domenica 27 agosto 2006

Habemus

Habemus blogum, the first autonomous IT project of my entire life, and nothing exploded yet. Feeling pretty proud of myself, actually.

Davvero, saranno i 40 anni che si avvicinano, ma sembra che io abbia un blog. Tutto mio. Fatto da me. Diciamo che è un esercizio spirituale, tenerlo aggiornato con un minimo di regolarità, e se ci riesco rischia di diventare un record personale, il che fa sempre bene a corpo e spirito.

Un po' come quelle persone che cercano di convincerti che stirare in realtà è una forma di meditazione in movimento, praticamente tai-chi, che ti mette di buon umore, ti illumina e contemporaneamente ti permette di sfoggiare camicette senza una grinza di lino, cose così. A parte che vivendo ad Amsterdam le camicette di lino te le scordi per tutto un complesso di motivi (clima, usi e costumi locali che ti si attaccano come i pidocchi ai bambini che vanno a scuola, e poi dove la trovi una camicetta che sia una di lino decente? Al Bijenkorf?) E meno male, sennò appunto chi me le stira? Il Buddha, che è vero che fa tante cose utili, ma proprio a stirarmi le amicette di lino non me lo vedo.

Io preferisco cucinare, leggere, rotolarmi per terra o sul lettone con i bambini, farmi pippe mentali, anche queste tutte cose che non lasciano tracce, e ogni tanto anche scrivere, appunto. Visto che scrivere è una cosa sana, economica e ti registra i vari umori, praticamente un elettroencefalogramma, vediamo se mi riesce a tenere aggiornato il mio encefalogramma.

Nota ai miei vari amici e conoscenti: mi conoscete, mi volete bene e continuate a praticarmi (gotta love me!) e adesso potreste persino seguire le mie peripezie a distanza. Parto dal presupposto che siate persone adulte, che mi conoscono, che non si mettono a querelarmi per ogni citazione non autorizzata e quindi per stare tutti tranquilli mi servirò se necessario solo di soprannomi. O magari iniziali, come in quei bei romanzi russi "Nella cittadina di K* avvenne un giorno un fatto strano che coinvolse lo starosta R*, il pope padre M* e un carretto di aringhe affumicate".

A buon intenditor..., però fate ancora in tempo a mandarmi istruzioni che vi riguardano, così magari vi dico com'è finita la cosa del carretto di aringhe, che tanto per cominciare NON erano affumicate. L'inguacchio era proprio lì. Invito tutte le donzelle del corso di scrittura meditativa a mandarmi il seguito.

Kusjes,
Bax

3 commenti:

Athenite ha detto...

Lode a te intrepida cavaliera della tastiera! Intanto mi si gonfia il petto di orgoglio che sono la 1aaaaaaaaa assoluta a lasciarti un commento (che se te lo scrivo troppo lungo magati arriva qcunaltro e mi scippa il primato). Anyway, non scriviamo in Europanto, ma ma aspergiamo kruisbestuivingen linguistici a piene mani.
Per il resto capisco perché spesso i tuoi abiti sono un po' gekronkeld, non perché non li stiri, ma perché ti rotoli per terra... Eh, l'aspetto ctonio... Unica notazione capricornina, "amicetta", che non è amichetta, ma camicetta senza "c".
Poi son preoccupata, visto che è la prima volta che mi faccio incartare da un blog, il TUO poi. Come cavolo si fa a spedirti il mio commento NON anonimo? Devo crearmi una password e un username? Eh, saran dubbi che attaneglieranno anche gli altri tuoi amici...
Vale! Athenite

mammamsterdam ha detto...

Tesoro, il mio commento alla capricorninità già lo sai e non da oggi, ma ti voglio bene lo stesso e sono commossa. attenta che i blog sono contagiosi.... (poi ne farò di errori di battitura, che ciò la tastiera nuova e recalcitrante)

la tanga ha detto...

una delle aringhe si mise a piangere, urlando di volere conoscere l'esatta identita' del padre, anche le altre per solidarnosc iniziarono cosi' da coinvolgere la prospettiva, poi il baglio, il quartiere, l'intera cittadina, fino ad allora praticamente morta dal punto di vista civile e culturale.

Il patriarca si sveglio' dal suo riposo di meta' mattina e affacciandosi alla finestra capi'...