giovedì 23 dicembre 2010

Dell'aceto, del succo di limone e del bicarbonato

Accolgo volentieri la richiesta di Cristina al post precedente e vi spiego come sto passando ai tre ingredienti di cui sopra per sostituire progressivamente i detersivi. Si tratta di tentativi empirici in corso e tenete presente che predico bene e razzolo male, nel senso che saprei come ripulire un sacco di tipi di sporco, ma che per pigrizia e grazie a un'alta soglia di sopportazione (che è una cosa che in parte si può semplicemente coltivare, non è innata) mica sto sempre a eliminare tutti i microbi da casa. Però abbiamo un sistema immunitario che fa paura.

Alcune cose mi fanno compagnia, tipo le ragnatele nuove con i loro ragnetti che a loro volta mi fanno fuori altri insetti più molesti, per esempio. Inoltre pur avendo un'isola cucina in acciaio, a me non danno fastidio le macchie, i graffi e le punzonature sullo stesso. Le caccole da avanzo cibi si, e infatti quelle le faccio fuori. Ma diciamo che lo sprint con cui mia suocera i primi tempi mi procurava un prodotto magico dopo l'altro per rendere l'acciaio superbillante non fa parte di me.

Al massimo prima o poi mi procurerò una paglietta d'acciaio con cui rendere meno evidenti sia i graffi più grossi che il riflesso luccicante del piano cottura, strofinandocelo delicatamente fino a produrre un effetto mat con i minigraffietti della paglietta.

Ma si diceva dei tre ingredienti, a cui aggiungere acqua bollente e guanti spessi per non ustionarsi.

Intanto il bicarbonato in Olanda non ha il ruolo principe per la casalinga frustrata come ce l'ha in Italia, al massimo trovate dei barattolini micro di quello usato come lievito e quello costicchia se si pensa di usarlo per pulire. Io però ho il mio spacciatore di Fiesta, Chinotto e cedrata Tassoni e il sant'uomo, che importa quello che manca a lui, ha anche bicarbonato, idrolitina, sale grosso ed effervescente brioschi. Scrivetemi se vi mancano queste cose e ci mettiamo d'accordo su come trovarle.

Poi non tutto si lava con questi ingredienti, per i piatti e i panni uso semplicemente il detersivo ecologico che si vende in giro e mi trovo molto soddisfatta (prima o poi invece voglio provare quello per la lavastoviglie fai da te, ce ne sono versioni diverse sul net). Le palline magiche per la lavatrice invece ne ho un set qui e uno in Italia ma non mi convincono al 100% e secondo il capo che ha effettuato lunghe ed ampie ricerche sul net, son un po' un mito urbano.

Ricordiamoci che io ho i due figli pataccari e in questa casa gli aloni sui vestiti specie dei bambini ce li teniamo tutti, bisogna poterlo sopportare, per questo invidio che in Italia esiste per scuola il grembiule. Qui si trattano le macchie solo sulle camice del capo, che è così che paghiamo il mutuo (infatti un altro rito mio e dei bambini è quello di lavare la macchina quando ci sembra che abbiamo esagerato e tocca rifarla rappresentativa) e le macchie di vino rosso sulle tovaglie che uso per le degustazioni. E anche lì ci aggiungo un po' di bicarbonato al detersivo in lavatrice.

Ma procediamo con ordine. E ricordatevi che l'acqua bollente pulisce anche da sola un mucchio di cose.

Capelli
Premetto che da alcuni anni non mi sono più fatta tinte o riflessi, non so come reagirebbero queste a questo sistema. Il fatto di disabituare i capelli dall'uso dello shampoo che crea un circolo vizioso di untaggine me lo conferma Orso, che odia lo shampoo, da quando è nato se va bene accetta una volta al mese di usarlo con grandi urla, si lava quelle due-tre volte alla settimana solo con l'acqua ed ha dei capelli bellissimi e lucendo, specie ora che sono lunghetti si vede. Mi sono detta che magari poteva funzionare anche con me.

Di mio ho i capelli mossi alla cavolo (nel senso che se ci lavoro molto di spazzola e bigodino e phon ho una piega perfetta per 20 minuti, o dei riccioli perfetti, ma se tiro a campare i capelli mi sparano ovunque), fini, le pieghe le tengono come possono e non sia mai la permanente, mi si spezzano tutti, e a tendenza unta.

In un bicchiere di plastica metto 3 cucchiai (in realtà faccio bellamente a occhio) di bicarbonato, riempio di acqua calda e mischio col dito perché sono già sotto la doccia, poi me lo spargo sul cuoio capelluto, magari in due round, e strofino bene. A questo punto strofino anche il resto dei capelli. Se siete abituati allo sciampo in effetti vi resta una sensazione tattile molto strana e ruvida, e l'impressione che il capello sia ancora unto. Ignoratela, fa parte del gioco. Sciacquate bene, e quando avete finito di farvi la doccia a seconda della lunghezza dei capelli vi mettere in testa da mezzo a un bicchiere di aceto, stando attenti a non farvelo andare negli occhi (se ci va sciacquate). Poi vi asciugate i capelli come sempre.

Tenete comunque presente che:
1) lo shampoo comprato è fatto apposta per creare dipendenza: da un lato vi sgrassa bene i capelli, dall'altro per questo motivo le ghiandole sebacee producono con i turni straordinari e siamo sempre daccapo, tocca risgrassare, si rimettono a ingrassare ecc. Con il bicarbonato/aceto ci vogliono alcuni lavaggi per abituare le vostre ghiandole sebacee che non hanno più lo shampo a iperstimolarle, quindi per i primi 3-4 lavaggi vi troverete i capelli velocemente unti, se vi da fastidio lavateli tutti i giorni fino a che non passa questo momento di transizione. Io ci ho messo un mesetto semplicemente perhé era un periodo che lavoravo poco e potevo permettermi un capello unticcio senza stare a lavarli ogni due giorni, ma solo quando dovevo presentarmi al mondo in ordine impeccabile.

2) L'aceto sul momento puzza di aceto, forse dovrei passare al succo di limone, cosa che farò appena trovo una confezione pronta gigante, perché mettermi a spremere non è nei miei ritmi. Quando i capelli sono asciutti non si sente quasi più, a meno che qualcuno non si metta di buzzo buono ad annusarvi intimamente (che con la persona giusta avrebbe pure i suoi lati buoni di coccola).

Infatti il sito in inglese dove avevo trovato alcune info approssimative su questo sistema parlava di aceto di mele che forse puzza meno, che però non trovo, io ho preso semplicemente una lattina di aceto di vino bianco da 5 lt. che uso per tutto. Forse va bene anche l'aceto trasparente non di vino, che pare costi di meno. L'unica è che quando vi siete asciugare i capelli si sente appena appena (insomma, io manco me lo sento più). Oggi vado dal grossista a guardare che tipi di aceto ha e farò esperimenti.

3) Da quando uso questo sistema i capelli mi stanno benissimo in piega anche se non ci faccio niente (i miei sono mossi e hanno la tendenza a sparare le punte a meno che non stia lì con bigodini e spazzole). Cioè, mi lavo, mi pettino i capelli nella forma solita (riga da un lato e il resto dietro le orecchie), a volte gli dò una mezza asciugata, altre sfido la cervicale, però se esco mi metto il berretto di lana, fatto sta che li pettino una volta e nel momento in cui mi accorgo che si sono asciugati, trac, stanno perfettamente in piega, compresa la banana sulla fronte che resta bella gonfia.

4) Ho i capelli più lucidi, si pettinano meglio, tengono la piega anche quando mi sono appena alzata e prima di pettinarmi.

5) Elimino dalla doccia automaticamente un sacco di incrostazioni e macchie dei saponi e shampii che usano i maschi, visto che entrambi gli ingredienti sgrassano. Prima di uscire passo la spatola con la lama di gomma per pulire i vetri (ma come si chiama?) su pistrelle e pavimenti e se proprio voglio esagerare, uso per i capelli un asciugamano vecchio che poi riciclo per asciugare le ultime gocce, così si ottimizzano pure i tempi di pulizia. A questo punto suggerisco che chi usa questo metodo faccia la doccia per ultimo così rimane tutto pulito.

Maschera per capelli
Io e mia madre abbiamo i capelli grassi ma credo che ci si possa aggiungere un cucchiaino di olio di mandorle per chi ha i capelli secchi. Prendasi un tuorlo d'uovo, mescolarlo bene con un cucchiaino di olio di mandorle e uno di acqua di rose (ma anche solo il tuorlo con un goccio d'acqua qualsiasi per stemperarlo, se non avete tempo, fa), metterlo in testa e lasciarcelo 10 minuti. Poi sciacquarlo iniziando con acqua molto tiepida (altrimenti vi si cuoce il tuorlo in mezzo ai capelli, non so se vi va) e usarlo come uno shampoo, massaggiando bene capelli e cute fino a che non lo avete tolto tutto. Se volete a quel punto aggiungerci l'aceto, bene, altrimenti basta anche così.

Pasta lavante per superfici varie (legno, piani appoggio, ceramica ecc.)
Mescolate a del bicarbonato poca acqua (3:1) fino a formare una pasta (in genere mi limito a metterne su una spugnetta umida) e con la spugnetta puliteci taglieri, piani da lavoro, lavandini in ceramica e acciaio specie se unti e bisunti, sanitari e tutto quello che vi viene in mente, dove normalmente usereste le creme abrasive.

Piastrelle, pavimenti, specchi, vetriAcqua bollente e aceto, le quantità faccio a occhio, ma l'aceto aumenta in proporzione all'unto/sporco. I vetri ripassati con il giornale brillano (per via di sostanze nell'inchiostro) e si ricicla così anche quello.

Pentole attaccate e bruciacchiate
Riempirle fino al segno dello sporco/bruciacchiatura di acqua e bicarbonato, fatele bollire per alcuni minuti e tutte le incrostazioni si staccano da sole. Lavare normalmente.

Microonde
Mettere in una ciotola di materiale resistente al microonde acqua e limone (succo o mezzo limone spremuto), fate andare a tutta callara per uno o due minuti e poi togliete la ciotola e lavate immediatamente con un panno, magari in microfibra, l'interno del forno.

Bicchieri e cristalli
Se con le feste tendete a tirar fuori i grandi servizi di bicchieri (anche quelli dell'Ikea vanno benissimo) e non vi entrano in lavastoviglie o temete che lo stelo si rompa (e comunque in lavastovigli mi si accasciano e ci restano fondi d'acqua, aloni e macchie) fate con il sistema di mia madre, che li vendeva e li collezionava in proprio.

I vasi e i ninnoli in cristallo molato vanno spolverati con una spazzola per i vestiti che entra in tutti gli angolini (ci ho passato le migliori domeniche della mia infanzia a spolverare con mamma la sua collezione) e il panno in microfibra.

I bicchieri e i servizi vanno lavati o almeno sciacquati in acqua molto calda (pensate ai guanti spessi) e messi ad asciugare all'aria su panni puliti, prima a testa in giù per sgocciolarli bene, poi a testa in su.

Brocche, bottiglie e vasi che si incrostano dentro con il calcare dell'acqua ma magari sono troppo stretti per pulirli bene, vanno lasciati stare con acqua e una tavoletta per le dentiere e poi sciacquati con lo scovolino. I peggio, se proprio posso dirlo, sono i decanter, ma siccome io sono della scuola di sommelerie che li usa il meno possibile, basta riempirli immediatamente di acqua e bicarbonato così i pigmenti rossi non fanno a tempo a fare depositi e poi li lavate con lo scovolino e/o la tavoletta.

Tutti questi sistemi sono adatti alla sciagurata che sono io, che non sto a preparare in anticipo detersivi alternativi. Tenete presente che l'aceto neutralizza il detersivo quindi non usatelo come brillantante in lavastoviglie insieme al detersivo tradizionale. Ho semplicemente la boccia di aceto e il pacchetto di bicarbonato in bagno e in cucina e quando serve li prendo e li uso nature.

Non vi dimenticate neanche l'effetto acqua bollente. Più acqua calda usate, meno detersivo vi serve, per questo sarebbe meglio evitare le tavolette predosate, perché in realtà a parte i lavaggi veramente supersporchi la metà delle dosi consigliuate basta e avanza.

Non si tratta di coscienza ecologica, o perlomeno non solo quella. Io e Ennio soffriamo potentemente di eczema che ci torna nelle situazioni più insperate, e quindi preferisco soffrire un po' per la polvere, piuttosto che per prodotti sbagliati.

(E poi si, e pure coscienza ecologica. Io lo so benissimo che in tutta una vita in cui passo il tempo a riciclare, non sprecare, mettere quelle deprimentissime lampadine a risparmio che poi mi viene da suicidarmi per la mancanza di luce, riusare carta, stoffa e tutto quello che posso, nulla di tutto questo riuscirà mai a pareggiare, manco se vivo 80 anni, un solo minuto di scarichi di qualsiasi centrale elettrica o fabbrica. Noi a sbatterci e loro a prenderci per culo. Ma è per il principio che lo faccio, non perché penso che sia utile. E se continuo con convinzione, e il principio passa a grandi numeri, forse un giorno ci si riesce pure. In fondo dopo le epidemie di mucillagine nell'Adriatico hanno proibito i fosfati nbei detersivi e 'sta mucillagine in quelle quantità non si è più vista. Fidatevi, ho vissuto 23 anni a 20 mt. dal mare, la vedevo benissimo quando c'era).

E adesso tocca veramente smetterla di cincischiare e pulire finalmente casa che domani è la vigilia.

4 commenti:

luby ha detto...

prima di tutto ti dico che quel coso"per levare le gocce" si chiama ...
tira-acqua.
dopo averti tolto un dilemma...
mi congratulo con te!
io uso bircabonato per:
pulire i denti,insieme all'aceto lo uso per pulire tutti gli scarichi dei lavandini e come lo utilizzi tu.
ma non riesco ad usarlo per i capelli :(
proprio no...

la penso come te,da sola non salverò il mondo,ma spero che un giorno tutti insieme si...
ps.basta leggere il mio post sulla "favola africana",capirai cosa intendo...

buone feste

silvia ha detto...

bel post, bei suggerimenti, trucchi della nonna e tuoi. grande barbara. peccato che ci prendano per fissate.

Anonimo ha detto...

L'aceto caldo toglie il calcare da ogni cosa. Alcune cose possono essere messe a bollire dentro. Io lo faccio con gli attacchi dell'acqua del bagno e della cucina. Ricordarsi di togliere la guarnizione o altri pezzi in plastica che si squagliano. Una piccolissima quantità di varichina o candeggina (non profumata) toglie gli odori persistenti (pesce, uova) dai piatti. Non è tossica. Bisogna solo sciacquare bene. Ed è biodegradabile. L'ammoniaca invece toglie gli odori (sudore, profumi etc) dagli abiti. Si mette in piccola quantità insieme al detersivo nella lavatrice (1 tappino basta e avanza).
barbara

Mamma F ha detto...

Ciao! Leggo spesso il tuo blog anche se non commento quasi mai. QUesto post però mi tocca sul vivo: mi piacerebbe passassi dal nostro blog di mamme per poterti mostrare come usiamo noi bicarbonato, aceto e (particolarmente) acido citrico. Vieni a trovarci se ti va e guarda la nostra sezione Provati per Voi!(poi non ci prendere per matte al quadrato...)
Ciao!