Vi giro questa notizia qui
secondo la quale le minorenni usano come contraccettivo soprattutto la pillola del giorno dopo.
E io mi chiedo chi gliela prescriverà mai, se sento tutte le storie di gente che in Italia per avere una pillola del giorno dopo richia di far prima a partorire che non a trovarla. E mi chiedo se i farmacisti obiettori fanno fatica solo con questo preparato qui, che ce ne sono di cose potenzialmente tossiche, velenose e insalubri che si vendono in farmacia e mi chiedo se il farmacista obiettore ogni volta fa l'atto di contrizione, o non le tiene mai tra le scorte.
Me lo chiedo perché io sono una figlia della necessità di informazioni sulla contraccezione, da quando ho 12-13 anni leggevo e mi informavo, poi magari per tanti altri motivi mi mancava la necessità fondamentale.
Però siccome meglio prevenire che curare, e siccome quandos studiavo all'Aquila non avevo uno straccio di ragazzo ma abitavo a fianco all'AIED, una volta ci sono andata a informarmi sulla pillola e mi hanno dato una tale sfilza di analisi da fare, che io, che odio le punture e i prelievi di sangue, non avendo una necessità rapida e contingente, mi sono scoraggiata e ho lasciato perdere.
Cioè, farmi l'impegnativa, mollare mezzo litro di sangue la mattina presto a digiuno in un altro paese e non ho la macchina, tornare a prendere le analisi, portarle dal medico e attendere il verdetto mi sembrava una roba inutilmente complicata. E che necessariamente coinvolgeva la collaborazione dei miei genitori che io invece se sono abbastanza adulta da farmi prescrivere la pillola vorrei arrangiarmi da sola, grazie tante.
Poi in Olanda per tanti altri motivi di ormoni e acne e svenimenti strani, su consiglio di mia madre al telefono che mi faceva: ma ho letto un articolo, vedi un po' se non ti puoi far dare la pillola, mi hanno prescritto la Diane, che chi se la ricorda sa che era una bomba di ormoni, altro che la trifasica. E la ginecologa, italiana oltretutto, che me l'ha prescritta mi ha spiegato: prescrivere la pillola è come prescrivere l'antibiotico, se non hai controindicazioni note comincia e tieni d'occhio la questione. Qualsiasi cosa strana che ti capita di notare chiamami o precipitati qui e vediamo cos'è, ma se la tolleri ci vediamo fra tre mesi.
A me la Diane come l'acqua fresca, niente ritenzioni idriche, niente emicranie, niente di niente, giusto quel paio di chili in più, ma che potevano dipendere da un mucchio di altre cose. L'ho presa per anni, mai avuto controindicazioni note, poi mi sono riprodotta e ho preso un'altra strada.
Sto nel sistema sanitario olandese da almeno 15 anni, con molta soddisfazione devo dire, e le volte che mi hanno prewcritto un antibiotico si contano sulle dita di mezza mano.
È chiaro quindi che da anni mi interroghi su questo fatto: ma perché in Italia gli antibiotici te li prescrivono come le palline zigulì e la gente arriva addirittura a prescriverseli da soli, usare gli avanzi alla cavolo e costruire resistenze accertate che abbiamo sempre meno medicine a disposizione a causa dell'uso indiscriminato?
E perché invece un po' di sana contraccezione viene vista come il diavolo, o quantomeno una cosa da complicare al massimo, mentre le prostitute minorenni o meno, le ragazzine di 13 e 14 anni che partoriscono, quelle un po' più grandi che non possono partorire anche se volessero perché non hanno casa, lavoro o un minimo di servizi e certezze nella vita, quelle che in certe province manco potrebbero abortire perché sono tutti obiettori nelle strutture pubbliche e non obiettori in quelle private, ecco questo e altro invece va bene.
Fatemi capire, ma qualcuno ha un problema con il sesso? O con le bronchiti recidive?
lunedì 10 gennaio 2011
domenica 9 gennaio 2011
Nuovo Forummo nuclearo (e film)
abbiamo il piacere di invitarvi venerdì 14 gennaio alle 20.30 alla
proiezione del documentario
Onkalo - Into Eternity
di Michael Madsen
(con sottotitoli in inglese)
http://www.youtube.com/watch?v=qoyKe-HxmFk&feature=related
sul primo deposito sotterraneo finlandese di rifiuti ad alta radioattività
Onkalo significa spelonca, un luogo estremamente pericoloso che deve rimanere nascosto per più di 100.000 anni.
Onkalo rappresenta un monumento all'arroganza dell'umanità che produce rifiuti pericolosi in maniera scriteriata, senza essere in grado di poterli stoccare adeguatamente. Il film è molto bello ma scioccante e solleva tante domande sulla politica nuclearista di molti paesi che attualmente hanno ricominciato a promuovere massicciamente questa forma di produzione di elettricità. A spese delle energie rinnovabili.
Così come l'Olanda, che non sa affatto dove verranno seppelliti definitivamente i propri rifiuti nucleari ad alta attività, ma nel frattempo ha grandi progetti di costruzione di una o due nuove centrali nucleari a Borssele.
Così come l'Italia, il cui attuale governo ha in programma la costruzione a tutti i costi di 8 centrali nucleari, nonostante che la popolazione si sia già pronunciata chiaramente nel 1987 in un referendum contro il nucleare. E mentre le vecchie centrali nucleari dopo 23 anni non sono ancora state smantellate e i rifiuti altamente radioattivi sono stoccati temporaneamente in tanti luoghi diversi senza ancora un piano nazionali per lo stoccaggio definitivo.
Dopo la proiezione ci sarà un dibattito informale.
Ci auguriamo che possiate partecipare. L'ingresso è gratuito. Potete anche contribuire con una donazione volontaria alla Fondazione Quelli di Astaroth-Radio Onda Italiana.
Quelli di Astaroth
Sint Jansstraat 37
Amsterdam
www.ondaitaliana.org
info@ondaitaliana.org
Vi preghiamo di prenotarvi per e-mail dato che i posti sono limitati
Ingresso gratuito con possibilità di una piccola donazione a Radio Onda Italiana
per chi volesse saperne di più:
www.laka.org
Sabato pomeriggio
Sabato pomeriggio i bambini al Tun Fun con altri due amichetti. Dandoci il cambio con le madri ho fatto un giro veloce tra Waterlooplein e la Staalstraat.
Una zuppetta di pomodoro al pollo con zenzero e coriandolo, a parole la cosa piu imrpobabile del mondo al Soup en Co in Jodenbreestraat. Taglio attraverso il Waterlooplein che dopo anni di infighettamento turistico pseudofricchettone sta ridiventando un pochino quello che era, un mercato delle pulci con qualche bancarella di vestiti di stilisti piccolissimi locali, come le gonne di stoffe vintage unimisura perch'e te le sistemi come ti pare con la doppia fila di automatici in cintura e le magliette con le applicazioni e i vestiti de la Strega.nl.
Mi fermo al banchetto dei minerali riflettendo che forse per uno dei compleanni dei bambini potrei fargli regalare agli amichetti delle magnetiti, che potrebbero piacergli.
In Staalstraat un giretto alla showroom di Droog Design, finalmente un paio di progetti che per anni sono rimasti sperimentali sono in vendita, anche se il prezzo e troppo fuori dalle mie tasche, come il calorifero decorativo barocco.
Poi giro di scarpe a Op de Dijk, tanto per ricordarmi che basta scarpe noiose. Hanno deciso di cominicare a ordinare numeri piu grandi da El Naturalista (dio vi benedica) e hanno un paio di marche interessanti come ART e Sky of Londo. Meno male, perch'e anche se finora mi piacevano tanto le Think, che hanno alcuni modelli anche carini, il grosso sono sempre scarpe per sciure olandesi alternative e presessantenni che spero di non diventare anche il giorno che l' eta ce l' avrei.
Ma il posto dove ho davvero perso la congizione del tempo e stato Vlieger sull' Amstel, un negozio di carte e articoli artistici. con tutte le caryte giapponesi stampate a mano che prima o poi regalero a Vic. Mi sono accontentata di due fogli di rame per far sperimentare Orso con lavoretti bucherellati, penso a delle lamine decorate da avvolgere intorno ai lumini in modo da farne dei paralumi, tre fogli di carta decorata a aeri vintage color pastelli, francobolloni italiani timbrati (erano carte italiane) e un altro che non ricordo.
" Ma non dovevi star fuori mess' ora?" mi accoglie la mamma di Samuel che sta cercando Orso, scomparso nei meandri di labirinti e gonfiabili del Tun Fun, per portare i bambini a prendere il gelato.
Orso riemerge una mezz' ora dopo, felice.
I bambini stanchi e in megafibrillazione urlano per tutta la strada verso casa, la cena e il dopocena e stamattina si sono svegliati prestissimo e li trovo dietro al computer che urlano ancora.
" Samuel sta giocando perche lui e l' ospite" mi informano.
Alla faccia della camomilla che gli abbiamo dato ieri sera sperando di calmarli.
Adesso riporto Samuel da sua madre che oggi canta in chiesa e lui la vuole sentire, il capo va in piscina con i figli, io ho una prova e cosi oggi pomeriggio posso stirare a pure questo weekend l' abbiamo santificato.
E prima o poi scopriro come fare gli accenti con il computer nuovo.
Una zuppetta di pomodoro al pollo con zenzero e coriandolo, a parole la cosa piu imrpobabile del mondo al Soup en Co in Jodenbreestraat. Taglio attraverso il Waterlooplein che dopo anni di infighettamento turistico pseudofricchettone sta ridiventando un pochino quello che era, un mercato delle pulci con qualche bancarella di vestiti di stilisti piccolissimi locali, come le gonne di stoffe vintage unimisura perch'e te le sistemi come ti pare con la doppia fila di automatici in cintura e le magliette con le applicazioni e i vestiti de la Strega.nl.
Mi fermo al banchetto dei minerali riflettendo che forse per uno dei compleanni dei bambini potrei fargli regalare agli amichetti delle magnetiti, che potrebbero piacergli.
In Staalstraat un giretto alla showroom di Droog Design, finalmente un paio di progetti che per anni sono rimasti sperimentali sono in vendita, anche se il prezzo e troppo fuori dalle mie tasche, come il calorifero decorativo barocco.
Poi giro di scarpe a Op de Dijk, tanto per ricordarmi che basta scarpe noiose. Hanno deciso di cominicare a ordinare numeri piu grandi da El Naturalista (dio vi benedica) e hanno un paio di marche interessanti come ART e Sky of Londo. Meno male, perch'e anche se finora mi piacevano tanto le Think, che hanno alcuni modelli anche carini, il grosso sono sempre scarpe per sciure olandesi alternative e presessantenni che spero di non diventare anche il giorno che l' eta ce l' avrei.
Ma il posto dove ho davvero perso la congizione del tempo e stato Vlieger sull' Amstel, un negozio di carte e articoli artistici. con tutte le caryte giapponesi stampate a mano che prima o poi regalero a Vic. Mi sono accontentata di due fogli di rame per far sperimentare Orso con lavoretti bucherellati, penso a delle lamine decorate da avvolgere intorno ai lumini in modo da farne dei paralumi, tre fogli di carta decorata a aeri vintage color pastelli, francobolloni italiani timbrati (erano carte italiane) e un altro che non ricordo.
" Ma non dovevi star fuori mess' ora?" mi accoglie la mamma di Samuel che sta cercando Orso, scomparso nei meandri di labirinti e gonfiabili del Tun Fun, per portare i bambini a prendere il gelato.
Orso riemerge una mezz' ora dopo, felice.
I bambini stanchi e in megafibrillazione urlano per tutta la strada verso casa, la cena e il dopocena e stamattina si sono svegliati prestissimo e li trovo dietro al computer che urlano ancora.
" Samuel sta giocando perche lui e l' ospite" mi informano.
Alla faccia della camomilla che gli abbiamo dato ieri sera sperando di calmarli.
Adesso riporto Samuel da sua madre che oggi canta in chiesa e lui la vuole sentire, il capo va in piscina con i figli, io ho una prova e cosi oggi pomeriggio posso stirare a pure questo weekend l' abbiamo santificato.
E prima o poi scopriro come fare gli accenti con il computer nuovo.
venerdì 7 gennaio 2011
Oggi a Taccuino Italiano
Oggi mi troverete a Taccuino Italiano per la rubrica Italiani altrove (qui per il resto della settimana), in radio alle 11.30 e replica alle 19.30.
Somo stata intervistata da Chiara Paolini, una giornalista che mi ha ridato fiducuia nella professionalità della Rai (devo ancora sentire il montaggio però si può dire che la differenza tra chi è pieno di sé e chi invece lavora con professionalità salta all'occhio subito? No, che il fiore del giornalismo italiano che approda ad Amsterdam e ha bisogno di noi residenti per unminimo di contenuto negli anni ha provocato non pochi travasi di bile e rmalzi di mascelle).
E dopo questa botta di autopromozione (di cosa, poi?), torno al lavoro, che mi devo portare avanti per la prossima settimana in cui non mi vedrete né sentirete causa Fiera Vacanze a Utrecht con i miei amati abruzzesi.
Somo stata intervistata da Chiara Paolini, una giornalista che mi ha ridato fiducuia nella professionalità della Rai (devo ancora sentire il montaggio però si può dire che la differenza tra chi è pieno di sé e chi invece lavora con professionalità salta all'occhio subito? No, che il fiore del giornalismo italiano che approda ad Amsterdam e ha bisogno di noi residenti per unminimo di contenuto negli anni ha provocato non pochi travasi di bile e rmalzi di mascelle).
E dopo questa botta di autopromozione (di cosa, poi?), torno al lavoro, che mi devo portare avanti per la prossima settimana in cui non mi vedrete né sentirete causa Fiera Vacanze a Utrecht con i miei amati abruzzesi.
martedì 4 gennaio 2011
Ignorance is a blessing
Il bello della vita è che incontrando altra gente e parlandoci uno può sempre cambiare idea. Io per esempio sono della scuola che le cattive notizie bisogna darmele sempre e comunque, così ho tempo di prepararmi.
La volta che zia Filomena è morta mentre ero in Polonia da mia nonna e intanto che aspettavano che rientrassi e cenassi e arrivasse il momento buono per dirmelo, che tanto qualcosa avevo annusato, e poi mio fratellino ha spifferato tutto senza neanche darmi il tempo di sedermi, ecco quella volta mi sono incazzata e ho imposto alla sacra famiglia di non tenermele più nascoste le cose. Devo dire che l'hanno sempre fatto.
Ci ho ripensato e mi ci ha fatto ripensare la mamma dell'amichetto davanti a scuola.
Che non so se ci avete fatto caso, noi madri ci affezioniamo di più agli amichetti le cui madri (o padri) ci stanno simpatici pure a noi e con questa mamma qui, anche se ci siamo viste giusto quel paio di volte e sempre a scuola, ci siamo simpatiche.
Per cui anche se di mio sono una cagona, avevo deciso di farmi insegnare a cateterizzare l'amichetto in questione, che per motivi a me ignoti va aiutato a far pipì ogni tre ore e questo limita molto gli appuntamenti e i pernottamenti.
Suo padre, separato ma abitano accanto con la madre, e che una volta mi ha organizzato un pernottamento nel giorno in cui era di turno la madre, me l'aveva anche spiegato:
"Guarda, lui non sente assolutamente niente, l'unica difficoltà è psicologica per noi, perché uno pensa che faccia chissà cosa, ma non è così, basta abituarsi".
Ieri quindi ci stavamo facendo gli auguri davanti alla scuola e le ho chiesto di farmi vedere alla prima occasione così mi impratichisco.
"Senti ma ti posso chiedere come mai lo dovete cateterizzare? È una cosa temporanea?'
"Ah pensavo lo sapessi, no, è nato con la spina bifida, per fortuna gli è venuta molto bassa quindi ha solo problemi per urinare, tutto il resto va benissimo".
"Mannaggia, chissà come ti sei sentita, appena partorita e ti danno una notizia del genere".
"Per fortuna me l'hanno detto solo otto ore dopo".
E lì ho ripensato alla mia regola di vita, e mi rendo conto che le brutte notizie, per carità, quasi sempre prima o poi ti toccano, ma che in certi momenti darti un po' di tempo per stare tranquilla non è poi quella cosa sbagliata.
"A lui l'abbiamo sempre detto molto apertamente, anche perché per via delle operazioni alla schiena ha un paio di cicatrici e quando fano la doccia a ginnastica si vede".
"Come li conosco quei ragazzini lì, sono sicura che le cicatrici gli sembrino una cosa eroica e da fighi".
Si mette a ridere:
"È esattamente così che gli ho detto di fare, se qualcuno gli dice qualcosa deve voltarsi e dire: ah, e io ho ho due cicatrici grandissime e tu no".
A proposito di lezioni di vita: indipendentemente da tutti i patemi che avrà avuto questa donna (mi sono appena letta su wikipedia cos'era esattamente la spina bifida e sto male io, figuriamoci) trovo bellissimo il modo che ha di tirare su questo bambino, che se non me lo diceva io mica me ne sarei mai accorta.
"In realtà con il fatto che è una vertebra bassa è andata fin troppo bene, ma con tutti gli ospedali che abbiamo visto e ti rendi conto davvero quanti bambini hanno dei problemi stigmatizzanti, impari a relativizzare".
Ecco, io pensavo di saper relativizzare, ma si può migliorare.
La volta che zia Filomena è morta mentre ero in Polonia da mia nonna e intanto che aspettavano che rientrassi e cenassi e arrivasse il momento buono per dirmelo, che tanto qualcosa avevo annusato, e poi mio fratellino ha spifferato tutto senza neanche darmi il tempo di sedermi, ecco quella volta mi sono incazzata e ho imposto alla sacra famiglia di non tenermele più nascoste le cose. Devo dire che l'hanno sempre fatto.
Ci ho ripensato e mi ci ha fatto ripensare la mamma dell'amichetto davanti a scuola.
Che non so se ci avete fatto caso, noi madri ci affezioniamo di più agli amichetti le cui madri (o padri) ci stanno simpatici pure a noi e con questa mamma qui, anche se ci siamo viste giusto quel paio di volte e sempre a scuola, ci siamo simpatiche.
Per cui anche se di mio sono una cagona, avevo deciso di farmi insegnare a cateterizzare l'amichetto in questione, che per motivi a me ignoti va aiutato a far pipì ogni tre ore e questo limita molto gli appuntamenti e i pernottamenti.
Suo padre, separato ma abitano accanto con la madre, e che una volta mi ha organizzato un pernottamento nel giorno in cui era di turno la madre, me l'aveva anche spiegato:
"Guarda, lui non sente assolutamente niente, l'unica difficoltà è psicologica per noi, perché uno pensa che faccia chissà cosa, ma non è così, basta abituarsi".
Ieri quindi ci stavamo facendo gli auguri davanti alla scuola e le ho chiesto di farmi vedere alla prima occasione così mi impratichisco.
"Senti ma ti posso chiedere come mai lo dovete cateterizzare? È una cosa temporanea?'
"Ah pensavo lo sapessi, no, è nato con la spina bifida, per fortuna gli è venuta molto bassa quindi ha solo problemi per urinare, tutto il resto va benissimo".
"Mannaggia, chissà come ti sei sentita, appena partorita e ti danno una notizia del genere".
"Per fortuna me l'hanno detto solo otto ore dopo".
E lì ho ripensato alla mia regola di vita, e mi rendo conto che le brutte notizie, per carità, quasi sempre prima o poi ti toccano, ma che in certi momenti darti un po' di tempo per stare tranquilla non è poi quella cosa sbagliata.
"A lui l'abbiamo sempre detto molto apertamente, anche perché per via delle operazioni alla schiena ha un paio di cicatrici e quando fano la doccia a ginnastica si vede".
"Come li conosco quei ragazzini lì, sono sicura che le cicatrici gli sembrino una cosa eroica e da fighi".
Si mette a ridere:
"È esattamente così che gli ho detto di fare, se qualcuno gli dice qualcosa deve voltarsi e dire: ah, e io ho ho due cicatrici grandissime e tu no".
A proposito di lezioni di vita: indipendentemente da tutti i patemi che avrà avuto questa donna (mi sono appena letta su wikipedia cos'era esattamente la spina bifida e sto male io, figuriamoci) trovo bellissimo il modo che ha di tirare su questo bambino, che se non me lo diceva io mica me ne sarei mai accorta.
"In realtà con il fatto che è una vertebra bassa è andata fin troppo bene, ma con tutti gli ospedali che abbiamo visto e ti rendi conto davvero quanti bambini hanno dei problemi stigmatizzanti, impari a relativizzare".
Ecco, io pensavo di saper relativizzare, ma si può migliorare.
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l'amore è una cosa meravigliosa,
lezioni
Destri, mancini
"Buaaarghh" (Ma che ha questo bambino da urlare sempre, santoddio?)
"Signora scusi sa dove'è il numero 84 di questa via?"
"No, ma se non lo trova potrebbe essere..."
"Aaargh mammmaaa".
"...in quel palazzo lì in diagonale, Orso ma che succede? Ennio che gli hai fatto".
Orso si guarda la punta dell'indice destro con aria drammatica, ma risponde con tono normalissimo, mannaggia a lui che urla per strada.
"Mi fa male quiiiiii".
"Non si vede niente, dai, non sarà un dramma".
"Però è il dito che uso per scrivere?"
"Cosa? Ma tu scrivi con la destra?" strabilia Ennio.
Benvenuto nel mondo dei destri, figlio.
"Si, Ennio, Orso è destro e scrive con la dstra, tu sei mancino e scrivi con la sinistra (zio Italo da piccolo era ambidestro e ci ha pensato una maestra vecchio stampo a stroncarlo per sempre, l'ultima la penso ma non la dico)".
"Però a calcio io tiro di destro e Orso di sinistro".
Il dolore al dito è dimenticato, io mi ricordo un vecchio intake all'istituto Tomatis in cui mi spiegarono che anche per l'occhio e l'orecchio dominante ci sono preferenze che non sempre hanno a che fare con quello che crediamo di essere semplicemente in base alla mano con cui lavoriamo meglio.
E poi comunque mi sorprendo dell'incredibile capacità di osservazione selettiva di Ennio, che non si è mai accorto di essere mancino ma sa con che gamba tirano lui, il fratello e svariati ragazzini che magari ancora non mi ha nominati.
"Signora scusi sa dove'è il numero 84 di questa via?"
"No, ma se non lo trova potrebbe essere..."
"Aaargh mammmaaa".
"...in quel palazzo lì in diagonale, Orso ma che succede? Ennio che gli hai fatto".
Orso si guarda la punta dell'indice destro con aria drammatica, ma risponde con tono normalissimo, mannaggia a lui che urla per strada.
"Mi fa male quiiiiii".
"Non si vede niente, dai, non sarà un dramma".
"Però è il dito che uso per scrivere?"
"Cosa? Ma tu scrivi con la destra?" strabilia Ennio.
Benvenuto nel mondo dei destri, figlio.
"Si, Ennio, Orso è destro e scrive con la dstra, tu sei mancino e scrivi con la sinistra (zio Italo da piccolo era ambidestro e ci ha pensato una maestra vecchio stampo a stroncarlo per sempre, l'ultima la penso ma non la dico)".
"Però a calcio io tiro di destro e Orso di sinistro".
Il dolore al dito è dimenticato, io mi ricordo un vecchio intake all'istituto Tomatis in cui mi spiegarono che anche per l'occhio e l'orecchio dominante ci sono preferenze che non sempre hanno a che fare con quello che crediamo di essere semplicemente in base alla mano con cui lavoriamo meglio.
E poi comunque mi sorprendo dell'incredibile capacità di osservazione selettiva di Ennio, che non si è mai accorto di essere mancino ma sa con che gamba tirano lui, il fratello e svariati ragazzini che magari ancora non mi ha nominati.
lunedì 3 gennaio 2011
Piccole lezioni per il prossimo anno
Non aver paura di salire sempre più in alto
La fortuna aiuta, basta lanciare i dadi con criterio
e non smettere mai di guardare alle cose con gli occhi dei bambini
E qualsiasi cosa, anche la più piccola, in compagnia ce la si gode meglio.
Io per quest'anno ho deciso di uscire dal mio buco. Chissà dove mi porterà, ma lo vedremo.
L'importante è farlo in due con il maschio alfa che ci siamo scelte.
Grazie a Marta per averci offerto un capodanno bellissimo noi otto e tutto l'affetto e l'amicizia e la confidenza che sono cresciuti fra noi e i nostri bambini. A me serviva la scusa per tirar fuori qualche foto delle feste.
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