mercoledì 19 maggio 2010

Io non ci sto


Una poesia di Giorgia Vezzoli per questa bella iniziativa di Donne pensanti (pippone mio personalissimo segue in calce):

IO NON CI STO

Io non ci sto

alla dittatura televisiva dell’avvenenza,

che mi fa esistere solo se bella o appetibile,

barattando il mio pensiero in nome di una magra

visibilità.

Io non ci sto

ad essere solo corpo.

Da guardare,

da toccare,

da giudicare,

da mercificare.

Io non ci sto

poiché conosco

cosa genera l’offerta della mia carne

sugli sguardi inconsapevoli.

Io non ci sto

e pretendo rispetto

e che si dia spazio a tutte le mie

diversità.

La mia rivoluzione comincia con il rifiuto

dell’immaginario imposto

per mutare nel respiro di una nuova dignità.

Ora, lo so che combattere ferocemente ogni scivolone con un mail bombing rischia di disperdere energie che si utilizzerebbero in modo più efficiente altrove (ma quale altrove).

Lo so che è una questione di immaginario femminile, che esiste da ben prima della televisione, ma che la televisione ha contribuito a veicolare ed esasperare in questi ultimi anni.

Lo so che è inutile fare l'anima bella e mandare avanti una battaglia silenziosa e individuale quando la merda ti circonda a tutti i livelli.

E lo so che una percentuale costante della popolazione non ci arriva né ci arriverà mai e che la democrazia di base ammette la possibilità che ci arrivi a governare gente proveniente da quella percentuale lì, che il dispotismo illuminato è una bella cosa ma all'atto dei fatti non più infrangibile del resto.

MA:

cominciate a spegnere quella cavolo di televisione. Cioè, stiamo lì a fare le blog-action e i mail bombing allora vuol dire che accesso a internet ce l'abbiamo. che altre vie di comunicazione ci sono aperte. Che non è vero che alla fermata dell'autobus non sappiamo di che chiacchierare, volendo.

Cominciate a spegnere quella TV e cominciate a procurarvi documentari, cartoni, dvd che vi piacciono e il sabato mattina impegnateli con quelli i bambini, mentre voi avete bisogno di quell'oretta tranquilla per ingranare.

Cominciate ad esercitare il vostro diritto di consumatori, che le battaglie ideali i grandi conglomerati forse non ci arrivano o fingono, ma il bilancio di fine trimestre vedi come lo capiscono.

Cominciate a dire esplicitamente che la tale pubblicità mi offende o mi fa schifo e col cavolo che compro i tuoi prodotti, comunicatore del piffero. Che ci metterai 15 anni a rifarti una verginità di immagine, anche se li passi tutti a 15 ad acarezzare i cincillà in pericolo di estinzione.

Cioè, cominciamo. Nel mio piccolo un po' ho cominciato 15 anni fa lasciandomi ale spalle una TV che non ho più ricomprato (e litigando per 3 anni con chi automaticamente mi faceva pagare il canone per spiegargli che si, esiste anche gente che a un certo punto smette di guardare la TV). Restituite il decoder.

Non dico che sia sempre possibile, non dico che si possa essere sempre coerenti, non dico i valori dell'autarchia, non dico che siamo zen, ma cominciamo. Un grande viaggio comincia dal primo passo, se proprio ve lo devo dire con la citazione citabile appropriata.

E come primo passo suggerisco di lasciar stare quella confezione di merendine o quel toccone di ciocccolato ed investire i soldi risparmiati in un prodotto culturale.

Andate a vedervi Draquila. Compratevi un libro. Andate a teatro. Prendete un paio di guanti e un saccone della monnezza e ripulite dalla plastica un metro quadro dei vostri giardinetti preferiti, che ci vogliono 3 minuti.

Consiglio per gli acquisti della settimana: Demo di democrazia, teatro filosofico con dibattito (il testo comincia in olandese e prosegue in italiano, non cominciate subito a scoraggiarvi, nessuno ha mai detto che fosse tutta discesa). Amsterdam, domenica 23 maggio

Scusate (ma tanto non vi ha costretto nessuno con la pistola puntata alla tempia a legger fin qui) ma devo andare a stirare e mi sa che mi ci guardo Johan Padan e la conquista delle Americhe che ieri mi sono presa con l'Espresso. Che anche quella testata lì ho iniziato a boicottarla per iscritto una ventina d'anni fa per una foto ammiccante in copertina ad illustrare un articolo sullo stupro, ma Fo ha questo potere taumaturgico persino con l'Espresso.

L'ho sempre detto di essere incoerente.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Applauso a scena aperta. Io, con la scusa casa nuova vita nuova, ho fatto un colpo di stato e ho bandito la TV: mai stata meglio. L'uomo dice che gli manca un po', ma alla fine per quel poco tempo che passiamo in casa...quando la rivedo è impressionante, roba da spararsi, delirante...e anche a noi son venuti a chiedere il canone, certo, com'è pensabile che si viva senza quella robetta lì?
Infine sulla copertina dell'Espresso...mi hai fatto venire in mente che voglio scrivere al Venerdì per una copertina sconcia della settimana scorsa.
Ah, Odilia ha fatto un gran successo con Aveja lo scorso we. Vuole diventare un Aquila point a Torino e comunque il mio GAS prenderà i loro prodotti :-)
Abbraccio
Giul
Ps: ma quassù quando vieni?

Mammamsterdam ha detto...

Giuliana, io fra un po' (sono 20 anni che lo dico) applico il principio anche al mangiar carne e zucchero. Che come dici tu, all'inizio fai una fatica bestia a convincerti e iniziare, ma dopo un po' ti chiedi: come ho fatto tutto quel tempo.

Un film in Tv riesco ancora a vederlo, e qualche TG in Olanda, ma tutto il resto, dio mio. Le urla, il rumore, a me viene subito un coccolone.

Odilia è fantastica, forse le devo dirottare qualche altro produttore della zona.

Io vengo a metà luglio, circa.

stefafra ha detto...

Non abbiamo fisicamente una TV in casa, stó ancora aspettando la visita del controllore che dovrebbe venire a vdedere se é vero o no, ogni tanto guardo qualche programma sull'iplayer della BBC, che si puó guardare anche senza pagare la licenza tv (il canone inglese) ma ne ho avuto abbastanza della televisione in Italia.
Quando stavo a casa coi miei ne avevamo 3 (in 3) e non si poteva mai mangiare in pace senza tg o telenovelas. Il potere rincoglionente della televisione é veramente unico.
Non spegnetela, proprio sfrattatela di casa, che la tentazione di abbandonarsi al rincoglionimento catodico é potente.

silvia ha detto...

la voglia di gettarla ce l'ho da un pò. lo farò quando deciderò di fare a meno di sky. i film mi nutrono. i documentari nutrono la mia metà. lo sparso si becca costantemente il tg3. per il resto è una vergogna. da spolverare ogni tanto. ho il proiettore e quando posso proietto film alla grande. che è meglio. hai ragione. dobbiamo ribellarci agli stereotipi. e smettere di comprare i prodotti che ci offendono. ah, è vero. io questo lo faccio già!

Anonimo ha detto...

Mammam: carne e zucchero, appunto, ma com'è che hai 'sta telepatia? Abbandonati l'una da alcune settimane (non mi definisco vegetariana, per ora, ma una che si astiene dalle carni :-D), l'altro già da mesi e sostituito da quello di canna che avevo sempre ritenuto di non poter soffrire: anche qui, mai stata meglio, se tieni conto che ci siamo messi a far la spesa attraverso canali di ben altra qualità (GAS e contadini al mercato), la soddisfazione gustativa non ha paragoni.
Stefania: sai che non guardare più la TV è stato come spegnerla? Basta, chiuso, è venuto del tutto naturale...
Odilia (a proposito di): manda, manda, ché noi sponsorizziamo.
Metà luglio: bene.
Giuliana

Lanterna ha detto...

In Lombardia hanno spento Rete4 e Rai2. Italia1 va a singhiozzo. E noi ci guardiamo Fazio su RaiClick, alle ore che diciamo noi e coi tempi che preferiamo. Di comprare il decoder nessuna intenzione, per ora.
Siamo i soli cretini che pagano il canone per guardare la TV su Internet.