martedì 8 novembre 2011

Progressi in tema orsesco

Ci siamo tolti il dente, signore onnipotente che parto che è stato. Cioè, dopo visite, telefonate, patemi, discussioni esterne per togliere pressione al vapore (mio), in modo da poter sostenere discussioni interne che non prevedessero subito l' intervento della neuro, e facciamo bene e facciamo male (grazie, dico solo grazie a tutti quelli che mi sono stati a leggere, a sentire, a darmi consigli o saggiamente astenersene, comunque darmi l' idea che prendermi sul serio ed ascoltarmi, cosa che da altre parti non avevo, e mi sarebbe servito invece). Oggi abbiamo parlato ai bambini del cambiamento di scuola di Orso.

Oggi non c' era scuola e i bambini avevano deciso ieri che si sarebbero alzati, preparato il caffè, spremuto le arance, e io mi ero svegliata forse alle 4 e alle 7, dopo aver parlato con il capo, averlo spinto a decidere, aver fatto del lavoro vario per distrarmi, alle 7 sono crollata a dormire, fino a che Orso non si è alzato ma ha deciso di venire a sdraiarsi con me per scaldarsi mentre Ennio faceva la spremuta, e il capo ha annunciato che va bene, visto che poteva lavorare da casa oggi, tanto valeva parlarne a colazione purchè facessi iniziare lui.

"Orso, ma tu che ne diresti se ti cercassimo un' altra scuola?"
"Quale, quella dove sono andato tanto tempo fa un giorno e che mi piaceva tanto, si, si, quella?"
"Quella dove avevano i tappetini per i bambini che si stancano e vogliono sdraiarsi un pochino?" si intromette Ennio.

OK, io sono quella che ieri mattina si è risvegliata alle 5 con una bruttissima sensazione nella pancia che le diceva: ma tu, cosa stai facendo a tuo figlio? Il dubbio del cornuto, lo chiamano, perchè ieri avevamo il colloquio finale con la potenziale nuova scuola.

"No, non è quella scuola che dici tu, perchè è troppo lontana, ma un' altra".
"Bambini è quella dove siamo stati quest' estate con le bimbe e mentre io e la loro mamma siamo andate dentro a vedere voi avete giocato fuori".
"Ah, quella".

No, perché sa solo il cielo quante mattine mi sono svegliata all'alba con il patema, aspettando il momento di parlarne con calma assieme al capo, ma parlarne con calma pare sia un ossimoro, e il poveruomo mica ha solo me e i miei patemi da gestire, ha anche un lavoro che nei momenti salienti della nostra vita gli riempie la testa e i momenti liberi e questo è uno di quei momenti. Anche a giugno lo era.

Insomma, stamattina mi sono svegliata non voglio neanche sapere a che ora, sfogandomi a leggere La Mennulara che ho iniziato ieri sera. che se vogliamo è pure confortante come letteratura. Il capo si è svegliato appresso a me, e a me dispiace fargli pressioni per decidere in questi rari momenti di silenzio, perchè le decisioni ponderate esistono, ma come mi ricorda la saggia Vic le decisioni perfette non esistono perchè oggi decidi in base a the best of your knowledge di quel momento e domani la vita ti cambia le carte in tavola senza che tu possa farci niente.

Poi ieri ci siamo andati e abbiamo visto un attimo la sua classe e la nuova maestra, ma erano impegnati in giardino con un progetto natura e orto, ci siamo fatti un giretto per la classe vuota, guardato il materiale, letta la guida scolastica (è la prima in cui c' è nello specifico una frasetta in cui dicono di voler prestare particolare attenzione anche a quelli che una signora, ex-insegnante e redattrice della rivista per gli insegnanti, incrociata per caso ai giardinetti all' inaugurazione della scuola di musica, quelli che la signora chiama whizz-kids, cioè bambini che invece di darti preoccupazioni perchè non ce la fanno e hanno bisogno di sostegno, danno preoccupazioni e hanno bisogno di sostegno perchè ce la farebbero un pochino troppo. E io lo so che insisto troppo su questo punto e ormai mi sono scocciata da sola, ma secondo me il problema è proprio quello e la signora in questione di tre nipoti ne ha due che hanno richiesto alla scuola un approccio specifico).

La classe, che dire: sono in 19 (meno che nella classe attuale quindi), 14 femmine e 5 maschi, tutti molto etnici compresa la maestra e mi sono ricordata del primo, catastrofico nido di Ennio nel quartiere popolare accanto al quartiere fighetto in cui abitavamo prima. Che con i genitori che incrociavo non sapevo mai di cosa parlare, ma che ero ogni volta colpita dalla socializzazione dei bambini, molto fisica, molto affettuoso, molto mirata al gruppo.

Che un giorno che Ennio di manco due anni aveva piantato una tragedia di pianti mentre lo stavo per lasciare, e io incintissima e disperata mi ero seduta per terra e l' avevo preso in braccio, così com' ero, senza una maestra che mi si filasse, 3 in una stanza di 20 m2 scarsi a chiacchierare per fatti loro, e una bambina più grande è venuta ad accarezzarselo e dargli i bacetti, un' altra ha trascinato sotto al suo naso una cassetta di costruzioni e si è messa a giocarci invitando altri due bambini a unirsi e a quel punto Ennio interessatissimo si è scordato di piangere e mi ha mollata per giocare con loro mentre una piccolissima già che ha visto che il posto si era liberato mi è venuta in braccio lei.

Ecco, io guardavo quel nido parcheggio con quelle maestre ignoranti, e come dicono gli olandesi, molto ordi, abbreviazione di ordinair, che sta per biondone con 3 cm. di ricrescita, lampadate, con la sigaretta pendula e l' accento burino, e i pantaloni stretch bianchi su un giroculo da 2 metri e i taccazzi in bilico sotto e le unghione smaltate. Che io come tutte le madri con la puzza sotto al naso ci guardo a queste cose, e sapevo che entro il mese saremmo passate all' asilo ariano a 2 minuti da casa, con la maestra eterea steineriana e laureata (l' ho scoperto solo due settimane fa, ma lo sospettavo), il piano pedagogico e i giocattoli di legno, e, ma allora non lo sapevo, una classe di 7 maschi ariani taciturni e sotto i due anni, che ci hanno messo un bel po' a mescolarsi e interagire e meno male che a un certo punto sono arrivate un mucchio di femmine più coccolone e interessate nel prossimo, ma questo è stato il vantaggio di Orso che ci è entrato dopo in quella classe lì, quando il ricambio naturale aveva fatto il suo corso.

Insomma, spero in una classe con una socializzazione più 'mediterranea' e colorata, una maestra capace di improvvisare quando nel mese più piovoso dell' anno hanno il programma in giardino in cui ogni bambino ha un barattolo per misurare la caduta della pioggia e proprio quel giorno lì non piove e hanno però la signora del progetto natura venuta apposta allora con lei si mettono a ripulire dalle erbacce le aiuole, e a me le maestre con capacità d' improvvisazione mi fanno allegria e danno fiducia, e lo so che mi sto arrampicando sugli specchi e cerco di razionalizzare le mie sensazioni di pancia che vi devo dire?

Tanto ne ho parlato già qui.

Tanto, con tutto il mio politically correct del cazzo la prima cosa che ho pensato quando ho visto quella classe, ma proprio la prima, è che non ce ne sembrava essere manco uno con gli occhi azzurri, il contrario esatto della classe attuale. Tanto non me ne sono neanche dovuta vergognare perchè mi sono appena letta Blink! The power of thinking without thinking e mi sono rassegnata al fatto che non ci posso fare niente se ho questi pensieri di primo acchitto, basta che so da dove vengono, che io delle mie reazioni di pancia su argomenti su cui ho studiato volendo mi posso pure fidare, che un mucchio di gente che non si è letta Blink! questa fiducia non ce l' ha e cerca fatti, dati e analisi che poi sonop manipolabili esattamente quanto le reazioni di pancia e del diman non v' è certezza, e che ttè faa na pooora mamme? e insomma, l' abbiamo fatto, non per la prima volta il maschio alfa ha la sensazione che decido io e lui non ha niente da dire, non per la prima volta io trovo che sia un' osservazione ingiusta e soffro in silenzio, visto che io su questa cosa di cambiagli la scuola ci sto studiando dal 2009 e non mi sembra di aver preso decisioni affrettate, e che magari le potessi decidere io le cose, lo avrei fatto a giugno questo passo, cos^`trasferivo anche Ennio senza colpo ferire e invece questa maledetta cosa che le cose vanno studiate e decise in due, anche quando un momento tranquillo resta un' ossimoro e la vita ci insegue, o, che vi devo dire, io specialmente dopo che ho scritto questo mi sento molto più sollevata e così spero anche di chi ha partecipato con affetto degli infiniti patemi e per semplicità fa prima a leggerselo qui come è andata a finire, vero mamma?

14 commenti:

Chiara ha detto...

In bocca al lupo. Capisco la sofferenza e la fatica, e soprattutto la mancanza di tempo cronica. Così è la vita. Ma voi ve la state cavando benissimo, con quel favoloso equilibrio tra pancia e testa che ti è proprio.

supermambanana ha detto...

ma quindi: e' piaciuta la scuola? Ci vanno? che la pancia va bene ma la testa lasciala parlare un po' qualche volta o noi puareti non capiamo la classica cippa. Io almeno :-(

Mammamsterdam ha detto...

La scuola abbiamo deciso di provarla, anche perché è una cosache mi sta impegnando troppo spazio mental mentre io avrei anche dell'altro nella vita e non posso andare avanti così con le maestre che parlano di piani futuri e io devo abbozzare perché il future lì non lovedo

squa ha detto...

quando scrivi di Orso mi fai pensare ai discorsi di Ken Robinson (forse te li ho già segnalati e allora mi scuso )

http://www.ted.com/talks/ken_robinson_says_schools_kill_creativity.html

e

http://www.youtube.com/watch?v=zDZFcDGpL4U

sonia ha detto...

Ci pensavo l'altro giorno, non avendone saputo più nulla. In bocca al lupo a tutti voi, che questa è una cosa di gruppo :) !
Un abbraccio

Amedeo ha detto...

Come ti ho detto quand'eri da me, resto dell'idea che vi convenga provare. Se Orso può fare meglio altrove, lasciategli fare meglio altrove.
Funziona un po' come con l'accesso alla cultura del libro: sebbene io sapessi leggere dall'età di 3 anni, non sai che darei perchè i miei genitori mi avessero fatto cominciare ad curare costantemente la lettura come vera e propria attività fin da bambino, invece che iniziare da solo a 18 anni! Il tempo perso non torna mica, sa'?

Mammamsterdam ha detto...

Il motivo principale resta naturalmente che le cose a scuola non vanno come dovrebbero e lui non è motivato (per il resto ci va volentieri). E che questa scuola, con tutti i lati buoni che ha, manca a mio avviso di una forte visione pedagogica (ovvero, di una persona che ce l' abbia e la trasmetta agli altri) e di occhio per le differenze culturali.

La cosa grave è che sia nel caso di Orso, che di altri bambini con questioni diverse, si tende un po' a pensare: è lui che si deve adeguare o non si deve lamentare, questo l' ho visto succedere per esempio in casi di mobbing. affrontare il bambino problematico e faticoso hanno voglia in pochi, così si fa prima a dire a quello che viene scocciato: si però anche tu.....

E in questo caso me lo dico da sola: si, però anche tu...., nel senso che sto pretendendo di venir presa sul serio e ascoltata anche in altri ambiti miei personali, e quindi tout se tient.

Amedeo, mi dici una cosa santa, questa è la mia sensazione, il tempo perso è perso, ma perseverare è diabolico.

Squa, grazie, no, non me li avevi segnalati, adesso vado a vedere.

Giovanni Ridolfi ha detto...

non per la prima volta il maschio alfa ha la sensazione che decido io e lui non ha niente da dire

Guarda che questa sensazione ce l'abbiamo ogni volta che non decidiamo noi, e in quel caso, poi, abbiamo la sensazione che abbiamo deciso tutto solo noi e voi avete subìto o siete venute a traino.

Quindi, siccome è dal 2009 che ci pensi, quante volte gliene hai parlato? (direi parecchie dal blog, e non hai il tag "schola" che ci avrebbe fatto comodo ;-P )
se non è stata ancora elaborata una risposta...

Se aspetti che tutta l'uva sia matura ti becchi il temporale d'autunno.

Leggerò con piacere i racconti della vendemmia :-)

Matteo ha detto...

Quando bisogna prendere decisioni per risolvere problemi razionali che però gravano sull'irrazionalità dello star bene, dei sentimenti di felicità, della capacità di comprensione di un bambino, che non è che sta lì a farsi i conti su dove è meglio andare a scuola, son grane grosse. Però tu lo fai col cuore in mano, e quindi lui di certo capirà. :)
[1Q84 è uscito pure in Italia (vai sul sito di Einaudi), te lo dico prima che ti ritrovi a leggerlo in giapponese, insomma.]

mamikazen ha detto...

che comunque i bambini sopravvivono a cose che noi umani eccetera eccetera. e però questa scuola con l'orto e la maestra che improvvisa mi piace molto, mi piace di pancia (ma probabilmente essendo io stata un'educatrice per dieci anni anche questo è un thinking without thinking). la cosa più bella però è la bimba che ti si è seduta in braccio perché si era liberato il posto: i bambini sanno cose che noi umani...
in bocca al lupo! (ehm, all'Orso)

Mammamsterdam ha detto...

Giovanni, grazie per il rpontuario alla psiche maschile, hai ragione che qui ne ho parlato a sfracello e lo faccio da anni, può darsi che per questo poi mi scordi di parlarne con lui e che commetto l' errore di filtrargli troppo. D' altronde ognuno ha i suo processi, i suoi sono logici e lineari, i miei vanno a signhiozzo arabescato e molte volte tendo a filtrare e offrirgli solo il distillato - se mai ci arrivo - e forse quindi sbaglio per difetto mentre cerco di proteggerlo dall' eccesso. Poi bo, sono più di ventanni che stiamo insieme, un modo evidentemente l' abbiamo trovato. OK da oggi in poi ogni volta che ne parlo a lui o davanti a lui dirò: "perchè l' idea geniale che ha avuto il maschio alfa di cambiargli scuola, veramente, certe cose un padre le sente meglio di chiunque altro" e se non chiede il divorzio per presa per il culo magari mitridatizza la cosa.
Matteo, no, no, non esageriamo, mi sarei limitata all' inglese, mi sa che prima me lo vado a cercare in biblioteca però.
Mamikazen, ma infatti io lo so che le pippe mentali che ci stiamo facendo noi al povero figlio, che comunque è l' unico a non avere un problema al mondo in questa situazione perchè l' ha deciso lui, gli scivolano sopra come acqua fresca.

adriana ha detto...

non ho capito i ragazzi cosa hanno pensato di questo cambiamento, sono curiosa di cosa abbiano detto, il loro "giudizio" finale... del momento!!!
comunque... buena suerte!!!

Giovanni Ridolfi ha detto...

hai ragione che qui ne ho parlato a sfracello e lo faccio da anni, può darsi che per questo poi mi scordi di parlarne con lui e che commetto l' errore di filtrargli troppo.

Guarda, a me sembrava che il blog lo leggesse anche il Capo. E questa era una delle cose che mi ha sempre stupito e meravigliato della vostra comunicazione.
Per questo mi sono permesso di dirti che 'lo sapeva', mi dispiace se mi sono sbagliato.

e se non chiede il divorzio per presa per il culo
Ecco, non farlo.
Che poi noi maschi ci impermaliamo, il Capo fa l'"alberello"(cit.) e per stemperare vi tocca di gridare "se--o anale!"(cit.), che può anche non essere sempre politically correct :-) Inoltre i figli vi chiedono spiegazioni dettagliate al riguardo =:-/

Mammamsterdam ha detto...

Giovà, ai ragione, ma a questo giro ha letto tutto ieri in blocco per recuperare, dice che gli faccio fare figure barbine perchè non legge i commenti in cui attenuo e si, la nostra comunicazione è tanto strana ma sembra funzionare benissimo in qualche modo.

che meraviglia avere i lettori esegeti.