Sarò breve, con Antonella e i nostri tre figli siamo andati ad Ermelo a raccogliere mirtilli in una fattoria apposita. La giornata si annunciava piovosa, i figli si annunciavano noiosi, al campo estivo ce li ho mandati a calci ieri che dovevo prepararmi la lezione dei vini promettendogli che non ci sarebbero andati oggi se non volevano. E non vollero.
In macchina Antonella che conosce i suoi polli ha chiesto che non urlassero, sennò la distraevano dalla guida, di fare i bravi che poi i più buoni al ritorno avrebbero avuto una sorpresa. Bene, con Ennio non funziona. Ha passato la mattina a stressarsi e stressarci per sapere se andava bene così, se era al primo posto, o forse al secondo, e cos' era la sorpresa. Va bene che era stanco, va bene che si era svegliato inumanamente presto (nel senso che mi ha impedito di riappisolarmi nel momento in cui io, che mi ero svegliata ancora più disumanamente presto, avevo raggiunto il limite umano e divino delle mie capacità e volevo solo riabbioccarmi finoi almeno alle 7.30. No, quindi). Però che stress. E si lagnava, e piagnucolava, e piangeva che gli altri due urlavano e gli davano fastidio, e non era vero, non urlavano.
Ci siamo scambiati di posto e lui davanti con Antonella, rompeva sempre un pochino, ma aveva smesso di parlare e si esprimeva a gesti e si divertiva a fare enormi conversazioni, stancando me.

Entrati nelle strade di campagna annunciate dal navigatore all' inizio, abbiamo iniziato a fare soste a tutti i banchetti davanti alle case che vendevano frutta e verdura. Prima il rabarbaro.
Poi le rape rosse.
Poi siamo arrivati ai campi, e ci hanno assegnato dei secchielli e i due campi in cui potevamo cogliere.
Orso si è messo il secchio in assetto da battaglia ("sono un soldato con l' elmo"). I bambini si sono stufati subito, io e Antonella invece imperterrite e indefesse. Anche perchè i mirtilli più grandi stavano sotto, non si potevano mangiare e bisognava cogliere solo queli blu. All' inizio li coglieno uno a uno, poi ho cominicato a brucare con le dita, in fondo raccolgo o no le olive da quando ho l' età di arrampicarmi? E allora, basta farci la mano che la tecnica è quella.
Intorno a noi vecchietti attrezzatissimi con seggiolini e mgasecchi, un paio usavano come ausilio alla raccolta anche il deambulatore, ed erano attrezzatissimi con gli ombrelli. che la terza età si deve pure tenere in movimento e fanno benissimo.

Noi no, per la pioggia non eravamo nè predisposti nè attrezzati, e quando si è messo a piovere il secchio era pieno, abbiamo pesato, pagato, presi anche 4 barattoli di marmellata già pronta a 5 euro, e abbiamo proseguito.
Proprio di fronte alla stazione di Putten abbiamo pranzato in uno snackbar abbastanza terrificante, che aveva come unico punto positivo la cotolettona impanata fresca fresca che mi sono mangiata io. Ogni volta che vado a uno snackbar e so che tutto è congelato di fabbrica, mi scordo sempre che gli hamurger, che nel mio immaginario sono carne macinata alla piastra, anche qui invece sono artificiali con farina e altre robe nell' impasto, che poi viene fritto in friggitrice pure lui. Bleah, ma i bambini con quelli e le patatine erano felici. Abbiamo guardato i treni che passavano, che con i bambini è rilassante pure quello.
Poi siamo andati a visitare lì dietro la cantina di Piet Dooijewaard, un amico e collega sommelier che ieri è venuto alla mia lezione portando delle bollicine molto buone, e io ne ho approfittato per ricomprarmi il suo Nepente di Oliena buonissimo, un passito anche sardo che serve a riconciliarmi col mondo e un Fresia. I bambini invece si sono fatti dei giretti con il montapersone, che Piet usa per scendere i cartoni di vino. L' ho trovata una soluzione geniale, perchè montare uno di quelli sulla scala ripidissima sicuramente costa meno e ci vogliono meno lavori che a montare un montacarichi vero.
Siamo ripartite dopo aver lottato per rinfilare i miei figli sovreccitati in macchina. L' unica cosa che ci rodeva è che non avevamo comprato le uova e un po' più di verdura ci sarebbe pure piaciuta. Allora abbiamo fatto piccole deviazioni intorno all' ingresso dell' autostrada e da una casa abbiamo visto uscire una signora con un vassoio di uova e un pollo e siamo andati a bussare anche noi mentre i bambini fraternizzavano con i cani.
Rimango sempre colpita dalla delicatezza di Orso nel fraternizzare con gli animali, Ennio è più irruente e non so mai se li spaventa, Orso invece ci si mette buono buono e zitto zitto fino a che non gli si avvicinano e si fanno accarezzare. Noi non abbiamo bestie in casa e anche se io sono canara, ma mi rendo conto che finchè non rallento ritmi non potremo mai permettercene uno, povera bestia, e il capo è gattaro, ma è diventato allergico e sospetto lo sia pure Ennio, quindi il gatto, che piacerebbe a tutti noi e con il giardino sarebbe anche facile da tenere, proprio non possiamo. E Orso comunque sa trattare gli animali, avrà imparato dai cani dei nonni.
Alla fine il ritorno è stato un dramma di bambini ipereccitati che litigavano e si picchiavano e urlavano tutto il temo, persino pupetto angelico ogni due per tre mi afferrava Orso alla gola e lo strangolava. Abbiamo minacciato la qualunque, che li avremmo fatti scendere e abbiamo deciso di farlo all' inizio dello stradone di casa mia per rimanere credibili. apriti cielo, Ennio è diventato isterico, era tutto rosso e cercava di strangolarsi, una cosa stranissima. È vero che già in macchina ci era rimasto troppo male per l' annunciata punizione, loro tirano sempre la corda e poi si pentono, ma una scena così non l' abbiamo mai vista.
Siamo arrivati a casa, io esausta, figlio angelico di Antonella che alle 17 è schiantato sul divano e si è addormentato, i miei che si sono litigati il numero di Topolino nuovo che avevamo trovato tra la posta (mannaggia) e poi li ho abbandonati e mi sono addormentata, svegliata però a tratti da annunci di Orso che si sarebbe fatto un uovo, rumori strani che dopo si sono rivelati l' aspirapolverino a mano, e quando è arrivato il capo io stavo tutta intontita a controllare il pollo nel forno.
Cenato a base di pollo e cuoricini di polenta al tartufo gratinata al Taleggio avanzati dalla lezione di ieri, e poi gelato fiordilatte con marmellata e mirtilli freschi. Fatica per metterli a letto e farli dormire e domani non si discute, fuori dai piedi e al campo scuola che la settimana prossima Orso sta con me tutto il giorno (e un figlio alla volta è godibilissimo) e Ennio alle prove e amici e conoscenti di blog che arrivano da ogni dove per sentire Ennio cantare domenica 19 al concerto dei canali.
Però l' ultimo bacio che gli ho dato da addormentati dopo che sono stata a pattugliare seduta in corridoio che si decidessero a dormire, e mi sono di nuovo commossa. Come sono teneri quando dormono. Le mie pulci dolci.