scorso anno ho trovato un orto bello impiantato in un posto dove c'erano i miei fiori amati e curati, tutti a dirmi che ero matta a buttarlo fuori, che anche se non stava bene lì vuoi mettere i pomodori che verranno? Mi sono rovinata l'estate a vedere pomodori dove dovevano esserci buddleie... finché ho ristabilito l'ordine con zappe e vanghe...e adesso nessuno osa, spero, toccare il mio orto.

mammaemigrata ha detto...

sticazzi lo dico anch'io, che se mi facessero una roba del genere io li strozzerei e vaffa ai commenti dei vicini. Ecchecavolo, che tra l'altro dopo esserti rotta i marroni con tutti i lavori in casa, ti sarai magari anche detto "ma che bello, mettere a posto il giardino in un giorno di sole sarà perfino rilassante dopo tutta la polvere mangiata in casa"... che va bene il "regolamento vicinale implicito" secondo cui il giardino in disordine fa sfigurare anche gli altri, ma insomma, l'avevano pur anche visto che eri nei lavori fino al collo...

Anonimo ha detto...

Chiara: ecco, parliamo di rumori. Anche quelli sopra di me hanno tre bambini, cui spesso si aggiungono le due nipotine mie dirimpettaie. Risultato: un casino d'inferno. Non credo che la gente, giovane o no (e noi non siamo ragazzini, ma di certo nemmeno vecchi) odi i rumori dei bambini, odia i rumori eccessivi, ripetuti, molesti, assillanti, incessanti anche il mattino presto del sabato o la domenica pomeriggio, specie (non sto dicendo sia il tuo caso, ma so essere il mio) quando si rende conto che nessuno fa nulla per impedirli o almeno attutirli, come se fossero inclusi nel pacchetto e obbligatori da sopportare, cosa che io non penso. Anche a te i festini del vicino penso diano fastidio per i rumori fino a tarda ora, ecco, è proprio così: il rumore è una violenza inflitta gratis e da cui non ti puoi difendere. Lì in Olanda come si fa, ognuno ha la sua casetta o esistono anche condomini apiù piani con relativi problemi audio?
Giuliana